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sabato 28 febbraio 2026

SI PUÒ COMINCIARE UNA NUOVA VITA A 75 ANNI? / II Dom Quaresima,A, 2026.



Abramo, nostro Padre nella fede, già vecchio, deve lasciare fisicamente la sua terra, la sua parentela, le sue sicurezze, per un’avventura del tutto nuova, inedita. Il massimo della scomodità e del rischio ad un'età - 75 anni - in cui di solito non si prendono più rischi. Anche dal punto di vista delle sicurezze religiose, anche se Abramo è stato deluso dai suoi idoli, abbandonare le proprie divinità per un dio sconosciuto, non è per nulla comune. Nella vita reale, tra attaccamento alle proprie abitudini, tradizioni e riti religiosi, e senza di colpa se li abbandoniamo, le persone sono restie a cambiare, anche per migliorare. Questa audacia di un vecchio ci spinge ad essere pronti anche noi ad “andare via dalla nostra terra, dalla nostra parentela” per convertirci a Dio. 

Perché Abramo lascia tutto? Per la promessa che questo Dio gli ha fatto, quella che leggiamo nella prima lettura. Comprendiamo che ha fatto un’esperienza, oltre che di grandezza e di maestà, anche di amore anche se non gli è del tutto chiaro. Non è spiegabile diversamente e Dio è sempre amore.

Anche noi siamo quindi chiamati a lasciare tutto, ma in cambio di quale promessa? 

Lo leggiamo nel Vangelo della trasfigurazione. La gioia, il benessere dei tre discepoli è tale che non vorrebbero più andare via! Pietro è stato così colpito da questa esperienza e scoperta che, anche dopo  la Pentecoste, la ricorda (2 Pietro 1,16-18). Eppure è stata solo una consolazione terrena, perché le gioie del paradiso sono molto superiori e inaccessibili all’uomo su questa terra. Quanto saremo felici in paradiso! 

Ma c'è lo smarrimento quando il Padre si manifesta nella nube. Anche noi ascoltiamo il Figlio, l’amato in tutto quello  che ci dirà ma che ci dice specialmente questa sera: “Alzati, non temere”   


Dal libro della Gènesi Gen 12,1-4a

In quei giorni, il Signore disse ad Abram:

«Vàttene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una  benedizione.  Benedirò coloro che ti benediranno  e coloro che ti malediranno maledirò,  e in te si diranno benedette Tutte le famiglie della terra».  Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore. Parola di Dio.


Dal Sal 32 (33)  R. Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.

Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. Egli ama la giustizia e il diritto; dell'amore del Signore è piena la terra. R.

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. R.

L'anima nostra attende il Signore: egli è nostro aiuto e nostro scudo. Su di noi sia il tuo amore, Signore, come da te noi speriamo. R.


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.   Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».  All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».  Parola del Signore.


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