Papa Francesco ha
scritto una lettera manoscritta alla fondatrice in occasione del 50° del “Centro
de Espiritualidad de Santa Maria” in Argentina che si propone di “accompagnare
le persone nel cammino verso il proprio cuore per scoprire il senso della loro vita”.
Traduco le righe in cui
papa Francesco descrive ciò che deve essere un centro di spiritualità:
… Il cammino di un centro di spiritualità non deve essere altro che il cammino
del Vangelo. Semplice, chiaro, quotidiano, dietro i passi di Gesù... e
accettando anche di fare il cammino di “comprendere” il Vangelo (che non è lo stesso
di “intendere”). Nel seguire Gesù ci sono insieme luci e ombre, chiarezza e
oscurità, gioia e pena… E per “andare bene” in questa “simultaneità”, è
necessario il dialogo continuo con lo Spirito Santo, luce e amore, creatore
delle differenze e, assieme, creatore dell’armonia. “Egli è l’armonia”. Lo Spirito
Santo è “l’anima” di un Centro di Spiritualità.
Un’altra cosa che mi viene è “lo stile”. Quanto più vicino allo “stile
di Gesù” quanto più sarà autentico. E lo stile di Gesù era uno stile semplice,
concreto, con il ritmo e “la musica” con la quale si esprimeva il suo popolo. Concreto
e fedele alle radici ricevute: quella della rivelazione e quella della cultura.
E, in questo senso, possiamo parlare della “originalità” di Gesù. Non è sceso a
patti né è entrato nel gioco delle ideologie del suo tempo: farisei, sadducei,esseni
e zeloti. Si è distinto chiaramente da loro e ha optato per la sua originalità.
E un Centro di spiritualità deve optare per la originalità del Vangelo.
Sicuramente sarà “tentato” da una o altra ideologia. Nel suo cammino di
maturità dovrà vincere queste tentazioni e “ri-situarsi” sempre nella
originalità del Vangelo. Ricordati per esempio il male che ha fatto la
ideologizzazione di stampo marxista di alcuni centri latinoamericani negli anni
‘70.
Da questo centro, da questo nucleo, deve nascere tutto e organizzarsi tutto.
Il cammino di sequela di Gesù, l’armonia, è opera dello Spirito al quale
dobbiamo essere aperti. Un “metodo” necessario è la capacità di discernimento nel
cammino. Ed è questa capacità che segnerà il ritmo i assicurerà il giusto cammino.
Inès, questo è ciò che mi è uscito dal cuore. ….
Ecco il testo originale intero: