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domenica 6 novembre 2022

DIO TI VUOLE FELICE! ALLORA, PERCHE' NON SONO FELICE? / XXXII Dom T.O., C.

 



Dio ti vuole felice!

-Benissimo. Mi renderebbe felice, non morire mai! – Ma Dio ha lasciato la morte, anzi, dice che è preferibile scegliere la morte piuttosto rinnegare la sua Alleanza (prima lettura). – Sarei felice se potessi fare tutto ciò che mi piace! – Ma Dio dice: ho questa fiducia … : che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo (seconda lettura). – Vorrei che il mio matrimonio in paradiso sia pienamente soddisfacente e armonioso… - Ma Dio dice: in paradiso non c'è più matrimonio così come si intende sulla terra! (Vangelo).

-Ma Dio mi vuole davvero felice? Mi viene il dubbio! In ogni caso ecco che mi ritrovo nemico di Dio nel profondo. – Seguire Dio e le sue promesse seriamente esige un cambiamento profondo di mentalità. – Cosa ne avrò in cambio? – La vita eterna, la risurrezione. – Eh, va bene. Ma nel frattempo, non posso fare ciò che voglio, non posso investirmi totalmente in una mia passione, devo ricordarmi sempre della morte.

-Guarda che non è così. Per chi crede in Cristo, già, fin da adesso, opera la risurrezione, la vita eterna, il superamento della morte e della schiavitù degli  idoli. – In che modo? – Non hai più timore come prima della morte e sei meno ricattabile. Seguendo i precetti di Dio eviti molti errori che danneggiano la tua vita e la tua salute. Sapendo che Dio ti riserva una promessa sopporti con animo più sereno le difficoltà della vita, sai che sono passeggere e non sono l’ultima parola della tua vita, non permetti a nessuno di giudicare la tua dignità sulle tue fortune o sfortune del momento: ricchezza, ceto sociale, giovinezza, salute, bellezza … Vedi poi come i miti degli Antichi erano tutti fortemente sessualizzati: il cielo si stende sulla terra e dal loro amplesso lei è resa feconda e genera piante e animali… Giove che è il Dio supremo è anche il maschio alfa che si prende gioco di una giovane Europa e abusa di lei, … Donne e anche uomini sono preda del desiderio e dei capricci sessuali degli dèi e delle dèe, che, per questo motivo, possono perseguitarli. Invece, la fede di questo popolo piccolissimo in un Dio non sessuato, puro Spirito e Creatore dal nulla è profondamente originale e liberante. Gli ebrei non piegano le ginocchia di fronte a pianeti, stelle, sole, oroscopi, e neppure praticano la prostituzione sacra o cose del genere. Eppure hanno un grande senso della sacralità del matrimonio e della famiglia. E lo vivono con impegno e gioia avendo come modello i sentimenti di Dio stesso che si dichiara Sposo d’Israele, Padre del Popolo e dei credenti e sapendo che i legami di amore saranno ricostituiti nella risurrezione.

-Ma questo non idolatrare le realtà di questo mondo non farà che uno si distacca da questo mondo, si disincarna!? – Questo è ciò che è successo ai Greci quando hanno cominciato a comprendere che i loro miti erano troppo grezzi. Hanno cercato l’eternità nelle Idee astratte e intangibili nel supercielo. Invece il Dio degli ebrei è il Dio dell’Incarnazione. Quindi non siamo schiavi di questo orizzonte terreno ma, facendo la volontà di Dio secondo valori veri profondamente adatti all’uomo, so che il mio presente terreno, passeggero, limitato e fragile è il luogo in cui si forgia la mia eternità. Quindi vivrò con serietà e responsabilità ma senza ansia né senso tragico di perdita nel caso di fallimenti o di separazioni, non vivrò in maniera ossessiva “à la recherche du temps perdu” di proustiana memoria. Vedi quanti sono disperati quando un amore (anche per un cane) viene perduto, quando sperimentano il fallimento, anche solo scolastico... C'è perfino chi, alla ricerca di un Assoluto, si consegna ad Associazioni delle tenebre che puniscono le infedeltà con la morte! 

Invece, in questa tua carne abita il Verbo di Dio, sei membro di Cristo risorto, figlio di Dio!

 

Prima Lettura  2 Mac 7, 1-2. 9-14
Il re
 dell'universo ci risusciterà a vita nuova ed eterna.

sabato 5 novembre 2022

IL VERO PROBLEMA DELLA "MORTE DEGNA E LIBERA" / Appello del Collettivo "Soulager mais pas tuer"

La vita di Philippe Pozzo di Borgo (qui con Abdel Sellou, suo "diavolo custode")
 ha ispirato il film "Intouchables" (sulla foto gli attori Omar Sy e François Cluzet; 
 "Quasi Amici" nella versione italiana). 



La famiglia Pozzo di Borgo.

Appello struggente lanciato da Philippe Pozzo di Borgo,  Padrino del collettivo “Soulager mais pas tuer” (Dare sollievo ma non uccidere):

“Oggi rivolgo un APPELLO SOLENNE ai parlamentari di oggi e di domani: NON ABOLIRE LE NOSTRE VITE! Soprattutto non quelle dei più fragili.

Non vi rendete conto del disastro che sta causando tra le persone che lottano con vite difficili il vostro sostegno all'eutanasia o al suicidio assistito come delle morti "libere, dignitose e coraggiose".

venerdì 4 novembre 2022

MA IL PURGATORIO ESISTE DAVVERO? DOVE STA SCRITTO NELLA BIBBIA?

 


Commemorazione dei fedeli defunti, anime del purgatorio, messe per i defunti…. Ma il purgatorio esiste davvero? Dove sta scritto nella Bibbia?

Ascoltiamo cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica:


III. La purificazione finale o purgatorio

1030 Coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo.

1031 La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze 621 e di Trento. 622 La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, 623 parla di un fuoco purificatore:

« Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c'è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro ». 624

NEL PASSATO NON ERA MEGLIO DI OGGI, CORAGGIO DUNQUE / San Carlo Borromeo, 4 novembre.

 

L'archibugiata al Cardinale Borromeo.

Le letture di oggi ci consegnano una visione pessimista. Gesù si lamenta che i figli della luce, pur proclamando valori altissimi, non sono né molto zelanti né soprattutto creativi per portarli avanti. Possiamo dargli ragione anche oggi…

San Paolo scrive ai cristiani di Filippi: “molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo”. Chi sono questi “molti”? Di chi parla? Purtroppo dei membri della comunità cristiana. Già allora? Nella Chiesa primitiva non erano tutti buoni e santi? E “La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.” Altro che “Non devi cambiare, Dio ti ama come sei”, “Dio è buono e salva tutti, l’inferno non esiste” o altre cose del genere. L’inferno potrebbe essere vuoto, ma non sappiamo se è vuoto. Come sempre la Scrittura è profetica: “Se oggi tu dovessi morire senza pentirti, se tu dovessi continuare fino alla fine in questo modo…”  non esclude la possibilità della conversione, anzi, è un incitamento pressante alla conversione.

La verità è che molti oggi, nelle nostre comunità cristiane “non pensano che alle cose della terra”. È un campanello di allarme comprensibile per tutti, a maggior ragione per quelli che sono impegnati in parrocchia. Basta guardare con sincerità il proprio cuore, il proprio comportamento quotidiano.

La situazione che affrontò san Carlo Borromeo non era migliore. Arrivò ventottenne a Milano. Da quasi un secolo non c’era vescovo residente! E trovò quel che trovò:

Carlo affrontò «contrasti tanto grandi [...] et da persone tanto potenti che havriano impaurito ogni grand'animo». Nell'attuare i decreti tridentini il Borromeo si espose infatti alla reazione di coloro che vedevano lesi i propri privilegi: fu contrastato dai governatori spagnoli e dal Senato milanese, minacciato con i bastoni dai frati minori osservanti, aggredito con le spade dai canonici di Santa Maria della Scala, minacciato dalle monache di Sant'Agostino, vilipeso da quelle di Lecco e colpito con una archibugiata alla schiena da un sicario dell'ordine degli umiliati. (fonte Wikipedia).

È quindi il Vangelo che salva la Chiesa, non l’uomo. Coraggio dunque. San Carlo fu sostenuto nel suo cammino spirituale oltre che nel suo ministero pastorale anche dal grande progetto pastorale del Concilio di Trento. Vedere che la Chiesa è ispirata, è creativa “estrae dal suo tesoro cose nuove e antiche” (Matteo 13,52), dona slancio nel servire il Signore. È ovvio che IL PROGETTO è Gesù Cristo, la sua Incarnazione, il suo Amore per me che arriva fino alla Passione e Risurrezione, ma anch’io mi sento sostenuto e guidato dalla Chiesa, dal grande dono del Concilio Vaticano II e dal desiderio che venga applicato.

 

Prima Lettura   Fil 3, 17 - 4, 1
Aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso.

giovedì 3 novembre 2022

PER PAOLO L'OSSERVANZA DELLA LEGGE E' PERDITA DI TEMPO? / giovedì XXXI sett. T.O., pari.

 


San Paolo conclude che tutto ciò che poteva avvantaggiarlo nella corsa alla Giustificazione davanti a Dio e quindi per la salvezza, è come una perdita, come spazzatura, “a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore”. Quindi tutto ciò che aveva ricevuto per nascita e anche il suo zelo personale per la legge, sono stati inutili? No! Addirittura, essendo zelante ha sperimentato direttamente già sulla propria pelle, nel suo cuore, i limiti delle sue pratiche, ha toccato con mano che la Legge non può giustificare ma serve solo a far prendere coscienza del peccato e quindi apre alla ricerca di altro. Altro che ha trovato nella testimonianza di Stefano, nella sua pace luminosa e nel suo perdono a chi lo uccideva, che ha trovato certamente in altri discepoli del Nazareno e infine nell’incontro con Lui, Gesù, apparso sulla via di Damasco.

E cosa ha trovato? Mentre la sua osservanza dei precetti gli dava la soddisfazione sempre inquieta di traguardi raggiunti, in Gesù egli ha trovato il Buon Pastore pronto a lasciare le novantanove pecore nel deserto per andare in cerca di lui, pecora smarrita, senza giudicarlo, gioioso di averlo trovato e riportato nell’ovile. Paolo ha sperimentato di essere amato gratuitamente, senza aver bisogno di meritare nulla.

 

Prima Lettura   Fil 3, 3-8
Queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo.

mercoledì 2 novembre 2022

PURGATORIO, IL LUOGO DEI FALLITI CHE PERO' E' L'ANTICAMERA DEL PARADISO / 2 novembre, commemorazione dei fedeli defunti.

 



Perché c'è il purgatorio? Perché siamo una banda di falliti, amati da Dio e che manifestano la volontà del Padre di non perdere nessuno de suoi figli. C'è il rischio dell’inferno, della perdizione, ed è assolutamente tremendo! Diceva un mio professore di Teologia: “l’inferno esiste. È una realtà di fede incontestabile e chiaramente indicata dalla Scrittura. Anche se faccio fatica ad accettarla. Una cosa è sicura: io non voglio andarci”. L’unica giustificazione è la dignità immensa della nostra libertà umana e quindi la responsabilità che ognuno ha della propria vita per determinare la sua sorte eterna.

Ma se noi non vogliamo andare all’inferno, meglio e più di noi il Signore non vuole che ci andiamo. Ed ecco il purgatorio. Mette in evidenza il suo amore che salva chi crede. Solo la fede salva, non i meriti. Con i meriti apriamo il cuore a Dio, rafforziamo la nostra fede, diamo gloria a chi assieme al dono della vita ci ha dato anche tanti talenti e carismi, aiutiamo il prossimo a salvarsi. Ma non meritiamo il paradiso. È troppo grande per essere meritato.

Ma il purgatorio, pur essendo l’anticamera sicura del paradiso, rimane comunque il luogo dei falliti: di coloro che potendolo, non si sono fidati in pieno dell’amore di Dio, di coloro che non hanno creduto nel Figlio dell’Uomo come unico Salvatore, non gli hanno aperto il cuore fino in fondo. Il paradiso è per coloro che hanno peccato sì, per fragilità, ma hanno appoggiato la loro vita tutta alla Misericordia. Il Regno di Dio è di coloro che lo accolgono come i bambini. “Non ho mai avuto paura di andare all’inferno – diceva santa Teresina – i bambini non si dannano mai!”

Onore ai santi. Onoriamo anche i defunti del purgatorio. Hanno combattuto, hanno mantenuto la fede in Cristo nelle loro prove, anche se in modo imperfetto per qualche motivo. Ci invitano a fidarci totalmente, come bambini.

(VEDI: https://ilblogdifrasereno.blogspot.com/2022/11/ma-il-purgatorio-esiste-davvero-dove.html)

 

Prima Lettura  Gb  19,1.23-27a
Io lo so che il mio Redentore è vivo.

martedì 1 novembre 2022

HAI IL DESIDERIO DELLA SANTITA'? / Solennità di tutti i santi 2022

 


Tutti i Santi. Tanti. E noi ne faremo parte? Hai il gusto della santità? Il desiderio della santità? Il desiderio non è una voglia passeggera, ma la ricerca della stella che illumina e indirizza tutta la mia vita, tutto il mio cammino: de-siderius.

Il cammino della santità implica un forte e duraturo desiderio. Cosa voglio veramente nella vita? Molti partono sotto un vero impulso ma si perdono in cammino, spesso perché pensavano di raggiungere presto la meta o perché si affidavano solo alle proprie forze e di fronte alla scoperta della loro debolezza si scoraggiano. Il cammino della santità oltre la perseveranza (hypomonè) sostenuto dalla nostalgia della stella da raggiungere (desiderio) richiede uno “zelo discreto”. Discreto non nel senso di nascosto, sminuito, ma uno zelo che abbia “discrezione” o discernimento. Saper comprendere ciò che mi aiuta e ciò che non. Per esempio santa Teresina iniziò a comprendere che alcune penitenze la indebolivano anche nella vita di preghiera e quindi chiese di poterle evitare. Questo non ha ostacolato il suo cammino di santità. Anzi, nell’umiltà di costatare e accettare i propri limiti, lo ha facilitato.

Moltissimi mancano di vero desiderio nella vita. Forse non hanno mai incontrato una causa per la quale spendere la propria vita, qualcuno che incarnasse un ideale che potesse attrarli. Ma la vita senza desiderio (de-siderius) è piatta e indegna dell’uomo.

Se la tenerezza e la pazienza di Gesù, la sua accoglienza, la sua attenzione verso tutti, specie i più piccoli, la sua umiltà, il suo perdono e la sua misericordia, la sua preghiera, la sua libertà interiore e il suo coraggio di fronte alle contestazioni, la sua capacità di godere dei beni semplici della vita e dell’amicizia, ti affascinano perché non seguirlo? Se la vita della Vergine Maria e dei santi ti riempie di ammirazione perché non seguire le loro orme? Se di fronte alla fragilità e alla fugacità di questa vita terrena desideri la pienezza della Vita Eterna, perché non aprirti seriamente a questa dimensione fin d'ora rafforzando ogni giorno la tua vocazione ed elezione? 

Ma la croce!?!? La croce esiste, certamente, ma i santi non sono quelli che soffrono di più. A voler evitare sempre la croce, ti puoi ritrovare in tribolazioni grandi senza forze, indifeso, schiacciato, disperato.

Gesù è la Via, la Verità e la Vita. Solo lui.

 

Prima Lettura  Ap 7,2-4.9-14
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.