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mercoledì 14 agosto 2019

FESTA DELL'ASSUNTA -1 GIORNO: SAN MASSIMILIANO KOLBE / 14 agosto


Come ieri gli straordinari martiri di Otranto, anche la memoria di san Massimiliano Maria Kolbe, il Folle dell’Immacolata, fondatore della Milizia dell’Immacolata e definito da Giovanni Paolo II Patrono dei nostri difficili e critici tempi, incontra provvidenzialmente le letture del giorno.
Sembra più difficile trarre paralleli dalle letture per illustrare la personalità così ricca di P. Kolbe. Mi risuona questo “guadagnare il tuo fratello” pensando al suo afflato missionario universale. Egli aveva compreso l’importanza per la missione dei moderni mezzi di comunicazione diventando una figura di riferimento in quel campo. Questa sua audacia e geniale creatività si appoggiava su una intensa vita di preghiera, personale e comunitaria, e una solidissima formazione teologica perché la sua devozione non si trasformi in sentimentalismo ed essere come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina” (da qualsiasi pretesa apparizione, rivelazione privata, dettaglio esteriore e senza importanza, ecc..) (Efesini 4,14; leggi Efesini 4,11-16). In particolare p. Kolbe approfondisce le conseguenze del DOGMA dell’Immacolata Concezione. Si appoggiava anche su una formazione all’obbedienza di cui aveva compreso il valore e che ritrovava nella Serva del Signore, e in Colui che si è fatto Servo di Jahvé, svuotando se stesso.
Come spiegare altrimenti l’offerta spontanea della sua vita per un estraneo nel Campo di Auschwitz?

Prima Lettura   Dt 34, 1-12
Mosè morì in quel luogo, secondo l’ordine del Signore. Non è più sorto un profeta come lui.

martedì 13 agosto 2019

MARTIRI IDRUNTINI / 13 agosto



Il corpo decapitato di Antonio rimane in piedi
fino al consumarsi del martirio dell'ultimo suo compagno.

Questa mattina abbiamo celebrato i martiri idruntini. Solo da qualche anno sono attento al calendario liturgico proprio della Chiesa di Napoli perché in convento seguivamo il calendario francescano e il calendario romano generale. E per di più questo è il periodo in cui sono abitualmente in Francia. Da dove saranno mai, chi saranno questi martiri? Mai sentito la parola idruntino. E scopro che è il nome degli abitanti di Otranto, Hydrous in greco, Hydruntum in latino, città stabilita sul sito favorevole di un torrente ricco di acque. Ecco quindi che celebriamo gli 800 martiri di Otranto decapitati nel 1480 dagli ottomani per aver rifiutato di rinnegare la loro fede in Cristo e il loro amore per lui. In questa professione di fede sono stati capeggiati e incoraggiati da Antonio Pezzulla “Primaldo”, vecchio cimatore di panni. Un umile operaio, certamente coscienzioso e attento nel suo mestiere ma che non contava per il mondo. Ed ecco che oggi è il Patrono della sua città.
La Chiesa insegna che il martirio è una grazia che nessuno può meritare, ma non tutti l’accettano. Qualcuno fugge. Anche in quella occasione. La grazia non si sostituisce alla natura né alla libertà dell’uomo. Possiamo con certezza immaginare che nella sua vita precedente Antonio Primaldo era nascosto come san Giuseppe, ordinario lavoratore però con una vita interiore profonda, forte e coraggioso come Giosuè, piccolo come un bambino dato in esempio da Gesù, cioè non tenuto in conto, ma consapevole del mistero della dignità cristiana, con un cuore che si nutre dell’amore di Dio.
Santi martiri di Otranto, dateci il vostro eroismo quotidiano nutrito di fede pura, cioè di vita nascosta come Giuseppe Maria e Gesù a Nazareth.

Prima Lettura  Dt 31, 1-8
Sii forte e fatti animo, Giosuè, perché tu condurrai questo popolo nella terra.

lunedì 12 agosto 2019

FESTA DELL'ASSUNTA - 3 GIORNI


La Festa dell'Assunta è molto sentita ancora a livello civile, familiare. Non so quanto a livello di fede. Di sicuro possiamo prendere ancora più coscienza della ricchezza e dell'importanza di questo mistero della Pasqua di Maria. Questo passaggio di Maria alla gloria del cielo al compiersi della sua vita terrena è la sua Pasqua come ogni trapasso di un credente è la sua Pasqua, il suo passaggio verso la pienezza di cui ha ricevuto la promessa nel suo battesimo. Ma in Maria c'è una pienezza incomparabile perché è rimasta immacolata non permettendo al peccato in nessun momento di toccare la grazia ricevuta, ha venduto e dato in elemosina tutto ciò che possedeva, serva fedele al dovere in attesa del ritorno del padrone dalle nozze. Maria è segno di consolazione e di sicura speranza per noi. Innanzitutto perché incarna visibilmente l'amore sconfinato che Dio prova per noi venendo a salvarci facendosi totalmente creatura della sua piccola creatura. Ma anche per la sua fedeltà totale alla grazia nella notte della fede.

CHE COSA TI CHIEDE IL SIGNORE TUO DIO? / lunedì XIX° sett. T.O.

Masaccio - Pietro paga il tributo del Tempio.

«Ora, comunità credente che vieni a Messa, che cosa ti chiede il Signore, tuo Dio, se non che tu tema il Signore, tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu lo ami, che tu serva il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima, che tu osservi i comandi del Signore e le sue leggi, che oggi ti do per il tuo bene?
Ecco, al Signore, tuo Dio, appartengono i cieli, le galassie immense, ognuna e nel loro numero, e le profondità del tempo e dell’Universo, le sue leggi e i suoi misteri, la terra e quanto essa contiene, la terra che porta la meraviglia della vita e ti fu affidata come casa comune. Ma il Signore predilesse i tuoi padri, li amò e, dopo di loro, ha scelto fra tutti i popoli la loro discendenza, cioè voi, come avviene oggi.
Circoncidete dunque il vostro cuore ostinato e non indurite più la vostra cervìce; perché il Signore, vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e terribile, che non usa parzialità e non accetta regali, rende giustizia all’orfano e alla vedova, ama il forestiero e gli dà pane e vestito. Amate dunque lo straniero, perché anche voi siete stati stranieri ed italiani emigrati in terre straniere e maltratti, vittime di pregiudizi.
Temi il Signore, tuo Dio, servilo, restagli fedele e giura nel suo nome. Egli è la tua lode, egli è il tuo Dio, che ha fatto per te quelle cose grandi e tremende che i tuoi occhi hanno visto. I tuoi padri erano pochi; ora il Signore, tuo Dio, ti ha reso numeroso come le stelle del cielo (ma tu da troppo tempo hai rifiutato la vita e hai trasformato questa terra meravigliosa in un paese di vecchi, che scivola verso la morte giocando a fare i giovani)».     
Se l’attualizzazione che ho fatta della prima lettura di oggi è sbagliata, venite a spiegarmi in che cosa. Se no, meditiamo insieme seriamente questa Parola così attuale.

domenica 11 agosto 2019

NON TEMERE, CONVERTITI! / XIX° domenica del T.O.



“Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”.
Questo invito a non temere è la voce profetica che attraversa tutta la Bibbia, la voce propria di Dio. La voce che attraversa la Storia grazie alla Chiesa: "Non abbiate paura!" lanciò Giovanni Paolo II il primo giorno del suo servizio petrino. E il mondo intero sentì questa voce. Ti ho scelto non ti lascerò… Scelta che non ha altro fondamento che la gratuità dell’amore. È sempre difficile per noi accettare questa logica che sembra creare privilegiati accanto a “figli di un dio minore” ma è la logica di Dio e siamo rassicurati dalla promessa che Egli “vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Timoteo 2,4). A maggior ragione per noi qui convocati in questa Assemblea siamo sicuri della sua fedeltà.
Ma questo tesoro di cui abbiamo ricevuto solo un anticipo non dobbiamo farcelo rubare, non dobbiamo disprezzarlo. E quindi da lì tutte le raccomandazioni di Gesù, necessarie (ci conosce bene), che vuole non solo che conserviamo la sua grazia ma che viviamo nella potenza di questo Spirito nuovo, e siamo edificati, costruiti. Dove c'è lo Spirito c'è libertà!, la vita è crescita.
Ma forse non comprendi che devi convertirti, che stai male, che hai una fede infantile, che sei un sottosviluppato. Forse non comprendi che per darti la grazia della conversione Gesù Cristo non ha esitato a prendere questa tua condizione, questa tua carne debole, di una debolezza mortale. Facendo così ti ha detto che essere uomo non è una maledizione ma una benedizione, che sei capace di Dio, che sei amato. Ma ha anche dovuto accettare la morte terribile e infamante della croce, dell’ingiustizia e del disprezzo per salvarti, per darti la forza di cambiare mentalità e convertirti. E tu magari ti credi re, vuoi essere riverito e servito, non disturbato, ecc.
Lui ti ama e ti ha salvato, vuole che tu accolga questa salvezza e tu non vuoi essere salvato.

Prima Lettura  Sap 18, 6-9
Come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.

sabato 10 agosto 2019

LA VERA OPERA DI CARITA' E' IL MARTIRIO / San Lorenzo, 10 agosto



Natività attribuita al Caravaggio con san Lorenzo (a sinistra)
e san Francesco (a destra). Oratorio, Palermo.
I Diaconi sono stati creati per provvedere all'equa distribuzione di aiuti ai poveri (le vedove), perché gli Apostoli consideravano loro missione primaria la preghiera e il servizio della Parola cioè l’Annuncio e la catechesi (Atti 6,1 ss.). Malgrado si tratti di una funzione non primaria, la carità materiale è indispensabile nella Chiesa. Non solo il diacono, oltre a servire il pane materiale alla mensa dei poveri, serve anche alla mensa del Pane spirituale, accanto al Presidente dell’Eucaristia, ma è sempre stato considerato una persona chiave nella comunità. Infatti vari Papi dei primi secoli, sono stati eletti vescovi di Roma mentre erano Diaconi senza essere mai stati Sacerdoti in precedenza.
Il brano della seconda lettera ai Corinzi parla della generosità a 360 gradi in un contesto di condivisione dei beni. Ma se festeggiamo oggi san Lorenzo è perché è martire. Anche se dessi in cibo tutti i miei beni … ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe (1 Cor 13,3).  La vera opera di carità è il martirio, la testimonianza di "chi odia la propria vita in questo mondo, (e) la conserverà per la vita eterna”.
 Prima Lettura  2 Cor 9, 6-10
Dio ama chi dona con gioia.

venerdì 9 agosto 2019

EDITH STEIN COMPATRONA DI EUROPA. PERCHE'? / Santa Teresa Benedetta della Croce 9 agosto



Edith Stein, nata in una famiglia ebraica molto religiosa, convertita al cristianesimo, diventata monaca carmelitana e morta in odio alla sua fede ebraico-cristiana nel campo di concentrazione di Auschwitz, è stata proclamata compatrona dell’Europa da Giovanni Paolo II il 1 ottobre del 1999: una vita e una vicenda straordinarie che meritano molti approfondimenti. Ma perché Patrona di Europa assieme a santa Brigida di Svezia e santa Caterina da Siena?
Ogni Santo costruisce la vita in obbedienza allo Spirito Santo, fermento nella pasta dei popoli, seme che germoglia e cresce molto a lungo dopo la fine della sua vita terrena. Ma questi Patroni hanno avuto una influenza particolare riguardo a quella comunità di popoli che formano l’Europa. Caterina da Siena ebbe un’influenza grande nello ristabilire il papato a Roma, e la sua dignità di segno di comunione per tutti i fedeli, libero da condizionamenti politici. Brigida di Svezia fu riconosciuta educatrice di governanti e ambasciatrice di pace presso sovrani e popoli in fasi di rottura. E perché Edith Stein? Perché è stata una filosofa instancabile ricercatrice di verità, perché è stata la voce del popolo ebraico perseguitato di cui è rimasta solidale offrendo la sua vita per esso e per tutti gli oppressi dall’ideologia, dalla violenza dello Stato e del più forte. Perché Dio è più forte del male e i santi che ci hanno creduto ci incoraggiano per le nostre lotte di oggi.
In quanto testimone della seconda guerra mondiale e di tutte le violenze disumane che colpiscono i deboli, Giovanni Paolo II ha, già nel 1999, voluto attirare fortemente la nostra attenzione sulle derive sempre possibili e purtroppo anche attuali sul nostro continente. Leggiamo la conclusione della sua Lettera Apostolica:
Patrone d'Europa
10. Cresca, dunque, l'Europa! Cresca come Europa dello spirito, sulla scia della sua storia migliore, che ha proprio nella santità la sua espressione più alta. L'unità del Continente, che sta progressivamente maturando nelle coscienze e sta definendosi sempre più nettamente anche sul versante politico, incarna certamente una prospettiva di grande speranza. Gli Europei sono chiamati a lasciarsi definitivamente alle spalle le storiche rivalità che hanno fatto spesso del loro Continente il teatro di guerre devastanti. Al tempo stesso essi devono impegnarsi a creare le condizioni di una maggiore coesione e collaborazione tra i popoli. Davanti a loro sta la grande sfida di costruire una cultura e un'etica dell'unità, in mancanza delle quali qualunque politica dell'unità è destinata prima o poi a naufragare.
Per edificare su solide basi la nuova Europa non basta certo fare appello ai soli interessi economici, che se talvolta aggregano, altre volte dividono, ma è necessario far leva piuttosto sui valori autentici, che hanno il loro fondamento nella legge morale universale, inscritta nel cuore di ogni uomo. Un'Europa che scambiasse il valore della tolleranza e del rispetto universale con l'indifferentismo etico e lo scetticismo sui valori irrinunciabili, si aprirebbe alle più rischiose avventure e vedrebbe prima o poi riapparire sotto nuove forme gli spettri più paurosi della sua storia.