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domenica 6 febbraio 2022

PAPA FRANCESCO SBAGLIA AD ANDARE DA FAZIO?

 


Eccezionalmente prima dell’evento, voglio dire qualcosa su Papa Francesco a “Che Tempo che fa”.

I commenti si sprecano. È vero c'è un po’ di curiosità. Ma le condanne in anticipo… Oppure i commenti tipo: Ha scelto Fazio per annunciare l’inaugurazione della Religione Mondiale...  Veramente non riesco a comprendere, se qualcuno si informa di quello che dice papa Francesco, come si possa pensare una cosa del genere. Oppure: Se non dice le cose giuste rinnegherò subito questa Chiesa Imperiale (sic). Non so da quale formazione cristiana possono venire un’affermazione come quest’ultima. Tutti riconosciamo che lo strappo di Lutero è da condannare e che invece l’umiltà di san Francesco caratterizza una figura di santità esemplare per non parlare di tanti altri. Eppure al tempo di Lutero la Chiesa dava grande scandalo e lo riconobbe Adriano VI, Papa al momento dello scisma. Queste persone si rendono conto di quello che scrivono?

Ringrazio un amico (e tanti come lui) che ha anticipato l’evento oggi scrivendo: “Non giudicate il papa. Lasciate che agisca come lui sa. Anche se questo ci può sorprendere. Ricordate che il Papa è il successore di Pietro, e il Vicario di Cristo in terra. Quando diffamate il Papa, prestate la vostra bocca al demonio. Non fatelo!...”

 

Sulla scelta di Fazio. Può essere sbagliata. Ma il Vangelo va predicato sui tetti (Matteo 10,27; Luca 12,3). San Paolo andò all'areopago, un luogo totalmente pagano. Non ha mai pensato che fosse stato sbagliato, anche se non andò tanto bene. E si rallegra di essere prigioniero a Roma perché il Vangelo si diffonde così meglio: "la Parola non è incatenata". Dice Gesù: Sarete portati nei tribunali: "Questo vi darà occasione di dare testimonianza" (Luca 21,13).Fazio avrà i suoi pericoli, ma permette di raggiungere una grande audience diversa dai canali abituali. Quindi molto bene se il Papa rischia. 


sabato 5 febbraio 2022

UN CUORE DOCILE A DIO PER DISCERNERE IL BENE DAL MALE / sabato IV sett. T.O., pari. Sant'Agata.

 

Dio parla al giovane Salomone.

Salomone chiede “il discernimento nel giudicare”, ossia “un cuore docile (a Dio)” affinché “sappia distinguere il bene dal male”, indispensabile per “governare”.

Gli apostoli, di ritorno dalla missione, riferiscono a Gesù tutto quello che avevano fatto” ma anche “quello che avevano insegnato”. Il loro messaggio era semplice: ”convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino!” Ma inevitabilmente, anche se dicono di non essere maestri, qualcuno chiede consigli, presenta problemi, e loro azzardano soluzioni. Ma poi riferiscono al Maestro, quello vero, e così cominciano ad acquistare discernimento.

Oltre alla buona volontà, il discernimento è indispensabile per un vero progresso spirituale.

Quanti maestri improvvisati purtroppo, che vogliono dare lezioni a tutti, persino al Papa, magari con appresso un piccolo seguito di “persone spirituali”. Ieri mi sono imbattuto in un “opinionista web” che è sicuro che il Papa è posseduto dal demonio perché chiede preghiere continuamente! E una seguace rincara: “hai ragione, ultimamente ha un volto strano…”. Il fenomeno oggi è amplificato dal web ma è antico quanto l’umanità e quindi va trattato secondo le indicazioni delle Scritture Sante che ritornano spesso sull'argomento. Per esempio san Paolo scrive a Timoteo: “… perché tu invitassi alcuni a non insegnare dottrine diverse e a non badare più a favole … che servono più a vane discussioni che al disegno divino manifestato nella fede (la conversione e la carità).  Proprio deviando da questa linea, alcuni si sono volti a fatue verbosità, pretendendo di essere dottori della legge mentre non capiscono né quello che dicono, né alcuna di quelle cose che dànno per sicure”. (1 Tim 1,3-4. 6-7). San Paolo raccomanda di formare solo persone fidate, affinché persone dall’equilibrio precario o più interessate ad apparire che a servire il Regno di Dio, non possano porsi come “maestri”.(2 Tim 2,2; vedi anche 2 Tim 2,14-17, la lettera a Tito, ecc.)

La risposta di Dio all’unica richiesta di Salomone: “hai chiesto l’essenziale e nulla per te, ecco che ti esaudisco e aggiungerò ogni sorta di beni”, assomiglia tanto alla frase di Gesù: Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”. (Matteo 6:33; vedi anche Lc 12:29-31, e al contrario Gv 6:26). Discernere è indispensabile per crescere in modo sicuro, e chi chiede ciò che conta è certo che Dio non si lascerà vincere in generosità.

 

Prima Lettura   1 Re 3, 4-13
Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo.

venerdì 4 febbraio 2022

I SENSI DI COLPA DI ERODE / venerdì IV sett. T.O., pari.

 

Erode sente parlare di Gesù...

Il Vangelo riporta il racconto penoso dell’uccisione di Giovanni Battista. Fermiamoci su come Erode gestisce il suo senso di colpa a differenza di Davide (1° lettura).

Non ci si libera dal senso di colpa, a meno che una nuova vita ci invada, ci faccia rinascere. Se sono rinato, non ho passato: se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove”. ( 2 Cor 5,17). Non si tratta di rielaborazione psicologica anche se ci sarà anche questo come conseguenza del dono di grazia. Però il solo lavoro umano su se stessi, pur prezioso, non è sufficiente. Un saggio pagano diceva che il filosofo può aiutare il criminale ad allontanarsi dal crimine ma non cancellare la realtà e il ricordo dei crimini commessi. Le confidenze private o pubbliche delle persone lo confermano, anche per le ferite affettive. “Se non sei stato amato, incoraggiato da bambino, quel vuoto non si colmerà mai…” scrivono in molti sui Social. Spesso cerchiamo di soffocare i sensi di colpa. Purtroppo si può fare solo negando la verità. Per questo ci sono due modi: addossare le nostre colpe agli altri (invece fare chiarezza con onestà e non lasciarsi addossare i sensi di colpa dagli altri è non solo lecito ma necessario), oppure negare i valori. Ma per negare i valori bisogna negare Dio. E chi nega Dio è ”libero” di una libertà che lascia profondamente soli.

Il Signore ci offre un’altra via: la rinascita. “Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe” (2 Cor 5,18-19)

Questo è il messaggio fondamentale della Chiesa, ciò per cui è nata. Tutto il resto deve poggiare su questo solido fondamento, altrimenti si crea un’altra religione. Il cristianesimo diventa allora una religione come le altre (ognuno con i suoi giorni di festa e i suoi giorni di digiuno o di penitenza, le sue tradizioni e liturgie, i suoi simboli, … ).

giovedì 3 febbraio 2022

DUREZZA NELL'AMARE? / S. Biagio Martire, 3 febbraio.

 

Martirio di san Biagio.

Nelle ultime raccomandazioni di Davide a suo figlio Salomone prima di morire mi colpiscono due cose:

La Bibbia non dice che Davide “raccomandò” ma che “ordinò” a suo figlio! Riecheggia Genesi 18,19 quando il Signore a Mamre parla così di Abramo: “Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso”. L’educazione cristiana è un compito gravissimo, con forme a volte "dure".

Leggendo questi prescrizioni traspare che sono appoggiati sulla promessa di felicità e protezione da parte di Dio, ma hanno anche il sapore dell’esperienza vissuta, di un tesoro sperimentato e lasciato in eredità. Infatti così deve essere nella fede il rapporto dei figli con i loro genitori, di ogni fedele con i suoi catechisti e pastori : Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; considerando attentamente l'esito del loro tenore di vita, imitatene la fede”. (Ebrei 13:7). Preghiamo perché si realizzi in noi tutti.

Anche Gesù fa capire che l’amore può anche prendere la forma di scontentare coloro ai quali si è mandati : e se non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro” (Marco 6,12).  È quello che hanno vissuto i martiri con san Biagio che ricordiamo oggi. C'è la spada nel cuore prima della spada sul collo, sperimentando l’ostilità verso sé stessi e verso la comunità che il Signore ha formato e affidato, che bisogna proteggere perché ancora fragile, suscettibile di essere scandalizzata dalla persecuzione. Ma i martiri, nel loro cammino progressivo, pur amando tutti, anche i nemici, e non odiando nessuno, hanno fatto più fiducia alla verità e al Signore risorto che li accompagna che alla ricerca del consenso.

 

Prima Lettura   1 Re 2, 1-4,10-12
Io me ne vado per la strada di ogni uomo sulla terra. Tu, Salomone, sii forte e mòstrati uomo.

SANREMO E LA PROVOCAZIONE DELL' "AUTOBATTESIMO"

 

Mons. Suetta.

Non vedo mai il Festival di Sanremo. Però del gesto provocatorio di finto autobattesimo di quel cantante ho saputo fin dall’indomani mattina presto, da un invito a firmare una petizione di protesta alla RAI. E quasi subito ho potuto leggere l’ottima puntualizzazione del vescovo di Ventimiglia, Mons. Suetta che mi trova d’accordo per il suo equilibrio e senso di responsabilità (sta spopolando sul web e non ho quindi bisogno di riportarla). Poi il solito attacco al Papa che tace e quindi è connivente con i nemici della fede … Nella stessa giornata però c'è stato il Tweet del Papa che ricorda la sostanza del battesimo cristiano:

“Con il battesimo apparteniamo a Cristo. Siamo fondati in una comunione intramontabile con Dio e tra di noi. È il battesimo la sorgente di ogni forma di consacrazione e anche la forza per separarci dalla mondanità”.

Questo Tweet è incorniciato da altri due che confermano il suo andare alla sostanza senza polemica:

“Oggi non è tanto il tempo dei discorsi persuasivi e convincenti; è soprattutto il tempo della testimonianza perché, mentre l’apologia divide, la bellezza della vita attira. Siate testimoni che attirano!

“Siete nel mondo per testimoniare che esso è amato e benedetto da Dio. Siete consacrati per il mondo, che attende la vostra testimonianza per accedere a una libertà che dà gioia, che nutre la speranza, che prepara il futuro”.

Il Papa non ama scendere in polemica. Prima del Natale scorso, con le “direttive inclusive” della Commissione Europea che chiedevano di cancellare il vocabolario cristiano, papa Francesco ha fatto passare tempo. Poi, in una frase sola ha espresso con chiarezza il vuoto di queste iniziative che non risolvono nulla. Quindi, il fatto che abbia precisato in giornata la natura del battesimo dice l’importanza dei Sacramenti. Sempre in giornata l’Osservatore Romano ha fatto una intelligente nota:

martedì 1 febbraio 2022

ANDREMO QUASI TUTTI ALL'INFERNO? / risposta a una domanda ricevuta tramite Facebook

 

Notre Dame du Puy: Giuda muore impiccato,
Gesù, Buon Pastore, determinato, 
lo salva e lo prende sulle spalle


Ricevo tramite Facebook questa richiesta e rispondo.

Padre, posso permettermi di porle un quesito riguardo un dubbio sul tema cristiano? Premetto che anni fa ho frequentato un corso base di teologia, ma non sono molto competente. Ora sto leggendo il manuale di demonologia cristiana di Simone Iuliano con la prefazione di Padre Amorth. Parla molto dell'inferno come di un luogo o una dimensione che realmente esiste, anche secondo la visione di molti santi. Questo manuale in pratica fa dedurre che è quasi impossibile non finirci. Ma allora mi chiedo: come mai Gesù sulla croce ha detto al ladrone crocifisso con lui: "Oggi sarai con me nel Paradiso"? Forse è bastato solo che egli lo avesse riconosciuto come il Cristo? ...Non meritava comunque il purgatorio? E tutte le colpe che aveva commesso fino a poco prima? Perdonate all'istante? Vorrei credere questo, che così grande è l'amore di Dio per l'uomo, ma come le dicevo, questo manuale fa credere come sia quasi impossibile accedere al Paradiso e alla visione beata di Dio. Potrebbe darmi la sua spiegazione in merito, se non chiedo troppo?

 

Carissima, sono sconvolto da quanto mi scrivi. Arrivi alla conclusione che quasi tutti andremo all’inferno! Suppongo che hai capito male, anche riguardo a Padre Amorth che ha fatto la prefazione di questo libro, perché la tua conclusione va contro tutto l’insegnamento della Scrittura, della Chiesa, dei santi. Nessun uomo è condannato!

Il Signore stesso e la Vergine Maria hanno disseminato la Storia di interventi semplici e profondi, riconosciuti dalla Chiesa, per rassicurare le persone di buona volontà e invogliare alla speranza e alla conversione noi tutti, anche i grandi peccatori. Quindi cara sorella, sappi che la preghiera fiduciosa e sincera dell'Ave Maria (il Rosario quotidiano è una buona misura) ti fa chiedere alla Madre di Dio con insistenza: "prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte". La Madonna non è sorda, né può dimenticare una sua figlia che la invoca; una figlia così tanto amata da suo Figlio Gesù da morire per essa sulla croce!

Cerchiamo di fare luce con la Scrittura su questo argomento estremamente importante!

DIO RIPUDIA LA GUERRA COME SOLUZIONE DEI CONFLITTI / martedì IV sett. T.O., pari.

 

Assalonne morto.

Davide lo piange.

Assalonne vuole il trono e per questo deve uccidere suo proprio padre. Ha seguaci: significa che Davide non è amato da tutti, e che la caccia all’uomo eccita sempre qualcuno. Davide e i suoi si devono difendere ma Davide raccomanda di non far del male al figlio. Quando saprà che è morto piange e fa lutto per lui. Nella brano liturgico è oscurato il ruolo pratico di Ioab. Uccidendo di persona Assalonne mette fine alla guerra fratricida tra israeliti e salva tante altre vite. “Riportando Davide alla ragione” permette a chi ha combattuto per il re di ritrovare serenità. Ma l’atteggiamento di Davide è profetico: rivela il ripudio profondo di Dio della guerra come soluzione dei conflitti. La legittima difesa è la “extrema ratio”, il mezzo da usare solo quando sono state tentate tutte le altre possibilità. Assalonne che, liberamente, è diventato un nemico mortale, rimane un figlio, un fratello. Gesù porterà a compimento la profezia di Davide morendo al posto dei suoi nemici, perché per Dio siamo comunque e sempre figli e fratelli. Sei figlio, figlia, e chi ti sta vicino, anche il tuo nemico, è anche lui figlio, figlia, amato da Dio, riconciliato dal sangue di Cristo. L'amore di Dio è pronto a scavalcare i divieti delle regole e della morte. Gesù accoglie la fede audace e umile dell'emorroissa, e suscita quella di Giairo, disperato per la malattia della sua figlia.

Chiediamo l'amore e la fede che Dio stesso ci vuole donare.

 

Prima Lettura  2 Sam 18,9-10.14.24-25a.30 - 19,4
Figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te!