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lunedì 29 giugno 2020

PERCHE' PIETRO E PAOLO SONO FESTEGGIATI INSIEME? / 29 giugno SS. PIETRO E PAOLO

Pietro e Paolo nuovi fondatori di Roma.
Perché due santi del calibro di Pietro e Paolo sono festeggiati insieme? Anche perché tradizionalmente quel giorno viene festeggiato il Papa ed egli dona i Pallii ai vescovi Metropoliti, segno di comunione con la Sede di Pietro. Il Papa è successore di Pietro. Paolo in questo senso non ha successori, oppure ne avrebbe troppi. È vero che pure Pietro è stato un missionario itinerante e ha presieduto le comunità dove si fermava, ma rimane il vescovo di Roma.

L’origine di questa festa sarebbe dovuta alla consapevolezza che con il Cristianesimo inizia una nuova fondazione. Infatti il 29 giugno si festeggiava il Quirino, con i gemelli Romolo e Remo, fondatori di Roma. Papa Leone Magno, verso la metà del secolo V, si rivolse a Roma, nel sermone pronunciato in occasione di questa festa, ricordandole che gli apostoli le avevano portato il Vangelo di Cristo, trasformandola da maestra di errore in discepola di verità e rammentando che Romolo aveva macchiato la nascita della città col sangue fraterno. “Quelli sono i santi padri tuoi e i veri pastori che ti fondarono, molto meglio e molto più felicemente di coloro per opera dei quali fu stabilita la prima fondazione delle tue mura”.
Infatti la grande civiltà romana è sempre stata segnata anche dalla violenza e da un progetto di potere che, pur molto intelligente, aveva tutta la brutalità del paganesimo e schiacciava ogni ribellione. Chi meglio di Pietro e di Paolo potevano incarnare i nuovi Romolo e Remo, coloro che plasmano il nuovo volto e il nuovo modo di vivere di Roma?
Riflettiamo quindi sulla nostra fondazione, come persone e come comunità. Veramente ho capito e accettato che la mia vita, pur essendo in cammino e fragile, ha una sola origine, una sola roccia sulla quale appoggiarsi? Oppure voglio strumentalizzare la bontà di Dio per non consegnarmi tutto a lui e fargli fiducia in tutto, cercando di “salvare la mia vita” con il risultato di perderla?
Vescovo di Roma. Molto presto la Chiesa ormai libera adotta le divisioni amministrative romane e insedia un vescovo in ogni regione (“diocesi” in latino, termine ancora usato da noi cattolici “latini”, “eparchia” in greco usato dai cristiani “greci” o orientali). Ma anche se queste divisioni e organizzazioni sono utilissime è importante non mettere da parte il termine molto più dinamico con il quale Gesù ha chiamato il gruppo ristretto dei suoi discepoli: “apostoli”, inviati, itineranti e ambasciatori plenipotenziari della Buona Notizia, non solo amministratori.
L’unione in una unica festa degli Apostoli Pietro e Paolo ci ricorda ancora come due uomini così diversi tra loro, anche se entrambi giudei, hanno vissuto una profonda comunione. Paolo il dottore della legge che tira dalla sua conversione sconvolgente una chiarezza senza pari sul mistero di Cristo chiede l’approvazione a Colui che Cristo ha indicato come la Roccia anche se è un povero pescatore senza cultura. Pietro riconosce in Paolo questa chiarezza e profondità e la difende davanti alle Chiese, anche se forse gli cuoce ancora il confronto in cui Paolo l’ha rimproverato pubblicamente… Tutti e due servono Cristo e il Vangelo non sé stessi.

Prima Lettura   At 12, 1-11
Ora so veramente che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode.
Dagli Atti degli Apostoli
In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui.
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».

Salmo Responsoriale 
  Dal Salmo 33
Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.
L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Seconda Lettura   2 Tm 4,6-8.17.18
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia.
Dalla seconda lettera di san Paolo a Timoteo
Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
 
Canto al Vangelo 
  Mt 16,18 
Alleluia, alleluia.

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
Alleluia. 

Vangelo   Mt 16, 13-19
Tu sei Pietro: a te darò le chiavi del regno dei cieli.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». 


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