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giovedì 8 agosto 2019

LA VERA OBBEDIENZA / san Domenico



Mosè fece quanto gli era stato chiesto ma colpì la roccia due volte col bastone mentre il Signore aveva detto: “parlate alla roccia ed essa darà la sua acqua.” Doveva solo parlare alla roccia? Doveva colpire una volta sola? Per gli esegeti questo brano rimane oscuro, ma la Parola di Dio indica chiaramente che l’obbedienza esatta è importante, in segno di fede, di svuotamento interiore del proprio ego e orgoglio. Anche Pietro, lodato perché ha seguito l’ispirazione dall’alto e confessato che Gesù è il Cristo, viene poi rimproverato severamente. Perché? Cosa ha fatto di male? Egli vuol bene a Gesù, vuole solo proteggerlo. Questo merita di essere chiamato satana-nemico? Non è forse una durezza esagerata non degna di Gesù e della sua bontà? Ma Gesù chiarisce: “adesso pensi secondo gli uomini e non secondo Dio!” Egli vuole sottomettersi in tutto, vivere nel totale abbandono al Padre e la proposta con lo sconto di Pietro è una tentazione per lui. Ci sono molti esempi nella Scrittura. Dio ripudia Saul come Re perché, in una situazione di grande difficoltà, cerca un compromesso accontentando i suoi guerrieri per rassicurarli, ma contro le indicazioni di Samuele. Non si fida ciecamente del soccorso del Signore che tarda a venire (1 Samuele 13,7-14). È una cosa molto seria.
In tutte le comunità c'è chi agisce solo di testa propria. C'è chi dice: “Vabbè, ma, che fa…?” C'è chi parla e riparla con il superiore fin quando questi dice: “fai come vuoi!” e, felice, dice: “il/la superiore mi ha detto di farlo!” C'è chi va dall'uno all'altro fin quando trova chi lo accontenta … C'è chi non ha capito l’obbedienza cristiana e dice: “ma è una persona generosa...” come se Dio avesse bisogno delle nostre opere. C'è chi non si occupa di seguire le persone affidate alla sua guida.
Ma non c'è il pericolo che l’obbedienza annulli la personalità di chi obbedisce? La vera obbedienza fa crescere purificando, non annullando. Essa include il fare discernimento insieme e anche il prendere il rischio della responsabilità sia per chi guida, che per chi è guidato.
San Domenico di cui è la festa oggi e san Francesco suo contemporaneo sono stati molto chiari sull’obbedienza, l’umiltà, il distacco da sé stessi. San Francesco riprende in pieno l’immagine dell’obbedienza “ac cadaver”, come un cadavere! Ma allo stesso tempo, hanno fatto molta fiducia alle persone. San Domenico diceva: “il grano ammucchiato marcisce, ma seminato germoglia e porta frutto, per questo mando i miei frati in giro. Qualcuno vede in loro qualche difetto che in convento sarebbe più facile controllare, ma il miracolo è che questi miei frati, in mezzo a tanti pericoli, rimangano così integri, protetti dalla preghiera.
Il segreto è “restare in comunione” da una parte e dall’altra, la guida come guida, il guidato come guidato. Il male è “farsi il proprio (piccolo) regno” dove nessuno deve più mettere il naso.

Prima Lettura   Nm 20, 1-13
Ne uscì acqua in abbondanza.

mercoledì 7 agosto 2019

IL BUON COMBATTIMENTO DELLA FEDE / San Gaetano




… Confortati dalla testimonianza di san Gaetano, affrontiamo il buon combattimento della fede, per condividere al di là della morte la stessa corona di gloria… (dal prefazio dei santi).
Dio vuole dare subito la Terra Promessa al suo popolo ma esso dovrà combattere confidando nell’aiuto di Dio per sconfiggere popoli più numerosi e forti. Tranne Giosuè, gli altri esploratori però non si fidano, hanno paura e tutto il popolo si mette a gridare, piangere e lamentarsi. Per non combattere si va fino alla perversione, alla “Fake New”. Gli esploratori cominciano a raccontare bugie sulla Terra Promessa per finire di distruggere la fede della gente. Il lasciarsi andare al pettegolezzo, alla denigrazione, alla critica non costruttiva, anche al solo rimuginare o coltivare curiosità negative e morbose distrugge la forza della fede in me e negli altri, tende a contagiare tutta la comunità.
La Cananea del Vangelo lei accetta di combattere. Non ha tempo per arrabbiarsi di fronte alla poca accoglienza degli Apostoli che la vogliono sbrigare, e nemmeno alle parole veramente poco carine di Gesù nei suoi confronti e nei confronti del suo popolo. È sconvolgente: Gesù che non accoglie, il dolce Gesù che non si intenerisce davanti alla signora che viene a lamentarsi del marito (o qualsiasi cosa del genere), ma tratta bruscamente!... Ci sarebbe da scandalizzarsi, da lasciare la parrocchia o il gruppo! E invece questa donna si lascia chiamare cagna (cagnolina, ma non cambia poi tanto) e rimane umile, non si arrabbia… Perché lo fa? Gesù dice che lo fa semplicemente perché ha una fede grande, vera, autentica. Questa donna sa quello che vuole e non permette al demonio di farla deviare dal cammino della salvezza. Ha un problema troppo grande e non perde la vita a lamentarsi né ad accusare nessuno o ad aumentare la zizzania. Veramente la fede di questa donna è grande e la mia è piccola.  
A proposito, perché Gesù fa questo? Perché anche lui accetta di combattere, perché ha un problema troppo grande per deviare dall’essenziale, cioè la salvezza degli uomini che si riceve solo tramite la fede. Sia chiaro che questo non scusa assolutamente il prete egoista, pigro, superficiale, ecc. Semmai dona una buona indicazione a chi vuole seguire davvero Gesù e si trova confrontato con un pastore poco zelante o una comunità poco fraterna…

 Prima Lettura   Nm 13, 1,1-3a.25b-14,1.26-30.34-35
Rifiutarono una terra di delizie. 

COME UNA MADRE SPINGE SUO FIGLIO VERSO IL FUTURO

James Tissot - Gesù cammina con i suoi discepoli.

“L’amore stimola l’intelligenza sul cammino dell’uomo come una madre spinge suo figlio verso il futuro. Cristo è il cammino, ma attraverso molti cammini storici sempre nuovi che esigono nuove letture del tempo. Da questo punto di vista, nessuna generazione potrà mai riposare.” (A. Methol Ferré, filosofo uruguaiano, 1929 - 2009).
“El amor impulsa la inteligencia por el camino del hombre como una madre empuja a su hijo hacia el futuro. Cristo es el camino, pero a través de muchos caminos históricos siempre nuevos que exigen nuevas lecturas del tiempo. Desde este punto de vista, ninguna generación podrá descansar nunca”.

Qualcuno crede che la Chiesa sia nata in Occidente nel 1500 (o quando era bambino e andava al catechismo e pregava in famiglia) e che da allora nulla sia cambiato …
Doppio tragico errore che deturpa talvolta completamente il Cristianesimo.
Qual è il metodo per riformare la Chiesa e renderla forte? Il metodo di Dio è scritto negli Atti degli Apostoli, non per fare archeologia cristiana, ma per comprendere la struttura e la missione della Chiesa, valide per sempre, adattabili nelle forme e organizzazioni. 
Mi ha colpito molto la riflessione di un liturgista che diceva: il modo di celebrare l’Eucaristia, pur rimanendo sempre uguale nella sua essenza, è continuamente evoluto lungo i secoli e secondo i luoghi e le culture, iniziando dalle lingue (Gesù ha celebrato in ebraico e aramaico!) ma non solo. Ma per celebrare l’Eucaristia di Gesù Cristo bisogna farlo in comunione con la Chiesa e secondo le forme indicate da essa. Se la Chiesa ci chiedesse di ritornare alla celebrazione in latino e con il sacerdote di spalle al popolo, noi celebreremmo in latino e di spalle al popolo, anche se sappiamo che è una forma contraria a tutta la tradizione biblica e della Chiesa primitiva, perché senza obbedienza alla Chiesa non c'è Eucaristia valida.

martedì 6 agosto 2019

QUANDO IL SIGNORE AIUTA


Il rapporto con la Bibbia.

Il giorno in cui dovevo viaggiare per ritornare in Italia mi sono alzato molto presto per celebrare messa prima di partire. Ma mi sono reso conto che il messalino stava nella stanza di mia mamma che dormiva. Allora ho pensato che potevo comunque meditare le letture con calma avendo veramente tempo. E il Signore mi ha aiutato a sentire vivo il Vangelo, con luce. Ero molto felice. Ringraziavo il Signore e dicevo a me stesso: “È molto chiaro, Gesù si comporta così, Gesù ci insegna questo, ci indica una strada stupenda che non è affatto quella del mondo, …” E … ho cominciato a fare l’esame di coscienza di molti amici parrocchiani. “Scriverò sul blog arrivando a Marano, spero che tutti potranno capire questa volta, li aiuterà come aiuta me …” Ma poi il Signore ha voluto veramente aiutarmi: ho sentito che questa luce rimaneva solo nella mia mente e che con questa luce stavo progettando di aiutare gli altri a cambiare, ma che il mio cuore non si muoveva, non mi mettevo in discussione.  E il Signore mi diceva: "E tu? A che cosa ti serve se non ti converti? se dopo aver predicato agli altri sarai squalificato?" San Paolo sentiva questo pericolo per cui trascinava il suo corpo in schiavitù. Cercava la propria conversione innanzitutto, non era stupido come me, e non solo me (vedi 1Cor 9:27: "anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.").

Ringrazio veramente il Signore di non avermi permesso di celebrare quel giorno ma di fermarmi a meditare la sua Parola.

Una frase interessante ascoltata di recente da  uno che non legge il Vangelo:
"Ogni uomo ha due vite. La seconda inizia quando si rende conto che ne ha una sola!"

FRAGILITA' TRASFIGURATA / 6 agosto



Le letture di oggi mettono in evidenza la grandezza del progetto di Dio riguardo all’uomo e la gloria che gli è donata, anche se nascosta in una natura che rimane fragile fisicamente, psicologicamente e spiritualmente. Gesù rivela la sua gloria mentre il suo aspetto e il suo comportamento è stato sempre quello di un uomo umile e semplice al punto di sorprendere assolutamente i suoi concittadini quando ha cominciato a predicare. Questa incarnazione nella semplice, fragile e gloriosa natura umana, ma CAPACE DI DIO, continua a scandalizzare. Vorremmo ancora un Messia trionfante, non sottomesso ma fonte di privilegi, una Chiesa trionfante, una Cristianità che si confonda con lo Stato, un Messia che “ristabilisca il Regno d'Israele…”. Il fatto che tu sia così evidentemente limitato non significa che non ci sia dentro di te questa gloria e questa potenza straordinarie del tuo essere figlio di Dio. Scoprila! Mettila al primo posto, con la stessa umiltà, sullo stesso cammino di Gesù. Senza pensare di essere forte. Gli Apostoli che hanno fatto questa esperienza travolgente con Gesù sul Monte Tabor non hanno saputo perseverare nel quotidiano e appena 40 giorni dopo, secondo la Tradizione, spaventati e scandalizzati dalla croce sono fuggiti, hanno rinnegato colui di cui riconoscevano che aveva Parole di Vita Eterna.
Papa Paolo VI ci da l’esempio di questa unione di splendore divino nella fragilità della carne. Non aveva grande salute e la sua formazione sacerdotale si è svolta per lo più a casa dei suoi genitori perché non capace di sopportare il rigore del seminario. Come sappiamo lui considerato dalla stampa il Papa triste, il Papa debole è morto proprio nel giorno della Trasfigurazione! Ma c'è un episodio che mi sembra significativo in modo speciale: nel mese prima della sua morte Paolo VI si è raccolto presso la tomba del Cardinale che lo aveva chiamato a lavorare in Vaticano e pregava: “Mi hai fatto entrare nella Curia Romana, aiutami ad entrare in cielo!” Possibile che un Santo – riconosciuto oggi tale dalla Chiesa – si sia trovato così piccolo di fronte al mistero della morte e del giudizio di Dio? Molti altri aspetti della vita di Paolo VI ci aiutano a comprendere questo mistero della Trasfigurazione.

Prima Lettura  Dn 7,9-10.13-14
La sua veste era candida come la neve.

lunedì 5 agosto 2019

FAMMI MORIRE PIUTTOSTO! / lunedì XVIII° sett. T.O.


Le letture di oggi ci mostrano Dio (e Gesù) che si occupa della vita del suo popolo. In tutti i sensi. Anche corporalmente. Ma per questo Dio coinvolge Mosè (che preferirebbe morire piuttosto che avere il peso di questo popolo) e Gesù coinvolge i suoi discepoli, e vuole la loro carità e generosità. “Love untill hurt”, amare fin quando fa male, diceva madre Teresa. E amando così ricevono il suo Spirito.
Ho celebrato oggi il trigesimo di una ragazza, sposata da qualche anno. Sembra che Dio non si sia preso cura di lei, sembra che i suoi miracoli funzionino solo per alcuni. Certo questa morte non era quello che volevamo. Ma la cura di Gesù per il suo popolo non si ferma nella moltiplicazione dei pani. Ci ha accompagnato nella morte, sperimentandola, anche lui trentenne. E solo nella sua croce c'è salvezza. “I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti!” "Ma chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue non morirà in eterno”. Chi vuole un Cristianesimo senza croce  non può avere salvezza. Ma siamo sinceri: chi non vuole un cristianesimo senza croce?, chi non lo vorrebbe? anche Gesù nell’orto di Getsemani ha voluto servire suo Padre ma senza la croce … Anzi, Gesù dopo aver sentito della morte di Giovanni Battista “si ritirò in un luogo deserto, in disparte”, probabilmente per sfogare il suo dolore e incassare l’impatto di questa morte, smaltire il suo smarrimento e chiedere al Padre discernimento sul seguito del suo cammino. Ma decide di fare la volontà di Dio e ci ama fino alla fine. In lui sappiamo che Dio si è preso cura di questa ragazza fin nella sua morte anche se non abbiamo spiegazioni su questa scomparsa così presto e così brusca.
Gesù è l’unico Salvatore e solo la fede in Lui salva.

Prima Lettura   Nm 11, 4b-15
Non posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo.

domenica 4 agosto 2019

LA VITA DELL'UOMO NON DIPENDE DAI SUOI BENI !!!!!?

Il ricco insensato.

Ricominciamo il nostro dialogo con la Parola di Dio in questa XVIII domenica del T.O.
Il Vangelo ci presenta due fratelli in lite per l’eredità. Non allarghiamo subito lo sguardo a tutte le altre situazioni ma fermiamoci anche su questa specifica: famiglie in lite per l’eredità. Sappiamo che sono molte. Sappiamo che ci sono case che cadono perché fratelli non riescono a mettersi d’accordo o beni che vanno persi deliberatamente perché l’altro non deve avere più di me! Sappiamo che ci sono errori e anche peccati di genitori che hanno un debole per un figlio o una figlia a scapito degli altri. Sappiamo che ci sono cugini che non si parlano, che non si frequentano, che non sono invitati a feste di famiglie perché ci sono rancori tra fratelli per questioni di eredità. Aggiungiamo purtroppo: ecc., ecc.
Gesù dice: “fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia”. Promettiamoci di stare lontani da ogni cupidigia, anzi, di fare attenzione, di scoprire in noi la nostra cupidigia che è idolatria, che è il pericolo reale.
Gesù dice un’altra cosa assurda per il mondo, il mondo che sta fuori ma anche dentro di noi: “la vita dell’uomo non dipende dai suoi beni”. Come reagiamo a questo? Rispondiamo: “Lo dice Lui” con quel dubbio che squalifica oppure “Lo dice Lui” e quindi se Gesù, unica Via Verità e Vita, lo dice è vero e devo adeguare i miei pensieri e le mie scelte, le mie azioni alla sua Sapienza che salva?
Il Qoelet costata che molte azioni ritenute importanti poi si rivelano una delusione. Non vuole però portarci allo scoraggiamento e al disimpegno ma alla saggezza. Non mettere il tuo cuore in ciò che non vale la pena. Infatti il Salmo di oggi che parte su una costatazione di grande fragilità e precarietà dell’uomo dice: “(Signore) rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda.” Cioè insegnaci la Sapienza e tutto quello che faremo in comunione con te avrà valore, porterà frutto che duri per la vita eterna. Quindi massimo impegno ma imparando la Sapienza da Gesù per essere come dice san Paolo: “Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l'aria,” (1 Cor 9:26)

Prima Lettura  Qo 1,2; 2,21-23
Quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica?