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venerdì 28 agosto 2026

IL VANGELO È PACIFISTA? / Sul discorso di Papa Leone ai cappellani militari portoghesi del 24-08-2026.

 



Papa Leone fin dai primi giorni del suo ministero petrino afferma il valore de “la Pace disarmata e disarmante”. Anzi il suo primo saluto alla folla da san Pietro fu: “La Pace sia con tutti voi”. È il saluto riservato al vescovo. È appunto il saluto di Cristo risorto ai discepoli : “Pace a voi” (Giovanni 20, 19; 20, 21; 20, 26). La Bibbia è un continuo anelito alla Pace. Il termine Pace appare 320 volte nella Bibbia, di cui 23 volte nei Vangeli e altre 67 volte nel resto del Nuovo Testamento. Cristo è la nostra Pace, in lui Dio realizza la Pace attraverso la riconciliazione nel sangue della sua croce, e ci dona il suo Figlio come fonte e guida alla Pace, cioè al bene in pienezza. Papa Leone è ben conscio che la III guerra mondiale a pezzi - pezzi che si ricongiungono poco a poco in modo minaccioso - di cui parlava Papa Francesco prima ancora dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina, è una realtà innegabile e pericolosa per l’umanità intera. 

Allora che senso ha “la pace disarmata e disarmante”? 

Qualcuno lo interpreta in senso pacifista, cioè basta che io non combatti e tutto il mondo sarà in pace. Aiutare un paese aggredito significa solo prolungare la guerra e le sofferenze. È questo il senso della Pace voluto da Gesù e l’insegnamento costante della Chiesa? L’argomento è delicato e molto importante insieme - come altri d’altronde: il rapporto con i soldi, con la giustizia, con le autorità … - e nella situazione attuale più che mai i cristiani devono avere le idee chiare su questo. Giovanni Paolo II diceva chiaramente che “la Chiesa vuole la Pace, ma non è pacifista”. E approfondire innanzitutto il messaggio della Scrittura, ma anche la testimonianza dei santi (San Francesco! tra gli altri) e il magistero della Chiesa ci aiuta a sviluppare un senso sano e realmente profetico, non ideologico, su ciò che porta alla Pace vera.  

Il recente discorso di Papa Leone alla delegazione dei Cappellani militari portoghesi con  il loro vescovo (il testo integrale della traduzione italiana del discorso in portoghese qui:Delegazione dell'Ordinariato Militare per il Portogallo (24 agosto 2026)) ci aiuta a comprendere che Papa Leone non è pacifista ma lavora davvero per la Pace. 

Ecco alcune sue frasi: 

Ogni giorno, a ognuno di voi è affidata la nobile missione di difendere la sovranità della Patria e lo Stato di Diritto, tutelando la sicurezza dei vostri concittadini e proteggendoli dalle ingiustizie. 

Siate forti nel Signore come il centurione che, a Cafarnao, si avvicinò a Gesù. Lui conosceva bene i valori che guidano la vostra vita: l’obbedienza, la disciplina, la rinuncia, la lealtà, il cameratismo, la dedizione, la responsabilità e il coraggio. Al tempo stesso, quel militare sentiva il bisogno di Dio, sapeva che l’essere umano non basta a sé stesso, ma aspira a qualcosa di più, a qualcosa che lo trascende. Avendo un servo che soffriva terribilmente, si avvicinò a Gesù, che gli assicurò che sarebbe andato a guarirlo. Egli dunque gli rispose: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: “Fa’ questo, ed egli lo fa”» (Mt 8, 8-9). In questo atteggiamento è possibile constatare come il centurione considerasse importante la gerarchia e come questa dimensione della sua vita quotidiana lo abbia portato a interpretare il rapporto con Gesù di Nazaret, che professa come suo Signore, come suo Dio. Meravigliato da tali parole, Gesù disse: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande» (v. 10). Se, da un lato, questo militare era consapevole della sua autorità, dall’altro, dinanzi al Figlio di Dio mostrò la forza della fede e il coraggio dell’umiltà. Di fatto, l’essere umano, per quanta responsabilità abbia, per quanto potere eserciti, per quanto irreprensibile sia, è sempre affamato di infinito e assetato di eternità. Ora, l’infinito e l’eternità sono alla nostra portata in Gesù Cristo: sono dono del Signore.

Da questo vostro ministero specifico si raccoglieranno i frutti della crescita personale nella pratica della vita cristiana e del rafforzamento dell’esprit de corps delle Forze Militari e di Sicurezza che servite. Grazie per la vicinanza che, come buoni pastori, offrite a quanti svolgono un servizio tanto importante, speciale ed esigente per il bene del Portogallo e non solo. 

E, infine, desidero esprimere a tutti voi che siete venuti fin qui la stima, l’apprezzamento e il riconoscimento per il lavoro che svolgete nell’Ordinariato. Che Nostra Signora di Fátima vi accompagni nelle diverse missioni, sia in Portogallo sia all’estero. La gioia del Signore sia la vostra forza. Dio vi benedica!  

Grazie.



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