«Il serpente mi ha ingannata e io ho
mangiato» dice la donna al Signore Dio. Anche se non
lo dice in modo esplicito sembra che Eva, a causa della menzogna del demonio, non
poteva fare altro che mangiare. “È vero Eva, il serpente ti ha ingannata, ma come
gli hai ricordato tu stessa Dio vi aveva dato indicazioni, e tu!, hai voluto
liberamente andare contro queste indicazioni. Hai creduto al serpente e non hai
creduto a Dio. Anche Adamo poteva fermarsi e riflettere mettendo le indicazioni
date dal Signore in primo piano e non trasgredire. È solo colpa del serpente?” Dio
non ritiene mai peccato un errore fatto in buona fede. Ma chi vuole rimanere
nell’ignoranza, esce dal cammino che Dio gli apre per il suo bene.
La piccola Vergine di Nazareth è stata concepita
piena di grazia, è stata colmata di doni più di ogni altra creatura. Ma se ha « trovato grazia presso
Dio » è perché è rimasta fedele a questi doni,
ha cercato la volontà di Dio su di sé in ogni momento, ha accettato di meditare
nel suo cuore per comprendere, per essere istruita dallo Spirito Santo, ha avuto
pazienza di fronte al mistero di Dio e della propria chiamata (Luca 2,19.50-51).
Non conosciamo nulla delle tentazioni di Maria ma sappiamo che Gesù è stato
tentato, come il popolo nel deserto, come ogni uomo nella vita. E Gesù risponde
alle insinuazioni del demonio solo con la fede appoggiandosi alla Parola di Dio
e non al suo giudizio o alle sue sensazioni. Siamo certi che Maria è stata
tentata e ha risposto a demonio come ha fatto Gesù, e che ha camminato
umilmente, conoscendo la sua debolezza e affidandola alla misericordia del Dio d'Israele.
Il
nostro cammino è lo stesso cammino di Gesù e Maria. Essi ci accompagnano con amore.
Prima
Lettura Gn 3,9-15.20
Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.




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