Il popolo fedele come il resto della gente cade facilmente preda delle divisioni. Tutto l’inizio della prima lettera di Paolo ai Corinti è segnata da questo pericolo presente nella comunità: “Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!»”. (1 Cor 1,12). Con Gesù può succedere lo stesso, in particolare riguardo a Giovanni il Battista e i suoi discepoli. Gesù si affretta quindi a dire la verità sul Battista, e cioè tutto il bene possibile. Eppure egli sottolinea che “il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui”. Non perché umanamente qualcuno sia più grande di Giovanni Battista, né come zelo per Dio né come carisma. Ma il cristiano porta il messaggio del Vangelo, della pienezza. È il suo tesoro e non deve svenderlo, sfigurarlo, ridurlo a ciò che gli piace o riesce a fare. Ogni cristiano deve invece cercare di purificare sempre di più la sua fede perché sia davvero come Gesù l’ha trasmessa. In un recente discorso riguardo alle antiche radici religiose che hanno contribuito alla guerra in Ucraina (Bartholomew: Russian Church has sided with Putin, promotes actively the ideology of Rousskii Mir | Orthodox Times (en)) il Patriarca Bartolomeo dice in particolare che “Gli errori di discernimento, le eresie, non sono fenomeni trascurabili che devono interessare solo pochi chierici e studiosi. Al contrario, hanno gravissime conseguenze per la vita spirituale e per la vita materiale. La fonte dei problemi è la strumentalizzazione della religione da parte di attori che spesso non hanno una fede reale”. Vediamo questo pericolo anche per esempio nel Cammino Sinodale tedesco, e in tante altre situazioni anche nelle parrocchie e nelle comunità religiose. Non si riparte dal Vangelo ma dalla tradizione precedente, o dall’idea di un singolo, di un gruppetto, e ci si allontana sempre di più dalla verità della Fede.
“Tutto il popolo che lo ascoltava (il Battista), e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto”. Cosa significa che “Dio è giusto”? Confessando i propri peccati hanno riconosciuto che Dio è colui che insegna all’uomo il bene e il mele e che disobbedire a Dio non porta alla vita ma alla morte. Ma è così importante il farsi battezzare (lavare dai peccati)? Facendosi battezzare hanno riconosciuto che per il peccatore non esiste salvezza se non affidandosi alla misericordia di Dio. Non ci sono sforzi dell’uomo che, per quanto grandi, possano redimerlo. Non che Dio non voglia che ci sia una partecipazione anche concreta dell’uomo e della sua volontà. E la volontà può e deve essere esercitata per rafforzarsi. Ma presa in senso assoluto, soprattutto sul piano spirituale, l’espressione “volere è potere” è una eresia (ha un nome: Pelagianesimo), oltre che molto spesso una triste barzelletta: quanti buoni propositi non sostenuti dalla grazia sono sfumati in un attimo!! Oggi purtroppo spopola la mentalità che l’uomo si deve fare da solo, e non esistono limiti per lui nella sua realizzazione.
Rifiutando di abbassarsi, di riconoscersi pubblicamente peccatori come gli altri, i capi non hanno fermato il progetto di Dio ma se ne sono esclusi. Un segno dell’Anticristo è il non chiedere mai perdono!
Posso suggerirti di fare una buona confessione prima di Natale, di chiedere scusa o perdono a chi hai offeso?
Posso suggerirti di chiedere a Dio di guidarti per avere la grazia di iniziare un vero cammino di fede?
Prima
Lettura Is 54, 1-10
Come una donna abbandonata ti ha richiamata il Signore.









