Un cieco siede lungo la strada a mendicare. Non è nato cieco. Prima vedeva. Adesso brancola nel buio. Questo episodio ha un senso spirituale. Infatti segue la guarigione di un altro cieco (Mc 8,22-26) collocata appena prima che Pietro riconosca in Gesù il Cristo. Gesù guarisce quel cieco in più volte, come Pietro ha progressivamente aperto gli occhi sulla verità della fede. Ma da quel momento Gesù annuncia 3 volte la sua passione, precisa le condizioni per essere suo discepolo, per scacciare i demoni, il doversi distaccare dal peccato (se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo…), ricorda l’indissolubilità del matrimonio, l’incompatibilità tra l’attaccamento alle ricchezze e il Regno di Dio. Quei due ciechi sono uno solo. Ha visto aprirsi un orizzonte meraviglioso nell'amore di Gesù, adesso è sgomento, ricade nella sfiducia…
È ridotto a mendicare. Come cieco non può più fare progetti, è condannato a sopravvivere magramente da quello che gli danno gli altri. Aveva intravisto qualcosa di grande che poteva appagare il suo cuore, ormai nulla può soddisfarlo davvero.
Ma Gesù passa di nuovo nella sua vita. Ed egli grida dal profondo della sua cecità. Inizialmente ostacolato, grida più forte. Gesù, quando sente che questa invocazione è sincera, perseverante, lo fa chiamare.
Il cieco balza in piedi, una reazione immediata, decisa. Ma soprattutto getta via il suo mantello. Il mantello per un cieco è la sua sicurezza. Se lo smarrisce potrebbe non ritrovarlo. Ed è costoso. Esodo e Deuteronomio ce lo dicono: “Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai al tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, …; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando invocherà da me l`aiuto, io ascolterò il suo grido, perché io sono pietoso”. (Esodo 22, 25-26; Deuteronomio 24, 13). Anche per san Paolo il mantello costa: “Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Troade in casa di Carpo e anche i libri, soprattutto le pergamene.“ (2 Timòteo 4, 13; vedi Isaia 3,6). Simboleggia inoltre la personalità e la dignità (1 Samuele 18, 4; 1 Re 19, 19; Giobbe 29,14; Marco 5, 28; Apocalisse 19, 16), e quindi anche la dignità della sessualità (Deuteronomio 27, 20; Rut 3, 9), ecc.). (Per chi vuole approfondire e trovare le citazioni intere: La Gioia del Vangelo: MANTELLO NELLA BIBBIA / Approfondimento del Vangelo di ieri, XXX Dom. del T.O., B, 2024)
Segno della fede è gettare via il mantello, lasciare indietro le sicurezze, materiali o sociali, mettere il proprio io in secondo piano per aprirsi all'incontro con Dio.
Riporre la propria fiducia (fede) nelle sicurezze materiali, nei titoli, nel proprio ego, ci impedisce di appoggiarci alla croce, alla verità che ci apre la vita. Queste sicurezze di fatto ci rendono immobili e mendicanti mentre la verità non si acquista possedendola ma lasciando tutto per seguire Cristo. La Vita e la Verità sono un camminare, una Via. Chiamato da Gesù quell'uomo ricomincia a vedere e segue Gesù lungo la strada.
Prima Lettura Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.
Dal libro del profeta Geremìa Ger 31,7-9