Sui Social molti celebrano l’iniziativa di papa Francesco di consacrare Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria il 25 marzo prossimo. Rallegriamoci e prepariamo a questo evento. Solo la fede può renderlo efficace. Persino l’Eucaristia, pur essendo efficace oggettivamente, necessita della fede per estendere i suoi benefici. Infatti con tutte le messe celebrate nel mondo c'è poca pace.
Per la conversione contano anche la Parola, le convinzioni, le
idee. Se comprendo che un atteggiamento non produce effetti buoni tenderò ad
evitarlo, se acquisisco una convinzione profonda, porterà frutto nella mia vita.
Per questo, sapendo dei problemi già allora pendenti, papa Francesco ha scritto
una lettera nel 2013 a Putin e, tramite lui, a tutti i membri del G20.
Eccone un estratto:
… Il contesto attuale, altamente
interdipendente, esige una cornice finanziaria mondiale, con proprie regole
giuste e chiare, per conseguire un mondo più equo e solidale, in cui sia
possibile sconfiggere la fame, offrire a tutti un lavoro degno, un’abitazione
decorosa e la necessaria assistenza sanitaria. La Sua presidenza del G20 per
l’anno in corso ha assunto l’impegno di consolidare la riforma delle
organizzazioni finanziarie internazionali e di arrivare ad un consenso sugli
standard finanziari adatti alle circostanze odierne. Ciononostante, l’economia
mondiale potrà svilupparsi realmente nella misura in cui sarà in grado di
consentire una vita degna a tutti gli esseri umani, dai più anziani ai bambini
ancora nel grembo materno, non solo ai cittadini dei Paesi membri del G20, ma
ad ogni abitante della Terra, persino a coloro che si trovano nelle situazioni
sociali più difficili o nei luoghi più sperduti.
In quest’ottica, appare chiaro che nella vita dei popoli i
conflitti armati costituiscono sempre la deliberata negazione di ogni possibile
concordia internazionale, creando divisioni profonde e laceranti ferite che
richiedono molti anni per rimarginarsi. Le guerre costituiscono il rifiuto
pratico a impegnarsi per raggiungere quelle grandi mete economiche e sociali
che la comunità internazionale si è data, quali sono, per esempio, i Millennium
Development Goals. Purtroppo, i molti conflitti armati che ancora oggi
affliggono il mondo ci presentano, ogni giorno, una drammatica immagine di
miseria, fame, malattie e morte. Infatti, senza pace non c’è alcun tipo di
sviluppo economico. La violenza non porta mai alla pace condizione necessaria
per tale sviluppo.
L’incontro dei Capi di Stato e di Governo delle venti maggiori economie, che rappresentano due terzi della popolazione e il 90% del PIL mondiale, non ha la sicurezza internazionale come suo scopo principale. Tuttavia, non potrà far a meno di riflettere sulla situazione in Medio Oriente e in particolare in Siria. Purtroppo, duole costatare che troppi interessi di parte hanno prevalso da quando è iniziato il conflitto siriano, impedendo di trovare una soluzione che evitasse l’inutile massacro a cui stiamo assistendo. I leader degli Stati del G20 non rimangano inerti di fronte ai drammi che vive già da troppo tempo la cara popolazione siriana e che rischiano di portare nuove sofferenze ad una regione tanto provata e bisognosa di pace. A tutti loro, e a ciascuno di loro, rivolgo un sentito appello perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare. Ci sia, piuttosto, un nuovo impegno a perseguire, con coraggio e determinazione, una soluzione pacifica attraverso il dialogo e il negoziato tra le parti interessate con il sostegno concorde della comunità internazionale. Inoltre, è un dovere morale di tutti i Governi del mondo favorire ogni iniziativa volta a promuovere l’assistenza umanitaria a coloro che soffrono a causa del conflitto dentro e fuori dal Paese.
…
Dal Vaticano, 4 settembre 2013
FRANCESCO
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