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giovedì 21 maggio 2020

SAN PAOLO: DALLA DERISIONE ALLE INGIURIE / giovedì VI sett. Pasqua

La rigidità in campo cattolico. Il sito crisinellachiesa.it intitola queste foto di Benedetto XVI in visita nelle Sinagoghe di Cologna, East Park N.Y.  e Roma: "La Chiesa Cattolica sta diventando una succursale della Sinagoga?"

I filosofi di Atene hanno congedato gentilmente Paolo come ciarlatano dopo che abbia parlato del Cristo risorto: “su questo ti ascolteremo un’altra volta!”
A Corinto Paolo incontra tanta gente diversa, ma il suo primo dovere è di annunciare agli ebrei presenti in città che il Messia tanto atteso è venuto ed è Gesù di Nazareth, condannato alla croce, morto e sepolto ma rialzato vivo da Dio e costituito Signore. Nella sinagoga il rifiuto è molto meno educato: coprono Paolo di ingiurie.
Perché questa differenza?
Se per dei greci che pensano di conquistare tutto con la ragione, non vale nemmeno la pena di esaminare questo stupido annuncio della risurrezione dai morti, per degli ebrei che adorano il Dio unico, l’Altissimo, l’idea che il suo Messia abbia potuto essere crocifisso è scandalosa, sacrilega, e attacca il loro sistema di valori.
Forse un cristiano non potrà scandalizzarsi di fronte all’annuncio di Cristo? Invece sì. Ricordo una persona molto devota che mi avvicina dopo una bella catechesi fatta da un laico sull’abbassamento di Gesù: “Come si può parlare così male di nostro Signore?” Gli esempi sarebbero tanti. Il nostro Dio inaccessibile, incorruttibile, si fece uomo, non ritenendo un tesoro geloso la sua divinità, svuotò se stesso, apparendo non solo in forma di uomo, ma di servo obbediente, ai genitori e alle leggi della crescita umana, fino alla morte e alla morte di croce, con tutto ciò che comporta. Tante volte di questo Dio vicino, vicino persino ai malfattori condannati a morte per i loro crimini, abbiamo fatto un Dio di nuovo inaccessibile nel suo cielo, oppure “vicino” ma come un idolo qualsiasi. E questa falsa idea del Sacro, si estende poi ai santi, ai luoghi e agli arredi, e anche a chi riveste autorità nella Chiesa.
La deriva dal Cristianesimo a queste forme di religiosità e specialmente la violenza nel resistere al cambiamento, può venire da due fonti: il non essere stato evangelizzato (abbastanza), e/oppure da una profonda insicurezza personale. Il camminare appoggiato alla grazia di Dio, scioglie pian piano insicurezza e rigidità. “Coloro infatti che avranno ben servito, si acquisteranno un grado onorifico e una grande sicurezza nella fede in Cristo Gesù”. (1Tm 3:13). “Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore (cioè dove l’uomo vecchio di prima è stato crocifisso. Vd. Romani 6,6) c'è libertà”. (2Cor 3:17).

Prima Lettura   At 18, 1-8
Paolo si stabilì in casa loro e lavorava, e discuteva nella sinagoga.

mercoledì 20 maggio 2020

QUERIDA AMAZONIA / CONCLUSIONE, LA MADRE DELL'AMAZZONIA

Nostra Signora dell'Amazzonia.


111. Dopo aver condiviso alcuni sogni, esorto tutti a procedere su vie concrete che permettano di trasformare la realtà dell’Amazzonia e di liberarla dai mali che la affliggono. Ora eleviamo lo sguardo a Maria. La Madre che Cristo ci ha lasciato, pur essendo l’unica Madre di tutti, si manifesta in Amazzonia in diversi modi. Sappiamo che «gli indigeni hanno un incontro vivo con Cristo attraverso molte vie; ma la via mariana ha contribuito più di tutte a questo incontro».[145] Di fronte alla bellezza dell’Amazzonia, che abbiamo scoperto sempre meglio durante la preparazione e lo svolgimento del Sinodo, credo che la cosa migliore sia concludere questa Esortazione rivolgendoci a lei:
Madre della vita,
nel tuo seno materno si è formato Gesù,
che è il Signore di tutto quanto esiste.
Risorto, Lui ti ha trasformato con la sua luce
e ti ha fatta regina di tutto il creato.
Per questo ti chiediamo, o Maria,
di regnare nel cuore palpitante dell’Amazzonia.
Mostrati come madre di tutte le creature,
nella bellezza dei fiori, dei fiumi,
del grande fiume che l’attraversa
e di tutto ciò che freme nelle sue foreste.
Proteggi col tuo affetto questa esplosione di bellezza.
Chiedi a Gesù che effonda tutto il suo amore
sugli uomini e sulle donne che vi abitano,
perché sappiano ammirarla e custodirla.
Fa’ che il tuo Figlio nasca nei loro cuori,
perché risplenda nell’Amazzonia,
nei suoi popoli e nelle sue culture,
con la luce della sua Parola, col conforto del suo amore,
col suo messaggio di fraternità e di giustizia.
Che in ogni Eucaristia
si elevi anche tanta meraviglia
per la gloria del Padre.
Madre, guarda i poveri dell’Amazzonia,
perché la loro casa viene distrutta
per interessi meschini.
Quanto dolore e quanta miseria,
quanto abbandono e quanta prepotenza
in questa terra benedetta,
traboccante di vita!
Tocca la sensibilità dei potenti
perché, se anche sentiamo che è già tardi,
tu ci chiami a salvare
ciò che ancora vive.
Madre del cuore trafitto,
che soffri nei tuoi figli oltraggiati
e nella natura ferita,
regna tu in Amazzonia
insieme al tuo Figlio.
Regna perché nessuno più si senta padrone
dell’opera di Dio.
In te confidiamo, Madre della vita,
non abbandonarci
in questa ora oscura.
Amen.

Dato a Roma, presso San Giovanni in Laterano, il 2 febbraio, Festa della Presentazione del Signore, dell’anno 2020, settimo del mio Pontificato.


Durante la "Settimana Laudato Sii",  siamo arrivati alla fine della lettura di questa bellissima Esortazione apostolica. Meditiamo e usiamo la preghiera a Maria che papa Francesco ha composto alla Vergine come conclusione. Gli incendi in Amazzonia dei mesi scorsi e il continuo di uccisioni di militanti dei diritti degli indigeni e della preservazione della foresta ci ricorda tragicamente l'importanza umana e globale delle sfide in gioco, "in questa ora oscura". C'è oggi un motivo nuovo di preoccupazione, di cui papa Francesco ha parlato: il "genocidio virale". Abbandonare i più poveri al contagio senza cure, magari approfittando del coronavirus e di un sistema sanitaria già deficiente di per sé, per "sgombrare" regioni di cui ci si vuole appropriare. Molte notizie ci dicono che è quello che sta succedendo anche in Amazzonia attualmente.

IN CHE COSA SAN PAOLO HA SBAGLIATO? / mercoledì VI sett. Pasqua

San Paolo predica all'Areòpago.

Arrivato ad Atene san Paolo annuncia Cristo risorto all’Areòpago. Cerca di adattarsi alle persone che ha davanti a sé e alla loro cultura. Però egli ottiene poche conversioni. Quasi tutti esprimono scetticismo e derisione. Eppure Paolo ha detto molte cose vere. Per esempio insiste sul fatto che Dio non abita in templi costruiti dall’uomo, e attacca l’adorazione delle statue. Purtroppo una certa credenza paganeggiante nella “casa di Dio” e nella personificazione del Signore e dei santi nelle statue fa fatica a morire. Eppure quello che annuncia Paolo viene costantemente ripetuto nella Bibbia. È un tema semplice ma delicato per l’attaccamento psicologico che abbiamo a certi luoghi e immagini. Merita approfondimento anche se l’ho già trattato su questo blog. Paolo cita anche l’intuizione poetica di Arato di Soli che apre la mente e il cuore dei greci alla fede nell’adozione a figli da parte di Dio. La Chiesa riterrà infatti la riflessione e il cammino culturale dei greci pagani come “Preparazione al Vangelo”.
Quindi il mezzo fallimento di Paolo è solo dovuto alle persone che lo ascoltano e, liberamente, non accolgono il suo annuncio – gente peraltro abituata a passare la giornata in superficiali “conversazioni da bar”, diremmo oggi – oppure è mancato qualcosa?
San Paolo comincia a lodare gli ateniesi: “siete molto religiosi, siete anche aperti a ciò che non conoscete ancora, bravi!”. Questo modo si chiama “captatio benevolentia”: mettere gli ascoltatori in un atteggiamento positivo verso chi parla. San Paolo lo fa quasi sempre, nei suoi discorsi e nelle sue lettere, e fa bene.
Ma quando Paolo annuncia la risurrezione dai morti di Gesù egli omette di parlare della croce. Tutti muoiono! Nessuno vorrebbe morire e la vita va difesa sempre. Anche se Gesù non ha potuto evitarla, che sia risorto è una buona notizia. Ma non è il cuore della Buona Notizia. È un po’ come certi che cercano nel Cristianesimo e nella preghiera solo il ricevere grazie e guarigioni, liberazioni dai problemi… Invece il Cristianesimo è essenzialmente diverso; è ricevere uno Spirito che mi trasforma e mi rende libero dalla morte nella morte. Quello Spirito che ha fatto dire a Gesù ai suoi discepoli durante l’ultima Cena: “io vivo e quando riceverete lo Spirito anche voi vivrete”. È come dire: “finora siete morti!, morti che camminano, che pensano di vivere, ma sono sotto il potere della morte, schiavi del male e del demonio proprio per paura della morte”.
Perché Paolo non ha annunciato Cristo crocifisso a quell’Assemblea? Fatto sta che poi va a Corinto e lì, secondo la sua stessa testimonianza ritenne “infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso” (1 Cor 2,2) “scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani” (1Cor 1,23).
È così facile che evitiamo di annunciare la Croce, per fare discorsi di sapienza umana, anche se ammantati di religiosità! Se la mia vita, se la vita delle famiglie cristiane fosse sinceramente fondata sulla Croce di Cristo, speranza di vita eterna e vittoria sul male, quanta pace, quanto bene! Invece bestemmiamo Dio e l’uomo ogni giorno per la croce.
  
Prima Lettura   At 17, 15-22-18,1
Colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio.

martedì 19 maggio 2020

TRISTEZZA O GIOIA NELLE PROVE? / martedì VI sett. Pasqua.

Non farti del male, siamo tutti qui!

Paolo e Sila in carcere, gettati nella parte più interna con catene ai piedi, con ferite non lavate dalle bastonate ricevute, potendo pensare ad una condanna molto severa nei giorni successivi, sono pieni di gioia. A mezzanotte pregano cantando inni a Dio che li ama. Masochisti?
Gli apostoli durante l’ultima cena si vedono persi. Gesù, il loro punto di riferimento, se ne va. Sono paralizzati dalla tristezza che ha invaso il loro cuore. Per loro l’unica realtà in quel momento è ciò che stanno provando e la preoccupazione per sé stessi. Non riescono a comprendere che tutto ha un senso, che si sta svolgendo il piano di Dio per Gesù e per loro, e ancora meno riescono ad interessarsi a lui come persona. Non osano o non pensano nemmeno a fargli la domanda: dove vai?
Come mai? Da dove proviene questa differenza abissale?
Certamente l’essere preso a questo punto dall’ansia è un tratto molto comune ma non obbligatorio. Ho incontrato persone capaci di ragionare sulle situazioni. Una volta uno mi diceva: affronto sempre tutto con queste 4 domande: chi? quando? come? per quale motivo? per quale scopo? per chi? Questo mi aiuta molto e me la cavo sempre. Infatti avere questo atteggiamento è un grande vantaggio e l‘uomo è capace di lavorare su sé stesso. Conoscere sé stessi e chiedersi in particolare che senso hanno le cose, i comportamenti, decentrarsi per cominciare a vedere gli altri e le situazioni per quello che sono, è un punto fondamentale. Si racconta di papa Giovanni XXIII, il Papa Buono, che sapeva trarre da ognuno il meglio di sé. Ma egli diceva anche: "se devo comandare a qualcuno una cosa di cui so che non lo farà, evito di imporgli questa obbedienza". È d’altronde l’applicazione di un principio di morale cattolica. In genere purtroppo, superiamo difficilmente la proiezione sugli altri dei nostri valori e comportamenti. L’esempio forse più evidente è il concetto dell’Antichità che la donna era un uomo incompleto, e quindi un essere inferiore. Nel Codice Civile napoleonico la donna era un essere minorenne a vita. Questo concetto è duro a morire, ma sopratutto la chiusura si manifesta pienamente quando si ribalta. Allora è l’uomo che viene considerato inferiore alla donna, la donna depositaria di tutti i diritti e l’uomo costante accusato. Ad un livello meno estremo, nel rapporto di coppia si ripete facilmente lo schema: “che ci vuole, perché mia moglie non ci arriva?” – “se non fa questo, che è elementare, è perché mio marito non vuole farlo, la conclusione è che non mi ama!”
Ma nel caso degli Apostoli nell’ultima Cena e di Paolo e Sila in carcere, la differenza fondamentale non è uno sviluppo umano più o meno progredito. La differenza proviene dal dono dello Spirito Santo. Anche gli Apostoli dopo la Pentecoste se ne vanno dal Sinedrio “lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome” (Atti 5,41). Lo Spirito Santo è, secondo l’immagine dei Padri, come la pioggia e il sole: rispetta la natura di ogni pianta e la fa crescere e fiorire. Lo Spirito Santo che trasforma radicalmente la DIREZIONE DELLA TUA VITA, è anche il fattore che maggiormente ti aiuterà nella crescita umana. Lo Spirito Santo è sempre associato alla gioia. Perché venga bisogna attraversare il vuoto della prova.

Prima Lettura   At 16, 22-34
Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia.

lunedì 18 maggio 2020

LA MORTE NON HA PIU' POTERE SU DI LUI / 18 MAGGIO, MESSE COL POPOLO, 100 ANNI DALLA NASCITA DI GIOVANNI PAOLO II

Celebrazione oggi sulla tomba di Giovanni Paolo II.


Questa mattina, prima celebrazione con le Suore e alcune persone, regolarmente distanziate, con mascherina. Che emozione, anche se io ho potuto celebrare da solo ogni giorno. La Ekklesia è di natura sua Assemblea, come dice il suo nome appunto. E poi la riapertura è un segno di rinascita anche se sappiamo che nulla è finito e che la prudenza deve raddoppiare. Ma oggi è la gioia che prevale. L’antifona di ingresso recitava: “Cristo risorto più non muore, la morte non ha più potere su di lui, alleluia”. Davvero Cristo è risorto! È ciò che ci ha sostenuto e ci sosterrà sempre.

Papa Francesco ha celebrato questa mattina sulla tomba di papa Giovanni Paolo II, in san Pietro. Quanta gratitudine a Karol Wojtyla, ai suoi genitori e formatori, a tutte le persone che lo hanno sostenuto nel suo cammino di fede! Ma a lui particolarmente la gratitudine di essere stato un così grande segno per la mia fede. Davvero, è stato segno fin dalla sua elezione. E la sua elezione l’ha fatta la Chiesa, non lui. La sua elezione ha cominciato a cambiare il mio sguardo sulla Chiesa che si mostrava coraggiosa e capace di incidere sulla Storia andando a prendere un vescovo per Roma oltre i confini italiani e, addirittura, oltre la tanto temuta cortina di ferro. Siamo sempre Chiesa, mai soli, mai senza comunione con i pastori e i pastori con il loro popolo. 

domenica 17 maggio 2020

NON VI LASCERO' ORFANI / VI Domenica di Pasqua



Duccio di Boninsegna - Commiato di Cristo, Siena.
Senza il dono dello Spirito Santo manca veramente qualcosa alla vita di fede. Gli apostoli scendono in Samaria per completare sacramentalmente la fede di questi nuovi fratelli in Cristo. Mi sono tanto rallegrato in questi giorni perché una persona già molto grande è venuta a chiedere come fare per essere cresimata. Anche se per adesso le cresime sono rimandate, cominceremo la preparazione.
Di fronte alla gravità delle minacce di morte contro Gesù – che saranno messe ad esecuzione – gli apostoli non si sentono né rassicurati né forti. Gesù però non usa i termini della politica: nessuno sarà lasciato indietro!, risolveremo il problema!, manderò aiuti, ecc., ma dice: “non vi lascerò orfani”. Anche se probabilmente non lo accettano ancora (come si può vedere dalle risposte di Pietro e gli altri: siamo pronti a combattere, ad andare in prigione e a morire per te!) gli apostoli si sentono piccolissimi e indifesi. Nella loro fragilità riemerge la condizione di bambini appena nati e il bisogno di essere amati senza condizioni, di avere un punto di riferimento che ti dia identità in un amore fedele e avvolgente. Cioè un amore che dia vita. Se non sei amato, non hai vita. Riemerge la ferita profonda di chi non è stato amato a sufficienza e non poteva difendersi. In qualche modo è la ferita di tutti. È la mia. Probabilmente gli apostoli avrebbero preferito piuttosto la promessa di dodici schiere di angeli per sbaragliare i nemici, i corrotti e gli oppressori. Almeno è quello che vedo tutti i giorni. Ma sarebbe solo rimandare il problema. Perché poi viene sorella morte. Non puoi fare nulla contro di lei, non puoi più scappare, e se non hai un amore che ti da vita in qualunque circostanza, una sorgente d’Amore fedele che trasformi il deserto più arido in giardino irrigato, l’inferno più acceso in luogo di delizie dove soffia una brezza fresca, hai perso tutto. Inutile combattere per rivendicare i tuoi diritti o mendicare una goccia d’acqua. Lascia tutto e vai alla Sorgente. Quando l’avrai trovata, potrai dissetare anche il tuo nemico che se la prende con te solo perché stai a tiro, ma fondamentalmente perché anche lui brucia nel fuoco e ha la stessa sete tua. Non lasciarti ingannare dalle passioni o dai divertimenti (divertire, secondo l’etimologia  significa portare l’attenzione altrove, infatti si dice creare diversione. Significa anche andare nella direzione opposta a quella giusta). La tua vita esige qualcosa di molto più radicale. Non basta nemmeno avere una meta. Se avere una meta è necessario in ogni progetto umano e anche in ogni progetto spirituale, non basta. Senza la Sorgente non hai vita, non hai identità. Gesù è Sorgente e Meta, perché è Via, Verità e Vita. Da lì, potrai soffrire con gioia anche se facendo il bene sarai ricambiato con il male, perché zampillerà dentro di te l’Acqua viva (Giovanni 4).
L'Ucraina è uno dei paesi che permette la produzione e la commercializzazione di orfani con l'utero in affitto. Chi non può viaggiare in questi giorni, chi non vuole rischiare di prendersi il Covid, ci sono attualmente molti bambini appena nati abbandonati e parcheggiati in un albergo di Kiyv, aspettando altri compratori! Se solo Gesù può portarti la Pace, pensiamo alla ferita di questi bambini...

Prima Lettura  At 8, 5-8. 14-17
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

sabato 16 maggio 2020

PRUDENZA E CAPACITA' DI ADATTAMENTO DI PAOLO / sabato V sett. Pasqua

Paolo con Timoteo e Tito.

 In questo brano degli Atti si vede in due circostanze la prudenza e capacità di adattamento di Paolo.
 Timoteo è un giovane credente in Gesù ed è un ebreo perché figlio di donna ebrea (anche lei credente in Gesù). Avrebbe dovuto essere circonciso da piccolo ma, il padre essendo pagano, non è stato fatto. Dalla Chiesa radunata in Concilio a Gerusalemme è stato appena detto ufficialmente che la circoncisione non è necessaria per la salvezza. Però, ecco che a Timoteo che diventa un suo collaboratore stretto, san Paolo chiede di farsi circoncidere per “levare l’occasione” di una polemica con credenti giudei più sensibili alle forme tradizionali o con avversari della nuova Via.
Durante una notte appare in visione a Paolo un Macedone che chiede aiuto. Paolo e i suoi si lasciano guidare da questa visione perché gli sembra un segno credibile da parte di Dio. Ma sono prudenti. Come tutti i santi, nessuno di loro afferma con certezza che è un segno assolutamente vero. Sono prudenti e umili. San Francesco nel suo Testamento dice con sicurezza: "il Signore mi rivelò". Ma lo dice dopo vent'anni, quando la storia vissuta e l'approvazione ufficiale della Chiesa gli hanno confermato che quelle sue intuizioni venivano davvero dal Signore. Quelle persone che si appoggiano troppo e subito sulle proprie intuizioni, senza la conferma della Chiesa, senza sottomettersi alla sua autorità, cadono facilmente nei lacci del demonio. Ricordo un giovane religioso che aveva atteggiamenti e fama di santarello ispirato direttamente dalla Madonna. Ci fu un periodo in cui la “Madonna” gli ispirava di creare un nuovo Ordine religioso. La “Madonna” aveva indicato, oltre la foggia e i colori dell’abito che avrebbero portato i membri della nuova comunità, anche il luogo esatto – un convento abbandonato – dove iniziare questa esperienza. I seguaci devoti sono subito andati a vedere, ma lì non c'era mai stato un convento… Una ragazza “parlava con la Madonna” dall’età di undici anni e attorno a lei si era formato un piccolo gruppo. Un giorno la “Madonna” disse che quella domenica non dovevano andare a Messa ma era più gradito a Dio e più utile alla salvezza delle anime sostituirla con la preghiera del Rosario. Era evidente che quella voce non era la Madonna ma uno spirito umano di follia o uno spirito cattivo, un demonio.
La cosa straordinaria del Cristianesimo è che propone di vivere sempre le difficoltà con umiltà e speranza. Dice Gesù nel Vangelo di oggi:“Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; Molto facilmente quando sono attaccato, sento che quell’attacco, quel rimprovero, quella imposizione che non mi piace, è una persecuzione ingiusta. Forse sono io che non mi rendo conto che non si tratta di persecuzione ma di un rimprovero salutare, di una decisione giusta… In ogni caso se accetto con umiltà e speranza, se offro a Dio, cresco nella fede e nella virtù. Se sono io che mi sentivo trattato male quando invece volevano aiutarmi, l’umiltà e la mitezza sono l’atteggiamento migliore per poter accettare l’aiuto, dialogare con l’altra parte e far comprendere le mie ragioni, riportare la pace. Le persone rigide che combattono a spada tratta per i “principi”, quelle persone “eternamente incomprese”, “che hanno tutti contro”, in genere rimangono molto sole e non fanno molto nella vita. Tra queste persone rigide ci sono quelle capaci di legare a sé altre persone. La loro apparente “sicurezza”, che è invece rigidità, attrae persone confuse e insicure. Il religioso di cui parlavo sopra non ha fondato più nessun nuovo Ordine ma continua ad avere seguaci devoti. I Testimoni di Geova hanno annunciato più volte data e luogo preciso della fine di Questo Sistema di Cose e ma non è mai avvenuto nulla. Chiaramente ogni volta molti seguaci li hanno abbandonati, ma continuano ad averne altri, a predicare sempre secondo lo stesso schema.

Prima Lettura   At 16, 1-10
Vieni in Macedonia e aiutaci!