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mercoledì 6 febbraio 2019

PUO' DIO METTERE IL VOTO DI FIDUCIA? /

Dio ci tratta come figli.


Quando un Governo “mette il voto di fiducia” in genere è perché teme di non avere la maggioranza se lascia libertà di discussione e di voto ai suoi propri eletti. È un segno di debolezza assieme al fatto che questo governo pensa che questa legge sia così importante per il suo programma che deve assolutamente essere approvata.
Dio mette il voto di fiducia? Se lo fa non è certamente per debolezza. Non deve essere eletto o rieletto. Non si cura dei sondaggi o delle presenze in chiesa. Il Signore non mette il voto di fiducia perché ci tratta da figli e non da impiegati o tesserati, ma il Signore è fermo perché sa quello che è buono per noi, per i suoi figli. E anche se non ci abbandona mai, benché mettiamo solo in minima parte il suo “programma politico”, ci chiede di fargli fiducia totalmente e di cercare di comprendere qual è la sua volontà fino in fondo.
Però alcune cose si capiscono da subito: “non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato; non disprezzare la correzione del Signore; cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore; vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio
Cercate la santificazione. C'è bisogno di parlare ancora dopo questo?

Prima Lettura   Eb 12, 4-7. 11-15
Il Signore corregge colui che ama.

martedì 5 febbraio 2019

SIETE BEATI!, TUBA LAKUM! / Dal Golfo Persico, papa Francesco ai cattolici



Abbiamo saputo tutti dei punti salienti del breve viaggio di papa Francesco ad Abu Dhabi. Riparleremo del Documento firmato congiuntamente con il grande Imam della Università Islamica del Cairo. Rappresenta un fatto storico sia dal lato cattolico ma ancor più dal lato islamico! Infatti è stato preparato congiuntamente durante un anno intero con tanto studio ma anche tanta preghiera. Si tratta sempre di un cammino. Infatti poco tempo fa c'è stata anche la Dichiarazione di Islamabad firmata da tanti Imam, che avranno aiutato senz'altro a confermare l'assoluzione di Asia Bibi. 
Ma non deve passare sotto silenzio quello che il Papa ha detto ai cattolici che vivono negli Emirati e a tutti noi attraverso i Media. Vangelo puro, rafforzato dall'esempio di san Francesco. Tuba! Beati! 

SANTA MESSA
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
  Zayed Sports City (Abu Dhabi)
Martedì, 5 febbraio 2019


Beati: è la parola con cui Gesù comincia la sua predicazione nel Vangelo di Matteo. Ed è il ritornello che Egli ripete oggi, quasi a voler fissare nel nostro cuore, prima di tutto, un messaggio basilare: se stai con Gesù, se come i discepoli di allora ami ascoltare la sua parola, se cerchi di viverla ogni giorno, sei beato. Non sarai beato, ma sei beato: ecco la prima realtà della vita cristiana. Essa non si presenta come un elenco di prescrizioni esteriori da adempiere o come un complesso insieme di dottrine da conoscere. Anzitutto non è questo; è sapersi, in Gesù, figli amati del Padre. È vivere la gioia di questa beatitudine, è intendere la vita come una storia di amore, la storia dell’amore fedele di Dio che non ci abbandona mai e vuole fare comunione con noi sempre. Ecco il motivo della nostra gioia, di una gioia che nessuna persona al mondo e nessuna circostanza della vita possono toglierci. È una gioia che dà pace anche nel dolore, che già ora fa pregustare quella felicità che ci attende per sempre. Cari fratelli e sorelle, nella gioia di incontrarvi, questa è la parola che sono venuto a dirvi: beati!

PAROLE DEGLI ALTRI MARTIRI DI ALGERIA



Non so se sembrerà pesante ma mi è parso giusto dare anche le parole scelte degli altri religiosi e religiose uccisi perché cristiani in Algeria  in quel periodo, anche se loro stessi non si stancavano mai di ripeterlo, ci sono stati un infinità di musulmani semplici uccisi, anche persone senza grande rilevanza come posto nella società o come impegno politico. Per esempio ragazze che non portavano il velo nell'autobus. Poi anche Imam che predicavano contro la violenza... 

SR. ANGÈLE-MARIE LITTLEJOHN
Dalle sue parole:
Non dobbiamo avere paura. Dobbiamo solamente vivere bene il momento presente… il resto non appartiene a noi [parole dette ad una consorella una decina di minuti prima di essere assalita e uccisa].

SR. BIBIANE LECLERCQ
Dalle sue parole:
È la gente stessa che ha chiesto di averci come sorelle. E adesso ci domandano di restare. Sono molto addolorata, mi sento impotente davanti a tanta sofferenza, ma so che Dio ama questo popolo, ed ho una grande fiducia in Maria, Signora dell’Africa. Gesù ha detto: “il Padre vi donerà tutto quello che chiederete nel mio nome”… la sua luce mi aiuta a scoprire meraviglie nascoste, gesti di solidarietà sorprendenti, atti di generosità, di coraggio sovrumano: lo Spirito è all’opera nei loro cuori. La Parola di Dio mi aiuta a rimanere in ascolto per poter essere per loro io stessa parola di speranza.

SR. ODETTE PRÉVOST
Dalle sue parole:
“Il momento attuale è un momento privilegiato per poter vivere con più verità la fedeltà a Gesù Cristo e al Vangelo”.

lunedì 4 febbraio 2019

ACCOMPAGNARE PAPA FRANCESCO CON LA PREGHIERA / 4 febbraio

Vista della baia di Algeri dal Centro Diocesano "Les Glycines"

Papa Francesco sta negli Emirati Arabi. Una visita storica e non facile, anche perché, come sottolineano i media, quegli Staterelli, più tolleranti di altri paesi musulmani sono anche molto ricchi e impegnati nel sostenere nello Yemen una guerra catastrofica sul piano umanitario. Il Papa prima di partire ha ricordato le vittime di questo conflitto.
Mi è sembrato che per accompagnarlo con la preghiera possiamo essere aiutati dalla testimonianza dei 19 martiri, uccisi in Algeria dal 1994 al 1996 e beatificati ad Orano l’Otto dicembre scorso

FR. HENRI VERGES
Hamid, un giovane musulmano che frequentava la sua biblioteca, dirà di lui: “Non gli hanno rubato la vita. Lui l’aveva già donata”.
Dai suoi scritti:
“Lasciare che la pace di Cristo invada ogni giorno, poco e poco, il mio intimo. Pazienza e dolcezza verso me stesso, pazienza e dolcezza verso tutti, in particolare i giovani che il Signore mi ha affidato. Vergine Maria, fa di me uno strumento di pace per il mondo. Pazienza, perseveranza calma tranquilla. Come il seminatore che affida il suo seme alla terra e lascia che il tempo di Dio compia la sua opera. Atteggiamento essenziale per un educatore: tanto più che io non conosco i ritmi e i tempi della crescita di ciascuno di questi giovani. Dio mi ha semplicemente inviato a seminare grano in un campo da lui scelto: seminare nella pace, e lasciare a lui il prendersi cura della crescita. Senza stupirsi della presenza della croce, come Gesù stesso nella sua vita.”

SR. PAUL-HELENE SAINTRAYMOND
Dalle sue parole:
[di fronte alla violenza che dilaga in Algeria dice] “Ognuno di noi deve cominciare a lottare contro la propria violenza.” [al vescovo di Algeri che la mette in guardia sui rischi che la comunità corre:] “Padre, le nostre vite sono già donate”. Una suora testimonia di lei: “la sua vita era stata donata, liberamente, a tutti quei piccoli e poveri che lei ha accolto e amato appassionatamente, e dai quali ella diceva di ricevere moltissimo. Il suo annunciare Cristo nella società musulmana è stato per lei: rispetto della religione dell’altro, approfondimento della propria fede cristiana, esigenza di vivere secondo il vangelo.”

SR. ESTHER PANIAGUA ALONSO
Dalle sue parole:
“Nessuno ci può prendere la vita, perché noi l’abbiamo già donata… non ci accadrà niente perché siamo nelle mani di Dio… e se anche ci succedesse qualcosa, noi saremo nelle mani di Dio. In questo momento per me il modello perfetto è Gesù: ha sofferto, ha dovuto vincere delle difficoltà ed è arrivato fino alla sconfitta della croce da cui è zampillata la sorgente della vita.”

domenica 3 febbraio 2019

PAPA FRANCESCO NEGLI EMIRATI ARABI UNITI / 3 - 5 febbraio


Inaugurazione della nuova chiesa nella città di Ruwais.
A destra il vescovo Paul Hinder, cappuccino, Vicario Apostolico
per l'Arabia del Sud.

Papa Francesco questa domenica sera arriverà ad Abu Dhabi. A marzo andrà in Marocco.
Anche la stampa favorevole, persino dei paesi arabi, facilmente accentua la novità di questo viaggio in opposizione al Predecessore. Ricordano che Benedetto XVI in una conferenza sui rapporti tra Fede e Ragione data a Ratisbona, riportò alcune frasi di un Imperatore bizantino della fine del 1300. Questa citazione, molto critica nei confronti di Maometto, proposta con prudenza dal Papa che ne prendeva le distanze, fu all’origine di uno scandalo internazionale e di atti di violenza contro i cristiani e i loro luoghi di culto nei paesi musulmani, con vari morti di cui almeno una suora. Queste violenze sono state pure la conseguenza dell’uso superficiale del potere di informare.
Sui giornali si fa notare come da allora seguirono rapporti glaciali tra Santa Sede e mondo musulmano. A me non risulta. Papa Benedetto disse subito che non aveva inteso offendere nessuno e che era sorpreso e addolorato dalle conseguenze di questa frase introdotta nel suo discorso. Poi ci fu un gran lavoro di scambi tra Chiesa cattolica e musulmani non estremisti che vedevano nelle reazioni sproporzionate e violenti di alcuni correligionari un pericolo anche per loro. In particolare dalla Università Islamica del Cairo, Al Azhar, partirono molte iniziative in questo senso. Quello che fa papa Francesco verso il mondo musulmano ha le sue radici nel lavoro e nelle relazioni intessute dalla Chiesa tutta dopo il Concilio, in particolare sotto l’impulso di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

sabato 2 febbraio 2019

SPIACENTI, ABORTIRE NON E' UN DIRITTO UMANO / IV Dom. T.O.



Giornata per la Vita, da difendere dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale, in tutti le sue fasi e in tutti i suoi aspetti. Come non pensare questo se credi che Dio ti ha voluto “prima di formarti nel grembo materno”?
Ma è un problema di coscienza, di fede! No, affatto. Certo la fede ci rafforza molto in questo. Ma è un problema di evidenza. Uccidere con l’aborto non può essere un diritto umano. Il diritto umano è di vivere, di non essere ucciso. L’uomo non può uccidere i suoi bambini senza danneggiare tutto l’equilibrio e la ricerca della giustizia nella Società, senza uccidere se stesso dentro. Senza rispettare la Vita non c'è futuro. Papa Francesco ha confidato che la sua esperienza di confessore è simile a quella di tutti i confessori: dare il perdono di Dio ad una donna pentita di aver ucciso suo figlio è, in fondo, semplice. Dio perdona davvero. Il problema è dopo accompagnare questa donna a perdonare se stessa. Sicuramente questo è l’esperienza anche di tanti psicologi attenti.
Se i miei figli sono figli di Dio non sono proprietario di loro, sono un tramite importantissimo, ma un servo della loro crescita. Se sono figlio di Dio, i miei genitori sono importantissimi ma Dio è più realmente mio Padre del mio padre terreno. I genitori devono riflettere l’amore e la fedeltà di Dio per me. Genitori non dimenticare di dire ai figli che hanno un Padre nel cielo e farglielo “vedere” nel comportamento. Figli non temere di allacciare un rapporto con Dio che ti ama come nessun essere umano potrà farlo.

Prima Lettura  Ger 1,4-5.17-19
Ti ho stabilito profeta delle nazioni.

venerdì 1 febbraio 2019

MA QUANTO TEMPO CI METTE A CRESCERE QUESTO REGNO DI DIO? / venerdì III sett. T.O.


 
La promessa del Regno che cresce come il seme gettato in terra mette la nostra fede a confronto con varie difficoltà.
Innanzitutto quella indicata dalla prima lettura: la persecuzione. Come credere che il Regno di luce cresca nelle tenebre del male che prevale sul giusto? Un segno è la gioia interiore provata dai perseguitati ricordata dalla lettera agli ebrei. Il Regno è già presente e operante nelle avversità e nelle persecuzioni.