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martedì 4 luglio 2017

IL MISTERO DELLA VITA: LOT E GLI APOSTOLI / martedì XIII sett. T.O.


Mosaico XII sec. Palermo cappella palatina.
Per riguardo ad Abraham, l’Amico di Dio (Giacomo 2,23), viene offerta a Lot e alla sua famiglia la salvezza dal disastro che investirà Sodoma e Gomorra. La moglie di Lot disobbedisce alle direttive dell'angelo ed è punita severamente. Lot e le sue figlie invece si salvano sulle montagne. La loro storia non finisce tanto bene, segno che la grazia di Dio non esclude la nostra libertà e responsabilità. Fin qui tutto ha una logica, anche se può essere difficile da accettare.

La Bibbia non ricorda nessun altro scampato da Sodoma e Gomorra. Tutti morti? Qualcuno si è salvato? Erano tutti cattivi allo stesso livello?
La Chiesa di san Tommaso a Mosul preservata dall’annientamento e liberata nel giorno della sua festa, e sopratutto le immagini drammatiche di persone che escono dalle macerie della città, feriti o unici superstiti dei loro nuclei famigliari, ripropone la domanda dell’uomo di fronte alla vita: che senso ha? C'è un destino cieco? Perché sono ancora vivo, oppure perché ho perso l’uso di una gamba, perché il Signore ha permesso che io e non un altro mi trovassi in una tale situazione, negativa o positiva, che condizionerà il resto dei miei giorni? Ecc. …


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Fuga da Sodoma
Nel Vangelo Gesù da una risposta: gli apostoli si trovano con lui nella barca sul lago e si scatena una tempesta paurosa davanti alla quale sono impotenti. Gesù invita ad avere fiducia in Dio anche nelle situazioni più avverse. Dio mi ama anche nel pericolo, sulla croce, nella morte. Mi chiede solo di essere fedele. Non posso controllare i venti e le onde, non posso fare della mia barchetta fragile un transatlantico che si ride del moto ondoso. Posso però prendere il timone del mio cuore e appoggiarlo in Dio.

Il giovane Karol Wojtyla, nella furia dell'occupazione nazista, notava che tra i suoi amici, sia chi aveva scelto la resistenza culturale non violenta come lui, sia chi invece lottava con le armi, molti morivano e lui no. Comprese che Dio gli avrebbe chiesto di fare qualcosa nel futuro.
Ognuno ha una storia con Dio anche se è quasi totalmente impossibile comprendere la storia degli altri e la comprensione della propria è solo progressiva e incompleta. Molti non sono nemmeno intenti a comprenderla. Ma chi ascolta la voce di Dio scopre che la sua vita è guidata.

Una cosa è certa: oggi hai una missione da compiere, un servizio al Regno di Dio per la sua Gloria e il bene del prossimo. E Gesù ti ripete: “non aver paura, veglio su di te. Ho per te un progetto di salvezza e non di sventura”.
A chi gli chiedeva perché era così sereno, papa Giovanni, che da ragazzo era scrupoloso e un po' ansioso, rispondeva: “Ho un Padre nei cieli che si occupa di me, un Vangelo che mi indica come fare del bene in ogni momento, e poi, se appaio preoccupato io, voi, come vi sentirete?”


Prima Lettura  Gn 19, 15-29
Il Signore fece piovere sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco.

Dal libro della Gènesi
In quei giorni, quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue due figlie che hai qui, per non essere travolto nel castigo della città di Sòdoma». Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.
Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: «Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!». Ma Lot gli disse: «No, mio signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato grande bontà verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Ecco quella città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù – non è una piccola cosa? – e così la mia vita sarà salva». Gli rispose: «Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato. Presto, fuggi là, perché io non posso far nulla finché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Soar.
Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Soar, quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco provenienti dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.
Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del Signore; contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.
Così, quando distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.
  
Salmo Responsoriale
   Dal Salmo 25
La tua bontà, Signore, è davanti ai miei occhi.

Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente.
La tua bontà è davanti ai miei occhi,
nella tua verità ho camminato.

Non associare me ai peccatori
né la mia vita agli uomini di sangue,
perché vi è delitto nelle loro mani,
di corruzione è piena la loro destra.

Ma io cammino nella mia integrità;
riscattami e abbi pietà di me.
Il mio piede sta su terra piana;
nelle assemblee benedirò il Signore.
  
Canto al Vangelo 
 Sal 129,5 
Alleluia, alleluia.
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
Alleluia.

Vangelo 
  Mt 8, 23-27
Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».



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