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lunedì 16 agosto 2021

VERE E FALSE DEVOZIONI A MARIA SECONDO SAN LUIGI MARIA DI MONTFORT. 2/2 (continua il post del 17 agosto)

 


5. Devozione disinteressata

[110] 5) Infine, la vera devozione a Maria è disinteressata: muove l'anima a non ricercare se stessa, ma Dio solo nella sua santa Madre. Un vero devoto di Maria non serve questa augusta Regina per spirito di lucro e di interesse, per il proprio bene temporale o eterno, corporale o spirituale, ma unicamente perché ella merita di essere servita, e Dio solo in lei. Non l'ama perché abbia ricevuto o speri ricevere favori, ma perché ella è degna di amore. Per questo l'ama e la serve fedelmente, sia nelle freddezze e nelle aridità che nelle dolcezze e nei fervori sensibili. L'ama tanto sul Calvario quanto alle nozze di Cana. Come è gradito e prezioso agli occhi di Dio e della sua santa Madre un tale devoto, che non ricerchi in nulla se stesso nel servirla! Ma adesso, come è raro! Appunto perché non sia più così raro, ho preso la penna in mano per mettere in scritto ciò che ho insegnato con frutto in pubblico e in privato nelle missioni, per parecchi anni.

[111] Ho già detto molte cose sulla Vergine santissima. Ma ne ho ancora di più da dire e ne tralascerò una infinità d'altre, sia per ignoranza ed incapacità, sia per mancanza di tempo, nell'intento che ho di formare un vero devoto di Maria e un vero discepolo di Gesù Cristo.

[112] Quanto sarebbe spesa bene la mia fatica, se questo piccolo scritto, capitando fra le mani di un cristiano ben disposto, nato da Dio e da Maria e «non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo», gli scoprisse ed ispirasse, con la grazia dello Spirito Santo, l'eccellenza e il valore della vera e solida devozione a Maria, quale sto per esporre! Se sapessi che il mio sangue colpevole potesse servire a far penetrare nei cuori le verità che scrivo in onore della mia amata Madre e augusta Sovrana, di cui sono l'ultimo dei figli e schiavi, me ne servirei, invece dell'inchiostro, per tracciare questi caratteri. Spero infatti in tal modo di trovare anime, che con la loro fedeltà alla pratica che insegno, compenseranno la mia cara Madre e Sovrana, dei danni subiti per la mia ingratitudine e infedeltà.

[113] Mi sento più che mai spinto a credere e sperare tutto quanto ho profondamente impresso nel cuore e da tanti anni vado chiedendo a Dio: presto o tardi, la Vergine santa avrà più che mai figli, servi e schiavi d'amore e, per tal mezzo, Gesù Cristo, mio amato Signore, regnerà più che mai nei cuori.

[114] Prevedo che molte bestie frementi verranno infuriate per dilaniare con i loro denti diabolici questo piccolo scritto e colui del quale lo Spirito Santo si è servito per scriverlo, o almeno per seppellirlo nelle tenebre e nel silenzio d'un cofano, perché non sia pubblicato. Assaliranno anzi, e perseguiteranno quelli e quelle che lo leggeranno e lo metteranno in pratica. Ma non importa! Tanto meglio! Questa visione mi dà coraggio e mi fa sperare un grande successo, cioè la formazione di uno squadrone di bravi e valorosi soldati di Gesù e di Maria, dell'uno e dell'altro sesso che combattano il mondo, il diavolo e la natura corrotta, nei tempi difficili più che mai vicini. «Chi legge comprenda». «Chi può capire, capisca»

VERE E FALSE DEVOZIONI A MARIA, SECONDO SAN LUIGI MARIA DI MONTFORT. 1/2. (segue con il post del 18 agosto)

 



Stimolati dalla Solennità dell'Assunzione e dalle parole di Papa Francesco, leggiamo quello che san Luigi M. di Montfort diceva a proposito della vera devozione a Maria. Forse converrebbe leggere per intero quello che san Luigi dice dei falsi devoti. Chi vuole lo può fare facilmente. Ma sostanzialmente, i falsi devoti hanno atteggiamenti inversi a quelli veri.


TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA

VERE E FALSE DEVOZIONI A MARIA

 

[90] Presupposte queste cinque verità, s'impone ora la scelta della vera devozione alla santissima Vergine. Oggi più che mai, infatti, vi sono false devozioni che si scambiano facilmente per vere.

Da falsario e da ingannatore fine e sperimentato, il demonio ha già ingannato e mandato in perdizione numerose anime all'inferno con una falsa devozione alla Vergine. Ed ogni giorno si serve della sua diabolica esperienza per farne dannare molte altre, illudendole e facendole addormentare nel peccato, col pretesto di qualche preghiera mal detta e di qualche pratica esteriore da lui suggerita. Il falsario non altera, di solito, che l'oro e l'argento e rarissimamente gli altri metalli, perché non ne vale la pena. Così lo spirito maligno non falsifica tanto le altre devozioni quanto quelle a Gesù e a Maria - la devozione alla santa Comunione e quella alla santa Vergine - perché esse sono, tra le devozioni, ciò che l'oro e l'argento sono tra i metalli.

[91] E dunque cosa importantissima: 1) conoscere le false devozioni alla santissima Vergine, per evitarle e quella vera per abbracciarla; 2) conoscere quale sia, fra le tante differenti forme di vera devozione alla Vergine santa, la più perfetta, la più gradita a lei, la più gloriosa per il Signore e la più santificante per noi, per preferirla.

[92] Vi sono, secondo me, sette specie di falsi devoti e di false devozioni a Maria:

1. i devoti critici;     2. i devoti scrupolosi;    3. i devoti esteriori;    4. i devoti presuntuosi;    5. i devoti incostanti;    6. i devoti ipocriti;    7. i devoti interessati.

 ….

[105] Scoperte e condannate le false devozioni alla Vergine santa, bisogna definire brevemente quella vera. Essa è:

1. interiore;    2. tenera;    3. santa;    4. costante;    5. disinteressata.

 

1. Devozione interiore

[106] 1) La vera devozione a Maria è interiore; parte, cioè, dalla mente e dal cuore; deriva dalla stima che si ha di lei, dall'alta idea che ci si forma delle sue grandezze e dall'amore che le si porta.

domenica 15 agosto 2021

MARIA: ALL'ESTERNO NULLA DI STRAORDINARIO / Angelus del Papa, 15 agosto 2021

 


Testo dell'allocuzione del Papa

Cari fratelli e sorelle, buongiorno, buona Festa!
Oggi, Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo, nella liturgia campeggia il Magnificat. Questo cantico di lode è come una “fotografia” della Madre di Dio. Maria “esulta in Dio, perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (cfr Lc 1,47-48).
È l’umiltà il segreto di Maria. È l’umiltà che ha attirato lo sguardo di Dio su di lei. L’occhio umano ricerca sempre la grandezza e si lascia abbagliare da ciò che è appariscente. Dio, invece, non guarda l’apparenza, Dio guarda il cuore (cfr 1 Sam 16,7) ed è incantato dall’umiltà: l’umiltà del cuore incanta Dio. Oggi, guardando a Maria assunta, possiamo dire che l’umiltà è la via che porta in Cielo. La parola “umiltà” deriva dal termine latino humus, che significa “terra”. È paradossale: per arrivare in alto, in Cielo, bisogna restare bassi, come la terra! Gesù lo insegna: «chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14,11). Dio non ci esalta per le nostre doti, per le ricchezze, per la bravura, ma per l’umiltà; Dio è innamorato dell’umiltà. Dio innalza chi si abbassa, chi serve. Maria, infatti, a sé stessa non attribuisce altro che il “titolo” di serva: è «la serva del Signore» (Lc 1,38). Non dice altro di sé, non ricerca altro per sé.

Oggi allora possiamo chiederci, ognuno di noi, nel nostro cuore: come sto a umiltà? Cerco di essere riconosciuto dagli altri, di affermarmi ed esser lodato oppure penso a servire? So ascoltare, come Maria, oppure voglio solo parlare e ricevere attenzioni? So fare silenzio, come Maria, oppure chiacchiero sempre? So fare un passo indietro, disinnescare litigi e discussioni oppure cerco sempre solo di primeggiare? Pensiamo a queste domande: come sto a umiltà?

Maria, nella sua piccolezza, conquista i cieli per prima. Il segreto del suo successo sta proprio nel riconoscersi piccola, nel riconoscersi bisognosa. Con Dio, solo chi si riconosce un nulla è in grado di ricevere il tutto. Solo chi si svuota di sé viene riempito da Lui. E Maria è la «piena di grazia» (v. 28) proprio per la sua umiltà. Anche per noi l’umiltà è sempre il punto di partenza, l’inizio del nostro aver fede. È fondamentale essere poveri in spirito, cioè bisognosi di Dio. Chi è pieno di sé non dà spazio a Dio - e tante volte siamo pieni di noi - ma chi si mantiene umile permette al Signore di compiere grandi cose (cfr v.49).

Il poeta Dante definisce la Vergine Maria «umile e alta più che creatura» (Paradiso XXXIII, 2). È bello pensare che la creatura più umile e alta della storia, la prima a conquistare i cieli con tutta sé stessa, in anima e corpo, trascorse la vita per lo più tra le mura domestiche, nell’ordinarietà, nell’umiltà. Le giornate della Piena di grazia non ebbero molto di eclatante. Si susseguirono spesso uguali, nel silenzio: all’esterno, nulla di straordinario. Ma lo sguardo di Dio è sempre rimasto su di lei, ammirato della sua umiltà, della sua disponibilità, della bellezza del suo cuore mai sfiorato dal peccato.

È un grande messaggio di speranza per ognuno noi; per te, che vivi giornate uguali, faticose e spesso difficili. Maria ti ricorda oggi che Dio chiama anche te a questo destino di gloria. Non sono belle parole, è la verità. Non è un lieto fine creato ad arte, una pia illusione o una falsa consolazione. No, è la pura realtà, viva e vera come la Madonna assunta in Cielo. Festeggiamola oggi con amore di figli, festeggiamola gioiosi ma umili, animati dalla speranza di essere un giorno con lei, in Cielo!

E preghiamola ora, perché ci accompagni nel cammino che dalla Terra porta al Cielo. Ci ricordi che il segreto del percorso è racchiuso nella parola umiltà, non dimentichiamo questa parola. E che la piccolezza e il servizio sono i segreti per raggiungere la meta, per raggiungere il Cielo.


Tweet del Papa: "Non c’è modo migliore di pregare che mettersi come Maria in un atteggiamento di apertura, di cuore aperto a Dio: ‘Signore, quello che Tu vuoi, quando Tu vuoi e come Tu vuoi’."


sabato 14 agosto 2021

ELIMINATE GLI IDOLI E SERVITE IL SIGNORE! / San Massimiliano Kolbe, 14 agosto 2021

 



«Eliminate gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume e in Egitto e servite il Signore». Impressiona molto che dopo 40 anni nel deserto, sostanzialmente isolati e dipendenti dalla provvidenza di Dio, ci siano ancora segni di idolatria nel popolo. E Giosuè ricorda che le due cose non possono coabitare: «Ora, dunque, temete il Signore e servitelo con integrità e fedeltà. … Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrei, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».

Severità di Giosuè oppure lassismo di chi non predica contro l’idolatria nella Chiesa? Non si può fare Alleanza con Dio continuando con le superstizioni, con l’oroscopo, ecc….

San Massimiliano Kolbe era un grande distributore di medaglie miracolose. Un segno semplice (abbiamo bisogno di segni e di segni semplici) ma diffondeva il Vangelo con gli scritti, la stampa, la formazione cristiana. Addolora molto quando immagini e segni cristiani vengono diffusi così, riducendosi a talismani, superstizioni cristiane. “Attraverso questa immagine la Madonna viene a visitarti, ha deciso di farti una grazia speciale entro due ore! Scrivi: Amen” Ma per favore! Però questa mentalità è profondamente radicata in noi. Mi ha colpito tanto, pochi giorni fa la testimonianza di un fratello molto inserito nella sua parrocchia: facevamo un ritiro e il predicatore disse: "adesso farete entrare la Vergine Maria  nella vostra casa” e ho pensato subito che ci avrebbe dato una statua della Madonna da mettere a un posto di onore nella nostra casa. E invece ci ha consegnato la preghiera del Rosario. Veramente Maria è entrato nella nostra casa attraverso questa preghiera condivisa in famiglia!

Gesù presenta i bambini come modelli per entrare nel Regno di Dio. Nessun sentimentalismo. I bambini sono egoisti. Ma essendo piccoli, specialmente 2000 anni fa, si lasciano guidare, formare. L’abbandono a Dio, alla Storia che egli, Padre amoroso e onnipotente, guida per il mio bene, è la base della fede. Quando manca questo atteggiamento non c'è fede. San Massimiliano è stato creativo, audace, libero, eppure sempre obbediente, per essere veramente nelle mani di Dio, della Vergine che ci ha ricevuto ai piedi della croce. La sua idea della provvidenza e dell’obbedienza lo portava ad avere e comunicare il culto della puntualità. Infatti pensava che se Dio aveva previsto un appuntamento per una grazia, un servizio al suo Regno, a un suo figlio, si doveva essere puntuali per essere il suo strumento docile. 

Faceva tante cose a sostegno di tutti nel Campo di Auschwitz. Interruppe questo servizio dando la sua vita per salvare una sola vita. Certamente ha sentito un'impulso speciale della Grazia per farlo. Ma salvando  una sola vita in questo modo, salvò e continua a salvare tantissime vite, ispirando tutti noi nel nostro servizio, nella spinta a consegnarci totalmente al Signore. 

 

Prima Lettura   Gs 24, 14-29
Scegliete oggi chi servire.

CONTRO TUTTE LE GUERRE.



A 73 anni è scomparso Gino Strada. Non lo conosco particolarmente bene. In ogni caso condivido pienamente la lettera, qui sotto, che ha mandato a Papa Giovanni Paolo II. Papa Francesco continua a chiederci di guardare i problemi dal lato delle persone, dei volti, specialmente dei poveri, per giudicare e contribuire a risanare i problemi del mondo. La Chiesa, dalla Parola di Gesù: "quello che avete fatto al più piccolo, l'avete fatto a me", tende sempre ad avere questo sguardo. Le guerre impongono ancora maggiormente di iniziare dalle persone concrete, dalle vittime.

"Santo Padre
confido che l'argomento, non l'autore, di questo accorato appello ottenga la Sua attenzione. Le scrivo da medico, anzi da chirurgo che da quindici anni vaga per i conflitti che affliggono il pianeta, per ricucire pezzi di uomini e – forse – per ricomporre umanità.
Non ne posso più della guerra, di tutte le guerre, sento che abbiamo il dovere di vincere questo cancro che divora il pianeta. Per ogni uomo, credente o non credente, la vita umana deve essere sacra.
Le scrivo per chiederLe aiuto, perché faccia sentire ancora una volta, con la Sua autorità morale, la voce della pace e l'imperativo cristiano e umano a non uccidere. Il 10 dicembre, anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948, moltissime organizzazioni del volontariato cattolico e laico – Emergency, Libera, Rete di Lilliput, Tavola della Pace – insieme chiederanno alle famiglie e ai cittadini italiani di portare una fiaccola e uno straccio bianco di pace nelle piazze, per dire in modo semplice e non violento che non vogliono guerre nel futuro dei loro figli e dei figli del loro prossimo. Con qualche imbarazzo, ma con fiducia, Le chiedo di unirsi a noi con un Suo segno di pace, dalla finestra alla quale tutto il mondo guarda…
… Oso rivolgerLe questa richiesta di aiuto nella convinzione che un Suo gesto potrebbe davvero salvare molte vite umane.
Con grande stima

Gino Strada"

venerdì 13 agosto 2021

DIO TI ACCONTENTA SEMPRE? / 813 martiri di Otranto, 13 agosto



Giosuè ricorda a Israele la sua Storia. Questa Storia è Dio, è quello che Dio ha fatto, anche se sempre attraverso uomini e donne da lui scelti. Puoi dire lo stesso della tua storia? Sei consapevole di ciò che Dio ha fatto per te, dell’Alleanza che ha stretto con te, di come ti ha liberato dalla schiavitù, delle promesse che ti ha fatto? Di ciò che fa oggi per te?

Non sempre Dio esaudisce tutti i tuoi desideri, o non come avresti pensato tu. Sapere che Dio è all’opera nella mia vita e cercare di comprendere la strada per la quale mi guida dona una forza umile ma grandissima. Infatti andiamo tutti a tastoni, ma Dio si manifesta. Ricordare la storia, avere la Parola di Dio come criterio per valutare la vita, è fondamentale. Non ci dobbiamo fare illusioni: come minimo l’uomo è sempre sorpreso da Dio quando non lotta decisamente contro di lui.

Nel Vangelo di oggi Gesù ricorda che Dio ha creato l’uomo e la donna uniti nel matrimonio. Quando Adamo e Eva sono entrati in una formidabile crisi col peccato originale, accusandosi reciprocamente, Dio non ha creato un altro marito più comprensivo per Eva, una donna meno debole per Adamo. Ha chiesto loro di continuare a camminare insieme, li ha accompagnati, ha dato loro figli, a loro peccatori. Ma quando per la durezza dei cuori degli uomini, Mosè ha concesso e organizzato il ripudio scritto (come misura di garanzia minima per la donna, che in tal modo si potesse risposare, ecc. Ma pensiamo alla vergogna di ritornare alla casa del proprio padre...), era come mettere una pezza sullo strappo di un abito. Ma per molti è diventato un diritto inviolabile, fondamentale. Il matrimonio non si poteva concepire senza il diritto a ripudiare la moglie! Come se Dio l'avesse inserito nell’essenza del matrimonio. La mentalità comune del popolo rifiutava Dio anche se le persone facevano tante preghiere e alla fine Gesù è stato davvero rigettato nel peggiore dei modi. E anche oggi, rigettiamo Dio. Anzi, molti vogliono fare dell'aborto un diritto fondamentale malgrado la sua radicale contraddizione con la vita e il futuro dell'Umanità stessa. Per lasciarsi guidare da Dio bisogna avere docilità e anche voler aprire gli occhi per vedere la strada che Egli ci indica. 

Gli 813 martiri idruntini, trascinati da un umile artigiano, pronti a morire pur di non rinnegare la fede, sono il segno che chi si appoggia a Cristo può affrontare tutte le prove. Preghiamoli in particolare per le famiglie in crisi, le donne incinte tentate di abortire. 

 

Prima Lettura  Gs 24, 1-13
Presi Abramo, vostro padre, da oltre il Fiume; vi feci uscire dall’Egitto; vi feci entrare nella terra.

giovedì 12 agosto 2021

LA TRAVERSATA DEL GIORDANO. SUCCEDONO COSE SIMILI ANCHE OGGI? / giovedì XIX sett. T.O., dispari.

 



Ieri abbiamo capito perché Dio non fa entrare Mosè nella Terra promessa: perché è lui che salva e non l’uomo. E Dio, sotto la guida di Giosuè, riproduce un miracolo simile all’apertura del mare all’uscita dell’Egitto, "aprendo" il fiume Giordano. Il braccio di Dio non si è accorciato come temevano sempre gli israeliti. Infatti nella visione ancora pagana del popolo, un dio può invecchiare, essere vinto da un altro dio. Ma il Dio di Israele è diverso dagli altri dèi, egli compie tutto ciò che vuole e rimane in eterno. 

Ma in questo modo Dio rafforza anche Giosuè, il suo nuovo profeta e condottiero. Il popolo ne ha bisogno ma anche Giosuè stesso, che si sente così piccolo occupando il posto di Mosè.

Dio si rivela attraverso eventi. È il Dio che cammina con noi. Genitori e catechisti insegniamo a vedere Dio nella Storia, quella grande e quella personale. Ma Dio entra attraverso la fede. Senza fede Dio non può agire, o se agisce, non lo vedo. Se invece cerco Dio e la sua giustizia prima di ogni cosa, tutto il resto mi sarà dato in sovrappiù. 

Uno degli ostacoli più grandi per mettere Dio al primo posto, è la mancanza di perdono che mi condiziona e mi impedisce di camminare. Chi non perdona è come un cane legato alla cuccia: la catena ha una certa lunghezza ma non vai oltre, anzi, ritorni sempre al punto dove è attaccata la catena. Ora il perdono è una delle cose più difficili. Perdonare non è non tener conto dell’esperienza (Santa Teresa d’Avila non ha mai più voluto rivedere un suo cugino… ) ma è avere  il cuore veramente libero di fronte a questa persona o a questo avvenimento.

 

Prima Lettura   Gs 3, 7-10.11.13-17
L’arca dell’alleanza del Signore sta per attraversare il Giordano dinanzi a voi.