Sul canale di Trump è apparso un video nel quale vengono ritratti Barack e Michelle Obama come scimmie. Vari vescovi hanno reagito con un messaggio chiaro di indignazione contro la sua palese manifestazione razzista, chiedendogli di scusarsi. La prima reazione di Trump è stata di tacciare l’indignazione popolare come falsa, poi di dire che non aveva visto l'immagine incriminata, poi infine di ritirare il video ma senza mai chiedere scusa. Dopo la presentazione protocollare del nuovo presidente dei vescovi americani a Trump che sembrava piuttosto una sottomissione a POTUS (President of the United States), tre cardinali hanno cominciato a prendere posizioni sulla sua politica estera contro gli interventi o le minacce militari contro paesi sovrani. Oggi, grazie a Dio ci sono ancora reazione chiare su questo ultimo episodio.
Ecco le reazioni di alcuni vescovi USA:
"Se il presidente ha intenzionalmente approvato il messaggio contenente immagini razziste e crudeli, dovrebbe ammetterlo. Se inizialmente non ne era a conoscenza, dovrebbe spiegare perché ha permesso al suo staff di descrivere l'indignazione pubblica per la sua diffusione come falsa indignazione". "In ogni caso, deve scusarsi. Il nostro shock è reale. Così come la nostra indignazione. Niente di meno che delle scuse inequivocabili – alla nazione e alle persone denigrate – è accettabile. E devono arrivare immediatamente". (cardinale Blase Cupich)
Daniel Garcia, presidente della Sottocommissione per la Promozione della Giustizia Razziale e della Riconciliazione, ha deplorato il "post atroce" di Trump. "Ogni atto razzista – ogni commento, ogni battuta, ogni sguardo sprezzante in reazione al colore della pelle, all'etnia o al luogo di origine – è un fallimento nel riconoscere l'altra persona come un fratello o una sorella, creati a immagine di Dio".
Edward Weisenburger, arcivescovo di Detroit, ha affermato che è "inquietante" che Trump o qualsiasi membro del suo team consideri i meme razzisti "divertenti o appropriati nel discorso politico". "Sono profondamente offensivi e devono essere condannati con la massima fermezza. Mi unisco ai tanti che chiedono scuse pubbliche con piena accettazione di responsabilità, e sono anche irritato dalle affermazioni della Casa Bianca secondo cui l'indignazione che molti di noi provano è 'falsa'".
Ci saremmo aspettati una reazione corale di tutta la Conferenza episcopale US. Ma queste reazioni prese dal Sito “religiòndigital.org” (Los obispos de EE.UU. exigen a Trump que pida perdón a los Obama: "Un racismo tan flagrante no es simplemente una práctica del pasado") sono un primo passo. Forse ce ne sono state altre. Comprendiamo che i vescovi vogliono fare riflettere e non fare polemica, non andare allo scontro, ma Gesù mite e umile di cuore, con mitezza “non guardava in faccia nessuno” e diceva la verità. Gli apostoli annunciavano la verità con parresia, con franchezza. La Chiesa non deve aver paura di dire la verità. La paura di dire la verità da parte della Chiesa è il danno maggiore che fa alle persone e a sé stessa. Può costare ma alla fine la verità è l’unica cosa che realmente aiuta. San Castrese, in fedeltà alla verità, mentre il neo arianesimo aveva ancora molti seguaci anche tra i vescovi, ha messo in gioco la sua vita. Seguiamo Gesù fino alla fine e il nostro santo Patrono assieme a tutti i martiri e confessori.

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