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sabato 14 febbraio 2026

DIALOGO LEFEBVRIANI - SANTA SEDE: COSA SUCCEDE ADESSO? / SS. Cirillo e Metodio, 14 febbraio 2026.



La Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) annuncia che consacrerà nuovi vescovi il 1° luglio contro la volontà del Papa “per assicurare ai suoi fedeli di poter continuare a ricevere i sacramenti in futuro”. Infatti dei quattro vescovi consacrati da Monsignor Lefebvre sono rimasti solo due e già avanti in età (uno era stato espulso anni fa per antisemitismo e negazionismo della Shoah). 

È chiaro che consacrare vescovi senza il consenso della Santa Sede costituisce uno scisma, cioè la creazione di una chiesa non in comunione con l’unica Chiesa fondata da Gesù. Infatti ogni vescovo è successore - legittimo o meno - degli apostoli e gode della pienezza del potere sacerdotale: può ordinare preti, celebrare tutti i sacramenti e i sacramentali come gli esorcismi…

Il motivo per il quale si vuole avere dei vescovi - poter assicurare i sacramenti in futuro - indica già che si pensa che quelli della Chiesa Cattolica, obbediente al Papa, non sono validi, che la Liturgia riformata secondo il mandato dei Padri del Concilio Vaticano II non è valida. Questo significa essere già fuori dalla Chiesa e non, come si pretende, essere “il piccolo resto fedele che difende la Tradizione”. In effetti posso avere gusti, sensibilità diverse, preferire il modo di celebrare di un prete o di una comunità a differenza di un altro, di un’altra. Questo non significa che i sacramenti celebrati nel modo che non corrisponde alla mia sensibilità siano invalidi. Dopo aver partecipato ad una messa con un gruppo di senza fissa dimora, la mamma del prete celebrante mi disse:”non era la mia festa”. Non ha detto che la messa non era valida. 

Per la cronaca, Mons. Lefebvre, fautore dello scisma del 1988, al Concilio aveva votato favorevolmente con gli altri Padri conciliari per chiedere una riforma generale della Liturgia: quindi per lui la Liturgia preconciliare che celebrano i suoi seguaci della FSSPX non era buona. E già questo è una contraddizione molto forte. Manifesta illogicità ma soprattutto che il problema non è liturgico ma ecclesiale. Non è solo il rifiuto del ritorno alle fonti, alle origini, voluto dal Concilio Vaticano II. È il rifiuto delle decisioni di un Concilio Ecumenico in cui, secondo la Scrittura e la Tradizione costante, i Padri conciliari possono dire: “È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi,... “ (Atti 15,28). Se i Padri riuniti in Concilio lungo la Storia hanno sempre potuto dire che le loro decisioni erano guidate dallo Spirito Santo, non c'è nessun motivo per cui non sia stata la stessa cosa nell'ultimo Concilio. Altrimenti ognuno può ergersi a giudice di un Concilio o di un altro, contro lo Spirito Santo. I santi non si sono mai comportati così. Hanno saputo proporre le loro ispirazioni e anche difenderle ma senza mai oltrepassare il discernimento della Chiesa. 

 Il migliore esempio è quello dei santi Cirillo e Metodio, che la Chiesa ricorda oggi, missionari presso i popoli slavi, inventando per loro un alfabeto, chiamato appunto “cirillico” da Cirillo, perché non avevano la scrittura. Così hanno potuto tradurre la Bibbia e la liturgia in lingua slava. Non trovando accoglienza per questa innovazione presso la loro Chiesa di Costantinopoli, non si chiusero nel loro proprio giudizio ma si rivolsero al vescovo di Roma che approvò.

Qualche lefebvriano accusa la Chiesa di cercare di insabbiare il problema proponendo un dialogo teologico sulle questioni dottrinali sulle quali la FSSPX sta in disaccordo con Roma sospendendo queste consacrazioni episcopali. Ma cos’altro poteva fare il Vaticano di più mite se non proporre di dialogare per poter dare un’eventuale autorizzazione alla consacrazione di vescovi quando si sarà sicuri che professano la fede cattolica?

Ecco sotto il comunicato della Congregazione per la Dottrina della Fede dopo l’incontro del Cardinale Fernandez con il superiore della FSSPX don Pagliarini (dei vescovi sottomessi a un semplice prete!?!?, strana teologia…).


COMUNICATO

circa l'incontro tra il Prefetto del Dicastero della Dottrina della Fede e il Superiore Generale della FSSPX. 

In data 12 febbraio 2026, si è svolto presso il Dicastero per la Dottrina della Fede un incontro cordiale e sincero tra il Prefetto, S.E. il Cardinale Víctor Manuel  FERNÁNDEZ, e il Superiore Generale della FSSPX, il Rev.do Don Davide PAGLIARANI, con il beneplacito del Santo Padre Leone XIV.

Dopo aver chiarito alcuni punti presentati dalla FSSPX in diverse lettere, inviate particolarmente negli anni 2017-2019, – tra gli altri, si è discusso circa la questione della volontà divina riguardo alla pluralità delle religioni –, il Prefetto ha proposto un percorso di dialogo specificamente teologico, con una metodologia ben precisa, riguardo a temi che ancora non hanno avuto una sufficiente precisazione, come: la differenza tra atto di fede e "religioso ossequio della mente e della volontà", oppure i differenti gradi di adesione che richiedono i diversi testi del Concilio Ecumenico Vaticano II e la sua interpretazione. Allo stesso tempo, ha proposto di trattare una serie di temi elencati dalla FSSPX in una lettera del 17 gennaio 2019.

Questo percorso avrebbe come scopo evidenziare, nei temi dibattuti, i minimi necessari per la piena comunione con la Chiesa Cattolica e di conseguenza per delineare uno statuto canonico della Fraternità, insieme ad altri aspetti da approfondire ulteriormente.

È stato ribadito da parte della Santa Sede che l'ordinazione di Vescovi senza mandato del Santo Padre, il quale detiene una potestà ordinaria suprema, che è piena, universale, immediata e diretta (cf. CDC, can. 331; Cost. Dogm. Pastor aeternus, caр. I е III), implicherebbe una decisiva rottura della comunione ecclesiale (scisma) con gravi

conseguenze per la Fraternità nel suo insieme (GIOVANNI PAOLO II, Lett. Ap. Ecclesia Dei, 2 luglio 1988, nn. 3 e 5c; PONTIFICIO CONSIGLIO PER I TESTI LEGISLATIVI, Nota esplicativa, 24 agosto 1996, n. 1).

Pertanto, la possibilità di svolgere questo dialogo presuppone che la Fraternità sospenda la decisione delle ordinazioni episcopali annunciate.

Il Superiore Generale della FSSPX presenterà la proposta al suo Consiglio e darà la sua risposta al Dicastero per la Dottrina della Fede.

Nel caso di una risposta positiva, si stabiliranno di comune accordo i passi, le tappе e le procedure da seguire.

Si chiede a tutta la Chiesa di accompagnare questo cammino, specialmente nei prossimi tempi, con la preghiera allo Spirito Santo. Lui è il principale artefice della vera comunione ecclesiale voluta da Cristo.

+Victor Fermin


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