
Sant'Agostino.
Le letture di oggi, che botta ragazzi! Mentre siamo preoccupati del numero in calo dei battesimi (delle comunioni, delle cresime e dei matrimoni, delle ordinazioni sacerdotali), san Paolo dice che il suo problema è un altro : far arrivare la Buona Notizia nel profondo del cuore di ciascuno affinché fluisca la vita divina, l'u sia strappato al potere del principe di questo mondo, il demonio, ci sia il cambiamento di mentalità prima di entrare nella Chiesa la cui porta è il battesimo. Come prepariamo il battesimo dei bambini, come annunciamo il kerigma ai genitori e ai padrini? Esigiamo che ci sia un congruo tempo perché questa Notizia arrivi e germogli, ci diamo i mezzi perché tutte le famiglie possano essere seguite? Sant'Agostino viveva la carità fraterna senza però smettere di formare incessantemente i cristiani sull'esempio di Ambrogio e di Paolo.
La nostra “carne” esisterà sempre. Gesù dice a Pietro “un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi". Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio” (Giovanni 21,18-19), nel senso che anche alla fine della sua vita non avrà tanto entusiasmo per morire e solo nell'obbedienza della fede, dirà il suo sì totale. Ma coloro che partecipano alle nostre assemblee sono consapevoli che la croce è potenza di Dio e benedicono il Signore per essa? O non piuttosto li incoraggiamo a cercare segni, miracoli e grazie, mentre a chi non cerca segni diamo solo consigli di sapienza umana? La stoltezza della croce è alla base della nostra comunione ecclesiale o non cerchiamo piuttosto di organizzarla secondo criteri umani? Ricordiamo a noi stessi e a tutti, in particolare in occasione dei lutti, assieme alla promessa di una reale vita eterna dopo la morte, anche il giudizio, il pericolo che la porta sia chiusa, la necessità della professione di fede, della preghiera e dei sacramenti? Gli esegeti fanno notare che nel matrimonio del tempo di Gesù dal quale sono presi gli elementi della parabola delle dieci vergini, la porta è sempre aperta. Mentre nella parabola la porta si chiude e lo sposo lancia questa sentenza terribile: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Sant'Agostino non vedeva forse l'umanità come una massa dannata senza la grazia?
La misericordia di Dio è infinita e il malfattore crocifisso accanto a Gesù ne è l'immagine assoluta ma Dio non ci salva senza di noi. E san Paolo vede con enorme sofferenza tanti amici, anche parenti forse, in genere gli ebrei come lui, destinatari delle promesse di Dio, che non accettano la stoltezza della croce, rifiutano il piano di salvezza di Dio. Come a lui, ci spetta annunciare con forza la salvezza a tutti, e invitare ciascuno a decidersi per Cristo, per una vita di fede autentica.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 1,17-25
Fratelli, Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.
La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti:
«Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l’intelligenza degli intelligenti».
Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dov’è il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.
Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 25,1-13
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
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