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lunedì 20 dicembre 2021

LE CONSEGUENZE DEL SI' / 20 dicembre.

 



Il re Acaz si riveste di apparenze pie per rifiutare il segno che gli propone Dio: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». L’intervento di Dio disturberebbe il suo progetto già ben definito.

Anche Maria, come ogni essere umano, ha un suo progetto che, inevitabilmente, è più a sua misura, può gestire. La proposta di Dio manda tutto per aria, salvandola da ogni autoreferenzialità. Senz’altro l’annuncio dell’angelo apre un orizzonte meraviglioso, ma impegna tutta la sua vita, implica una consegna senza ritorno. Abramo si incamminò senza sapere dove andava. Il popolo nel deserto si lasciava guidare dalla colonna di nube. Maria non sa per dove passerà assieme a suo figlio. Anzi, in quei primi momenti, oltre ad una esperienza di libertà interiore straordinaria di cui siamo certi senza conoscerne i particolari, lei vede sicuramente anche l’oscurità del suo cammino non avendo altri appoggi che in Dio.

Anche noi abbiamo detto “Sì” nel nostro battesimo. Fino a che punto vogliamo compierlo fino alla pienezza, consegnandoci totalmente a Dio?

 

Prima Lettura   Is 7, 10-14
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.

domenica 19 dicembre 2021

QUANDO LA COMPRENSIONE VA ALDILA' DELLE PAROLE / IV Domenica di Avvento.

 


Il Vangelo della Visitazione di oggi mi dona sempre grande gioia: “Maria si alzò e andò in fretta …”. Maria è semplice e premurosa e la vedo col suo passo giovane e svelto correre verso l’anziana cugina incinta per aiutarla e condividere la sua gioia. Imitiamola.

Ma più straordinario è quanto succede attraverso il suo saluto a Elisabetta, un semplice saluto come lo fanno tutte le persone normali: Giovanni Battista sente la grazia investirlo e sussulta, Elisabetta è riempita di Spirito Santo e comprende il Mistero davanti a sé. Tutto questo perché la parola di Maria è Uno con la Parola, col Verbo.

Ma solo Lei ha concepito nel grembo il Figlio di Dio! Io come posso fare? Anch’io sono Uno con Dio se faccio la sua volontà. Ci sono incontri in cui la comprensione va molto aldilà delle parole dette. Dio ci usa come suoi strumenti, come e quando vuole. Però lo può fare meglio con i suoi amici fedeli, con chi si sottomette a Lui in tutto. Ricordo tra altri, nell‘89, l’incontro con il Cardinal Duval, ormai novantenne, a Notre Dame d’Afrique ad Algeri. Meno di mezz’ora. Disse cose molto semplici. Ma se l'autostop da Tunisi ad Algeri fosse servito solo per questo incontro, ne valeva la pena. Il Curato d’Ars alla fine aveva solo 5 denti e si comprendevano male le sue parole, eppure convertiva la gente. Prima di morire egli confidò ai suoi parrocchiani: “il Signore vi ha visitato (in me) in modo quasi fisico”.

 

Prima Lettura  Mic 5,1-4a
Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele

sabato 18 dicembre 2021

LE GRANDI LEZIONI SPIRITUALI DI GIUSEPPE (E DI MARIA) / 18 dicembre.

 


Giuseppe non sa nulla e quando Maria torna dalla cugina è evidentemente incinta e non da lui. Un adulterio, un tradimento, ama un altro uomo. Giuseppe pensa di ripudiarla in segreto. Lei gli ha fatto del male ma egli non vuole farle del male. Che grande lezione.

C'è nella tradizione cristiana un’altra lezione che si può dedurre solo dalla qualità di fede di Maria e Giuseppe. Quando Giuseppe ha saputo dall’angelo quello che era avvenuto, dice a Maria: “perché non me lo hai detto? Ti avrei creduto!” – “Non volevo mettermi tra te e Dio !”. Maria credendo in Dio e offrendogli il suo “Sì” pieno, vuole dipendere totalmente da Lui, essere difesa solo da Lui. Rischia fino in fondo. Questo permette però a Dio di introdurre Giuseppe direttamente in questo Mistero invece che attraverso la parola di Maria.

Prendendo Maria con sé, Giuseppe "prende anche il suo peccato”. Non tutti credono che il figlio sia suo : nei piccoli villaggi si spia ogni movimento e si parla. Anche se il figlio fosse di Giuseppe, lei soprattutto, ma anche lui hanno dato scandalo, escono diminuiti agli occhi dei loro compaesani e ne portano il peso.

  

Prima Lettura   Ger 23, 5-8
Susciterò a Davide un germoglio giusto.

venerdì 17 dicembre 2021

PAPA FRANCESCO COMPIE 85 ANNI / 17 dicembre.

 


Auguri papa Francesco. Ero stato impressionato nel 2000 – e anche in altre occasioni – della creatività nella vecchiaia di Giovanni Paolo II quando infilò una sua preghiera nel Muro del Tempio a Gerusalemme. Papa Francesco, oggi hai compiuto 85 anni e hai sempre una “(cagionevole) salute di ferro” come dicono i tuoi medici, ma soprattutto hai questo coraggio e questa lucidità creativa che ti muovono, frutto, al tuo livello di responsabilità, non più tanto della tua intelligenza e della tua esperienza, che contano, ma soprattutto di un abbandono totale alla volontà di Dio.

Scoprire che Giovanni Paolo II ha fatto errori seri, come per esempio nel caso del Fondatore dei Legionari di Cristo, o del Cardinale MacCarrick, ecc., mi permette di comprendere quanto la tua missione sia difficile e quanto il Papa, ogni Papa, ha bisogno dell’aiuto di tutti. Ognuno nella Chiesa è, si può dire, necessario, con la preghiera, la bontà, ma anche la lucidità e il coraggio. Se il Papa è solo non potrà far diventare carne e vita quotidiana della Chiesa anche le cose più sante. L’abbiamo visto con i Papi precedenti: benché siano da tutti lodati come santi e ispirati, figure di statura mondiale, non hanno impedito la deriva della Società, e la disaffezione di molti battezzati riguardo ai valori cristiani e umani.

Ma Dio non ci abbandona. Come poteva pensare la famiglia Bergoglio accogliendo un nuovo figlio, che sarebbe diventato quello che è oggi? Sta a noi a credere oggi in Dio che evidentemente si fida di sé ma anche di noi e non solo ci ama infinitamente senza condizioni, ma ci affida il compimento delle sue promesse. La genealogia di Gesù ne è l’esempio chiaro: questa successione pienamente umana di generazioni è segnata anche dal peccato, a volte molto grave, ma cammina verso la pienezza e il suo frutto è il Dio con noi, il Dio incarnato che assume pienamente la fragilità dei suoi antenati, non solo come natura mortale ma anche come storia di peccato e non si vergogna di chiamarsi loro figlio.

 

Prima Lettura   Gn 49, 2.8-10
Non sarà tolto lo scettro da Giuda.

giovedì 16 dicembre 2021

HANNO RESO VANO IL DISEGNO DI DIO SU DI LORO / giovedì III sett. di Avvento.

 


Dopo che i suoi inviati sono partiti, Gesù fa l’elogio di Giovanni Battista, dimostrando  una grande cortesia e fratellanza, ma anche facendo un annuncio, una rivelazione del piano di Dio. Gesù conferma la missione del Battista e l’importanza del suo battesimo. Giovanni non è il Messia ma è la porta per la quale bisogna passare per poter accogliere il Messia. Ed ecco che chi rifiuta di abbassarsi nelle acque del Giordano per ricevere il perdono dei suoi peccati si mette fuori dalla Grazia che Dio offre.

Molti considerano la Grazia come qualcosa che si può tenere sullo scafale, a disposizione sempre, e quindi rimandano la conversione giorno dopo giorno. Non è così. C'è l’ora di Dio, ci sono i passaggi di Dio. Sant’Agostino li temeva, perché se egli non gli veniva incontro in quel momento, in quel modo che aveva deciso il Signore, non sapeva quando sarebbe ripassato, aveva perso un’occasione di salvezza preziosa.

Mentre il piano di Dio va avanti comunque “i farisei e i dottori della Legge hanno reso vano il disegno di Dio su di loro”. Dio non li abbandona, ma la vita passa, diventa sempre più complicato liberarsi dagli impedimenti alla conversione. Dio ripassa, ma forse alcune possibilità non si ripresenteranno più.

Cerchiamo oggi di cogliere tutte le occasioni di conversione, anche le più piccole, non solo le grandi, perché se non alimentiamo il fervore con le grazie quotidiane che il Signore ci offre, è più che probabile che non avremo le forze necessarie per rispondere alle grazie grandi.

 

Prima Lettura  Is 54, 1-10
Come una donna abbandonata ti ha richiamata il Signore.

mercoledì 15 dicembre 2021

SEI TU COLUI CHE DEVE VENIRE? / mercoledì III sett. Avvento.

 


Il Vangelo di oggi ci dà lezioni spirituali importantissime: i santi non sanno tutto, non sono tutto; non si vantano; sono aperti al dialogo fiducioso.

Infatti Giovanni Battista si rivela in modo inatteso per chi lo vede solo come un uomo vestito di pelle che grida nel deserto. Egli manda due suoi discepoli da Gesù per chiedergli se è il Messia. Infatti Gesù non si comporta come lui pensava. Avrebbe quindi buoni motivi di essere sospettoso: e se fosse un usurpatore? In questi giorni leggevo l’intervista di un prete che si vanta falsamente di essere il padre spirituale di una monaca. Che tristezza! Ma Giovanni aspetta prima la risposta di Gesù stesso per continuare la sua valutazione.

Gesù non risponde direttamente ma rimanda alla Scrittura che egli compie: da quel che faccio, concludete voi stessi. C'è chi si vanta di opere e numeri non veri e chi come san Paolo segue Gesù nell’umiltà: potrei vantarmi – dice - “ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me”. (2 Cor 12,6).

Questo Vangelo sottolinea anche un altro aspetto molto importante e delicato: i santi non sanno tutto, non sono tutto. “Padre Pio diceva…”. Di fronte a qualche “citazione” rimango perplesso perché ho il sentore che non sia autentica. Ma soprattutto è fondamentale situare una frase, un gesto, nel suo contesto. Benché la santità di P. Pio sia eccezionale, alcuni aspetti  rimangono legati al suo tempo: egli è “solo” Padre Pio. C'è chi invece vorrebbe fermare la Storia al proprio tempo, ai propri gusti o idee. Le polemiche di questi giorni sul presepe di Piazza san Pietro lo dimostrano. Ognuno ha il sacrosanto diritto di avere gusti personali, ma giudicare offensivo, ridicolo, un presepe solo perché viene da un’altra cultura e non rispecchia i canoni dei (bellissimi!) presepi napoletani del ‘700 è segno di una rigidità “provinciale” lontana dallo Spirito di Gesù Cristo. È grave quando questo atteggiamento appare in materia di espressione liturgica, o della dottrina, o di tradizione del proprio ordine religioso, ecc. Giovanni Battista invece è aperto alle sorprese di Dio.

 

Prima Lettura  Is 45, 6-8. 18. 21-25
Stillate, cieli, dall'alto.

martedì 14 dicembre 2021

ANCORA BABBO NATALE: RIFLESSIONI 2 E CONCLUSIONI


( segue da: La Gioia del Vangelo: ANCORA SU BABBO NATALE: RIFLESSIONI SULLA POLEMICA RECENTE 1)

Un genitore cristiano, chiedendo il battesimo per i suoi figli si impegna a educarli nella fede, ad annunciargli la Buona Notizia, a fargli conoscere la bellezza del Regno di Dio e del Paradiso. Sorge allora una domanda: la nostro fede e la nostra esperienza di Dio sono così povere che non sappiamo che la realtà del Regno di Dio, la gioia della Risurrezione, superano ogni sogno più bello, e che ogni sua rappresentazione è più entusiasmante di qualsiasi Babbo Natale, che l’incontro con Dio e con la Vergine Maria nella preghiera eleva e consola un bambino più di qualsiasi favola? Ma i genitori cristiani educano i loro figli alla preghiera? A dire delle preghiere o "preghierine" quasi certamente sì, ma a pregare, a incontrare Dio? Inoltre, Dio è onnipotente e provvidente e dona dei segni del suo amore nella vita reale. Saperli riconoscere – Dio mi ama, si interessa di me - sono i regali migliori.

C'è ancora un’altra domanda: è educativo dire le bugie ai figli? Penso che ognuno conosca già la risposta.