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| Crocifissione bianca - Marc Chagall. |
La
via della morte: decisero di uccidere Gesù ma anche Lazzaro, testimone scomodo di
un’altra logica, di un altro dinamismo che apre gli orizzonti. Invece di
rallegrarsi che la morte possa essere vinta, preferiscono il loro potere anche a
costo di rimanere prigionieri della morte.
La
via della vita: quella del Servo sofferente, quella di Gesù che da lottatore
gentile, non si abbatte, ma con mitezza dona tutta la sua vita fino all’ultimo con
pazienza, con speranza anche per quel figlio di Dio completamente accecato dal
suo orgoglio o incallito nelle sue passioni.
Noi
dove stiamo? In mezzo, certamente. Però allora è essenziale comprendere in quale direzione camminiamo. Se ci giustifichiamo perché non facciamo
(tanto) male a nessuno, eppure giudichiamo e critichiamo, pensando perfino che qualcuno
è indegno di stare nella Chiesa, allora siamo sulla via della morte e non
ce ne rendiamo conto. Un altro aggancio molto pericoloso che ci fa scivolare sulla
via della morte è l’attaccamento ai soldi. Anche se della morte di Gesù siamo tutti
responsabili per i nostri peccati, Giuda sarà colui che deciderà di consegnarlo
per attaccamento ai soldi. In questo Vangelo il suo essere ladro si copre di
giustizia sociale, di attenzione ai più poveri… Più che giustizia sociale, giudizio sociale, e
certamente non amore. Inganno drammatico, davvero.
Vogliamo
prendere la via della vita? Seguiamo Gesù che compie la figura del Servo
Sofferente, meditandone i testi come il brano di questa mattina.
Prima Lettura Is
42, 1-7
Non griderà, né farà udire in piazza la sua voce.
(Primo canto del Servo del Signore)