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venerdì 24 agosto 2018

SAN BARTOLOMEO: ELOGIO DELLA SINCERITA' / 24 agosto




«Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Questa frase di Gesù nell’accogliere Bartolomeo-Natanaèle ci indica almeno due cose: Gesù apprezza la sincerità, l’assenza di doppiezza, anche come semplice tratto di carattere, cioè senza che sia frutto di una scelta di amore per Dio e per il prossimo. In questo tempo in cui scopriamo le devastazioni provocate dalle doppie vite di un numero notevole di chierici come si lamenta il papa, è chiaro che una persona in cui non c'è falsità ma non cade in peccati di abusi sessuali o di potere e di coscienza su minori o adulti in stato di vulnerabilità! Non significa che sia perfetto: il rischio di “chi dice sempre la verità” è che spesso crede di dire la verità appunto mentre è soltanto sincero e può essere ottuso, arrogante, e litigioso nel dialogo perché è convinto di aver ragione mentre la Verità è Dio e solo Dio conosce la verità. Ma se si rende conto di un suo errore, una persona sincera non tornerà indietro da quel nuovo punto acquisito. È veramente una grande qualità.
(Nel caso di Natanaele sembra che sia più di un semplice tratto caratteriale perché stava “sotto l’albero di fichi” e questa osservazione misteriosa di Gesù suggerisce qualcuno che si lascia scrutare dalla Sapienza di Dio).
Proprio se si tratta di un semplice tratto di carattere, è bello vedere che, al loro primo incontro, Gesù accoglie Natanaèle in modo positivo, sottolineando un suo pregio. Troppo spessomli di noi e anch’io partiamo da ciò che manca, dagli aspetti negativi di persone e situazioni. E anche se l’intenzione è di aiutare a migliorare, non crea il clima favorevole per questo scopo. Molte comunità e coppie si distruggono solo perché nessuno sa vedere gli aspetti positivi degli altri, dell’altro, e ancora meno sa dirli. In un Movimento ecclesiale per coppie si chiede ad ognuno di dire un difetto dell’altro, e poi una qualità dell’altro. In genere sui difetti dell’altro si parla subito e la lista è lunga, sui pregi cala innanzitutto il silenzio, a volte lungo … e quando esce fuori la qualità, l’altro ha un tufo al cuore perché non avrebbe mai pensato di essere apprezzato su questo punto. Non a caso papa Francesco nelle tre parole magiche della coppia: Permesso, Scusa, Grazie, ha inserito “Grazie!”

Prima Lettura  Ap 21, 9-14
Sopra i basamenti sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo
Uno dei sette angeli mi parlò e disse: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello».
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.
È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.
Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello. 

Salmo Responsoriale  
Dal Salmo 144
I tuoi santi, Signore, dicono la gloria del tuo regno.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. 
Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni. 
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.  

Canto al Vangelo  
 Gv 1,49
Alleluia, alleluia.

Rabbì, tu sei il Figlio di Dio,
tu sei il re d’Israele!
Alleluia.

  
Vangelo  Gv 1, 45-51
Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». 


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