Visualizzazioni totali

giovedì 26 ottobre 2017

CONTRO IL GRIGIORE DELLA VITA / Giovedì XXIX° sett. T. O.

Suor Giannantonia, comboniana - La Stampa.
Quale frutto hai raccolto?

Dio ci vuole liberi, ma non ogni libertà ha lo stesso valore, cioè porta lo stesso frutto. La libertà astratta, da tutto, non esiste. Raccontano che Syd Barrett, fondatore dei Pink Floyd, trascorreva molto tempo a letto per preservare la sua libertà, perché le cose in cui si sarebbe impegnato l’avrebbero limitata. Chiaramente chiamiamo questo atteggiamento: vita persa e squilibrio mentale (Syd Barrett aveva fatto molto uso di LSD e varie droghe). Senza impegno e ordine, la libertà non esiste. 

Allo stesso modo, però, possiamo usare la nostra libertà e la nostra unica vita, il tempo che scorre e non torna indietro, in opere e per scopi di maggiore o minore valore. Non tutto è uguale. 
Essere liberi nei confronti della giustizia, mettendosi a servizio del male, dell’impurità e dell’iniquità, per l’iniquità, rende schiavi del peccato e ha come traguardo la morte. 
Chi invece è stato liberato dal peccato, serve la giustizia e ha come traguardo il dono della Vita, sempre più piena. Il male assoluto dell'uomo è il peccato, è il non vivere in comunione con Dio, il non lasciarsi guidare da Lui.

Cosa hai raccolto? Non è forse grigia la tua vita e senti che hai raccolto poco? È vero, nessun santo si sente tale e dice di aver fatto molto, ma i santi, mentre si vedono peccatori più di tutti, si meravigliano della generosità del Signore nei loro confronti, malgrado l’assenza dei loro meriti.

L’Osservatore Romano parlava ieri di suor Giannantonia Comencini, novantasette anni, da settanta ad Asmara, in Eritrea, dove lavora ancora con entusiasmo. L’altro giorno ha incontrato il papa a Santa Marta. Racconta: «È stato commovente. Gli ho baciato la mano e gli ho detto: “Mi benedica e chieda per me al Signore di amarlo perdutamente”». Dice ancora: «La mia unica forza è nel Signore. Fin da giovane ho sentito che anche se io ero molto misera, lui mi amava tanto. E anch’io ho voluto amarlo».


Prima Lettura   Rm 6, 19-23
Ora, liberati dal peccato, siete stati fatti servi di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, parlo un linguaggio umano a causa della vostra debolezza. Come infatti avete messo le vostre membra a servizio dell’impurità e dell’iniquità, per l’iniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia, per la santificazione.
Quando infatti eravate schiavi del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia. Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Il loro traguardo infatti è la morte.
Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto per la vostra santificazione e come traguardo avete la vita eterna. Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.   

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 1
Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.      

Canto al Vangelo
    Fil 3,8
Alleluia, alleluia.

Tutto ho lasciato perdere e considero spazzatura,
per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui.
Alleluia.


Vangelo   
Lc 12, 49-53
Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
 

Nessun commento:

Posta un commento