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mercoledì 30 ottobre 2024

POLEMICHE SU POKEMON / La mascotte del Giubileo 2025




Ieri è stata svelata "Luce" la mascotte del Giubileo 2025. Una figurina di ragazza col K Way giallo, rosario al collo con i colori dei rosari dell’infanzia missionaria che simboleggiavano i 5 continenti quando ero bambino, prima del Concilio, bastone di pellegrino in mano, col gancio per appendere eventualmente la borsa e vari altri usi.

Pellegrino col bastone munito di gancio.


 Ai piedi stivali di gomma che non sceglierei per camminare ma più semplici da riprodurre di scarponi di marcia, specialmente su formati più piccoli. Negli occhi grandi e luminosi la conchiglia tipica dei pellegrini di Santiago di Compostella...

Piace, non piace? I gusti sono liberi. Credo che piacerà alla maggioranza. 

lunedì 28 ottobre 2024

LA CHIESA SINODALE DEI SANTI SIMONE E GIUDA / 28 ottobre, SS Simone e Giuda, 2024.



La Chiesa dei santi Simone e Giuda era certamente sinodale. Ce lo spiega Paolo : “Fratelli, voi (tutti) non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio”. Tutti, con la stessa dignità, membri di un unico Corpo Sacramento di Cristo e quindi rivelazione e strumento di Dio per la salvezza del Genere Umano. Unica dignità, unica missione. Nella stessa lettera Paolo ritorna sulla comunione che deve caratterizzare la comunità-chiesa: “Vi esorto dunque ... a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l`unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.“  (Efesini 4,1-6). 

È lo Spirito che crea la comunione come ha ripetuto infinite volte il Papa a proposito del Sinodo. Ma la comunione in cui tutti sono fratelli e sorelle con la stessa dignità, ha una struttura: Siete “edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù”. Cristo, creduto, conosciuto, vissuto, nella Chiesa ossia guidati dagli apostoli e profeti. Non c'è un’altra Via. Cristo Gesù è il kerigma, è il mistero pasquale, è l’umiliazione della croce e la forza liberatrice della Risurrezione, è il Volto del Dio Vivente che che fa “sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti” (Matteo 5,45), cioè ama i suoi nemici e intercede per i suoi persecutori sulla croce e ci invita a seguirlo per essere anche noi veri figli del Padre celeste (cf. Mt 5,44-45).

Solo se c'è alla base il kerigma, lo Spirito effuso dal Cristo morente nel suo sacrificio d’amore “fino alla fine”, allora, aiutati dalla struttura visibile, apostolica, “tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; … edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito”


Prima Lettura  Edificati sopra il fondamento degli apostoli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni  Ef 2,19-22

MANTELLO NELLA BIBBIA / Approfondimento del Vangelo di ieri, XXX Dom. del T.O., B, 2024


Nel Vangelo di ieri, il cieco getta via il suo mantello per arrivare liberamente a Gesù e ho sottolineato il valore spirituale di questo gesto, mettendo in risalto alcuni aspetti (La Gioia del Vangelo: GETTA VIA IL MANTELLO, VA VERSO GESÙ / XXX Dom T.O., B, 2024). Ho fatto una breve ricerca delle parole "mantello" e "mantelli": in
 tutto 86 volte nella traduzione CEI del 1974. Per chi volesse avere una visione globale delle situazioni in cui si trova "mantello", ecco le citazioni complete dei versetti significativi, raggruppati secondo una classificazione sommaria. Potrebbe essere il punto di partenza di una Scrutatio. 


VALORE ECONOMICO DEL MANTELLO

Esodo 22, 25-26

25 Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai al tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando invocherà da me l`aiuto, io ascolterò il suo grido, perché io sono pietoso.

Deuteronomio 24, 13

13 Dovrai assolutamente restituirgli il pegno al tramonto del sole, perché egli possa dormire con il suo mantello e benedirti; questo ti sarà contato come una cosa giusta agli occhi del Signore tuo Dio.

domenica 27 ottobre 2024

GETTA VIA IL MANTELLO, VA VERSO GESÙ / XXX Dom T.O., B, 2024



Un cieco siede lungo la strada a mendicare. Non è nato cieco. Prima vedeva. Adesso brancola nel buio. Questo episodio ha un senso spirituale. Infatti segue la guarigione di un altro cieco (Mc 8,22-26) collocata appena prima che Pietro riconosca in Gesù il Cristo. Gesù guarisce quel cieco in più volte, come Pietro ha progressivamente aperto  gli occhi sulla verità della fede. Ma da quel momento Gesù annuncia 3 volte la sua passione, precisa le condizioni per essere suo discepolo, per scacciare i demoni, il doversi distaccare dal peccato (se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo…), ricorda l’indissolubilità del matrimonio, l’incompatibilità tra l’attaccamento alle ricchezze e il Regno di Dio. Quei due ciechi sono uno solo. Ha visto aprirsi un orizzonte meraviglioso nell'amore di Gesù, adesso è sgomento, ricade nella sfiducia… 

È ridotto a mendicare. Come cieco non può più fare progetti, è condannato a sopravvivere magramente da quello che gli danno gli altri. Aveva intravisto qualcosa di grande che poteva appagare il suo cuore, ormai nulla può soddisfarlo davvero. 

Ma Gesù passa di nuovo nella sua vita. Ed egli grida dal profondo della sua cecità. Inizialmente ostacolato, grida più forte. Gesù, quando sente che questa invocazione è sincera, perseverante, lo fa chiamare. 

Il cieco balza in piedi, una reazione immediata, decisa. Ma soprattutto getta via il suo mantello. Il mantello per un cieco è la sua sicurezza. Se lo smarrisce potrebbe non ritrovarlo. Ed è costoso. Esodo e Deuteronomio ce lo dicono: “Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai al tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, …; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando invocherà da me l`aiuto, io ascolterò il suo grido, perché io sono pietoso”. (Esodo 22, 25-26; Deuteronomio 24, 13). Anche per san Paolo il mantello costa: “Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Troade in casa di Carpo e anche i libri, soprattutto le pergamene.“  (2 Timòteo 4, 13; vedi Isaia 3,6). Simboleggia inoltre la personalità e la dignità (1 Samuele 18, 4; 1 Re 19, 19; Giobbe 29,14; Marco 5, 28; Apocalisse 19, 16), e quindi anche la dignità della sessualità (Deuteronomio 27, 20; Rut 3, 9), ecc.). (Per chi vuole approfondire e trovare le citazioni intere: La Gioia del Vangelo: MANTELLO NELLA BIBBIA / Approfondimento del Vangelo di ieri, XXX Dom. del T.O., B, 2024)

Segno della fede è gettare via il mantello, lasciare indietro le sicurezze, materiali o sociali, mettere il proprio io in secondo piano per aprirsi all'incontro con Dio. 

Riporre la propria fiducia (fede) nelle sicurezze materiali, nei titoli, nel proprio ego, ci impedisce di appoggiarci alla croce, alla verità che ci apre la vita. Queste sicurezze di fatto ci rendono immobili e mendicanti mentre la verità non si acquista possedendola ma lasciando tutto per seguire Cristo. La Vita e la Verità sono un camminare, una Via. Chiamato da Gesù quell'uomo ricomincia a vedere e segue Gesù lungo la strada. 


Prima Lettura  Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.

Dal libro del profeta Geremìa  Ger 31,7-9

giovedì 24 ottobre 2024

DIO GUARISCE E SVILUPPA TUTTO L'UOMO, GLI APRE LA VITA / Giovedì XXIX sett. T.O., pari, 2024.


Abbiamo ricordato ieri che non siamo molto interessati a Dio ma cerchiamo noi stessi in ogni cosa, apparire, comandare sugli altri, vantarci, o ottenere grazie materiali. E che il Signore nel suo amore infinito usa anche il rimprovero e le minacce per scuoterci o metterci dei paletti che ci impediscano di perderci La Gioia del Vangelo: PERCHÉ GESÙ CI MINACCIA DI MORTE ? È ANCORA AMORE? / Mercoledì XXIX sett. T.O., 2024). Santa Teresa d’Avila stessa riconosceva che le è capitato che la paura dell’inferno l’ha preservata dal commettere un peccato mortale. Ma lo scopo di Dio non è tenerci schiavi ma renderci felici: “E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre!". (Romani 8, 15). 

È  il senso della prima lettura di oggi. Dopo aver esposto che inizia un’era nuova, di libertà e di comunione nell’Amore con Dio, un’era di privilegiati perché Dio si è compiaciuto di chiamarci suoi amici senza merito nostro, Paolo sottolinea la sua conoscenza del Mistero che si compie nel Cristo, e infine - questo è il brano di oggi - esulta di fronte a questo Amore che va aldilà di ogni nostro domandare o ragionare. Può infatti essere conosciuto solo attraverso la luce dello Spirito, come dono rivelato. E Paolo prega affinché tutti nella comunità possano ricevere questo dono. 

Per riceverlo bisogna però desiderarlo e aprirsi a Dio, abbandonarsi a lui. Santa Teresa che era molto avanti già nella vita spirituale confessava che ci voleva coraggio per abbandonarsi totalmente allo Spirito Santo. Ma egli che è come il vento e ci rende simili a lui, è anche “pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza”, oltre che “amore, gioia, pace e dominio di sé”. Lo Spirito Santo è armonia che rispetta la personalità di ciascuno di noi, guarendola e permettendole di svilupparsi. La santità di Teresina che le ha permesso di diventare Dottore della Chiesa passa per “la piccola via” fatta di azioni che rimangono piccole ma sono animate da un totale abbandono. Carlo Acutis l'ha concretizzata in un’infinità di azioni per lo più nascoste e comunque accessibili a un bambino e giovane adolescente che va a scuola e vive in famiglia. Eppure aveva quel fuoco che Gesù è venuto a gettare sulla terra e questo fuoco ha dato una risonanza universale alle sue azioni di bambino e adolescente. Certo l'abbandono a Dio nella piccola via ha dato a Teresina l'audacia di chiedere udienza al Papa e di fare uno stupendo viaggio in Italia a 14 anni. L'abbandono a Dio ha permesso a Carlo Acutis di sviluppare i suoi talenti intellettuali e di lavoro e di creare Mostre digitali che avevano già una risonanza mondiale dal suo vivo. Dio ci apre la vita, guarisce e sviluppa tutto l'uomo. L'abbandono a Dio mi ha permesso di ascoltare questa lettura in modo provvidenziale nel santuário do Bom Jesus a Coimbra. 


Prima Lettura  Radicati e fondati nella carità, siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni  Ef 3,14-21

VEDERE DIO / 06 Colloquio con Motovilov



Vedere Dio


— Padre, gli dissi, voi parlate sempre dell’acquisizione della Grazia dello Spirito Santo come il fine della vita cristiana. Ma come la posso riconoscere? Le buone azioni sono visibili. Ma lo Spirito Santo può essere visto? Come posso sapere se Egli è in me oppure no?

— Nell’epoca nella quale viviamo, rispose lo starez, si è giunti ad una tale tiepidezza nella fede, a una tale insensibilità nei riguardi della comunione con Dio che ci siamo praticamente distanziati quasi totalmente dalla vera vita cristiana. Oggi alcuni passi della Santa Scrittura ci paiono strani. Ad esempio quello in cui lo Spirito Santo, attraverso la bocca di Mosé, dice: «Adamo vedeva Dio mentre passeggiava nel paradiso» (Gn 3, 8), o quando leggiamo nelle lettere di San Paolo che l’Apostolo viene impedito dallo Spirito Santo a proclamare la parola in Asia e invece lo accompagna in Macedonia (At 16, 6-9). In molti altri passi della Sacra Scrittura si ritrovano simili temi sull’apparizione di Dio agli uomini. […]

LA PREGHIERA / 05 Colloquio con Motovilov





La preghiera


Oh! Quanto vorrei, amico di Dio, che in questa vita voi siate sempre con lo Spirito Santo. «Vi giudicherò nella situazione in cui vi troverete» dice il Signore (Mt 24, 42; Mc 13, 33-37; Lc 19, 12 e seguenti). È una disgrazia veramente grande se egli ci trova appesantiti dalle preoccupazioni e dalle pene della terra perché Egli potrebbe adirarsi nel qual caso chi gli potrebbe resistere? È per questo che è stato detto: «Vegliate e pregate per non essere indotti in tentazione» (Mt 26, 41), il che comporta non essere privati dallo Spirito di Dio visto che le veglie e la preghiera ci donano la Sua Grazia. Sicuramente ogni buona azione fatta in Nome di Cristo dona la Grazia dello Spirito Santo, ma è soprattutto la preghiera che ottiene ciò al di sopra d’ogni altro mezzo, essendo essa sempre nelle nostre possibilità. Ad esempio, voi avete il desiderio di recarvi in chiesa, ma essa è troppo distante o la liturgia è finita; avete il desiderio di fare l’elemosina, ma non vedete alcun povero o non avete il denaro; volete rimanere vergini ma non avete sufficiente forza per esserlo a causa della vostra costituzione o a causa degli attacchi del nemico davanti ai quali non potete resistere per la debolezza della vostra carne; vorreste fare una buona azione nel Nome di Cristo ma non avete sufficiente forza per eseguirla oppure l’occasione non si presenta. Per quel che riguarda la preghiera nulla la impedisce: ognuno ha la possibilità di pregare, il ricco e il povero, l’uomo benestante e quello indigente, il forte e il debole, il sano e il malato, il virtuoso e il peccatore.