Mosè
fece quanto gli era stato chiesto ma colpì la roccia due volte col bastone mentre
il Signore aveva detto: “parlate alla roccia ed essa darà la sua acqua.” Doveva
solo parlare alla roccia? Doveva colpire una volta sola? Per gli esegeti questo
brano rimane oscuro, ma la Parola di Dio indica chiaramente che l’obbedienza
esatta è importante, in segno di fede, di svuotamento interiore del proprio
ego e orgoglio. Anche Pietro, lodato perché ha seguito l’ispirazione
dall’alto e confessato che Gesù è il Cristo, viene poi rimproverato severamente.
Perché? Cosa ha fatto di male? Egli vuol bene a Gesù, vuole solo proteggerlo. Questo merita di essere chiamato satana-nemico? Non è forse una durezza esagerata non degna di Gesù e della sua bontà? Ma Gesù chiarisce: “adesso pensi secondo gli uomini e non secondo Dio!” Egli vuole sottomettersi
in tutto, vivere nel totale abbandono al Padre e la proposta
con lo sconto di Pietro è una tentazione per lui. Ci sono molti esempi nella Scrittura. Dio ripudia Saul come Re perché, in una situazione di grande difficoltà, cerca
un compromesso accontentando i suoi guerrieri per rassicurarli, ma contro
le indicazioni di Samuele. Non si fida ciecamente del soccorso del Signore che tarda
a venire (1 Samuele 13,7-14). È una cosa molto seria.
In
tutte le comunità c'è chi agisce solo di testa propria. C'è chi dice: “Vabbè, ma,
che fa…?” C'è chi parla e riparla con il superiore fin quando questi
dice: “fai come vuoi!” e, felice, dice: “il/la superiore mi ha detto di farlo!”
C'è chi va dall'uno all'altro fin quando trova chi lo accontenta … C'è chi non ha
capito l’obbedienza cristiana e dice: “ma è una persona generosa...” come se Dio
avesse bisogno delle nostre opere. C'è chi non si occupa di seguire le persone
affidate alla sua guida.
Ma
non c'è il pericolo che l’obbedienza annulli la personalità di chi obbedisce?
La vera obbedienza fa crescere purificando, non annullando. Essa include il fare
discernimento insieme e anche il prendere il rischio della responsabilità sia per
chi guida, che per chi è guidato.
San
Domenico di cui è la festa oggi e san Francesco suo contemporaneo sono stati molto
chiari sull’obbedienza, l’umiltà, il distacco da sé stessi. San Francesco riprende
in pieno l’immagine dell’obbedienza “ac cadaver”, come un cadavere! Ma allo stesso
tempo, hanno fatto molta fiducia alle persone. San Domenico diceva: “il grano
ammucchiato marcisce, ma seminato germoglia e porta frutto, per questo mando i
miei frati in giro. Qualcuno vede in loro qualche difetto che in convento sarebbe
più facile controllare, ma il miracolo è che questi miei frati, in mezzo a
tanti pericoli, rimangano così integri, protetti dalla preghiera.
Il
segreto è “restare in comunione” da una parte e dall’altra, la guida come guida,
il guidato come guidato. Il male è “farsi il proprio (piccolo) regno” dove
nessuno deve più mettere il naso.
Prima Lettura
Nm 20, 1-13
Ne uscì acqua in abbondanza.
Ne uscì acqua in abbondanza.






