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venerdì 1 marzo 2019

PROTEZIONE DEI MINORI NELLA CHIESA 4/4


Il Papa chiude con un ringraziamento a tutti coloro che sono fedeli e soffrono del discredito alla missione della Chiesa generato dagli scandali provocati da alcuni. Oltre agli scandali c'è anche la mentalità più diffusa del clericalismo e della difesa dell’Istituzione prima che della vittima di cui bisogna prendere coscienza e combattere. La migliore risposta è quello della santità. Diceva madre Teresa di Calcutta: "Ricordatevi sempre che espandere il bene è l'unico modo di sconfiggere il male". O ancora Gesù in questa frase stupenda riportata da Marco: “Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50). Cristo è risorto e vive per sempre, ma prima di risorgere è passato per la croce.

Permettetemi adesso un sentito ringraziamento a tutti i sacerdoti e ai consacrati che servono il Signore fedelmente e totalmente e che si sentono disonorati e screditati dai comportamenti vergognosi di alcuni loro confratelli. Tutti – Chiesa, consacrati, Popolo di Dio e perfino Dio stesso – portiamo le conseguenze delle loro infedeltà. Ringrazio, a nome di tutta la Chiesa, la stragrande maggioranza dei sacerdoti che non solo sono fedeli al loro celibato, ma si spendono in un ministero reso oggi ancora più difficile dagli scandali di pochi (ma sempre troppi) loro confratelli. E grazie anche ai fedeli che ben conoscono i loro bravi pastori e continuano a pregare per loro e a sostenerli.

Infine, vorrei sottolineare l’importanza di dover trasformare questo male in opportunità, di purificazione. Guardiamo alla figura di Edith Stein – Santa Teresa Benedetta della Croce, con la certezza che «nella notte più oscura sorgono i più grandi profeti e i santi. Tuttavia, la corrente vivificante della vita mistica rimane invisibile. Sicuramente gli avvenimenti decisivi della storia del mondo sono stati essenzialmente influenzati da anime sulle quali nulla viene detto nei libri di storia. E quali siano le anime che dobbiamo ringraziare per gli avvenimenti decisivi della nostra vita personale, è qualcosa che sapremo soltanto nel giorno in cui tutto ciò che è nascosto sarà svelato». Il santo Popolo fedele di Dio, nel suo silenzio quotidiano, in molte forme e maniere continua a rendere visibile e attesta con “cocciuta” speranza che il Signore non abbandona, che sostiene la dedizione costante e, in tante situazioni, sofferente dei suoi figli. Il santo e paziente Popolo fedele di Dio, sostenuto e vivificato dallo Spirito Santo, è il volto migliore della Chiesa profetica che sa mettere al centro il suo Signore nel donarsi quotidiano. Sarà proprio questo santo Popolo di Dio a liberarci dalla piaga del clericalismo, che è il terreno fertile per tutti questi abomini.
Il risultato migliore e la risoluzione più efficace che possiamo dare alle vittime, al Popolo della Santa Madre Chiesa e al mondo intero sono l’impegno per una conversione personale e collettiva, l’umiltà di imparare, di ascoltare, di assistere e proteggere i più vulnerabili.
Faccio un sentito appello per la lotta a tutto campo contro gli abusi di minori, nel campo sessuale come in altri campi, da parte di tutte le autorità e delle singole persone, perché si tratta di crimini abominevoli che vanno cancellati dalla faccia della terra: questo lo chiedono le tante vittime nascoste nelle famiglie e in diversi ambiti delle nostre società.
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[1] Cfr María Isabel Martínez PÉrez, Abusos sexuales en niños y adolescentes, Ed. Criminología y Justicia, 2012: sono denunciati solo il 2% dei casi, soprattutto quando gli abusi sono nell’ambito familiare. Calcola dal 15% al 20% di vittime di pedofilia nella nostra società. Soltanto il 50% dei bambini rivela l’abuso che ha subito e, di tali casi, solo il 15% è effettivamente denunciato. Solo il 5% è alla fine processato.
[2] 1 caso su 3 non ne parla con nessuno (Dati 2017 raccolti dell’organizzazione no-profit THORN).
[3] Livello globale: nel 2017, l'Oms ha stimato che fino a 1 miliardo di minori di età compresa tra i 2 ed i 17 anni ha subito violenze o negligenze fisiche, emotive o sessuali. Gli abusi sessuali (dal palpeggiamento allo stupro), secondo alcune stime dell'Unicef del 2014, riguarderebbero oltre 120 milioni di bambine, tra le quali si registra il più alto numero di vittime. Nel 2017 la stessa organizzazione Onu ha riferito che in 38 Paesi del mondo a basso e medio reddito, quasi 17 milioni di donne adulte hanno ammesso di aver avuto un rapporto sessuale forzato durante l'infanzia.
Europa: Nel 2013, l’Oms ha stimato oltre18 milioni di abusi. Secondo l'Unicef in 28 Paesi europei, circa 2,5 milioni di giovani donne hanno riferito di aver subito abusi sessuali con o senza contatto fisico prima dei 15 anni (dati diffusi nel 2017). Inoltre, 44 milioni (pari al 22,9%) sono stati vittime di violenza fisica, mentre 55 milioni (29,6%) vittime di violenza psicologica. E non solo: nel 2017, il Rapporto Interpol sullo sfruttamento sessuale dei minori ha portato all'identificazione di 14.289 vittime in 54 Paesi europei. Con riferimento all'Italia nel 2017, il Cesvi ha stimato che 6 milioni di bambini hanno subito maltrattamenti. Inoltre, secondo i dati elaborati da Telefono Azzurro, nel periodo 1 gennaio-31 dicembre 2017, i casi di abuso sessuale e pedofilia gestiti dal Servizio 114 Emergenza Infanzia sono stati 98, pari a circa il 7,5% del totale dei casi gestiti dal Servizio. Il 65% dei minori richiedenti aiuto era composto da vittime di sesso femminile ed oltre il 40% era di età inferiore ad 11 anni.
Asia: In India nel decennio 2001-2011, l'Asian Center for Human Rights" ha riscontrato un totale di 48.338 casi di stupri di minori, con un aumento pari al 336%: dai 2.113 casi del 2001, infatti, si è arrivati ai 7.112 casi nel 2011.
Americhe: negli Stati Uniti i dati ufficiali del governo riscontrano che oltre 700mila bambini, ogni anno, sono vittime di violenze e maltrattamenti. Secondo l'International Center for Missing and Exploited Children (Icmec), un bambino su 10 subisce abusi sessuali.
Africa: in Sudafrica i risultati di una ricerca condotta dal Centro per la giustizia e la prevenzione dei crimini dell'Università di Città del Capo, ha rivelato, nel 2016, che un giovane sudafricano su tre, maschio o femmina, è a rischio di abusi sessuali prima di avere raggiunto i 17 anni. Secondo lo studio, il primo del genere su scala nazionale in Sudafrica, 784.967 giovani di età compresa tra i 15 e i 17 anni hanno già subito abusi sessuali. Le vittime in questo caso sono in prevalenza ragazzi maschi. Neanche un terzo ha denunciato le violenze alle autorità. In altri Paesi africani gli abusi sessuali sui minori si inseriscono nel contesto più ampio delle violenze legate ai conflitti che insanguinano il continente e sono difficilmente quantificabili. Il fenomeno è anche strettamente collegato alla pratica dei matrimoni precoci diffusi in diverse nazioni africane e non solo.
Oceania: in Australia, secondo i dati diffusi dall'Australian Institute of Health and Welfare (Aihw) a febbraio 2018 e riguardanti gli anni 2015-2017, 1 su 6 donne (16%, ovvero 1,5 milioni) hanno riferito di aver subito abusi fisici e/o sessuali prima dei 15 anni, e 1 su 9 uomini (11%, ovvero 992.000) hanno riferito di aver sperimentato questo abuso quando erano ragazzi. Nel 2015-16, inoltre, circa 450mila bambini sono stati oggetto di misure di protezione dell'infanzia, e 55.600 minori sono stati allontanati dalle mura domestiche per curare gli abusi subiti e prevenirne altri. Infine, da non dimenticare i rischi che corrono i minori nativi: sempre secondo l'Aihw, nel 2015-2016, i bambini indigeni hanno avuto 7 volte in più la probabilità di essere oggetto di abusi o di abbandono rispetto ai loro coetanei non indigeni (cfr http://www.pbc2019.org/it/protezione-dei-minori/abuso-dei-minori-a-livello-globale).
[4] I dati riportati si riferiscono a Paesi campione scelti in base all'affidabilità delle fonti disponibili. Le ricerche diffuse dall'Unicef su 30 Paesi confermano questo fatto: una piccola percentuale di vittime ha affermato di avere chiesto aiuto.
[5] Cfr https: //www.repubblica.it/salute/prevenzione/2016/05/12/news/maltrattamenti_sui_minori_tutti_gli_abusi - 139630223.
[6] Nello specifico, il presunto responsabile del disagio patito da un minore è, nel 73,7% un genitore (la madre nel 44,2% e il padre nel 29,5%), un parente nel 3,3%, un amico nel 3,2%, un conoscente nel 3%, un insegnante nel 2,5%. I dati mettono in luce come il responsabile sia un estraneo adulto in una piccola percentuale dei casi (2,2%) (cfr ibid.).
[7] Una ricerca inglese del 2011, realizzata dall'Nspcc (National Society for the Prevention of Cruelty to Children), ha riscontrato che il 29% dei soggetti intervistati riferiva di aver subito molestie sessuali (fisiche e verbali) nei centri dove praticava uno sport.
[8] Secondo i dati 2017 dell'IWF (Internet Watch Foundation), ogni 7 minuti una pagina web spedisce immagini di bambini abusati sessualmente. Nel 2017, sono stati individuati 78.589 URL contenenti immagini di abuso sessuale concentrati in particolare nei Paesi Bassi, seguiti da Stati Uniti, Canada, Francia e Russia. Il 55% delle vittime ha meno di 10 anni, 1'86% sono bambine, il 7% bambini, il 5% ambedue.
[9] Le mete più frequentate sono Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, oltre a Tailandia e Cambogia. A questi, ultimamente, si sono aggiunti alcuni Paesi dell'Africa e dell'Est Europa. I primi sei Paesi di provenienza di chi perpetra gli abusi, invece, sono Francia, Germania, Regno Unito, Cina, Giappone e Italia. Da non trascurare anche il numero in crescita delle donne che viaggiano in Paesi in via di sviluppo, in cerca di sesso a pagamento con i minori: in totale, esse rappresentano il 10% dei turisti sessuali nel mondo. Inoltre, secondo uno studio condotto da Ecpat Iternational (End Child Prostitution in Asian Tourism) tra il 2015 ed il 2016, il 35% dei turisti sessuali pedofili è stato costituito da clienti abituali, mentre il 65% da clienti occasionali (cfr https://www.osservatoriodiritti.it/2018/03/27/turismo-sessuale-minorile-nel-mondo-italia-ecpat).
[10] «Infatti, se questa gravissima calamità è arrivata a colpire alcuni ministri consacrati, ci si domanda: quanto essa potrebbe essere profonda nelle nostre società e nelle nostre famiglie?» (Discorso alla Curia Romana, 21 dicembre 2018).
[11] Cfr. R.H. Benson, The Lord of the World, Dodd, Mead and Company, London 1907.
[12] «Quare times, Herodes, quia audis Regem natum? Non venit ille ut te excludat, sed ut diabolum vincat. Sed tu haec non intelligens turbaris et saevis; et ut perdas umum quem quaeris, per tot infantium mortes efficeris crudelis […] Necas parvulos corpore quia te necat timor in corde» (S. Quadvultdeus, Sermo 2 de SymboloPL 40, 655).
[13] «Quemadmodum enim ille, effuso in scientiae lignum veneno suo, naturam gusto corruperat, sic et ipse dominicam carnem vorandam presumens, Deitatis in ea virtute, corruptus interitusque sublatus est» (Maximus Confessor, Centuria 1, 8-13: PG, 1182-1186).
[14] (CDC: United States Centers for Disease Control and Prevention; CRC: Convention on the Rights of the Child; End Violence Against Children: The Global Partnership; PAHO: Pan American Health Organization; PEPFAR: President's Emergency Program for AIDS Relief; TfG: Together for Girls; Unicef: United Nations Children's Fund; UNODC: United Nations Office on Drugs and Crime; USAID: United States Agency for International Development; WHO: World Health Organization).
[15] Ogni lettera della parola INSPIRE rappresenta una delle strategie, e la maggior parte ha dimostrato di avere effetti preventivi sui diversi tipi di violenza, oltre a benefici in settori come la salute mentale, l'educazione e la riduzione della criminalità. Le sette strategie sono le seguenti. Implementation and enforcement of laws: attuazione e applicazione delle leggi (ad esempio, vietare discipline violente e limitare l'accesso a alcool e armi da fuoco); Norms and values: norme e valori da cambiare (per esempio, quelli che perdonano l'abuso sessuale sulle ragazze o il comportamento aggressivo tra i ragazzi); Safe environments: ambienti sicuri (ad es. identificare nei quartieri i “punti caldi” per la violenza e affrontare le cause locali attraverso una politica che risolva i problemi e altri interventi); Parent and caregiver support: genitori e sostegno dell’assistente familiare (ad esempio, fornendo formazione ai genitori per i giovani, ai neo-genitori); Income and economic strengthening: reddito e rafforzamento economico (come il microcredito e la formazione sull'equità di genere); Response and support services: servizi di risposta e supporto (ad es. garantire che i bambini esposti alla violenza possano accedere a efficaci cure d'emergenza e ricevere un adeguato sostegno psico-sociale); Education and life skills: istruzione e abilitazione alla vita (ad es. garantire che i bambini frequentino la scuola e fornire le competenze sociali).
[16] Cfr Documento Finale del VI Congresso Mondiale sulla Pastorale del Turismo, 27 luglio 2004.


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