Si dice: “la prima generazione costruisce, la seconda mantiene, la terza dilapida”. Cioè, la terza generazione, nata negli agi non ne (ri)conosce il valore e crescendo senza la scuola dello sforzo, vive superficialmente. Adamo ed Eva avevano tutto e non conoscendo altro gli sembrava normale, dovuto, non hanno saputo valutare i doni immensi di cui erano stati ricolmati né la bontà di Chi glieli aveva dati. Dal dinamismo della crescita posto proprio da Dio nel più profondo di ogni uomo, pur essendo immacolati - senza peccato - hanno ascoltato la menzogna del Tentatore.In questi giorni si parla molto di patriarcato e di colpevolizzazione-oppressione della donna. Applicare questo schema alla società di oggi e all’uccisione di Giulia Cecchettin è proprio senza senso. Accusare la Chiesa e la Bibbia di diffusione del cattivissimo patriarcato mentre in società maschiliste la Chiesa ha portato l’amore cortese e l’elevazione della donna anche in riferimento alla Vergine Maria è un controsenso storico. Nessuna società è perfetta e può sempre migliorare, specialmente i cristiani, anche nel leggere seriamente la Bibbia.
Qualcuno prendeva pretesto del racconto della Genesi per incolpare la donna di essere, tra i due sessi, la più portata al peccato e tentatrice. Infatti si dice che fu Eva ad ascoltare per prima il serpente e porgere il frutto proibito ad Adamo. Ma proprio nel brano di oggi Dio non va da Eva ma da Adamo. E non dice: “cosa ti ha fatto Eva?” ma: “cosa hai fatto tu?”. Eva non è colpevole di ciò che fa Adamo. Adamo ed Eva hanno peccato tutti e due e ognuno tenta di nascondersi rigettando la colpa su qualcun altro. La Bibbia non accusa specialmente la donna. Chi legge la Bibbia seriamente, anche in riferimento alle altre culture di quel tempo si accorge che la Parola di Dio è sempre un passo o molti passi avanti su tutti.
Maria, concepita immacolata, è piena di doni, ma sa riconoscerne l’Autore e, nella sua umiltà, non cerca altre vie fuori dal suo benefattore, non si vanta, non si innalza. Anzi, avendo lo Spirito di Dio annulla se stessa nella scomoda obbedienza a Dio. Infatti, dal dialogo con l’angelo è evidente che il Signore - come ad Abramo nel sacrificio di Isacco - sconvolge i suoi piani e le chiede il sacrificio della sua stessa vita. Avrà sentito la dolcezza dell’amore di Dio nell’annuncio dell’angelo? Nulla ce lo dice in quel brano. La gioia e l’esultanza sono palesi dopo, nell’incontro con Elisabetta. Sicuramente - la Scrittura ci dice oggi e poi a più riprese che Maria è una donna che conserva sempre la capacità di ragionare, interrogarsi, senza lasciarsi comandare dalle proprie paure, senza fuggire dalla verità - avrà capito che c'era un grande prezzo da pagare nel dire di sì. Ma la serva per amore obbedisce. Ecco perché Maria è per noi, Madre, Modello e Maestra. Molti vorrebbero ridurla a sola Madre protettrice, altri a schiava violentata da un Dio Padre Padrone. Maria è tutto il contrario, nei due casi.
Prima Lettura Gn 3,9-15.20 Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.
Dal libro della Gènesi