Visualizzazioni totali

venerdì 29 marzo 2019

ANELLO DEL PAPA: CI SONO CASCATO ANCH'IO!



Papa Francesco a Loreto schivava il baciamano. Si è mosso tutto il mondo a commentare. In parte il mondo Kattoliko si è emozionato vedendovi una ennesima subdola manovra del Papa per svendere le tradizioni plurisecolari del Cattolicesimo. Non possono dire plurimillenari perché al tempo di Gesù e degli Apostoli che dovrebbero (anzi, devono!) essere il punto di riferimento di ogni cattolico sincero, queste molte cose alle quali danno tanto importanza non esistevano. Come si faceva allora ad essere cristiano, testimone del Vangelo? mistero della fede … Oppure il Cristianesimo è fondato su altro che queste tradizioni.
C'è anche chi si è messo a fare grandi riflessioni sulla Storia di questi gesti tradizionali, cercando di interpretare le intenzioni del Papa. E ci sono cascato anch’io! Qualcuno ha detto cose molto interessanti sulla Storia e anche sul senso antropologico dei gesti simbolici.
Però poi, abbiamo visto tantissime foto in cui il Papa si lascia baciare l’anello o la mano, anche se magari non gli piace particolarmente. E sopratutto apprendiamo da voce ufficiale che il motivo per cui, quel giorno a Loreto, il Papa ha evitato di lasciarsi baciare la mano è semplicemente perché, nell’ambiente chiuso di quella sagrestia e con tante persone in fila per salutarlo, il baciargli la mano a distanza di pochi secondi poteva passare i germi dagli uni agli altri. Questa prudenza si chiama profilassi.
Ma il Papa non condivide il calice del Sangue di Cristo con gli altri concelebranti? Sì, certo, perché Gesù ha detto: “prendete e bevetene tutti!” e il calice si deterge con il purificatoio tra un concelebrante e l’altro e nessuno si ammala. Ha detto Gesù di farlo e lo facciamo. A Lourdes tutti (e si può dire che la maggior parte sono malati, spesso con piaghe, anche aperte), vanno nella stessa piscina e, per forza, ci lasciano qualcosa. Prima di cambiare l’acqua, questa è diventa particolarmente torbida, e quindi piena di germi patogeni. Lo so perché ho messo in pratica la santa usanza dei barellieri di fare il bagno dopo tutti, prima della chiusura, e anche quella di bere quest’acqua che, all’aspetto, non è particolarmente invitante! Quest’acqua sgorga direttamente dalla sorgente, ed è senza alcun additivo come si fa nelle piscine sportive. Eppure nessuno si ammala, anzi, molti ricevono benefici e guarigioni anche straordinari. Vari scienziati hanno analizzato quest’acqua sotto il profilo delle frequenze luminose e della struttura dei suoi cristalli quando viene ghiacciata e hanno evidenziato che fosse come attraversata da una energia benefica particolarmente potente (vedi un articolo a questo indirizzo Acqua di lourdes). Se l’acqua di Lourdes ha questo potere, il Sangue di Cristo non avrà poteri di guarigione molto superiori? Beviamo dunque con fiducia al Calice se ci viene offerto. Secondo me è il minimo che può offrirgli la nostra fede. Anche se conosco preti saggi che in una comunità di suore anziane dove tutte comunicavano abitualmente al calice, quando il celebrante era particolarmente raffreddato non dava il calice.
Il baciamano, invece, non è un sacramento e quindi lasciamo al Papa giudicare come comportarsi ma sopratutto cerchiamo di concentrarci su quello che è l’essenziale. A questo punto il capitolo 14 della lettera ai Romani è molto illuminante (Romani 14,1 – 15,7). San Paolo si trova con il problema, molto grosso all'epoca, degli alimenti che si possono mangiare o meno. Incontra persone deboli nella fede che sono piene di scrupoli a riguardo. Egli ricorda a chi è più forte, e anche più aperto e libero culturalmente, di trattare con pazienza e dolcezza chi rimane ancorato a elementi secondari. Però egli ricorda anche continuamente in quel capitolo che ciò che è secondario o senza valore è realmente secondario o senza valore. La mia sensibilità e soggettività va accompagnata ma non assolutizzata. Altrimenti la fede scompare e ognuno si fa la sua piccola religione e nessuno si converte. L’obbiettivo è di andare al fondamento, di stabilire il cammino spirituale sulla roccia che è Cristo, di evolversi e non di crogiolarsi nelle proprie abitudini. Per questo il formarsi è fondamentale per il cristiano.

"Fratelli, accogliete tra voi chi è debole nella fede, senza discuterne le esitazioni. Uno crede di poter mangiare di tutto, l'altro invece, che è debole, mangia solo legumi. Colui che mangia non disprezzi chi non mangia; chi non mangia, non giudichi male chi mangia, perché Dio lo ha accolto. Chi sei tu per giudicare un servo che non è tuo? Stia in piedi o cada, ciò riguarda il suo padrone; ma starà in piedi, perché il Signore ha il potere di farcelo stare.
C'è chi distingue giorno da giorno, chi invece li giudica tutti uguali; ciascuno però cerchi di approfondire le sue convinzioni personali. Chi si preoccupa del giorno, se ne preoccupa per il Signore; chi mangia, mangia per il Signore, dal momento che rende grazie a Dio; anche chi non mangia, se ne astiene per il Signore e rende grazie a Dio. Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.
Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, poiché sta scritto:
Come è vero che io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio.
Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso. Cessiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; pensate invece a non esser causa di inciampo o di scandalo al fratello.
Io so, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla è immondo in se stesso; ma se uno ritiene qualcosa come immondo, per lui è immondo. Ora se per il tuo cibo il tuo fratello resta turbato, tu non ti comporti più secondo carità. Guardati perciò dal rovinare con il tuo cibo uno per il quale Cristo è morto! Non divenga motivo di biasimo il bene di cui godete! Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo: chi serve il Cristo in queste cose, è bene accetto a Dio e stimato dagli uomini. Diamoci dunque alle opere della pace e alla edificazione vicendevole. Non distruggere l'opera di Dio per una questione di cibo! Tutto è mondo, d'accordo; ma è male per un uomo mangiare dando scandalo. Perciò è bene non mangiare carne, né bere vino, né altra cosa per la quale il tuo fratello possa scandalizzarsi.
La fede che possiedi, conservala per te stesso davanti a Dio. Beato chi non si condanna per ciò che egli approva. Ma chi è nel dubbio, mangiando si condanna, perché non agisce per fede; tutto quello, infatti, che non viene dalla fede è peccato.
Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare l'infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. (Romani 14,1 – 15,2

Nessun commento:

Posta un commento