I Magi sono l’esempio di chi è pellegrino della verità. Trovare Gesù esige uscire da sé stessi. Ieri dicevamo di fargli nel proprio cuore almeno “una stanza per gli ospiti”. Mettersi in cammino lasciando comodità e sicurezze per aprirsi a ciò che non conosco è il modo migliore di fare spazio a Dio. Infatti tutto inizia in quel modo: “Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava”. (Ebrei 11, 8). Quel modo si deve ritrovare in ogni credente. Il popolo nel deserto segue la colonna di fuoco senza pianificare nulla, neppure la raccolta della manna. Le certezze ci sono ma come radice dalla quale cresce un albero verso l’alto sotto la guida dello Spirito Santo affinché il corpo di Cristo si dilati in numero ma anche in sapienza.
La sfida che affronta la prima generazione cristiana è proprio quella di cui i Magi sono il primo segno: tutti sono chiamati ad entrare nel progetto di fratellanza universale voluto da Dio per essere salvi. Ognuno potrà lodare Dio in Spirito e Verità, nella propria lingua, secondo la propria cultura.
Ma perché Dio non ha offerto subito la salvezza a tutti i popoli? Visto che egli non abbandona nessuno, allora appare chiaro che ha un progetto molto realistico modellato sulla psicologia umana. Attraverso un popolo Dio incarna con pazienza nell'Umanità uno Spirito . Per chi lo trova lento nell'intervenire in nostro soccorso, guardando i processi di apprendimento dell’uomo e i suoi meccanismi di resistenza al cambiamento, dobbiamo dire invece che Dio ha fretta e va molto veloce. Egli propone a persone che, appena prima aspettavano un Messia guerriero per Israele, di diventare i maestri universali dell’Amore per tutti i popoli! È pura follia sul piano umano. Infatti molti tenteranno di riformare il progetto del Maestro sulla base di una religione più comprensibile, più ragionevole.
La gloria del Signore brilla sopra di te.
Dal libro del profeta Isaìa Is 60,1-6






