Visualizzazioni totali

domenica 23 luglio 2017

LE PARABOLE DEL REGNO: SEGUIRE UN RE VITTORIOSO SUL MALE / domenica XVI del T.O.

La Parabola della Zizzania
Domenico Fetti.
Nella prima lettura il saggio costata che Dio è onnipotente e non ha nemici che possano impensierirlo. Ma il motivo della sua pazienza è un altro, è il suo amore per noi: Egli ci lascia il tempo del pentimento.
Gesù nella parabola della zizzania invita a modellare la nostra lotta contro il male sull’esempio e i tempi di Dio. Il nostro giudizio è fallace e potremmo sradicare il buon grano assieme alla zizzania. Santa Maria Maddalena, una grande santa e la prima testimone della Risurrezione, festeggiata ieri, aveva tutti i demoni in corpo. Che perdita se fosse stata estirpata prima del tempo!

Ma questa parabola porta due conseguenze:
-Alla fine ci sarà il giudizio! Nessuno approfitti sconsideratamente della misericordia e pazienza di Dio! Invochiamo per noi stessi e per gli altri la grazia della conversione!
-La seconda conseguenza è che il male sarà presente nel mondo fino alla fine dei tempi. Non vivremo mai in un’epoca radiosa e paradisiaca! Guardare al futuro con questa prospettiva inganna. Anche per il passato: non esiste l’età d’oro, “ai miei tempi” oppure “quando tutto andava bene”.

Questo non significa che siamo un “esercito sconfitto”, “gli ultimi moicani” di un’avventura, bella, ma che ha fatto suo tempo e sarà sostituita da qualche ideologia pseudoscientifica oppure da un’altra
religione. Ci sono molti candidati: Il Pensiero Unico tipo Gender, per esempio. Un altro candidato pronto a credere che sostituirà i cristiani è l’Islam. Padre De Lubac, che aveva uno sguardo profetico, diceva invece che l’ultima tentazione dell’Occidente sarà il Buddismo. Peggio per l’Islam … Ma anche per il Buddismo perché Gesù è stato costituito Signore per sempre.
Padre De Lubac diceva anche però che nel XXI° secolo il Cristianesimo sarà mistico oppure non sarà. Il Cardinal Schönborn ha detto recentemente che il risveglio della preghiera è il rinnovamento della Chiesa. Nel Vangelo lo Spirito Santo ci indica chiaramente che il Re che seguiamo è Vittorioso sul male perché apre una via nuova, spirituale. Dopo quella della zizzania ci sono due parabole simili: il Regno dei cieli è come un seme di senape, così piccolo, così poco impressionante, debole e inerme, ma dotato di una potenza di vita tale da diventare un albero. Il Regno dei cieli è come il lievito che scompare nella pasta ma la fa tutta fermentare.

Sei invitato alla vittoria sul male, convertendoti e seguendo Gesù.
A proposito ti rivolgo da parte del Signore un pensiero che egli mi ha suggerito per me: da quanto tempo non hai fatto un sacrificio, non necessario, ma gratuito, scelto per la gioia di seguire Gesù, caricandoti del peccato di un altro? Certamente avrai taciuto, avrai portato pazienza, avrai fatto il tuo dovere o più del tuo dovere perché “se non lo faccio io nessuno lo fa!” ma senza gioia, con sopportazione e mormorazione contro l’ingiustizia che ti viene fatta. Ma se hai agito così non basta.
La pasta non lievitata inacidisce e fa la muffa. La pasta lievitata fa il pane croccante e buono. Così è anche la società degli uomini.

Prima Lettura    Sap 12, 13. 16-19
Dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

Dal libro della Sapienza
Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose,
perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.
La tua forza infatti è il principio della giustizia,
e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.
Mostri la tua forza
quando non si crede nella pienezza del tuo potere,
e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono.
Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
e ci governi con molta indulgenza,
perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini,
e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.   

Salmo Responsoriale  
Dal Salmo 85
Tu sei buono, Signore, e perdoni.

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio.

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà.

Seconda Lettura   Rm 8, 26-27
Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

Canto al Vangelo  Cf Mt 11,25
Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.

   
Vangelo  Mt 13, 24-43  (Forma breve Mt 13,24-30)
Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura.
 
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece ri! ponètelo nel mio granaio”».  ]
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».


Nessun commento:

Posta un commento