Scrivendo i post precedenti sull'angoscia che si genera nelle persone per i vari pericoli che li circondano o potrebbero circondarli ( La Gioia del Vangelo: AGLI AMICI TORMENTATI DALLA PAURA DEL MALE 1/ 3 ; La Gioia del Vangelo: AGLI AMICI TORMENTATI DALLA PAURA DEL MALE 2/3 ; La Gioia del Vangelo: AGLI AMICI TORMENTATI DALLA PAURA DEL MALE 3/3 ) mi sono imbattuto in questo meraviglioso testo di Papa Paolo VI. Vale la pena leggerlo e meditarlo con attenzione, senza lasciarsi fermare da qualche difficoltà che possa venire dal suo uso di alcuni "vocaboli eletti", come per esempio "impreteribile" che finora non conoscevo. Il ragionamento invece impegna la nostra attenzione ma non più di tanto e vale la pena fare un piccolo sforzo. In fondo è tutto molto semplice e spero che quello che ho scritto prima abbia familiarizzato con la problematica che affronta magistralmente Paolo VI.
PAOLO VI
UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 2 settembre 1970
Ampia e meravigliosa la conoscenza di Dio.
Noi insistiamo sul tema della ricerca di Dio. Non è per evadere ai problemi gravi e incalzanti del momento storico presente, ai quali la nostra attenzione è parimente e assiduamente rivolta, in altra sede e in altro modo; ma perché pensiamo che la questione della nostra mentalità circa la religione è sempre prioritaria, non solo in se stessa, per le realtà somme a cui si riferisce: Dio e l’uomo, ma altresì per le conseguenze teoriche e pratiche, che dipendono da questa prima questione: essa è il punto di sospensione di tutto il sistema ideologico umano; e siccome oggi negarla è di moda, trascurarla è abitudine, ignorarla (con tanto accanito odierno secolarismo) è quasi d’obbligo, quasi difesa d’una conquistata emancipazione, noi crediamo doveroso e interessante farne parola, ancora, ancora una volta: dobbiamo ricercare Dio. È strana pretesa di tanta gente sentenziare su questo nome sommo e misterioso di Dio, come se ne conoscessero il vero significato - vuoto, falso, dubbio, immenso, impreteribile, che sia - senza mai averlo onestamente cercato, coscienziosamente studiato: qual è la scienza, di cui oseremmo parlare, senza prima averla studiata, o almeno ammessa sulla parola di una testimonianza competente?





