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| COP21, Parigi 2015. L'esultanza, ... e poi? |
"La Quaresima ormai prossima ci invita a un cammino di ritorno: ritorno al cuore di Dio, al cuore della nostra fede e al cuore della nostra casa comune. In questo tempo di preghiera, digiuno e conversione, donaci Signore di rallentare, di ascoltare più profondamente e di riscoprire ciò che veramente sostiene la vita".
Così abbiamo pregato questa domenica. Siamo stati sinceri? Abbiamo compreso ciò che il lettore ha proposto dal pulpito della nostra Assemblea cristiana?
Di recente abbiamo assistito a uragani nel Mediterraneo con devastazione di coste in Sicilia, coste dedicate da generazioni a un tranquillo turismo balneare. Uragani nel Mediterraneo!? Questo fenomeno nuovo ci interpella profondamente. Pure il Portogallo è stato devastato con morti umane da tempeste terribili al punto di mettere in dubbio la possibilità di tenere le elezioni previste in Portogallo. L’Andalusia è stata colpita ugualmente con morti e danni miliardari.
Il limite di 1.5° per il riscaldamento globale da non superare mai, posto dai partecipanti alla COP21 a Parigi dieci anni fa soltanto e celebrato nell’esultanza, è già stato raggiunto nella passività globale e anche un negazionismo tenace che persiste nel voler confondere eventi meteorologici e cambiamento climatico, temperature alte o basse di qualche giorno e in regioni circoscritte e medie decennali globali. Eppure l’emergenza è reale. Non ci sono le scene di “l’alba del giorno dopo” (The day after tomorrow - 2004) film di fantascienza che mostrava un cambiamento istantaneo appena superato il punto di non ritorno, che provocava una nuova glaciazione. Ma il punto di non ritorno esiste e l’aumento della forza e della frequenza degli avvenimenti climatici estremi è reale e soprattutto impossibile da invertire a breve o forse prima di secoli di impegno virtuoso.
Sapendo che tutto è legato e che il Signore ci offre la forza del suo Santo Spirito, ritorniamo al cuore di Dio, della nostra fede e della nostra casa comune! Il viaggio più lungo inizia sempre dal primo passo e continua con i passi successivi. Facciamo il primo passo, facciamo i passi successivi!

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