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mercoledì 11 dicembre 2024

ENTRA NEL RIPOSO DI DIO / Mercoledì II sett. di Avvento, 2024




“Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi”. La promessa di Gesù ci attrae tutti, noi confrontati con l’assenza di felicità piena, con contraddizioni e difficoltà varie, ma anche con il male che rinasce continuamente e colpisce sempre i più deboli. 

Quanto abbiamo bisogno di riposo, di riparo, di un luogo sicuro dove rifugiarci. 

È questa la promessa di Gesù: “vi darò ristoro”. ENTRA NEL RIPOSO DI DIO!

Gesù poi ti invita all’intimità con lui. Deponi nel cuore di qualcuno ciò che ti opprime solo se hai fiducia in lui. Infatti la vera causa della nostra stanchezza è interiore: “non ce la faccio, non sono all’altezza, non sono degno, nessuno mi apprezza, il male risorge sempre… “. E per questo portiamo molte maschere, che è tanto difficile togliere perché pensiamo che ci proteggono.

Ma la promessa di Gesù non è solo evitare i colpi, è anche proposta di vita e di azione. Egli "dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato". “Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”.

Gesù vuole camminare e crescere con te, e offrirti una via nuova e sapiente, che il mondo non conosce e spesso deride: mitezza e umiltà. È nuova anche per noi perché non l'abbiamo percorsa. Appena decidiamo di fare qualche passo nella via di Gesù, il nostro orgoglio e le nostre paure si risvegliano e ci sbarrano la strada.

L'immagine del giogo e del peso fanno riferimento alla Legge. La Legge è come due ali. Non praticata, o praticata solo esternamente, la Legge è un paio d’ali ripiegate che schiacciano, praticata invece diventa ali che ti permettono di volare. La Legge infatti deve essere praticata con amore, con interiorità, con vera sapienza. Gesù non è venuto ad annullare i precetti, non destruttura la nostra vita che ha bisogno di ordine, ma dona il giusto posto allo Spirito d’Amore che da forza e compie con soavità i precetti secondo il disegno di Dio.   


Dal libro del profeta Isaìa Is 40,25-31

martedì 10 dicembre 2024

IL FALSARIO 02 / dal Trattato della Vera Devozione a Maria




Continuiamo a leggere ciò che scrisse san Luigi M. di Montfort sulle devozioni false alla Vergine Maria. In introduzione però raccontiamo in breve la storia di questo meraviglioso libricino. L’autore stesso ha profetato nel suo libro: “114. Prevedo molte belve arrabbiate, che arriveranno con furia per strappare con i loro denti diabolici questo piccolo scritto e colui del quale lo Spirito Santo si è servito per scriverlo, o almeno per avvolgerlo nelle tenebre e nel silenzio di un baule, affinché non venga Lui conosciuto; costoro anzi attaccheranno e perseguiteranno quelli e quelle che lo leggeranno e cercheranno di metterlo in pratica. Ma non importa! Anzi, tanto meglio! Questa previsione mi incoraggia e mi fa sperare un grande successo, cioè una grande schiera di valorosi e coraggiosi soldati di Gesù e di Maria, dell'uno e dell'altro sesso, per combattere il mondo, il demonio e la natura corrotta, nei tempi difficili che sempre più si avvicinano! «Chi legge comprenda». «Chi può capire, capisca»”. 

Di fatto, scritto poco prima della morte del santo, il libro rimase nascosto per quasi 130 anni, messo davvero in un baule seppellito in un campo durante la Rivoluzione francese. Dissotterrato, venne riposto nella biblioteca della casa dei montfortani e dimenticato fino al ritrovamento casuale nel 1842. Mancavano la copertura e le prime ed ultime pagine. Per questo il testo inizia in modo così diretto: “E' per mezzo della Santa Vergine Maria che Gesù Cristo è venuto al mondo ed è ancora per mezzo di lei che deve regnare nel mondo”. Un destino veramente fuori dall’ordinario!

lunedì 9 dicembre 2024

IL SÌ DI MARIA ALL'ANGELO NON ERA IL SUO PRIMO SÌ / Immacolata Concezione 08 Dic. 2024




Per la festa dell’Immacolata, la Chiesa ci fa contemplare l’Annuncio dell’Angelo a Maria e il suo "sì" che ha cambiato la Storia dell’Umanità. Questo sì totale cambia innanzitutto la vita di Maria stessa. Prima, lei aveva un progetto di vita suo, un progetto grande e santo ma incomparabilmente più piccolo, più a misura umana del progetto di Dio.

Come una ragazza di 15-16 anni, come ci riporta la tradizione, ha potuto prendere una decisione così totale da un momento all'altro, che le faceva perdere ogni appoggio e sicurezza umani, poteva significare persino la lapidazione? 

Il suo "sì" è un grandissimo atto di fiducia in Dio. Ma non può essere isolato da tanti sì che lo hanno preceduto e preparato. Maria, pur piena di grazia fin dal concepimento, doveva liberamente crescere nella fede. E l'ha fatto, fin da piccolissima. Per spiegare questa crescita e preparazione, la devozione popolare crede in una sua ammissione eccezionale nel Tempio stesso di Gerusalemme, accolta dai Sacerdoti come ospite permanente, dove riceve ogni giorno direttamente dagli angeli un nutrimento celeste - tradizione ripresa tra l’altro dal Corano. Tutto questo non è molto coerente col dialogo tra Maria e l’Angelo riportato da Luca e la logica della incarnazione e della vita nascosta del Verbo di Dio in una famiglia povera di Nazareth. Ma la devozione popolare ha preferito spesso il "meraviglioso" alla meravigliosa dignità di figli di Dio. Quante vite di santi ci raccontano che, ancora lattanti, rifiutavano il seno il mercoledì e il sabato, per digiunare in onore della Vergine Maria…! Ma oggi comprendiamo, anche alla luce di santi di cui si conosce la giovinezza, che la pedagogia di Dio è diversa.

Da giovani, i santi che hanno risposto subito all'appello della grazia, si caratterizzano piuttosto per una vita di normalità anche se avvolta da una armonia, da una trasparenza di carità, umiltà, purezza e obbedienza eccezionali, notate solo dalle persone più sensibili spiritualmente e occulte agli altri. 

Così credo che Maria, trasparenza totale di Dio, aurora di colui che disse: "imparate da me che sono mite e umile di cuore” abbia detto tanti "sì", sperimentato tante rinunce a sé stessa, affrontato tante tentazioni, nel modo semplice che conviene a una bambina, ma profondi. Questi "sì" l’hanno portato ad una crescita spirituale che era anche maturità umana straordinaria per la sua età. Così i nostri "no" al peccato e i nostri "sì" alla volontà di Dio, nella loro oscurità, portano frutto, ci conducono ad una guarigione meravigliosa, ad una crescita spirituale e umana solida e duratura. 


Dal Vangelo secondo Luca  Lc 1,26-38

IL FALSARIO / 01 Dal Trattato della Vera Devozione a Maria



Nel Trattato della Vera Devozione a Maria, dopo aver esposto la grandezza unica e il posto della Vergine Maria nel piano di salvezza di Dio, S. Luigi Maria di Montfort spiega come il demonio promuove false devozioni e precisa qual è quella vera. Ricordiamo che Karol Wojtila giovane, lesse questo libro molte volte, e diventato Papa confidava che aveva plasmato la sua devozione a Maria. In particolare lo aveva aiutato a superare lo stadio del devoto scrupoloso. 


DEVOZIONI VERE O FALSE 

90. Esposte queste cinque verità, bisogna ora finalmente fare una buona scelta della vera devozione alla Santa Vergine, poiché vi sono delle false devozioni che è facile prendere come vere. Il demonio, come un falsario e ingannatore sperimentato, ha già raggirato e fatto perdere tante anime con una falsa devozione alla Santa Vergine; e ogni giorno, nella sua diabolica esperienza, si dà da fare per perderne molte altre, illudendole e facendole addormentare nel peccato, con il pretesto di qualche preghiera, recitata male, e di qualche pratica esteriore da lui suggerita. Come un falsario non contraffà di solito che l'oro e l'argento e solo raramente gli altri metalli, perché non ne vale la pena, così lo spirito maligno non falsifica tante altre devozioni, ma quelle di Gesù e di Maria, cioè la devozione all'Eucarestia e quella mariana, perché queste rappresentano ciò che l'oro e l'argento sono in confronto agli altri metalli. 

domenica 8 dicembre 2024

UNA STUPENDA CATECHESI SU NOTRE DAME / Messaggio di Papa Francesco per la riapertura di Notre Dame 7 dic. 2024.




Qualcuno si è chiesto perché il Papa non è andato a Parigi per la riapertura di Notre Dame, ieri. Se qualcuno vuole possiamo parlarne anche se il Papa non ha esposto esplicitamente le sue ragioni. Invece la densità del messaggio all'Arcivescovo di Parigi e a tutti i francesi diventa una grande e bella catechesi per tutti noi. Sotto la traduzione italiana ho messo il messaggio originale in francese. 


MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO IN OCCASIONE DELLA RIAPERTURA DELLA CATTEDRALE DI NOTRE-DAME DE PARIS

[7 dicembre 2024]

A Sua Eccellenza Monsignor Laurent Ulrich

Arcivescovo di Parigi

Sono molto felice di unirmi a Lei, Eccellenza, nel pensiero e nella preghiera, come pure a tutto il popolo fedele riunito, e a tutti i presenti, in questo solenne giorno in cui la sua Cattedrale viene riaperta al culto. Tutti ricordiamo ancora il terribile incendio che, cinque anni fa, danneggiò gravemente l'edificio. Il nostro cuore si è spezzato al rischio di vedere scomparire un capolavoro della fede e dell'architettura cristiana, testimone secolare della vostra storia nazionale. Oggi la tristezza e il lutto lasciano il posto alla gioia, alla celebrazione e alla lode.

sabato 7 dicembre 2024

"AVETE TRASFORMATO LE CENERI IN ARTE" / riapertura di Notre Dame de Paris, 7 dic. 2024.



Questa sera riaprirà Notre Dame de Paris. Una sfida vinta dopo il terribile incendio di cinque anni fa grazie all’impegno del Governo francese che ha votato una legge speciale e la generosità di tanti corpi di mestieri, artigiani, studiosi, e di tanti donatori in natura (le querce per il tetto da varie foreste di Francia molte di esse private, ecc.) o in soldi, donatori umili o anche molto facoltosi. Un popolo unito per far risorgere la Cattedrale dei cattolici di Parigi che è anche un simbolo di tutta la Francia e un simbolo della bellezza del Medioevo, della sua fede, della sua perizia tecnica e del suo senso del bello. 

GIOVANI E CULTURA DI MORTE / 7 dicembre 2024.

Minacce alla Sede Pro Vita di Padova.

Ricevo abitualmente le comunicazioni del sito Pro Vita e Famiglia onlus (Notizie e Iniziative su Vita e Famiglia - Pro Vita e Famiglia onlus). Voglio copiare una parte di un suo messaggio che mi ha colpito. La loro sede romana è stata aggredita come anche altre. Ultimamente nelle università di Catania e Milano sono stati ostacolati momenti di riflessione sulla vita. Mesi fa un convegno autorizzato dal governo nazionale belga che aveva sede in un comune della periferia di Bruxelles è stato vietato dal sindaco e ha potuto svolgersi solo sotto protezione della polizia. Non a caso Giovanni Paolo II parlava di cultura della morte. Colpisce come molto spesso persone o movimenti che chiedono tolleranza, pace e libertà lo fanno in modo violento. In questo messaggio Antonio Brandi parla dei giovani, dei ragazzi. Anche da noi la violenza tra giovani o da giovani sta crescendo, possiamo dire esplodendo. Lasciamoci mettere in discussione. Può bastare la nostra pastorale che si rivela fallimentare?


Non riesco a dimenticare i loro volti.

Nel video dell’assalto del 25 novembre alla nostra sede che ti ho condiviso giorni fa, gli assalitori… erano quasi tutti giovani ragazzi.

Nei loro sguardi c’era rabbia, confusione, ideologia. Un odio che bruciava come le fiamme che volevano scatenare contro di noi.