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venerdì 22 marzo 2019

AVRANNO RISPETTO? / venerdì II Quaresima

J. Tissot - Brooklyn Museum.


“Avranno rispetto di mio figlio!” Che grido di amore di Dio! Grido di amore che abbiamo calpestato. Eppure era un grido di amore anche per noi perché ci mandava il suo Figlio.
Vi invito ad ascoltare il grido di amore di Jesùs Vidal, un attore down spagnolo, quando ha ricevuto il premio Goya 2019 come “migliore attore rivelazione” per il film “Campeones”. Il suo discorso ha commosso tutta l’assemblea. Dal minuto 3, ringrazia la sua famiglia e in particolare i suoi genitori perché gli hanno dato la vita e l’amore, il gusto della vita. E conclude in modo straordinario: “mi piacerebbe avere un figlio come sono io (cioè handicappato)? Certo! Perché ho avuto genitori come voi! Tantissime grazie!” (https://www.youtube.com/watch?v=74Y7OnJqrnI. Purtroppo in spagnolo ma si riesce a capire molto).
Ora ti dico un segreto a te che forse pensi che la tua vita sia senza valore, fallita: la tua vita vale perché hai un Padre nei Cieli che ti guarda e ti accompagna meglio di quanto i genitori di Jesùs Vidal hanno guardato il loro figlio, anche se eccezionali. Sei figlio di Dio.


“Un uomo piantò una vigna … e l’affidò a dei vignaioli”
Com'è la nostra vigna? Parliamo certo della vigna spirituale ma anche della natura, della nostra casa comune. Il non rispetto della natura uscita dalle mani di Dio ha la stessa radice: l'avidità stupida e suicida dei vignaioli. Se credo in Dio come potrei non impegnarmi contro l’inquinamento e le sue conseguenze? Come potrei non curare l’ambiente come una madre cura il proprio figlio? Papa Francesco con la “Laudato Sii” ha aperto gli occhi a molti di noi: il grido della natura e il grido dei poveri sono lo stesso pianto. Non ci sono due crisi separate: una sociale e una ambientale, ma c'è una unica complessa crisi socio ambientale. Per questo motivo non si possono separare la cura dei poveri dalla cura della casa comune. Le soluzioni richiedono una messa a fuoco integrale per combattere la povertà, restaurare la dignità degli esclusi e, allo stesso tempo, curare la natura.
Anche se non fosse causato dalle attività dell’uomo, come si può negare il riscaldamento globale in atto? Gli eventi atmosferici estremi si moltiplicano sotto i nostri occhi. E se questo cambiamento del clima è troppo veloce sappiamo che molteplici forme dei vita soffrono e scompaiono, compreso gli uomini, a cominciare di regola dai più deboli e poveri. Passiamo dalla protesta o dalla lamentela all’impegno.

Prima Lettura   Gn 37, 3-4. 12-13. 17b-28
Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo!

Dal libro della Gènesi
Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe. I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente.
I suoi fratelli erano andati a pascolare il gregge del loro padre a Sichem. Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem? Vieni, ti voglio mandare da loro». Allora Giuseppe ripartì in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan.
Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono contro di lui per farlo morire. Si dissero l’un l’altro: «Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna! Poi diremo: “Una bestia feroce l’ha divorato!”. Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!».
Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle loro mani, disse: «Non togliamogli la vita». Poi disse loro: «Non spargete il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma non colpitelo con la vostra mano»: egli intendeva salvarlo dalle loro mani e ricondurlo a suo padre.
Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica con le maniche lunghe che egli indossava, lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua.
Poi sedettero per prendere cibo. Quand’ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti provenienti da Gàlaad, con i cammelli carichi di rèsina, balsamo e làudano, che andavano a portare in Egitto. Allora Giuda disse ai fratelli: «Che guadagno c’è a uccidere il nostro fratello e a coprire il suo sangue? Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché è nostro fratello e nostra carne». I suoi fratelli gli diedero ascolto.
Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto.

Salmo Responsoriale    Dal Salmo 104
Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie.

Il Signore chiamò la carestia su quella terra,
togliendo il sostegno del pane.
Davanti a loro mandò un uomo,
Giuseppe, venduto come schiavo.

Gli strinsero i piedi con ceppi,
il ferro gli serrò la gola,
finché non si avverò la sua parola
e l’oracolo del Signore ne provò l’innocenza.

Il re mandò a scioglierlo,
il capo dei popoli lo fece liberare;
lo costituì signore del suo palazzo,
capo di tutti i suoi averi.

Canto al Vangelo  Gv 3,16
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo   Mt 21, 33-43. 45
Costui è l'erede. Su uccidiamolo!

Dal vangelo secondo Matteo.
In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono.
Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero.
Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?».  Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: "La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri"? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare».
Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.

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