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domenica 23 gennaio 2022

LA GIOIA DEL SIGNORE SIA LA VOSTRA FORZA / Domenica della Parola di Dio.

 



Il popolo trascura a lungo le indicazioni e prescrizioni della legge che lo rendono compatto nell’Alleanza con Dio e nel vivere un rapporto ordinato e solidale tra tutti i suoi membri. Di conseguenza non riesce più a resistere ai nemici e viene deportato, Gerusalemme e il Tempio diroccati e bruciati. Con ancora nel cuore l’orrore dei massacri, il dolore dei lutti, il popolo è portato in esilio, privo ormai di ogni luogo dove placare il Signore con i sacrifici di animali, privo anche dei libri della legge.

Eppure, malgrado la prostrazione non viene meno la speranza nel Dio d'Israele che non abbandona mai fino in fondo la discendenza di Abramo. E proprio il ricordare ciò che ha fatto per il popolo nel passato risolleva e istruisce questi ebrei, anche quelli nati in esilio anche se tanti particolari si perdono col tempo e il ricambio generazionale. Dio continua a manifestarsi in seno a queste comunità, attraverso personalità speciali, ma anche nel quotidiano e nelle assemblee che proclamano i benefici del Dio fedele. Dio è in mezzo al suo popolo tramite la sua Parola! Il popolo conserva il più possibile la sua memoria, le sue tradizioni e la sua struttura di sacerdoti e leviti. Dopo 70 anni, il re pagano offre a chi vuole di poter tornare a Gerusalemme. Trovano tutto in rovina. Ma tra le macerie ecco un rotolo della Legge!

Ecco allora questa straordinaria convocazione che ci viene raccontata oggi. Per chi trova le letture troppo lunghe a messa, consideri che il popolo ascolta, in piedi, dall’alba fino a mezzogiorno! La parola è al centro dell’Assemblea, come nella sinagoga di Nazareth quando Gesù apre il rotolo di Isiaia, e il popolo si prostra davanti al Signore. Eppure non c'è un tabernacolo, un altare, una statua… La Parola sia il centro della tua vita, della tua comunità! Il popolo piange perché si rende conto che il non osservare i precetti di Dio porta solo danni. Ma ecco la reazione di Dio: “non fate lutto e non piangete!” fate festa condividendo con i poveri “perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza”. Affida al Signore tutti i tuoi sensi di colpa - il Signore fa festa per ogni peccatore che si pente - e cammina con lui, ascoltando la sua voce. È l’ora di Dio, il momento favorevole, le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Il suo Nome è “il Misericordioso”, “Ha-Rahman”, si chiama “Egli salva”, Gesù!

 

Prima Lettura  Ne 8,2-4.5-6.8-10

Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.

venerdì 21 gennaio 2022

DAVIDE FA L'ELOGIO DEL SUO NEMICO / sabato II sett. T.O., pari.

 

La morte di Saul a Gelboe.

Saul e Gionata muoiono in battaglia sul monte Gelboe. Davide ha ormai la via spianata verso il Regno senza effusione di sangue tra partigiani dei due campi. Ed egli fa l’elogio funebre di Saul. Imitiamo la sua generosità verso i nemici che caratterizza tutta la sua vita.

Vediamo con rammarico la facilità con la quale molti cristiani anche praticanti si rallegrano delle disgrazie di chi non appartiene al loro campo. Viviamo in una società sempre più polarizzata. Non è nuovo ma si sta esasperando in questi ultimi decenni in tutti i settori e tra tutti i gruppi del nostro paese e nel mondo intero, persino all'interno della Chiesa. Anche la confusione che si è creata sulla pandemia e i vaccini ci ha divisi. La ricerca della verità non autorizza a stigmatizzare e gioire delle sofferenze di chi – sbagliando o meno – subisce le conseguenze del Covid. Il rispetto dell’altro è un insegnamento fondamentale di Gesù e ne abbiamo bisogno perché dobbiamo ancora vivere insieme. Anzi, solo uniti, vinceremo la crisi.

 

Prima Lettura    2 Sam 1,1-4.11-12.17.19.23-27
Perché son caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?

IL QUALE POI LO TRADI' / venerdì II sett. T.O., pari.

 


Il Vangelo di oggi ci relata la scelta dei dodici. E uno di loro lo tradì. Dio ci lascia liberi: dono fondamentale, meraviglioso e terribile.

Dio ha chiamato Saul e Dio ha chiamato anche Davide. Ma ecco che Saul cerca Davide per farlo morire per la gelosia di cui abbiamo già parlato. Quel giorno Saul si trova alla mercé di Davide senza accorgersene. Davide gli taglia solo un lembo del mantello e non approfitta per uccidere il suo nemico, perché Saul è il consacrato del Signore. Questa posizione che egli terrà sempre, riuscendo in questo modo a tenere a bada i suoi uomini anche in qualche altra occasione, mostra la sua sincerità. Gli darà grande forza e anche, alla fine, grande prestigio e autorevolezza verso tutti. Il suo rispettare Dio non per calcolo ma per fede lo rivestirà dell’aura di Dio. Non sarà così per Saul anche se, vedendosi risparmiato da Davide che poteva colpirlo impunemente, egli ha un momento di lucidità che potrebbe essere l’inizio di un cammino di conversione. Ahimé, non lo sfrutterà. Nelle parole di Saul appare chiaro che egli prende coscienza della posizione di forza di Davide nei suoi confronti, ma non sembra andare aldilà della situazione umana.

Per santa Teresina “è solo il primo passo che costa (il resto lo fa Dio)”. Umanamente più si ritarda questo primo passo più diventa difficile farlo: siamo sempre più legati, più deboli spiritualmente, sempre meno decisi a cambiare. Probabilmente si spegne man mano la fede nel potere della grazia. Dio però può salvarci e renderci santi in ogni momento. Quindi gridiamo con coraggio a Dio. Oggi è il momento favorevole.

 

Prima Lettura    1 Sam 24, 3-21
Non stenderò la mano su di lui, perché egli è il consacrato del Signore.

giovedì 20 gennaio 2022

PARROCCHIA SAN NICOLA DI BARI A POLVICA: CATECHESI PER GIOVANI, ADULTI E FAMIGLIE


La Natura stessa della Chiesa è di essere missionaria e di portare la Buona Notizia agli uomini e alle donne di ogni popolo e generazione. Il Signore ci ritiene degni del ministero e lo dobbiamo solo ringraziare e servire il meglio possibile in questo momento difficile.

Preghiamo e invitiamo affinché tutti quelli che il Signore chiama possano ascoltare queste catechesi in una parrocchia amica. 

PARROCCHIA SAN NICOLA DI BARI A POLVICA

Via Chiesa di Polvica (NA)

Tel: 081 740 0362

Dal 24 gennaio, ogni lunedì e mercoledì,

alle ore 20.00


DOMINA IL PECCATO! / giovedì II sett. T.O., pari.

 


Saul vuole uccidere Davide perché geloso dei suoi successi. Questa situazione apre due temi che vedremo svilupparsi nelle pagine successive della Bibbia: Davide troverà sempre aiuto e non sarà ucciso. Il modo in cui troverà questi aiuti attraverso la Provvidenza ma anche attraverso la sua stessa attività e atteggiamento è una grande lezione di vita per noi che vogliamo confidare in Dio ed essergli fedeli. Saul invece non dominerà questa gelosia che prendendo sempre più spazio nella sua psiche, pian piano lo porterà alla follia, creando danno anche a tutto Israele e specialmente al suo entourage più vicino.

Fermiamoci su questo secondo punto. I suoi successi attirano a Davide il favore del popolo. E questo tocca Saul su un punto sensibile, al punto di ritrovarsi in una situazione simile a quella di Caino verso il fratello: “Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo».” (Gen. 4,4-7). Invece di rivolgersi a Dio per dominare la sua tentazione, ciò che avrebbe comportato per lui grandi grazie, grandi benedizioni, e avrebbe avviato un processo di guarigione della sua ferita, Saul resta chiuso nei suoi ragionamenti, nelle sue emozioni. Gionata suo figlio lo ammonisce di non peccare e Saul si lascia convincere questa volta, giurando per la vita del Signore. Ma sembra più un modo culturale di esprimersi in una società dove il riferimento a Dio è onnipresente. Questo modo superficiale non è sufficiente né allora né oggi. In verità, nessuno è mai arrivato in questo campo. Ma purtroppo molte persone rimangono ad un livello estremamente superficiale nel loro rapporto con Dio. Molti non pregano affatto, molti di più si accontentano di dire qualche preghiera, ma anche tra quelli che pregano molto, non tutti aprono il cuore alla conversione. Per loro pregare è supplicare Dio di fargli stare bene (loro e tutti i bambini del mondo), di evitargli i pericoli che non riescono a controllare (e di liberare l’umanità dalla pandemia affinché possiamo ritornare alla normalità).

- Ma allora ritieni menzogneri i messaggi della Madonna a Fatima che si è presentata come la Madonna del Rosario e tramite suor Lucia ha affermato che non c'è problema, anche internazionale, che non possa essere risolto con la preghiera del Rosario? – No! Affatto! Ma non possiamo fare un “marianesimo montfortiano” come dice un amico come se il Rosario bastasse a tutto. Eppure diffondo volentieri il “Trattato della Vera Devozione alla Vergine Maria”, letto prima ancora di entrare in noviziato, con evidente soddisfazione del mio Padre spirituale. Invece dico che le affermazioni della nostra Madre celeste che sottolineano sia la necessità di una preghiera intensa per essere avvolti dalla grazia, che la potenza della sua intercessione, non possono essere distaccate dalle parole di Gesù. Gesù parla di preghiera incessante ma non parla di campagne internazionali di preghiera (anche se queste possono trovare fondamento in brani come in Mt 24, 20 e Mc 13, 18 per esempio). Gesù invece parla di conversione, di Beatitudini e di visione nuova del mondo e della paternità di Dio sull’umanità, e invita tutti a mettersi in un cammino di conversione dietro a lui. Egli insegna ai suoi discepoli a conoscere il proprio cuore e ad aprirlo alla sua luce. Proprio questa mattina uno mi ha detto: “chiediamo al Signore di evitarci gli errori in mala fede!” No, caro, chiediamo al Signore di evitarci ogni errore, anche in buona fede!. Ogni secolo ha la sua mentalità e non vogliamo giudicare appunto la buona fede. Ma se la Chiesa avesse meditato più profondamente le parole di Gesù che dice: “imparate da me che sono mite e umile di cuore”, la doverosa difesa dell’Ortodossia non avrebbe mai comportato condanne capitali e roghi, guerre di religione di cui oggi ci vergogniamo, e nemmeno avrebbe permesso l’antisemitismo che attraverso “l’insegnamento del disprezzo” ha resa debole o addirittura complice la reazione dei cattolici di fronte alle leggi razziali e agli orrori che ne sono scaturiti.

 

Prima Lettura    1 Sam 18, 6-9: 19,1-7
Saul, mio padre, cerca di ucciderti.

mercoledì 19 gennaio 2022

E' LECITO IN GIORNO DI SABATO SALVARE UNA VITA O UCCIDERLA? / mercoledì II sett. T.O., pari.

 


Davide contro Golia e Gesù contro tutti. Due situazioni difficilissime dove si rischia la vita.

Davide sa discernere le buone armi, preferendo le sue di pastore che sa usare bene, e non il prestigio di un vero armamento, privilegio di pochi allora tra gli israeliti (vedi 1 Sam 13, 19-22). Ma la fionda era un'arma efficace, molto usata e stimata nelle guerre antiche. Soprattutto Davide confida nel Dio d'Israele. Come tutti, ma la fede del giovane Davide è superiore a quella degli altri in Israele e più intima. In quel tempo, la guerra è vista come una lotta tra divinità. Anche i Filistei attribuiscono la vittoria di Davide al suo Dio e fuggono davanti a Lui.

Nella sinagoga, Gesù ha contro di sé tutti i difensori dell’ordine, pronti a castigare ogni abuso. Preferiscono che un uomo perda l’occasione di guarire dal suo handicap purché trionfi la loro interpretazione della legge. Gesù, come sempre, riporta i precetti al loro fondamento. Essi dicono: "è lecito o no?"... Gesù risponde: "in principio"… Principio è l’amore di Dio, principio è il cuore dell’uomo. «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?» Ed essi, riportati al duplice principio, a Dio e al loro cuore, tacevano.

 

Prima Lettura      1 Sam 17, 32-33. 37. 40-51
Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra.

martedì 18 gennaio 2022

LE NOZZE DI CANA: UNA VERA FESTA / II Domenica del T.O., C.

 



Le nozze di Cana: un Vangelo infinito per bellezza e significati fondamentali. Infinito: infatti escono ancora ricchezze nuove, alla portata di tutti. Per esempio Papa Francesco dice: l’amore di Gesù non è mai annacquato!

Passiamo in rassegna alcuni di questi significati: la festa di nozze è un momento ancora oggi molto significativo e importante per tutti e se venisse a mancare il cibo o solo il vino, la Coca Cola per i più piccoli, che disagio!

A Cana, Maria è presente, attenta. Sarà determinante. Invitala alla tua vita. – È chiamata da Gesù “donna” in opposizione all’altra donna, Eva, cioè madre dei viventi che però partorisce nel dolore per una esistenza segnata dalla condizione di peccato. Gesù è il Nuovo Adamo, e Maria la Nuova Eva. – Gesù non vuole essere il distributore di grazie, né mettersi in mostra. Gli interessa amare nel dono puro di sé, fino alla croce, non nel successo facile. Ma il suo amore così consapevole e senza traccia di sentimentalismi, si lascia però sempre vincere dalla misericordia. – La mamma lo conosce fino in fondo e sa che egli opera tutto per la salvezza nostra secondo il volere del Padre. Quindi non contesta, non supplica, non insiste. Egli ha sentito. Di conseguenza, lei rivolge questa semplice frase: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» ai servi e a tutti noi che ci consideriamo servi di Dio, e vogliamo esserlo, sottomessi per avere il suo Spirito (Sal 122:2 “Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; come gli occhi della schiava, alla mano della sua padrona, così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio ”) anche se ci chiama amici. – L’acqua diventa vino, il vino buono dato alla fine, partendo da un’acqua contaminata perché versata in giare che si usano per la purificazione rituale, cioè per gettarvi i peccati. Dio prende l’acqua dei nostri peccati (questo abbiamo da offrigli) e attraverso la fede, il suo amore lo trasforma in vino di festa, di letizia. - Che regalo di nozze! Penso che quel giorno anche gli astemi avranno fatto a gara per gustare quel vino. Che animazione di colpo, in quel pranzo di nozze che ha segnato la vita di tanti, addirittura permettendo a molti di iniziare un cammino da credenti! Perché tutto quello che fa Gesù è segno perché crediamo.

I nostalgici vorrebbero che le nostre messe fossero tutto silenzio e raccoglimento. “Serie” insomma, “degne del Mistero che si celebra”. Va bene lo stupore e quindi va benissimo anche il sacro silenzio, ma le nostre messe non sono forse Eucaristia, ringraziamento, benedizione a Dio per quello che ha fatto per noi, per e con ciascuno di noi? Non sono forse una festa di nozze in cui non si può digiunare perché lo sposo è con noi? Il ragazzo che balla da solo perché la ragazza gli ha detto di sì, non è forse serio? Non c'è nulla di più serio del ballo e del canto quando proviene da un’autentica esultanza. No, per alcuni, ogni manifestazione di gioia spontanea è abuso liturgico. Bisogna fare festa, celebrare le nozze, senza guardarci in faccia, con il prete che ci volta le spalle, in una lingua rigorosamente incomprensibile, con formule rigidamente tutte scritte su un libro… Come siamo lontani dalle primitive comunità cristiane che celebravano la Vittoria sulla morte ed esultavano “finché le forze e il tempo lo permettevano” per l’era nuova che Dio offriva all’umanità nella risurrezione della carne. Questa risurrezione che era del suo Cristo ma veniva partecipata a chiunque apriva il cuore alla grazia! Certo il prete clown, i canti urlati nel microfono dai bambini che pensano di essere davanti a Maria De Filippi e conoscono solo i Talent Show, e altre bizzarrie anche peggiori non hanno mai avuto fecondità vera. Ma il Concilio Vaticano II è tutto Magistero solenne e la riforma liturgica era necessaria. Va vissuta con fedeltà, intelligenza e senza timore.

 

Prima Lettura  Is 62,1-5

Gioirà lo sposo per la sposa.