
Ecco di seguito la seconda parte del Documento:
Ci rivolgiamo agli intellettuali, ai filosofi, agli
uomini di religione, agli artisti, agli operatori dei media e agli uomini di cultura
in ogni parte del mondo, affinché riscoprano i valori della pace, della
giustizia, del bene, della bellezza, della fratellanza umana e della convivenza
comune, per confermare l’importanza di tali valori come àncora di salvezza per
tutti e cercare di diffonderli ovunque.
Noi, pur riconoscendo i passi positivi che la nostra
civiltà moderna ha compiuto nei campi della scienza, della tecnologia, della
medicina, dell’industria e del benessere, in particolare nei Paesi sviluppati,
sottolineiamo che, insieme a tali progressi storici, grandi e apprezzati, si
verifica un deterioramento dell’etica, che condiziona l’agire internazionale, e
un indebolimento dei valori spirituali e del senso di responsabilità. Tutto ciò
contribuisce a diffondere una sensazione generale di frustrazione, di
solitudine e di disperazione, conducendo molti a cadere o nel vortice
dell’estremismo ateo e agnostico, oppure nell’integralismo religioso,
nell’estremismo e nel fondamentalismo cieco, portando così altre persone ad arrendersi
a forme di dipendenza e di autodistruzione individuale e collettiva.
La storia afferma che l’estremismo religioso e
nazionale e l’intolleranza hanno prodotto nel mondo, sia in Occidente sia in
Oriente, ciò che potrebbe essere chiamato i segnali di una «terza
guerra mondiale a pezzi», segnali che, in varie parti del mondo e in
diverse condizioni tragiche, hanno iniziato a mostrare il loro volto crudele;
situazioni di cui non si conosce con precisione quante vittime, vedove e orfani
abbiano prodotto. Inoltre, ci sono altre zone che si preparano a diventare
teatro di nuovi conflitti, dove nascono focolai di tensione e si accumulano
armi e munizioni, in una situazione mondiale dominata dall’incertezza, dalla
delusione e dalla paura del futuro e controllata dagli interessi economici
miopi.
Affermiamo altresì che le forti crisi politiche,
l’ingiustizia e la mancanza di una distribuzione equa delle risorse naturali –
delle quali beneficia solo una minoranza di ricchi, a discapito della maggioranza
dei popoli della terra – hanno generato, e continuano a farlo, enormi quantità
di malati, di bisognosi e di morti, provocando crisi letali di cui sono vittime
diversi paesi, nonostante le ricchezze naturali e le risorse delle giovani
generazioni che li caratterizzano. Nei confronti di tali crisi che portano a
morire di fame milioni di bambini, già ridotti a scheletri umani – a motivo
della povertà e della fame –, regna un silenzio internazionale inaccettabile.
È evidente a questo proposito quanto sia essenziale la
famiglia, quale nucleo fondamentale della società e dell’umanità, per dare alla
luce dei figli, allevarli, educarli, fornire loro una solida morale e la
protezione familiare. Attaccare l’istituzione familiare, disprezzandola o
dubitando dell’importanza del suo ruolo, rappresenta uno dei mali più
pericolosi della nostra epoca.
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