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sabato 22 ottobre 2022

UCRAINA: ALLARME NUCLEARE, UMANITARIO, CRIMINI DI GUERRA. Com'è possibile tanta barbarie? Preghiamo incessantemente.

 


(Chiesa greco-cattolica ucraina, Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore, Roma)
21 ottobre 2022
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e sorelle in Cristo, oggi è venerdì, 21 ottobre 2022. In Ucraina è già il 240° giorno della grande guerra che la Russia ha portato nella pacifica terra ucraina.
Durante l'ultimo giorno si sono ripetute pesanti e sanguinose battaglie lungo l'intera linea del fronte. Il nemico sta cercando di attaccare le posizioni ucraine, in particolare nel Donbas, vicino a Bakhmut e Avdiivka. Sta cercando di colpire i territori appena liberati nella nostra sofferente regione di Kharkiv. Nel sud dell'Ucraina sono in corso pesanti combattimenti.
Nell'ultimo giorno, secondo i rapporti mattutini, il nemico ha colpito città e villaggi ucraini con 3 attacchi missilistici, 24 attacchi aerei, bombardamenti, 30 attacchi con l'ausilio di lanciarazzi di vario tipo. Sono stati colpiti circa 15 centri abitati.
Ma una delle notizie di ieri che ha seriamente allarmato l'intera società è l'informazione annunciata dal presidente dell'Ucraina secondo cui gli occupanti russi hanno minato la centrale idroelettrica di Kakhovka. È una grande diga, e la sua esplosione significherà, ancora una volta, un grande disastro per le città e i villaggi del sud della nostra Patria. In particolare, questo rappresenta un grande pericolo per la centrale nucleare di Zaporizhzhya, che viene raffreddata dall'acqua proveniente dal serbatoio di Kakhovka. Inoltre, anche tutte le possibilità, i tentativi di fornire l’acqua alla Crimea saranno completamente distrutte.

venerdì 21 ottobre 2022

UNA CHIESA FEDELE CHE SA DISCERNERE I SEGNI DEI TEMPI / venerdì XXIX sett., pari.

 


La Liturgia continua a presentarci il paradosso della fermezza del cristiano nella sua fede e la sua capacità di dialogo paziente con tutti. Paradosso per la mentalità umana senza la grazia ma conseguenza logica per chi segue Cristo Unico Signore, Via, Verità e Vita, senza il quale non possiamo fare nulla, che ha manifestato la tenerezza e la pazienza di Dio verso le sue creature. La verità è che facciamo tutti fatica a vivere contemporaneamente queste due dimensioni: umiltà che non è timidezza, pazienza che non è compromesso, servizio fino alla croce che non è servilismo, obbedienza che permette la conversione o “metanoia”, cioè l’andare al di là del proprio giudizio (vedi Matteo 3,2; 4,17; Marco 1,15…) per fare la volontà di Dio e non più la propria, aprirsi ad una visione più ampia delle cose, senza per questo cancellare la capacità di riflettere.

“Se vuoi andare dove non sai (cioè in paradiso) devi passare per dove non sai” diceva con disarmante semplicità san Giovanni della Croce. E aggiungeva quel terribile (o dolcissimo per chi ha veramente gustato l’amore di Dio, ma comunque si tratta sempre di coraggio di fede): “per andare dove non sei devi passare per dove non sei”. È il cammino della Risurrezione, della Vittoria sulla morte che ci accerchia. Per avere la Vita Eterna non ci sono alternative: Una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo”.

-In fondo tu parli sempre di formazione, ma non tutti hanno l’inclinazione allo studio o la capacità! -Non si tratta di scuole alte o basse, ma di formazione come esperienza spirituale, attenzione al proprio cuore e alla propria storia. Dice san Pietro ai membri delle comunità cristiane: adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto,” (1P 3,15). Come sappiamo, non venivano dai ceti più colti ma avevano esperienza spirituale. Ricordo un ragazzo affetto da distrofia muscolare. Non aveva potuto seguire molto le scuole. Ed era condannato a morire sotto i vent’anni: “mamma non piangere, ho pregato, so dove vado”. I suoi ultimi istanti furono il compimento di “ciò che aveva chiesto alla Madonna”.

Questo è la vera eredità del Concilio Vaticano II: una Chiesa che, di fronte ai cambiamenti senza precedenti della Società, sa dialogare, sa rinnovare il suo linguaggio, sa discernere i segni dei tempi, senza perdere nulla della sua fermezza nella fede. Quando manca l'una o l'altra di queste due dimensioni la Chiesa si perde. 

 

Prima Lettura   Ef 4, 1-6
Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.

giovedì 20 ottobre 2022

COSA SIGNIFICA CHE GESU' NON PORTA PACE MA DIVISIONE? / giovedì XXIX sett. T.O., pari.

 


Gesù è venuto a gettare il fuoco dell’amore sulla terra. Sogna una Umanità unita nell’amore. Siamo davvero molto lontani. Perché si realizzi il suo sogno, Gesù non esita a immergersi nel supplizio della croce, anche se questo gli crea un’angoscia profondissima. Gesù ha vinto la morte e vuole che sogniamo con lui. Chi lo fa si appoggia solo a Gesù e al suo sacrificio perché solo lui ci permette di vincere il male e la morte, ma almeno deve entrare nel suo Spirito, entrare nella conoscenza intima di lui. E' quello che Paolo invita insistentemente a fare i cristiani di Efeso 

Il cristiano non aggredisce ma si deve aspettare di essere aggredito, biasimato, non accettato da chi segue lo spirito del mondo. Anche in famiglia. Non è facile deludere chi vuoi bene, sentirsi incompreso o respinto in famiglia, scegliere Gesù e non i genitori o un figlio. È uno dei paradossi forti del cristianesimo e blocca molti che si aspettano che essere cristiano sia incontrare il consenso di tutti, non andare contro nessuno, o che i cristiani siano tolleranti e permissivi a tutto, sottomessi e docili alle loro idee. Altri invece usano la Parola di Gesù: Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione” per aggredire, diventare giustizieri, giustificare il loro seguire le loro idee fisse, rifiutando l'insegnamento della Chiesa o l'obbedienza. Persino i musulmani usano questi versetti per giustificare il comportamento del profeta Maometto con il parallelo di Matteo che dice: “sono venuto a portare non pace, ma spada” (Matteo 10,34).

Solo il discernimento nel cuore e la lettura completa e assidua del Vangelo, della Scrittura, permettono di evitare di fraintendere in un senso o nell’altro la Parola di Gesù.

 

Prima Lettura   Ef 3, 14-21
Radicati e fondati nella carità, siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

mercoledì 19 ottobre 2022

CONTA DI PIU' PER TE, CONOSCERE DIO O PRESERVARE TE STESSO? / Santi Martiri Canadesi, 19 ottobre.

 


La prima lettura parla delle impenetrabili ricchezze di Cristo, che vuole riunire tutti i popoli in una comunione di amore. Il Vangelo invece mette in guardia dalla mancanza di vigilanza e del castigo per chi sbaglia. I due brani sono Parola di Dio e utili per la nostra vita spirituale e la nostra salvezza (2Tm 3,16 ), ma quale dei due ti colpisce di più?

Se ti colpisce di più il Vangelo e il brano di Paolo ti sembra lontano, difficilmente comprensibile o meno importante, è segno probabilmente che non hai mai sperimentato la Buona Notizia. Vivi da estraneo nella casa di Dio, come chi non ha ancora libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui”, cioè Cristo. Infatti “l’amore perfetto caccia il timore” (1 Gv 4,18). E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!». (Rm 8,15)

Ogni giorno costatiamo purtroppo come la pastorale di sacramentalizzazione ancora predominante tra noi non cambia la vita delle persone e non gli permette di accedere a una fede matura, e tante volte nemmeno alla fede stessa. Ci vogliono, nella nostra società di oggi, “itinerari catecumenali per la vita matrimoniale”(1) ma anche per ogni tipo di vita e ogni età. E, anche annunciando la Buona Notizia poche persone mostrano interesse. Vedo una profonda crisi di fede, dall’ateismo alla sfiducia verso la Chiesa, per cui le persone si ripiegano sulla vita pratica, materiale, non disposte a cambiare le loro abitudini, i loro orari. Oppure sono arroccati sulla loro religiosità, rifiutando di ascoltare qualcosa di nuovo per loro. Eppure chi dice di amare Dio dovrebbe essere disponibile ad aprirsi a tutto ciò che potrebbe migliorare il suo rapporto con Dio, sicuro che, in ogni caso, Egli non manca di ricompensare ogni apertura.

Se non avessero fatto una grande esperienza personale di Dio e del suo amore, quei gesuiti non avrebbero affrontato il martirio, non avrebbero nemmeno lasciato il loro paese per il Canada. 

(1): Itinerari Catecumenali per la vita matrimoniale a cura del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (15 06 2022)

 

Prima Lettura   Ef 3, 2-12
Il mistero di Cristo è stato manifestato: le genti sono chiamate a condividere la stessa eredità.

01 COSA E' IL DISCERNIMENTO? A COSA SERVE? / 01 Catechesi di Papa Francesco

 

Ha trovato un tesoro in un campo!
Cosa farà?

Papa Francesco ha iniziato delle catechesi sul discernimento. Sono molto belle e il discernimento è indispensabile per la vita. Leggiamole con attenzione.


PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI
Mercoledì, 31 agosto 2022

_________________________

Catechesi sul Discernimento: 1. Che cosa significa discernere?

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Iniziamo oggi, un nuovo ciclo di catechesi: abbiamo finito le catechesi sulla vecchiaia, adesso iniziamo un nuovo ciclo sul tema del discernimento. Discernere è un atto importante che riguarda tutti, perché le scelte sono parte essenziale della vita. Discernere le scelte. Si sceglie un cibo, un vestito, un percorso di studi, un lavoro, una relazione. In tutto questo si concretizza un progetto di vita, e anche si concretizza la nostra relazione con Dio.

Nel Vangelo, Gesù parla del discernimento con immagini tratte dalla vita ordinaria; ad esempio, descrive i pescatori che selezionano i pesci buoni e scartano quelli cattivi; o il mercante che sa individuare, tra tante perle, quella di maggior valore. O colui che, arando un campo, si imbatte in qualcosa che si rivela essere un tesoro (cfr Mt 13,44-48).

Alla luce di questi esempi, il discernimento si presenta come un esercizio di intelligenza, e anche di perizia e anche di volontà, per cogliere il momento favorevole: queste sono le condizioni per operare una buona scelta. Ci vuole intelligenza, perizia e anche volontà per fare una buona scelta. E c’è anche un costo richiesto perché il discernimento possa diventare operativo. Per svolgere al meglio il proprio mestiere, il pescatore mette in conto la fatica, le lunghe notti trascorse in mare, e poi il fatto di scartare parte del pescato, accettando una perdita del profitto per il bene di coloro a cui è destinato. Il mercante di perle non esita a spendere tutto per comprare quella perla; e lo stesso fa l’uomo che si è imbattuto in un tesoro. Situazioni inattese, non programmate, dove è fondamentale riconoscere l’importanza e l’urgenza di una decisione da prendere. Le decisioni le deve prendere ognuno; non c’è uno che le prende per noi. Ad un certo punto gli adulti, liberi, possono chiedere consiglio, pensare, ma la decisione è propria; non si può dire: “Ho perso questo, perché ha deciso mio marito, ha deciso mia moglie, ha deciso mio fratello”: no! Tu devi decidere, ognuno di noi deve decidere, e per questo è importante saper discernere: per decidere bene è necessario saper discernere.

martedì 18 ottobre 2022

PROCLAMIAMO LA BUONA NOTIZIA CON GIOIA MALGRADO LE DIFFICOLTA' / San Luca, 18 ottobre.

 


“La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!”

Quanti tra i battezzati di oggi sentono la necessità di annunciare in modo semplice come nella missione dei settantadue la Buona Notizia del Mistero dell’Amore  crocifisso e risorto e il suo desiderio di incontrare l’uomo? Cosa ci frena? Le borse, la sacca, i soldi, il portare me stesso, il mio progetto. Il proselitismo dà molta energia ma non serve Dio, serve ad attirare a sé stessi e al proprio gruppo e non porta a Cristo. Lo spogliarsi di sé, essere docili alla sua volontà, in obbedienza, non soddisfa la carne.

L’evangelizzazione lascia liberi, anzi, rende liberi. Assieme alla gioia di veder crescere la Chiesa, i fallimenti che sperimenta Paolo con alcuni suoi discepoli non possono non fare male. Dema lo abbandona semplicemente perché ama i suoi comodi e “le cose di questo mondo”. Alessandro il ramaio invece si accanisce contro la sua predicazione. Paolo fa l’esperienza di Gesù con Giuda.

Il Signore però supplisce la mancanza di supporto umano per l'evangelizzatore. È questa l’esperienza più forte e duratura: il Signore c'è, il Signore non abbandona, le sue promesse sono vere. Quello che annunciamo non è una organizzazione e pianificazione umana, ma è davvero la Presenza di Dio, la sua Vita, la Vita Eterna, la Vittoria del Regno di Dio che inizia sulla Terra.

Anche noi continuiamo a proclamare con gioia la Buona Notizia malgrado le difficoltà.

 

Prima Lettura  2 Tm 4, 10-17  Solo Luca è con me.

lunedì 17 ottobre 2022

STOLTO, DI CHI SARA' TUTTO QUESTO? / sant'Ignazio di Antiochia, 17 ottobre.

 


L’Umanità è una massa dannata, secondo la visione di sant’Agostino. Cioè, senza salvezza per grazia, l’uomo non riesce a vincere la morte entrata nel mondo tramite il peccato suscitato dall’invidia del demonio. Il senso del peccato rimane in molti, ma nei più è assente l’aver sperimentato la grazia e il passaggio dalla morte alla vita che porta la fede in Gesù Cristo morto e risorto. Non hanno toccato con mano di aver ricevuto personalmente da Dio una promessa che migliora fin da adesso la vita terrena. Il credente sa che questa promessa gli apre il cuore e si realizza già concretamente come caparra di ciò che è stato preparato. Vedere persone che hanno il senso del peccato senza la gioia di aver incontrato Cristo vivo che li ama è una tristezza infinita. L’educazione religiosa fatta così sciupa la bellezza del Vangelo riducendolo a una legge morale più esigente, senza nessuna gioia e la fede stessa rimane per molti “un dono indefinibile che non tutti hanno”. Questo produce persone insicure, prese dalla paura del peccato, del demonio che può sempre tentarti, oppure, per vivere una vita sana sul piano umano allontanano Dio e il Vangelo perché “siamo uomini”, “non siamo mica Gesù Cristo”, ecc.

San Paolo ricorda agli Efesini come l’aprirsi all’annuncio ha trasformato senza sforzo la loro vita, come hanno visto chiaramente che il modo di vivere precedente portava alla morte e che invece oggi godono di una vita da risorti, già “seduti nei cieli”. Se non avessero sperimentato concretamente questa trasformazione, come sant'Ignazio e tanti altri potevano parlare della Vita eterna in questo modo e affrontare deliberatamente la morte?

Senza la grazia e la promessa già sperimentate concretamente quali caparra della pienezza a venire, cosa posso fare se subisco una ingiustizia, specialmente se il mio proprio fratello mi ruba la mia parte di eredità? Mi rivolgo a Dio che è Giusto e chiedo con forza giustizia!  Gesù risponde con una frase paradossale: anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni”. Egli parla chiaramente della vera Vita, della vera Ricchezza, ma anche della vita terrena. Gesù infatti mette in chiaro un punto: è vero che  avete bisogni materiali, ma anche se non la vedete con gli occhi del corpo, la vita eterna è molto più sicura della vita terrena che può finire da un momento all’altro e comunque finirà.

Pensiamoci e alziamo gli occhi al cielo. Non mettiamo il nostro cuore in questo solo orizzonte terrestre. Sarebbe il modo migliore per vivere sempre più male quaggiù.

 

Prima Lettura   Ef 2, 1-10
Ci ha risuscitati con Cristo e con lui ci ha fatti sedere nei cieli.