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lunedì 25 aprile 2022

LA MISSIONE DELLA CHIESA E' SOLO EVANGELIZZARE / S. Marco, 25 aprile.


 

Giovanni Paolo II raccontava che, giovane vescovo, chiese un giorno al Cardinale Wyszynski se la Chiesa doveva fare politica. Il Cardinale rispose che la Chiesa non fa politica ma se milioni di persone professano gli stessi valori, questo diventa un fatto politico. Karol Wojtyla lo comprese bene ed era “apprezzato” dalle autorità comuniste in quanto era “un vescovo che non faceva politica” ma si occupava di spiritualità. È noto che la Chiesa polacca nel suo insieme aveva fatto dell’anticomunismo il suo cavallo di battaglia e che le chiese si riempivano perché era l’unico spazio dove esprimersi liberamente e dialogare. Dopo il crollo del comunismo nella misura in cui le parrocchie erano solo “anti”, logicamente, si sono svuotate. Karol Wojtyla invece insegnava ai giovani in particolare la dignità dell’uomo creato da Dio, stimolato in questo anche dalle richieste dei giovani stessi che piuttosto di sapere controbattere le teorie comuniste volevano sapere come avere una vita felice, come costruire un matrimonio, ecc. Il grande libro scritto dal giovane vescovo Wojtyla prima del Concilio, non a caso, si intitolava: “Amore e responsabilità”. Ora tutti sappiamo il ruolo che Wojtyla fin dagli anni polacchi ha avuto nel dare forza al popolo polacco e minare le basi dell’ideologia marxista. La verità non è “contro”, ma risplende e convince.

Infatti la Chiesa esiste per evangelizzare, per portare Gesù Cristo e la sua grazia a tutti gli uomini di ogni generazione, per far risorgere chi è seduto nell’ombra della morte. Marco che festeggiamo oggi conclude il suo Vangelo con queste parole di Gesù : «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato». Per questo motivo: "Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano".

Quando la Chiesa lavora troppo per “i partiti che difendono i valori cristiani”, quando diventa “anti”, percorre un cammino che non è quello di Gesù. Questo non significa che la fede non crei cultura, anzi. Ed è fondamentale che la Chiesa proponga itinerari di formazione cristiana completi sia agli adulti che ai più giovani e ai bambini.

Questa è la vera Liberazione.

Al contrario la “difesa dei valori cristiani” che si traduce principalmente in battaglie politiche e sociali corrisponde quasi sempre a un vuoto formativo che si riempie di devozioni varie di poco valore fino alla superstizione. E questo, proprio perché un’identità debole spinge a cercare protezione nelle leggi statali e negli appoggi esterni o a rifugiarsi in gruppi chiusi lontani dalla Storia.

 

Prima Lettura  1 Pt 5, 5-14

Vi saluta Marco, figlio mio.

 

domenica 24 aprile 2022

GESU' SCENDE NELLE PROFONDITA' DELL'INCREDULITA' / Domenica di Tommaso e Pasqua in Ucraina.

 



“Sei disceso nelle profondità della terra, o Cristo...

Nella sua sofferenza e morte sulla croce, Cristo discende nelle profondità della nostra natura umana decaduta. Accettando le peggiori crudeltà: tradimento, condanna illegittima, scherno, sputi, colpi in faccia, flagellazioni e uccisioni (cfr Mc 10,33-34), il Figlio di Dio assume su di Sé tutte le conseguenze del peccato umano. Tocca la più lontana distanza da Dio, la peggiore rovina umana, la più grande deturpazione della dignità, per la quale l'umanità è stata creata. Forse, questa settimana nel contesto della guerra, quando abbiamo letto o ascoltato i Vangeli della Passione, abbiamo particolarmente sentito e sperimentato tutto ciò che nostro Signore ha subito per la nostra salvezza.” (dalla Lettera pastorale di Mons. Shevchuk: La Gioia del Vangelo: VOSKRES KHRISTOS: LETTERA PASTORALE PER PASQUA IN TEMPO DI GUERRA.)

Oggi con Tommaso, Gesù scende nelle profondità del peccato più grande: l’incredulità. Come Gesù si è fatto solidale di tutti gli altri peccati, egli si è fatto anche “peccato di incredulità” subendone tutta la forza di tentazione (“Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato!” (Mt 27:46 e Mc 15:34). E non ci abbandona in quell'inferno. Egli viene a cercare Tommaso, Alleluja!

Ma, perché è il peccato più grande? Nell’ultima Cena Gesù dice agli apostoli: “Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me;…” (Giovanni 16, 7-9). 

Riflettiamo su questo punto che è fondamentale ma sfugge ai più. 

Credere che Gesù sia il Signore di tutto in questo mondo, credere che i mezzi, la strada che ha preso sono i migliori in assoluto…, alla prova dei fatti la nostra fede vacilla tante volte, e c'è anche chi si rifiuta di credere. Si esita o si rifiuta di credere sia all’Amore, alla Misericordia infinita di Dio che alla sua Potenza che sono i due pilastri del nostro credo. Eppure da Abramo che assieme a Sara ha un figlio a cento anni, tutta la storia del Popolo è un seguito di prove dell’Amore potente e fedele di Dio, del suo progetto di formare un popolo santo. Come può allor uno dei Dodici dubitare quando i suoi compagni gli dicono: “il Signore è risorto, ed è apparso a Simone”? Per questo Tommaso è rimproverato, e così anche gli altri Apostoli.  

Tommaso viene spesso invocato a torto dalle persone per giustificare la loro non fede. Ma Tommaso è un esempio positivo non perché ha voluto toccare ma solo perché egli è andato fino in fondo e che, di fronte all’amore di Gesù che gli viene incontro nella sua incredulità egli ha aperto il cuore e si è fidato.

 

 

Prima Lettura  At 5, 12-16
Venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne.

sabato 23 aprile 2022

SE SIA GIUSTO DINANZI A DIO OBBEDIRE A VOI INVECE CHE A DIO, GIUDICATELO VOI. / Sabato di Pasqua.

 

«Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi».

Questa frase di Pietro rivolta al Sinedrio ci da forza. Purtroppo è spesso abusata per coprire rifiuti di obbedienza o arroccamenti su pretesi messaggi della Madonna contro la Chiesa e il Papa. È vero che anche san Paolo, in un episodio, resiste a Pietro davanti a tutti (Gal 2:14). Ma anche in questo caso si tratta di difendere le fondamenta del Vangelo e non forme liturgiche o altro. E Paolo stesso continua a rispettare il Sommo Sacerdote ebreo anche quando è da lui trattato ingiustamente (Atti 23,1-4).

Pietro ha una piena coscienza della superiorità della volontà di Dio su quella degli uomini ma va contro le autorità costituite soltanto per annunciare ciò «che abbiamo visto e ascoltato», cioè la Risurrezione di Cristo Signore.

Questo, da una parte ci riporta all’importanza essenziale del kerigma, che tante volte laici e anche consacrati non comprendono, dall’altra parte a vivere con maggiore serenità e fiducia le varie situazioni in cui non vedo applicate o rispettate le mie idee, anche quelle giuste.

Sicuramente la Chiesa oggi non vieta di annunciare Cristo risorto ma piuttosto spinge a farlo. Il dramma della Chiesa lungo i secoli fino ad oggi è la scarsità di Annuncio e di Predicazione della Parola, non il contrario. Inoltre, come vediamo nel Vangelo, fin dagli inizi, credere nella vittoria di Cristo non va senza esitazioni e resistenze anche se per Gesù chiunque ha un cuore aperto all’amore presterà fede immediatamente alla Buona Notizia. 

Ci sono certamente cose da cambiare nella mia parrocchia, nella mia comunità. Se non si possono cambiare facilmente, farò bene a concentrarmi sul trarre le conseguenze della Risurrezione di Cristo per la mia propria vita e sull’annunciarla gratuitamente agli altri piuttosto che fare lotte sulle cose esterne. Creerò così molto più sicuramente una dinamica positiva, rendendo più facile i cambiamenti ulteriori.

 

Prima Lettura   At 4, 13-21
Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato.

VOSKRES KHRISTOS: LETTERA PASTORALE PER PASQUA IN TEMPO DI GUERRA.

Pysanky
 Uova di Pasqua decorati alla cera di api,
tradizionali polacco-ucraini.

 Ricordo che i greco-cattolici ucraini seguono la stessa Liturgia e lo stesso calendario dei loro fratelli ortodossi e celebrano la Veglia Pasquale questa notte. Uniamoci spiritualmente a loro.

LETTERA PASTORALE DI PASQUA DELLA SUA BEATITUDINE SVIATOSLAV

Venerdì, 22 aprile 2022, 11:00


Reverendissimi Arcivescovi e Vescovi, Reverendissimi e Reverendi Padri, Venerabili Fratelli e Sorelle nella Vita Monastica e Religiosa, Carissimi Laici in Cristo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina


Cristo è risorto!


Sei disceso nelle profondità della terra, o Cristo,

E hai rotto i legami eterni che tenevano il prigioniero,

E come Giona dalla balena il terzo giorno,

Sei risorto dalla tomba!

Ode 6, Canone pasquale


Beneamati in Cristo!


Quest'anno ci avviciniamo alla Pasqua di Cristo in mezzo a sfide particolari, sofferenze, crudeltà, umiliazioni e rovina. Per il nostro popolo, in Ucraina e all'estero, sembrerebbe che la croce di nostro Signore sia stata bruscamente posta sulle nostre spalle fin dall'inizio della Grande Quaresima, e che la portiamo già, non da un giorno o due, non da una settimana o due , ma continuamente, giorno e notte. Per noi il Venerdì Santo è diventato il nostro pane quotidiano, la nostra realtà quotidiana, e non sappiamo quando arriverà il giorno glorioso della vittoria sul male, sull'odio e sulla violenza. Ma proprio oggi nostro Signore ci invita a non avere dubbi sulla vittoria della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, della verità sulla menzogna, e ci assicura del suo amore e della sua grazia. Da Lui, nostro Salvatore risorto, traiamo forza in mezzo alla nostra sofferenza di oggi. Egli è la fonte della nostra speranza. Perciò, insieme all'apostolo Paolo, diciamo oggi: “Siamo afflitti in ogni modo, ma non schiacciati; perplessi, ma non spinti alla disperazione... Perché noi che viviamo siamo sempre consegnati alla morte per amore di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale» (2 Cor 4,8.11). In questo spirito con fiducia, ci salutiamo con il saluto vittorioso: Cristo è risorto! In verità è risorto!


Sei disceso nelle profondità della terra, o Cristo...


Nella sua sofferenza e morte sulla croce, Cristo discende nelle profondità della nostra natura umana decaduta. Accettando le peggiori crudeltà: tradimento, condanna illegittima, scherno, sputi, colpi in faccia, flagellazioni e uccisioni (cfr Mc 10,33-34), il Figlio di Dio assume su di Sé tutte le conseguenze del peccato umano. Tocca la più lontana distanza da Dio, la peggiore rovina umana, la più grande deturpazione della dignità, per la quale l'umanità è stata creata. Forse, questa settimana nel contesto della guerra, quando abbiamo letto o ascoltato i Vangeli della Passione, abbiamo particolarmente sentito e sperimentato tutto ciò che nostro Signore ha subito per la nostra salvezza.

venerdì 22 aprile 2022

"E' IL SIGNORE!" COME SAPERLO CON CERTEZZA? / Venerdì di Pasqua.

 


Pietro guarisce lo storpio nato, alla Porta Bella del Tempio, e precisa alla folla stupefatta le condizione del miracolo: non proviene da carismi o superpoteri personali, né da particolare pietà (= Dio ascolta i buoni, e se non fa la grazia è perché sei un peccatore) ma dalla fede nell’opera di Dio per gli uomini che è il suo Servo Gesù Cristo, costituito Signore in forza del suo abbassamento nella morte per i peccati, e risorto.

Enorme fastidio è poco per descrivere quello che provano le autorità religiose. Avevano chiesto loro la morte “dell’impostore galileo”: ecco che il suo spirito blasfemo infetta ancora i suoi discepoli e tende ad allargarsi. Interrogato, Pietro risponde con un versetto del salmo 117: i costruttori che agiscono contro Dio siete voi. Gesù e il suo messaggio sono la base di tutto. Mai avrebbero pensato di vedere applicata a loro quel versetto! Questi galilei di cui si burlavano fino a poco tempo fa perché ignoranti e “pagani”, citano con precisione la Scrittura e fanno miracoli, affermando che il Nazareno non è uno dei tanti, ma che solo in lui c'è salvezza. La situazione è gravissima: l’alternativa è tra sottomettersi o chiudersi totalmente. Sottomettersi appare loro una catastrofe: come non chiudersi?

Anche per i discepoli non è semplice riconoscere le manifestazioni di Gesù risorto. Nel Vangelo di oggi, dopo la pesca miracolosa, esitano ancora: “E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore”. Il cuore ha detto: è il Signore!, ma sempre ancora il cuore, per non dire la testa che va un po’ in tilt, è attraversato da dubbi. I segni tangibili della presenza del Signore ci sono tutti, ultimo la quantità enorme di pesci presi proprio adesso e in quel modo, ma credere significa abbandonare la sicurezza che dona la routine e tutto ciò che l’uomo può controllare. I dubbi si scioglieranno solo dopo l’atto di fede che apre al dono dello Spirito. Non è fideismo, la fede è ragionevole, ma è far fiducia ad un altro, è un rischio, è qualcosa che ti destabilizza per appoggiarti sulla Roccia, su Dio stesso. La fede decentra l’uomo.

Non so più chi ha detto: abbiamo rischiato nel metterci in cammino, ma guardando indietro, ci rendiamo conto che sarebbe stato infinitamente più folle rimanere fermi. Questa frase, se riferita a Dio, rende bene quello che sento riguardo alla fede. Chi rifiuta il rischio, chi cerca solo sicurezza nella fede, non incontrerà mai il Signore.

 

Prima Lettura    At 4, 1-12
In nessun altro c’è salvezza.

giovedì 21 aprile 2022

SETTIMANA SANTA IN UCRAINA: IL MISTERO DEL TRADIMENTO / messaggio dell'Arcivescovo Maggiore Shevchuk

 


Tutti abbiamo visto foto di Mariupol oggi
Un'immagine di com'era prima.


Ogni giorno l'Arcivescovo Maggiore greco cattolico sostiene la fede e il coraggio degli ucraini. Oggi riflette sul Mistero del Tradimento che esiste anche oggi in Ucraina e il calpestare la vita umana da parte degli aggressori russi. 

(Chiesa greco-cattolica ucraina, Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore, Roma)
20 aprile 2022
Video (en, es)

Sia lodato Gesù Cristo!
Miei cari fratelli e sorelle in Cristo,
oggi è mercoledì 20 aprile 2022, e l'Ucraina sta vivendo il 56mo giorno di resistenza nazionale, di lotta, di opposizione all'aggressore russo.
L'Ucraina ha vissuto un giorno e una notte drammatici. Pesanti battaglie sanguinarie sono in corso nell'est della nostra patria, in particolare, nel Donbass, nella Slobodianshchyna, nel sud della nostra nazione.
In particolare, in questi giorni preghiamo, piangiamo e lottiamo per la nostra gloriosa Mariupol che si oppone eroicamente al nemico; Mariupol che oggi fa appello alla coscienza dell'Ucraina e del mondo chiedendo di essere salvata. Si appella per aprire i corridoi umanitari necessari a salvare le vite umane. Più di 100.000 civili si trovano ancora in questa trappola infernale. Da diversi giorni non vengono più aperti i corridoi verdi. E salvare le vite delle persone in Ucraina è il compito di tutti noi: spirituali, civili, diplomatici.
In Ucraina stiamo vivendo la Settimana Santa. Oggi è il mercoledì della Settimana Santa, e questa giornata ha un tema speciale. La liturgia di questo giorno porta alla nostra attenzione la tragedia accaduta tra i dodici apostoli.

mercoledì 20 aprile 2022

PERCHE' PIETRO GUARISCE QUELLO ZOPPO AL TEMPIO E IO NO?

 


Il Signore risorto accompagna Pietro e gli Apostoli, e mentre va tranquillamente con Giovanni al Tempio per la preghiera, Pietro risana un uomo storpio dalla nascita. Il Signore risorto accompagna anche te e me? Certamente. Marco 16,17-20 dice: “E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.”

Come mai allora non mi sento accompagnato tante volte? C'è sicuramente il fatto che lo scopo del Signore non sono i miracoli e le guarigioni, ma la fede e la carità. Ma se non sono necessari i prodigi, il Signore vuole sempre operare insieme ai credenti. Quali sono allora i motivi?

Il primo motivo è sicuramente la mancanza di sottomissione a Dio per cui Egli non può donare il suo Spirito (At. 5,32). Chi non obbedisce a Dio non è in comunione con lui. La cosa più potente che tu possa fare per salvare il mondo è fare momento dopo momento la volontà di Dio.

Un secondo motivo è la “mancanza di creatività”. Questo risulta quando non abbiamo di fronte alla vita e alle situazioni quello sguardo di uomo unito allo sguardo di Dio. “Qui c'è un problema, una sofferenza, una chiusura, un appello; Signore cosa posso fare, cosa faresti al posto mio?” Troppe volte siamo presi dalla routine, oppure partiamo solo da noi stessi senza chiedere al Signore di illuminarci e accompagnarci. Anche i discepoli di Emmaus leggevano la Scrittura con cuore chiuso.

 

Prima Lettura   At 3, 1-10
Quello che ho te lo do: nel nome di Gesù, àlzati e cammina!