La Via
Crucis del Papa al Colosseo aveva suscitato molte polemiche dopo che l’ambasciata
ucraina presso la Santa Sede e altri esponenti, in particolare vescovi cattolici
ucraini, avevano criticato il progetto della XIII Stazione.
Prevedeva
che due donne amiche, una ucraina e l’altra russa, che vivono in Italia e
lavorano insieme in un ospedale, portassero la croce e leggessero un testo
insieme. L’idea era quella della riconciliazione e dell’amicizia possibile tra russi
e ucraini, della riconciliazione e dell’amicizia tra Russia e Ucraina. Il testo
lasciava intendere che sia Russia che Ucraina e i loro popoli fossero vittime allo
stesso modo dell’orrore della guerra, come se la guerra fosse venuta dall’esterno,
cancellando, rimuovendo la distinzione tra aggressore e aggredito.
Spiegando i fatti si comprende subito il perché delle perplessità ucraine. La
Russia (governo e patriarcato) pretendono che non c'è nessuna aggressione dell’Ucraina
da parte loro ma solo una difesa della Russia attaccata (dalle potenze del male
occidentali), che gli ucraini come popolo non devono esistere ma essere russi, che
l’Ucraina come nazione indipendente non ha ragione di essere e che quindi l’entrata
dell’esercito russo in ucraina e i bombardamenti e uccisioni di militari e
civili non è una guerra ma una operazione speciale di liberazione in soccorso di
coloro che sono oppressi da un governo illegittimo manipolato da potenze occidentali, e di
difesa dei valori cristiani di fede.

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