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giovedì 18 gennaio 2024

OGGI COMINCIO! / in onore di sant' Antonio Abate

Sant'Antonio vince nella fede le insidie
del demonio e rinnova il mondo attorno a sé.

”Non appesantirti sul tuo peccato, neanche per fare penitenza. Perché se ti fissi sul tuo peccato, starai ancora mettendo al centro te stesso”. 

Sant’Antonio Abate. 


Ieri era la memoria di sant’Antonio Abate. Una vita dedita a Dio nella solitudine e aperta al prossimo nella preghiera. 

Torno oggi in parrocchia dopo giorni di Covid (senza sintomi) e quindi “oggi comincio”. Ne approfitto per proporre a me e a tutti questa frase di sant’Antonio Abate così preziosa, che trova eco in tutti i santi e nella Scrittura. 

Infatti il danno maggiore è mettere noi stessi al centro!

domenica 7 gennaio 2024

PERCHÈ GESÙ HA SCELTO UN RITO BATTESIMALE PER ENTRARE NELLA SUA COMUNITÀ? / Battesimo del Signore, 2024.


Il segno dell’appartenenza al popolo eletto è la circoncisione: un segno inciso nella propria carne. Il simbolismo è molto evidente, molto pregnante: la mia carne appartiene a Dio, tutto di me è entrato nell’Alleanza con il Dio dei Padri. La circoncisione è un segno permanente che non dipende dal mio comportamento. È, in qualche modo, statico. Ma c'è la possibilità del peccato e quindi il bisogno di purificazione che si ottiene in vari modi, a distinguere comunque dalle impurità rituali che non comportano l’idea di peccato. Il battesimo di Giovanni invece è un dono particolare da Dio per preparare ad accogliere il Regno di Dio. Battesimo significa conversione. Il fatto che Gesù stesso abbia voluto come segno di ingresso nella sua comunità un rito battesimale non è casuale. Essere cristiano significa: mi converto. Anche se il Battesimo cristiano si riceve una sola volta, imprime un carattere permanente, esso viene fatto non solo con l’acqua ma con lo Spirito e il sangue. Il sangue di Gesù sparso sulla croce testimonia che l’amore che salva e si segue non ha limiti. Allo stesso modo lo Spirito Santo apre un cammino, porta alla Verità tutta intera. Quindi ricevere il battesimo cristiano implica la conversione continua.

Quanti battezzati ne sono consapevoli? Molti non sono forse statici, anche se hanno buone abitudini come la preghiera in famiglia o altre cose? È segno che non hanno compreso il senso del battesimo.

Conversione, cammino, crescita hanno una base definita, un fondamento che non può essere cambiato, una sola direzione, ma sono l’esatto contrario dello stare statico, del possedere io tutta la verità. Gesù stesso si è presentato non solo come Verità e Vita ma innanzitutto come Via. Saul perseguita “uomini e donne, appartenenti a questa Via”. (Atti 9,2; 16, 17; 18, 25- 26; 19, 9.23; 22, 4; 24, 14.22; Ebrei 9, 8). 

Pensare di stare tranquillo, immobile, è un gravissimo inganno. L’uomo evolve sempre, è l’ “Homo Viator”, è sempre in viaggio, sulla Via buona o sulla via del peccato che si indurisce e porta a un peccato sempre più grave (Giacomo 5, 20; 2 Pietro 2, 2.15.21). 

Prima di Gesù questa Via non era rivelata come oggi. A maggior ragione, se oggi ascolti la sua voce, non indurire il cuore, convertiti. 


Prima Lettura  Is 55, 1-11  Venite all'acqua: ascoltate e vivrete.

 Dal libro del profeta Isaia

sabato 6 gennaio 2024

AIUTIAMO CHI È LONTANO DA GESÙ / Epifania 2024 in mezzo alle guerre.


I Re Magi hanno fatto un lungo viaggio per incontrare “colui che è nato, il re dei Giudei”. La festa di oggi è il simbolo dell’universalità del messaggio di Gesù e della sua regalità di Pace che crea comunione tra tutti i popoli. Benché la Chiesa sia realmente un valido strumento di unità per tutto il genere umano, le guerre e le divisioni non sono scomparse. In particolare oggi siamo in uno scenario terribile. Anzi, la religione è usata per odiare e uccidere. La stessa fede cristiana viene strumentalizzata per schierare eserciti.

Abbracciamo gli Ortodossi che oggi celebrano il Natale anche se quasi tutta l’Ucraina ha celebrato quest’anno il 25 dicembre in chiaro segnale di unità con l’Occidente e di indipendenza da Mosca. Da anni, pacificamente, i cattolici di rito greco in Ucraina chiedevano di celebrare il 25 dicembre come gli altri cattolici. L’invasione russa su vasta scala ha precipitato la decisione di cambiare che si è estesa a tutta la nazione. Infatti le due date, 25 dicembre e 7 gennaio, si sono perpetuate proprio per un problema di potere. Quando Roma ha promulgato il calendario Gregoriano più accurato scientificamente abbandonando il calendario Giuliano, quest’ultimo avrebbe potuto scomparire. E invece è rimasto per non adeguarsi alla Chiesa occidentale ritenuta eretica. 

Cosa possiamo fare noi mi ha chiesto un ragazzo?

Esiste la comunione dei santi nella preghiera, nei meriti spirituali. Preghiamo e cerchiamo di portare ovunque  la Pace. Se c'è disaccordo, si parla ma sempre nel rispetto dell’altro, nella ricerca del bene comune.

Abbattiamo l’orgoglio e il desiderio di potenza. Le divisioni tra cristiani e anche la non pace tra le religioni, provengono sempre dall’orgoglio, dal desiderio di potere, di supremazia. In questo ambito si colloca il proselitismo: attirare l’altro nel proprio gruppo spirituale per potermi vantare di avere un numero maggiore di membri, magari superiore a quello dell’altro gruppo. 

Ma il fosso si scava anche molto con le chiacchiere, la calunnia, la narrazione negativa dell’altro. Per esempio il fosso tra Cattolici e Ortodossi si è scavato molto con la narrazione negativa, ingiuriosa, e anche falsa che viene riportata pian piano fino a diventare “verità” creduta da tutti: i Cattolici sono così, gli Ortodossi sono cosà! Quanta zizzania seminiamo con leggerezza, riportando notizie non verificate, non opportune, mettendo in piazza dissensi che dovrebbero rimanere privati… Stiamo attenti. 

Aiutiamo invece chi è lontano da Gesù a continuare il suo cammino verso di lui.


Prima Lettura  Is 60,1-6  La gloria del Signore brilla sopra di te.

 Dal libro del profeta Isaia

VENITE E VEDRETE

  • MAESTRO, DOVE DIMORI?

  • VENITE E VEDRETE




Filippo incontra Natanaele e, ai suoi dubbi, ripete le parole di Gesù: “vieni e vedi”.


Desideri conoscere meglio la Parola di Dio in modo semplice ma sapienziale, imparare a nutrirti del Pane che dà Vita all’uomo?


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NOTE E LINK DEL TESTO / XIII. il Testo di Fiducia supplicans (fine).

[1] Francesco, Catechesi sulla preghiera: la benedizione (2 dicembre 2020), L’Osservatore Romano, 2 dicembre 2020, p. 8.

[2] Cfr. Congregatio pro Doctrina Fidei, «Responsum» ad «dubium» de benedictione unionem personarum eiusdem sexus et Nota esplicativa, AAS 113 (2021), 431-434.

[3] Francesco, Esort. Ap. Evangelii gaudium (24 novembre 2013), n. 42, AAS 105 (2013), 1037-1038.

[4] Cfr. Francesco, Respuestas a los Dubia propuestos por dos Cardenales (11 luglio 2023).

[5] Ibidem, ad dubium 2, c.

[6] Ibidem, ad dubium 2, a.

[7] Cfr. Rituale Romanum ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Ioannis Pauli PP. II promulgatum, De Benedictionibus, Editio typica, Praenotanda, Typis Polyglottis Vaticanis, Civitate Vaticana 1985, n. 12.

[8] Ibidem, n. 11: «Quo autem clarius hoc pateat, antiqua ex traditione, formulae benedictionum eo spectant ut imprimis Deum pro eius donis glorificent eiusque impetrent beneficia atque maligni potestatem in mundo compescant».

[9] Ibidem, n. 15: «Quare illi qui benedictionem Dei per Ecclesiam expostulant, dispositiones suas ea fide confirment, cui omnia sunt possibilia; spe innitantur, quae non confundit; caritate praesertim vivificentur, quae mandata Dei servanda urget».

[10] Ibidem, n. 13: «Semper ergo et ubique occasio praebetur Deum per Christum in Spiritu Sancto laudandi, invocandi eique gratias reddendi, dummodo agatur de rebus, locis, vel adiunctis quae normae vel spiritui Evangelii non contradicant».

[11] Francesco, Respuestas a los Dubia propuestos por dos Cardenales, ad dubium 2, d.

[12] Ibidem, ad dubium 2, e.

[13] Francesco, Esort. Ap. C’est la confiance (15 ottobre 2023), nn. 2, 20, 29.

[14] Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Direttorio su pietà popolare e liturgia. Principi e orientamenti, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2002, n. 12.

[15] Ibidem, n. 13.

[16] Francesco, Esort. Ap. Evangelii gaudium (24 novembre 2013), n. 94, AAS 105 (2013), 1060.

[17] Francesco, Respuestas a los Dubia propuestos por dos Cardenales, ad dubium 2, e.

[18] Ibidem, ad dubium 2, f.

[19] Francesco, Catechesi sulla preghiera: la benedizione (2 dicembre 2020), L’Osservatore Romano, 2 dicembre 2020, p. 8.

[20] De Benedictionibus, n. 258: «Haec benedictio ad hoc tendit ut ipsi senes a fratribus testimonium accipiant reverentiae grataeque mentis, dum simul cum ipsis Domino gratias reddimus pro beneficiis ab eo acceptis et pro bonis operibus eo adiuvante peractis».

[21] Francesco, Respuestas a los Dubia propuestos por dos Cardenales, ad dubium 2, g.

[22] Cfr. Francesco, Esort. Ap. post-sinodale Amoris laetitia (19 marzo 2016), n. 250, AAS 108 (2016), 412-413.

23] Cfr. Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Direttorio su pietà popolare e liturgia, n. 13: «La differenza oggettiva tra i pii esercizi e le pratiche di devozione rispetto alla Liturgia deve trovare visibilità nell’espressione cultuale […] gli atti di pietà e di devozione trovano il loro spazio al di fuori della celebrazione dell’Eucaristia e degli altri sacramenti».

[24] Francesco, Respuestas a los Dubia propuestos por dos Cardenales, ad dubium 2, g.

[25] Francesco, Esort. Ap. post-sinodale Amoris laetitia (19 marzo 2016), n. 304, AAS 108 (2016), 436.

[26] Cfr. ibidem.

[27] Officium Divinum ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Pauli PP. VI promulgatum, Liturgia Horarum iuxta Ritum Romanum, Institutio Generalis de Liturgia Horarum, Editio typica altera, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1985, n. 17: «Itaque non tantum caritate, exemplo et paenitentiae operibus, sed etiam oratione ecclesialis communitas verum erga animas ad Christum adducendas maternum munus exercet».

[28] Francesco, Esort. Ap. Evangelii gaudium (24 novembre 2013), n. 44, AAS 105 (2013), 1038-1039.

[29] Ibidem, n. 36, AAS 105 (2013), 1035.

[30] Benedetto XVI, Omelia della Santa Messa nella Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio. XLV Giornata mondiale della Pace, Basilica Vaticana (1° gennaio 2012), Insegnamenti VIII, 1 (2012), 3.

[31] Francesco, Catechesi sulla preghiera: la benedizione (2 dicembre 2020), L’Osservatore Romano, 2 dicembre 2020, p. 8.

Dichiarazione Fiducia supplicans sul senso pastorale delle benedizioni (18 dicembre 2023)

QUALSIASI BENEDIZIONE SARÀ L'OCCASIONE PER UN RINNOVATO ANNUNCIO DEL KERIGMA / XII. il Testo di Fiducia supplicans.


La Chiesa è come Maria, "Refugium Peccatorum".

IV. La Chiesa è il sacramento dell’amore infinito di Dio

42. La Chiesa continua a innalzare quelle preghiere e suppliche che Cristo stesso, con forti grida e lacrime, offrì nei giorni della sua vita terrena (cfr. Eb 5, 7) e che proprio per questo godono di una efficacia particolare. In questo modo, «non solo con la carità, con l’esempio e con le opere di penitenza, ma anche con l’orazione la comunità ecclesiale esercita la sua funzione materna di portare le anime a Cristo».[27] 

43. La Chiesa è così il sacramento dell’amore infinito di Dio. Perciò, anche quando il rapporto con Dio è offuscato dal peccato, si può sempre chiedere una benedizione, tendendo la mano a lui, come fece Pietro nella tempesta quando gridò a Gesù: «Signore, salvami!» (Mt 14, 30). Desiderare e ricevere una benedizione può essere il bene possibile in alcune situazioni. Papa Francesco ci ricorda che «un piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani, può essere più gradito a Dio della vita esteriormente corretta di chi attraversa le sue giornate senza affrontare importanti difficoltà».[28]  

venerdì 5 gennaio 2024

APRIRE LA PROPRIA VITA A DIO, INVOCARE LO SPIRITO SANTO PER UNA MAGGIORE FEDELTÀ AI VALORI DEL VANGELO / XI. il Testo di Fiducia supplicans.


36. In tal senso, è essenziale cogliere la preoccupazione del Papa, affinché queste benedizioni non ritualizzate non cessino di essere un semplice gesto che fornisce un mezzo efficace per accrescere 
la fiducia in Dio da parte delle persone che la chiedono, evitando che diventino un atto liturgico o semi-liturgico, simile a un sacramento. Ciò costituirebbe un grave impoverimento, perché sottoporrebbe un gesto di grande valore nella pietà popolare ad un controllo eccessivo, che priverebbe i ministri della libertà e della spontaneità nell’accompagnamento pastorale della vita delle persone.

37. A tal proposito, vengono alla mente le seguenti parole, in parte già citate, del Santo Padre: «Le decisioni che, in determinate circostanze, possono far parte della prudenza pastorale non devono necessariamente diventare una norma. Cioè, non è conveniente che una Diocesi, una Conferenza Episcopale o qualsiasi altra struttura ecclesiale attivino costantemente e ufficialmente procedure o riti per ogni genere di questioni […]. Il Diritto Canonico non deve e non può coprire tutto, né le Conferenze Episcopali devono pretendere di farlo con i loro vari documenti e protocolli, perché la vita della Chiesa passa attraverso molti canali, oltre a quelli normativi».[24] Così Papa Francesco ha ricordato che tutto «ciò che fa parte di un discernimento pratico in una situazione particolare non può essere elevato alla categoria di norma», perché ciò «darebbe luogo a una casistica insopportabile».[25]