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lunedì 23 febbraio 2026

LEGGIAMO INSIEME IL VANGELO DELLE TENTAZIONI / 1a Domenica di Quaresima, 2026.



Meditiamo il Vangelo di ieri (Matteo  Mt 4,1-11). Quest'anno durante la Quaresima si seguono i Vangeli degli scrutini, cioè che preparano i catecumeni adulti a ricevere il Battesimo nella Veglia di Pasqua. Diventare cristiano è una scelta di vita totale: è rinascere in Cristo, cioè riconoscere Gesù come unico Salvatore, aderire a Lui, alla sua persona e al suo insegnamento, al suo progetto, e seguirlo. Forse, battezzati da bambini ci è sempre apparso naturale essere cristiani senza che questo implicasse un cambiamento di mentalità: tanto siamo già cristiani, come siamo italiani per esempio, e basta essere come tutti, rispettare i valori e modi di fare della mia famiglia, senza bisogno di verificare ogni giorno la mia vita sul Vangelo. Per essere cristiani ci sembra che basti rivolgersi al Signore, alla Madonna o qualche santo per chiedere grazie (senza essere sicuri di essere esauditi), ma non imitare il loro esempio. Concepiresti qualcuno che si sposa senza voler cambiare, senza mettere al centro della sua vita le necessità della futura moglie (o marito) e della famiglia? Evidentemente no. Ma spesso concepiamo il cristianesimo in questo modo. Sei consapevole che, Satana è il principe di questo mondo, come ieri e forse oggi più di ieri, e che se non fai una chiara scelta di campo per Cristo, l'unico che lo ha vinto, sarai schiavo di Satana in questa vita e per tutta l'eternità? Vedi come Gesù ha dovuto lottare contro le tentazioni del demonio, vincendo per noi e insegnandoci come vincere.


In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavoloDopo il Battesimo lo Spirito scende e rimane su Gesù ( Giovanni 1, 32-34) perché egli deve entrare nella missione di salvare “il suo popolo dai suoi peccati” (Matteo 1,21). 

Lo Spirito conduce allora Gesù nel deserto. Marco usa un verbo più forte: “E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto” (Marco 1,12). Perché questo ritiro “forzato” nel deserto? “per essere tentato dal diavolo”! Ci sembra scioccante. Dio non tenta l’uomo ma è il Satanà, il demonio. È necessario che l’uomo sia tentato, perché decida come vivere la propria libertà: nel bene o nel male, seguendo la propria coscienza o lasciandosi guidare dalle passioni, come discepolo di Dio o del demonio. Spesso non vorremmo scegliere. Pensiamo che una “posizione media”, “neutra”, non "estremista" sia la migliore. Ma non è possibile. “Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde”. (Matteo 12, 30; Luca 11, 23). L’uomo non conosce il proprio cuore nell’intimo e spesso nemmeno il proprio carattere. Il deserto serve proprio a questo. Osservando le nostre reazioni nella necessità, “sotto stress” possiamo comprendere meglio chi siamo nel profondo e scegliere. 

Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». Abbiamo paura della nostra debolezza ma per Dio questa non è un ostacolo. Egli soccorre chi si trova nella debolezza. Però bisogna pregare. Infatti il tentatore si avvicina a Gesù quando è debole per la fame. E la preghiera di Gesù, la sua difesa sarà solo la Parola di Dio, opposta con radicalità e discernimento

Gesù non morirà di fame! Superata la prova“degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano”

Gesù torna vincitore. Non lo sbandiera. Conta per lui aver sperimentato la presenza attiva di Dio Padre e la sua superiorità come Figlio. Ha preso una decisione definitiva: portare solo Dio agli uomini. - “Ma Gesù, il mondo non funziona così. Il Vangelo va bene, ma non sempre. Devi accettare i compromessi se vuoi essere ascoltato dagli uomini, se no, non ti comprenderanno, non ti seguiranno… “ - E Gesù : “È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono”. (Giovanni 6,63-64). 

Davvero questo funziona nella vita concreta? Riflettiamo sul triste anniversario dell’invasione dell’Ucraina. Se invece di ragionare secondo la prudenza del mondo, si fosse reagito con fermezza fin dal 2014 difendendo con tutti i mezzi il Diritto internazionale, il 24 maggio 2022 la Guerra su larga scala non sarebbe scoppiata. Se molti difendono a prescindere e con forza i diritti delle persone e la loro dignità, nessun regime autoritario può vincere elezioni o reggere. Meditiamo su questo!


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