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lunedì 9 ottobre 2017

STRETTA NECESSITA', LA CONVERSIONE DEL CARDINALE NEWMAN / 9 ottobre

John H. Newman giovane.
Durante la sua visita nel Regno Unito, papa Benedetto XVI ha proclamato Beato il Cardinale John Henry Newman e si è voluto collocare la sua memoria liturgica  il 9 ottobre nello stesso giorno in cui, nell'anno 1845, è stato accolto nella Chiesa cattolica che egli chiamava “l’unico ovile di Cristo”. 

Aveva 44 anni ed era un brillante prete anglicano, molto stimato. Entrando nella Chiesa cattolica sapeva benissimo di sacrificare la sua carriera e le amicizie di tutta una vita. Sapeva anche che nella sua nuova casa non era tutto oro. Alcune cose ripugnavano perfino alla sua sensibilità. Sapeva pure che molti cattolici lo avrebbero accolto con diffidenza anche per i suoi lavori sulla libertà di coscienza. Scrisse alla sua sorella: “mi seppellisco io stesso, e alla mia età … cosa può essere se non una stretta necessità ciò che mi spinge a fare questo?”

Dopo un lungo percorso Newman era giunto alla convinzione piena e tranquilla che la Chiesa istituita da Gesù Cristo, la Chiesa dei Padri ( che amava tanto e conosceva così bene) la vera Chiesa, egli la poteva incontrare solo nella Chiesa cattolica presieduta dal Papa. La stretta necessità di cui parlava era un obbligo di coscienza, un imperativo di obbedire alla verità per ottenere la salvezza, intesa non solo come premio eterno ma anche come la
possibilità di vivere pienamente, liberamente e in piena conformità con la ragione, qui su questa terra. La stretta necessità era come quella del bambino neonato che ha bisogno della propria madre e del suo abbraccio.

Ritratto da cardinale.
Entra nella Chiesa senza pretendere un posto di onore in essa o dei cambiamenti. Ma si impegna con tutta la sua intelligenza e la sua cultura, illuminate dalla intensa vita spirituale, per i cambiamenti necessari secondo il metro del Vangelo, conservando però un atteggiamento filiale nel suo vincolo con la Chiesa. Fa questa riflessione così profonda: “La Chiesa sembra continuamente sul punto di morire … ma trionfa a dispetto di tutti i calcoli umani  … la sua è una storia di cadute terrificanti e di ricuperi strani e vittoriosi … e, alla fine, la regola della Provvidenza di Dio è che dobbiamo trionfare attraverso il fallimento”.


Lui che aveva tanto dato alla Chiesa non chiedeva gratitudine, ma comprendeva che la sua stessa vita era nutrita e sostenuta in ogni modo e momento da questa Madre. Pregava così alla fine della sua vita: “che io possa ricevere il dono della perseveranza, e muoia come desidero vivere: nella tua fede, nella tua Chiesa, al tuo santo servizio, e nel tuo amore”.

(per scrivere questo post ho attinto molto da un articolo di José Luis Restàn)

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