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sabato 12 febbraio 2022

LA VIA DEL VANGELO E IL DANNO DELLE IDEOLOGIE / Una lettera manoscritta di Papa Francesco.

 


Papa Francesco ha scritto una lettera manoscritta alla fondatrice in occasione del 50° del “Centro de Espiritualidad de Santa Maria” in Argentina che si propone di “accompagnare le persone nel cammino verso il proprio cuore per scoprire il senso della loro vita”.

Traduco le righe in cui papa Francesco descrive ciò che deve essere un centro di spiritualità:

 

… Il cammino di un centro di spiritualità non deve essere altro che il cammino del Vangelo. Semplice, chiaro, quotidiano, dietro i passi di Gesù... e accettando anche di fare il cammino di “comprendere” il Vangelo (che non è lo stesso di “intendere”). Nel seguire Gesù ci sono insieme luci e ombre, chiarezza e oscurità, gioia e pena… E per “andare bene” in questa “simultaneità”, è necessario il dialogo continuo con lo Spirito Santo, luce e amore, creatore delle differenze e, assieme, creatore dell’armonia. “Egli è l’armonia”. Lo Spirito Santo è “l’anima” di un Centro di Spiritualità.

Un’altra cosa che mi viene è “lo stile”. Quanto più vicino allo “stile di Gesù” quanto più sarà autentico. E lo stile di Gesù era uno stile semplice, concreto, con il ritmo e “la musica” con la quale si esprimeva il suo popolo. Concreto e fedele alle radici ricevute: quella della rivelazione e quella della cultura. E, in questo senso, possiamo parlare della “originalità” di Gesù. Non è sceso a patti né è entrato nel gioco delle ideologie del suo tempo: farisei, sadducei,esseni e zeloti. Si è distinto chiaramente da loro e ha optato per la sua originalità.

E un Centro di spiritualità deve optare per la originalità del Vangelo. Sicuramente sarà “tentato” da una o altra ideologia. Nel suo cammino di maturità dovrà vincere queste tentazioni e “ri-situarsi” sempre nella originalità del Vangelo. Ricordati per esempio il male che ha fatto la ideologizzazione di stampo marxista di alcuni centri latinoamericani negli anni ‘70.

Da questo centro, da questo nucleo, deve nascere tutto e organizzarsi tutto. Il cammino di sequela di Gesù, l’armonia, è opera dello Spirito al quale dobbiamo essere aperti. Un “metodo” necessario è la capacità di discernimento nel cammino. Ed è questa capacità che segnerà il ritmo i assicurerà il giusto cammino.

Inès, questo è ciò che mi è uscito dal cuore. ….

 

Ecco il testo originale intero:

venerdì 11 febbraio 2022

INVINCIBILI EPPURE PRUDENTI / Festa di San Castrese, 11 febbraio.

 

Ritratto di san Castrese. Arte popolare, in parrocchia.

Oggi è la festa del santo Patrono della Parrocchia, Castrese, vescovo e martire. Ci sono letture proprie. Suggeriscono un percorso spirituale molto fecondo:

Nel Vangelo, Gesù consiglia di guardarsi degli uomini anche se le loro persecuzioni permetteranno di rendere testimonianza al Vangelo. Sembra una contraddizione: se la Chiesa è missionaria per natura, consegniamoci invece ai tribunali, andiamo nelle sinagoghe, nelle moschee, a provocare per rendere testimonianza a Gesù. Non è forse il Cristo, l’unico Nome nel quale c'è salvezza per gli uomini? Non è forse quello che hanno fatto in piazza i primi martiri francescani, appena sbarcati in Marocco e san Francesco non li ha forse lodati come veri frati minori?

Perché Gesù non consiglia questo? Per due motivi:

Il primo motivo è di fondo: parlino prima le opere. La Chiesa evangelizza per attrazione ripetono papa Benedetto e papa Francesco. Dio rispetta la libertà degli uomini e non vuole annunci violenti o basati sulla paura. Anche se ogni uomo muore e deve dare al più presto una risposta al senso della sua vita, Gesù vuole che testimoniamo con dolcezza e rispetto (1 Pietro 3,15), il che non esclude né la franchezza né il coraggio dell’annuncio. San Francesco riconobbe l’ eroicità dei primi cinque frati martiri, ma capì che il loro approccio era spiritualmente pericoloso per i frati e per l’evangelizzazione, e impose un altro atteggiamento. Nel Capitolo XVI della prima Regola egli raccomanda innanzitutto ai ministri di impedire a tutti gli esaltati di andare in missione tra gli infedeli. Poi, ancora:

Dice il Signore: "Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe". (Matteo 10,16)

…

I frati poi che vanno fra gli infedeli, possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio a e confessino di essere cristiani. L'altro modo è che quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché essi credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose, e nel Figlio Redentore e Salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani, poiché, se uno non sarà rinato per acqua e Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio.   ...

Vale la pena leggere tutto questo capitolo che è un breve trattato di evangelizzazione. E san Francesco seguirà questa linea quando si unirà alla crociata.

C'è anche  un secondo motivo di sano realismo: a tutti piace la promessa di liberazione di Isaia (1° lettura) quella che Gesù proclamerà compiuta a Nazareth, ma san Paolo spiega che la liberazione passa attraverso la sequela di Cristo, cioè attraverso la croce (2° lettura). Quando Mosè è mandato da Dio in Egitto, le sue prime azioni suscitano un inasprimento della schiavitù per gli ebrei, ed essi gliene danno la colpa. Solo pian piano prendono fiducia in Dio.  Ma chi si trova nella persecuzione senza averla cercata, se si appoggia al Signore e dice “sì” alla croce, sperimenta di essere accompagnato intimamente e di trovare una libertà insospettata, come promette Gesù e testimonia san Paolo. Non è così scontato però vivere continuamente di fede! Per questo Gesù dice di perseverare fino alla fine. Il consegnarsi di san Castrese ai suoi persecutori è una grazia ma anche certamente il frutto di un costante cammino di crescita spirituale.

 

giovedì 10 febbraio 2022

LA CHIESA, "GIARDINO DELLO SPIRITO": DEVE PROFUMARE DI DIO ATTRAVERSO IL VANGELO / Santa Scolastica Vergine.

 

La donna siro-fenicia supplica Gesù.


Quando fu vecchio Salomone deviò verso gli dèi stranieri. Malgrado questa gravissima infedeltà, peggiore di quella di Saul che si era solo piegato al popolo, Dio conserva alla discendenza di Davide la tribù di Giuda, rimane fedele all’Alleanza. Anche noi siamo certi che qualunque sia la persona del Papa, del vescovo, del prete, il Papa non potrà insegnare autorevolmente errori contrari alla fede, il vescovo sarà sempre canale della volontà di Dio, i sacramenti celebrati secondo la forma della Chiesa saranno sempre sacramenti divini anche se il pastore è indegno. Questa sicurezza è un dono straordinario di cui ringraziare il Signore, da cui ripartire sempre, ma nessuno si può accontentare di questo. La Chiesa deve risplendere, deve fiorire, deve profumare di Vangelo.

Nel Vangelo una donna pagana si avvicina a Dio con la sua fede genuina. Notiamo che Gesù non le chiede di convertirsi al giudaismo o al cristianesimo. Accoglie la sua fede che ha come caratteristiche l’abbandono in Dio, la perseveranza e l’umiltà. Quindi la fede in Dio può esistere al di fuori dei confini della Chiesa? Dio è il Dio di tutta l’umanità che ha creato a sua immagine con la capacità di ricevere la fede. Quale differenza allora tra persone sincere di una religione o di un’altra? Il Cristo è autore e perfezionatore della fede. In lui è totalmente rivelato il Mistero e la Chiesa è il suo corpo, segno (sacramento!) visibile per l’umanità dell’amore di Dio. Ma Dio è ovunque, ovunque lo Spirito semina semi di verità e di amore. Dio ci chiede di chiuderci al paganesimo e di aprirci ai pagani. Secondo una bellissima espressione dei Padri, la Chiesa è il “Giardino dello Spirito”: le piante e i fiori del giardino sono già presenti in natura, ma nel giardino sono curate, moltiplicate, irrobustite. La Chiesa deve risplendere, deve fiorire, deve profumare di Dio attraverso il Vangelo. Facciamo un patto di aiuto reciproco per la santità tra fratelli e sorelle di comunità, come fecero i santi fratelli Scolastica e Benedetto.

 

Prima Lettura   1 Re 11, 4-13
Poiché non hai osservato la mia alleanza ti strapperò via il regno; ma una tribù la darò a tuo figlio, per amore di Davide.

mercoledì 9 febbraio 2022

GESU' RICORDA LA POSITIVITA' DELLA REALTA': "E DIO VIDE CHE ERA COSA BUONA" / mercoledì V sett. T.O., pari.

 

Nella prima lettura, la regina di Saba ci ricorda quanto è importante che il governante, il responsabile di un popolo, di una comunità, sia sapiente.

Gesù, Sapienza Incarnata inaugura nel Vangelo di oggi una rivoluzione profonda, enunciando un principio fondamentale: « Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».

Ancora oggi, come altre religioni, l’ebraismo conosce divieti alimentari. Sul piano pratico, “giuridico” invece Gesù “rendeva puri tutti gli alimenti.” Non è poco. Semplifica enormemente la vita in molteplici occasioni quotidiane, in cucina, al mercato, quando sei invitato a pranzo da qualcuno o quando la vicina ti porta un piatto da lei cucinato, quando devi provvedere a profughi o poveri senza tetto … Obbedire a Dio attraverso un divieto alimentare è buono, ma mette barriere tra i gruppi e le persone.

Ma Gesù va molto aldilà del fatto alimentare. Ristabilisce la visione della Creazione che il libro della Genesi afferma in contrasto con i pagani che credono nella coesistenza di un principio del bene e di un principio del male. Non solo Dio crea tutto dal nulla con la sua Parola ma, per ogni essere vivente pianta o animale che sia, in un crescendo, il testo biblico sottolinea: “E Dio vide che era cosa buona”. Il Saggio infatti dice: “Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. .… Signore, amante della vita.” (Sapienza 11, 24.26). Gesù toglie ogni tabù dalla visione di fede. Ricordiamo che i tabù possono arrivare fino all’uccisione, per esempio dei bambini albini, o, nelle stesse popolazioni, in senso “positivo” (!!!) all'uccisione sacrificale di ragazze vergini. La Bibbia invece demitizza profondamente la realtà.

E Gesù ricorda che il peccato non sta nelle cose, ma nel cuore delle persone, cioè nella loro libera volontà.

 

Prima Lettura   1 Re 10, 1-10
La regina di Saba vide tutta la sapienza di Salomone.

CRESCITA E REGRESSIONE SPIRITUALE / Santa Giuseppina Bakhita, 8 febbraio.

 


La preghiera di Salomone al momento della consacrazione del Tempio, 900 anni prima di Cristo, è semplice e bella, piena di un soffio spirituale. Le riflessioni dei farisei e degli scribi al tempo di Gesù sono grette e animate da uno spirito di critica sistematico, da “polizia dei costumi”.

Questo confronto ci insegna due cose fondamentali:

l’involuzione, la regressione spirituale è sempre possibile; l’uomo rischia sempre di trasformare l’incontro col Mistero in pratiche esterne a volte superficiali, rassicuranti ma soffocanti.

Il Dio della nostra fede è Unico, Semplice, Luce senza ombra. Fin dalle origini è evidentemente sempre lo stesso anche se si rivela progressivamente. Per portarci alla piena comunione con Dio, Gesù deve in un primo tempo purificare il nostro spirito e le nostre abitudini da molte incrostazioni e idolatrie varie. Anche dopo duemila anni di cristianesimo questa purificazione è sempre necessaria per la Chiesa intera e specialmente per ogni cammino credente singolo, in particolare all’inizio.

Ma Dio è l’Unico, il Misericordioso, il Paziente e Provvidente, Padre premuroso che accompagna il cammino dei suoi figli con una sola misura: l’amore incondizionato e totale. Se “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;” (Gal 5,22) significa che Dio è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza …

Santa Giuseppina Bakhita (1869 - 1947) è poco conosciuta.

Eppure è un esempio straordinario di rinascita e abbandono totale in Cristo. Nata in Sudan ha visto distruggere il suo villaggio e la sua famiglia dagli schiavisti prima di essere rapita lei stessa a sette anni e venduta come schiava. Poteva recriminare contro la vita e contro Dio per le profonde ferite riportate nella sua storia e nel suo corpo. Invece si è lasciata riempire e portare dal Dio che aveva incontrato. Battezzata e diventata canossiana vive con Gesù Amore crocifisso, e nell'Italia delle leggi razziali diventa sempre più un punto di riferimento per migliaia di persone.

 

Prima Lettura  1 Re 8,22-23.27-30
Tu hai detto, Signore: «Lì porrò il mio nome!». Ascolta la supplica del tuo popolo Israele.

lunedì 7 febbraio 2022

CHE RAPPORTO TRA LA NUBE MAESTOSA CHE INVADE IL TEMPIO E GESU' CHE PERCORRE A PIEDI LE STRADE? / lunedì V sett. T.O., pari.

 



La presenza di Dio durante la vita di Abramo era quasi esclusivamente una voce, una promessa custodita nel cuore, con pochi segni esterni, ma parole che si realizzavano come alle querce di Mamre per Sodoma e Gomorra e soprattutto con la nascita di Isacco. I discendenti di Abramo avevano pochi semplici memoriali come pietre, alzate dove avevano vissuto esperienze particolari con Dio. Mentre i popoli circostanti erigevano templi sempre più grandi e maestosi ai loro dèi, Israele, ospite poi schiavo in Egitto, poteva avere solo cerimonie e tradizioni familiari. Nel deserto la presenza di Dio era sotto una tenda che accompagnava il peregrinare del popolo. Ecco che, nella Terra promessa, diventato un popolo di agricoltori e un Regno che conta, Israele vuole un Tempio come gli altri popoli per il suo Dio. Sembra una regressione. Nel tempio però non si raffigura Dio. Egli si adatta al cammino anche culturale del suo popolo, ma senza rinunciare a segnare la sua specificità unica e la sua essenza spirituale con la nube che invade il tempio. Il Dio d'Israele è un Dio in movimento e che mette in movimento, un Dio inafferrabile che vuole adoratori in Spirito e Verità. Gesù che va di villaggio in villaggio e si china sulla miserie fisiche e spirituali della gente è lo stesso Dio in movimento e vicino al suo popolo che si è manifestato nei profeti e nel peregrinare nel deserto.

Nel mutare delle tradizioni e delle manifestazioni religiose, riconosciamo e preserviamo l’essenza dell’Alleanza col Dio Unico, Spirito che vuole adoratori in Spirito e Verità, pienamente incarnato e rivelato in Gesù di Nazareth.

C'è chi riduce tutto a segni, immagini e formule, e c'è chi vuole fissare, immobilizzare la Tradizione ad un certo tempo e ad una certa cultura. Nei due casi si tradisce la pedagogia stessa di Dio e il suo piano per salvare l’uomo.

 

Prima Lettura   1 Re 8, 1-7.9-13
Introdussero l'arca dell'alleanza nel Santo dei Santi e la nube riempì il tempio del Signore.

COSA SIGNIFICA "PARLARE DA PAPA"? / Dopo l'intervista di Papa Francesco a "Che Tempo che fa".

 


Dopo l'intervista a “Che tempo che fa”, chi si aspettava che papa Francesco annunciasse il “grande reset” o “l’unica religione mondiale” o qualcosa del genere sarà rimasto deluso. Non so come esprimermi davanti a queste fantasie, non riesco a comprendere come qualcuno arrivi a pensare cose del genere…

I commenti sono per lo più molto positivi. Sembra che la semplicità e l’umiltà di papa Francesco abbiano raggiunto lo scopo: un’efficace comunicazione al grande pubblico di contenuti tutt’altro che banali.

Non tutti i commenti sono positivi. Qualcuno ha trovato questa intervista noiosa, non sono stati affrontati gli argomenti più importanti, ecc. Che le domande siano state o meno concordate tra Fazio e papa Francesco, si tratta comunque di una intervista di un’ora per il grande pubblico nello stile conversazione da salotto. Qualcuno ha scritto che Fazio sembrava un chierichetto che serviva la messa per la prima volta. Mi ha fatto sorridere. Ma certamente non voleva graffiare. Non c'era bisogno per la riuscita della trasmissione. Però come ho già osservato non si può dire che i contenuti fossero banali, anzi!

Si può trovare il video a questo link per riascoltare le risposte del Papa: Il Papa da Fazio: "La guerra è un controsenso della creazione"

Qualcuno, come c'era da aspettarsi, si è lamentato che papa Francesco non abbia parlato da Papa. Chi la pensa così può precisarci cosa intende per “parlare da Papa”? Ripercorrendo la storia dei Papi, solo quelli buoni o perfino anche santi per la Chiesa, ci accorgiamo che come vescovi di Roma e Papi della Chiesa Universale, e quindi Padri di un popolo, essi sono intervenuti con le parole e le azioni sui temi e sui problemi più svariati del loro tempo. Almeno queste persone ci dicano in che cosa papa Francesco non ha parlato da Papa ieri sera. Aspetto con vero interesse.