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domenica 12 settembre 2021

UNA CHIESA DI PAGANI / Una conferenza del Prof. Joseph Ratzinger del 1959!

 


Ecco le prime frasi di una conferenza pronunciata dal giovane teologo J. Ratzinger divenuto poi Papa Benedetto XVI nl gennaio del 1959, prima del Concilio Vaticano II. Spero che ci farà riflettere e ci aiuterà a perseverare nella evangelizzazione e nell'applicazione del Concilio.

Secondo la statistica religiosa la vecchia Europa è sempre ancora una parte del mondo quasi completamente cristiana.  

Si può dire però che non c’è quasi un altro caso nel quale sia altrettanto evidente quanto la statistica inganni.  
 
Questa Europa che viene denominata cristiana è diventata da circa quattro secoli il luogo di nascita di un nuovo paganesimo, che cresce in modo inarrestabile nel cuore stesso della Chiesa minacciando di distruggerla dal di dentro.  
 
L’immagine della Chiesa moderna è caratterizzata essenzialmente dal fatto di essere diventata e di diventare sempre di più una Chiesa di pagani in modo completamente nuovo: non più, come una volta, Chiesa di pagani che sono diventati cristiani, ma piuttosto Chiesa di pagani, che chiamano ancora sé stessi cristiani ma che in realtà sono diventati da tempo dei pagani.  
 
Il paganesimo risiede oggi nella Chiesa stessa e proprio questa è la caratteristica della Chiesa dei nostri giorni come anche del nuovo paganesimo: si tratta di un paganesimo nella Chiesa e di una Chiesa nel cui cuore abita il paganesimo.  

La conferenza intera si trova sul sito: benedettoxviblog.wordpress.com

giovedì 9 settembre 2021

A VOI CHE ASCOLTATE IO DICO... / Giovedì XXIII sett. T.O., dispari.

 


“A voi che ascoltate, io dico”… Gesù ci invita a camminare dietro a lui, quindi a cambiare, ad evolvere nei pensieri, nel comportamento. Gesù ci dice in greco “metanoete” cioè cambiate profondamente riconsiderando intimamente giudizi, convinzioni, perfino valori e che la Bibbia traduce: “convertitevi”. Il Cammino e quindi il cambiamento è un’esperienza che si realizza nella mia vita guidato dall’ascolto della Parola. Ma questo cammino è progressivo. Innanzitutto bisogna imparare ad ascoltare. C'è chi  non ascolta perché non vuole! C'è chi vuole ascoltare sinceramente ma non riesce ancora. Neppure agli Apostoli Gesù dice tutto subito perché per il momento non siete capaci di portarne il peso” (Gv 16,12).

Guardiamo alla realtà che Gesù propone a chi ascolta: amare i nemici, trattare ben chi ci tratta male… Come si fa? Impossibile! Ma c'è l’altro punto di vista: “se tutti si comportassero così, il mondo sarebbe un paradiso!” mi ha detto ancora questa mattina un amico. Quindi Gesù non vuole imporci dei pesi, un moralismo estenuante, ma ci propone una vita felice, stupenda. Il problema è che non tutti si comportano in questo modo. Proprio a questo punto si colloca la fede: se Gesù è risorto e ha vinto la morte, se è IL SIGNORE, se ha TUTTO nelle mani, senza di lui non posso fare nulla, ma “tutto posso in colui che mi da forza”, so che il Signore mi ha liberato dalla morte e mi libererà ancora (vedi 2 Cor 1,10 e 2 Tim 4,18). Anche se soltanto io seguo lui e i suoi insegnamenti, egli mi proteggerà fino a quando avrò terminato la mia corsa, qualsiasi cosa o persone in contrario, e questo produce in me una vita di gratitudine, una vita eucaristica.

Fate dunque in modo che “La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.” Non si tratta solo di studiarla, perché la Parola di Dio non è lettera morta, ma è vita e vita comunitaria, vita ecclesiale: “Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre”

 

Prima Lettura   Col 3, 12-17
Rivestitevi della carità.

"SCEGLI LA VITA PERCHE' VIVA TU E LA TUA DISCENDENZA" (Dt 30,19) 2/2 Messaggio congiunto per il Creato di Bartolomeo, Francesco, Justin Welby


Fonte: Nazioni Unite.


 "A voi che ascoltate io dico" troviamo nel Vangelo di oggi. Speriamo di essere anche in questo caso di quelli che ascoltano e mettono in pratica, fratelli, sorelle, madri del Signore. Guai a noi e ai nostri figli se la Parola di Dio non troverà posto in noi: "Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse" (Genesi 2,15). 

L’impatto sulle persone che convivono con la povertà

L’attuale crisi climatica dice molto su chi siamo e su come vediamo e trattiamo il creato di Dio. Ci troviamo dinanzi a una giustizia severa: perdita di biodiversità, degrado ambientale e cambiamento climatico sono le conseguenze inevitabili delle nostre azioni, poiché abbiamo avidamente consumato più risorse della terra di quanto il pianeta possa sopportare. Ma ci troviamo anche di fronte a una profonda ingiustizia: le persone che subiscono le conseguenze più catastrofiche di tali abusi sono quelle più povere del pianeta e che hanno avuto meno responsabilità nel causarle. Serviamo un Dio di giustizia, che si compiace nella creazione e crea ogni persona a Sua immagine, ma che ascolta anche il grido delle persone povere. Perciò c’è in noi una chiamata innata a rispondere con angoscia quando vediamo questa ingiustizia devastante.

Oggi ne stiamo pagando il prezzo. I disastri atmosferici e naturali estremi degli ultimi mesi ci rivelano nuovamente con grande forza e con un grande costo umano che il cambiamento climatico non è soltanto una sfida futura, ma anche una questione di sopravvivenza immediata e urgente. Inondazioni, incendi e siccità diffuse minacciano interi continenti. I livelli dei mari aumentano, costringendo intere comunità a trasferirsi; cicloni devastano intere regioni, rovinando vite e mezzi di sussistenza. L’acqua è diventata scarsa e le scorte di cibo sono incerte, causando conflitto e dislocazione per milioni di persone. Lo abbiamo già visto in luoghi dove le persone dipendono da proprietà agricole di piccola scala. Oggi lo vediamo nei Paesi più industrializzati, dove anche le infrastrutture sofisticate non possono impedire completamente la distruzione straordinaria.

mercoledì 8 settembre 2021

NON TI MANCHERA' MAI IL SORRISO DI MARIA / 8 settembre, Natività di Maria.

 



La festa della Natività di Maria si celebra fin dai primi secoli cristiani perché si vedeva in lei “l’Aurora della Salvezza” come l’aurora riempie già il cielo di luce prima del sorgere del sole. Molti celebrano questa festa in modo sentimentale. Il sentimento è legittimo se non diventa sentimentalismo, “cronaca rosa”, perché fa parte della nostra vita e fa parte del mistero stesso dell’Incarnazione.

Maria che nasce, Agnella  senza macchia per grazia, “in tutto uguale a noi tranne che nel peccato” come Gesù, non Dio che si fa uomo ma creatura umana innalzata alla divinità, alla quale si può festeggiare l’anniversario di nascita come ad ognuno di noi, ci racconta dell’umanità e della quotidianità del culto che rendiamo a Dio, della vicinanza del Signore ad ogni aspetto della nostra esistenza.

Egli è l’Emmanuele, il Dio con noi, e Maria è Colei che permette la “katabasis”  di Gesù, la sua “discesa” tra noi. Non ti mancherà mai il sorriso di Maria, il suo interessamento per quello che vivi, il suo soccorso. Era ai piedi della croce. Maria è nata in una famiglia, e oggi è anche l’occasione di ringraziare la tua famiglia per quello che ti ha donato. Per quanto la tua famiglia abbia dei limiti, ti ha donato la vita e forse se oggi hai la fede che è dono di Dio, è anche grazie alla tua famiglia che ha chiesto per te il battesimo e ha favorito la sua crescita in te.

 

Prima Lettura:  Rm 8, 28-30
Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati.

"SCEGLI LA VITA PERCHE' VIVA TU E LA TUA DISCENDENZA!" (Dt 30,19) 1/2 Messaggio congiunto per la Custodia del Creato di Bartolomeo, di Francesco e di Welby.

 







Molti non sembrano essere coscienti che lasciando le cose andare come vanno oggi, preparano una vita insostenibile ai loro figli.

In un messaggio che riassume il problema e le conseguenze presenti e future dell'ingiusto uso e spreco di risorse e del cambiamento climatico, i responsabili delle tre confessioni cristiane maggiori, Ortodossi, Cattolici, Anglicani, si rivolgono a tutti noi e ci chiedono un cambiamento di rotta e un'assunzione urgente di responsabilità. Va letto con attenzione e meditato. Per questo motivo lo pubblico in due volte.


Un messaggio congiunto  per la cura del creato

 

Per oltre un anno abbiamo tutti sperimentato gli effetti devastanti di una pandemia globale: tutti, poveri o ricchi, deboli o forti. Alcuni sono stati più protetti o più vulnerabili di altri, ma la rapida diffusione dell’infezione ha comportato che dipendessimo gli uni dagli altri nei nostri sforzi per stare al sicuro. Abbiamo compreso che, nell’affrontare questa calamità mondiale, nessuno è al sicuro finché non lo sono tutti, che le nostre azioni davvero influiscono sugli altri e che ciò che facciamo oggi influenza quello che accadrà domani.

Non sono lezioni nuove, ma abbiamo dovuto affrontarle di nuovo. Non sprechiamo questo momento. Dobbiamo decidere che genere di mondo vogliamo lasciare alle generazioni future. Dio comanda: «Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza» (Dt 30, 19). Dobbiamo scegliere di vivere in modo diverso; dobbiamo scegliere la vita.

Settembre viene celebrato da molti cristiani come Tempo del Creato, un’opportunità per pregare e prendersi cura della creazione di Dio. Mentre i leader mondiali si apprestano ad incontrarsi a Glasgow a novembre per deliberare sul futuro del nostro pianeta, preghiamo per loro e riflettiamo su quali sono le scelte che tutti dobbiamo compiere. Perciò, come guide delle nostre Chiese, esortiamo tutti, quale che sia la loro fede o visione del mondo, a cercare di ascoltare il grido della terra e delle persone povere, esaminando il proprio comportamento e impegnandosi a compiere sacrifici significativi per il bene della terra che Dio ci ha donato.

L’importanza della sostenibilità

martedì 7 settembre 2021

DA LUI USCIVA UNA FORZA CHE GUARIVA TUTTI! / martedì XXIII sett. T.O., dispari.

 


“Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti” dalle malattie fisiche, psicologiche, dai demoni che tormentavano duramente! Dove c'è Gesù, Dio è presente, e c'è pienezza di vita.

La folla cercava di toccare Gesù. Non era necessario, come mostra il Centurione con una fede superiore a quella di tutti gli israeliti. Ma il toccarlo è l’espressione della fede della folla, anche se meno matura. Il Signore ci ha dato i sacramenti per poter toccare ed essere toccati.

Chi ha fatto esperienza del tocco di Cristo e della salvezza in lui, vive “sovrabbondando nel rendimento di grazie (eucaristia)!”. Ma questa esperienza può essere minacciata. Paolo parla di avversari della Buona Notizia che "vogliono fare loro preda i credenti", usando qualsiasi cosa da anteporre a Gesù Cristo e alla conoscenza di lui. Invece Dio è la sorgente assoluta, Cristo è l’Unico Salvatore, l’Unico Mediatore tra Dio e gli uomini. San Paolo menziona la minaccia della filosofia. La filosofia in sé è buona, ragionare è necessario. Ma quando le mie idee o anche gli schemi di un altro diventano criterio di giudizio del Vangelo, capovolgo tutti i valori. Papa Francesco lo ha ricordato di recente alla Chiesa tedesca affermando che sociologismi e psicologismi non possono salvare, anzi, allontanano dal Vangelo, mentre la psicologia e la sociologia possono essere strumenti al servizio dei credenti. San Paolo parla anche di vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana e menziona poi la circoncisione che alcuni ritenevano condizione indispensabile per essere cristiani. Qualcosa del genere si ripresenta in questi giorni con quanti sono legati alla Messa come si celebrava prima del Concilio al punto di non obbedire alla Chiesa, di criticare il Papa e, per qualcuno, al punto di lasciare la Chiesa. Ma poi ci sono tanti modi di mettere mentalità personali o di gruppo, abitudini e tradizioni al di sopra di Cristo e del Vangelo. Anche quando una tradizione è buona in sé non deve mai essere messa al di sopra di Cristo. “Nulla anteporre a Cristo” ha detto san Benedetto, nemmeno la regola che egli aveva scritto guidato dallo Spirito Santo.

Per poter godere a pieno della “forza che guariva tutti” e comunicarla agli altri, devo invece  “essere matita nelle mani del Signore” come Madre Teresa, o ancora “svuotarmi dell’Io e del Mio, per riempirmi di Dio” come diceva don Adolfo L’Arco, di felice memoria. "Il Mio" possono essere tutte le cose dette sopra, ai quali bisogna chiaramente aggiungere i soldi, la roba. E "l’Io"? Cerchiamo noi stessi in tutte le cose. Ogni resistenza all’obbedienza a Dio o a chi lo rappresenta, è segno che sono ancora pieno di me. Anche voler essere più perfetti per potersi sentire al sicuro, compiacersi dei propri progressi, o anche parlare a lungo e in dettaglio dei propri difetti così che mi occupo di me stesso sotto veste di umiltà, questo è essere pieni di se stessi. Trovo adesso questa frase di Madre Teresa: "Se ci preoccupiamo troppo di noi stessi non avremo tempo per gli altri".

 

Prima Lettura  Col 2, 6-15
Con Cristo Dio ha dato vita anche a voi, perdonandoci tutte le colpe.

lunedì 6 settembre 2021

CERCA DIO SOLO, NON LASCIARTI SCORAGGIARE / lunedì XXIII sett. T.O., dispari.

 




Gesù incontra resistenze che non lasciano spazio al dialogo. Ma egli va avanti e guarisce di sabato quell’uomo dalla mano paralizzata. Gesù va avanti, anche i suoi avversari vanno avanti. Il conflitto è inevitabile. Ma c'è una grande differenza tra loro.

Oggi il mondo e i social sono pieni di raccomandazioni come: “non mollare mai!”, “fa ciò che vuoi senza tener conto degli altri, di quello che dice la gente”, “chi ti non ti accetta per quello che sei, per quello che vuoi, allontanalo dalla tua vita!”. L’elenco di frasi di questo tipo è infinito, ma tutte si riassumono in “chi va contro il mio ego è mio nemico”.

Gesù invece non si basa sul suo “ego”. Lui non vuole “andare avanti”, aprire strada a sé stesso, ma andare al Padre. Egli si fonda sul progetto d’amore di Dio per l’uomo e fa sempre riferimento alla sua Parola. Di fronte al demonio stesso, la sua difesa è la Parola, il fidarsi della Verità rivelata dal Padre. E quando il demonio vuole strumentalizzare la stessa Parola, Gesù ha il discernimento per comprenderne il vero senso (Matteo 4,1 ss).

La base del discernimento è semplice: innanzitutto la Parola, nella sua molteplicità, è Una, e ogni versetto va compreso nel contesto di tutta la Scrittura e non estrapolato. La seconda condizione è cercare costantemente la purificazione del cuore, delle proprie intenzioni. Lasciandomi purificare dalla stessa Parola la comprenderò sempre meglio.

Infine Gesù espone chiaramente e pubblicamente le sue motivazioni affinché tutti possano verificarne la bontà, comprendere, diventarne partecipi essere edificati.

Ogni evangelizzazione, ogni annuncio, incontrerà resistenze. Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati”. (2 Tim 3:12). Non possiamo lasciarci scandalizzare da questo, né chiuderci perché incontriamo difficoltà. San Paolo, addirittura, è lieto nelle sofferenze che derivano dalla sua evangelizzazione! Diciamo la verità, è molto facile essere scoraggiati, ritirarsi per la delusione. Ma quello che preoccupa oggi è vedere quasi totalmente scomparso nei discorsi delle persone il riferimento a Cristo, al potere di Dio che permette di amare chi non mi ama, di rialzarsi e superare le delusioni. Senza la Grazia nessuno supera realmente certe ferite. E il non far più riferimento al Vangelo come guida della propria vita, dei rapporti con gli altri, mostra quanto la fede e la grazia siano assenti nella vita di tanti.

 

Prima Lettura   Col 1,24 - 2,3
Sono diventato ministro della Chiesa per portare il mistero nascosto da secoli.