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mercoledì 21 dicembre 2016

SANTI IN MEZZO A NOI di Federico Robbe

Parrocchia di San Vitale
Fuorigrotta - Napoli
Dal blog di Costanza Miriano
DI AUTORI VARI

Mi ha toccato tanto questa testimonianza e ho voluto farla conoscere:

"Da un paio di mesi ho cambiato lavoro. E come sempre, all’inizio, ci si muove un po’ a tentoni, cercando di capire in fretta ma sbagliando mille volte. E quando tutto sembra andare storto prevale una gran fatica. Così a volte uno si abbatte, inutile negarlo, e la sera torna a casa col muso. O con la testa altrove. Al termine di una di queste giornate di fuoco mi sono rimesso al computer per rispondere ad alcune mail. Nella posta in arrivo mi cade l’occhio su un messaggio che mi era sfuggito. Racconta di una persona in un paese vicino al mio, che non conoscevo direttamente, pur avendo in mente la sua vicenda. Una mamma a cui era morto un figlio in un incidente stradale, circa un anno fa. Era uno dei suoi quattro figli, trentenne, investito mentre stava rientrando a casa in moto.
La mail parlava del rapporto di questa madre con il signore che guidava la macchina. Non un rapporto di strazio e disperazione, come ci si aspetterebbe e come sarebbe anche comprensibile secondo la mentalità dominante. No, niente di tutto ciò. Quella donna, passati dodici mesi dalla morte del figlio, si è presentata a casa dell’uomo che gliel’aveva portato via con un regalo. Dodici pasticcini. Da tanto tempo voleva incontrarlo, dopo aver conosciuto la moglie a la figlia al funerale. Non avendo preavvisato non lo trova neanche in casa. Allora aspetta, con pazienza. D’un tratto scorge una sagoma entrare nell’atrio e ritirare la posta. Era lui. “Scusi, le ho portato i pasticcini, sono la mamma di Andrea”. A momenti l’uomo sviene. Resta lì, impietrito, a fissarla per qualche secondo. “Prego per lui tutti i giorni”, le dice, prima di abbracciarla. Poi aggiunge: “Non so se potrete perdonarmi”. “Non c’è niente da perdonare. Quello era un appuntamento”, risponde lei. E si riabbracciano. Il Signore ha dato la Grazia a questa mamma di non provare un briciolo di rancore verso chi ha ucciso suo figlio. Così, condensata in poche righe, si stava dipanando davanti a me una storia intessuta di misericordia.


Quella sera, colpito dalla vicenda (tra l’altro il funerale era stato celebrato da un mio amico sacerdote), vado a cercare informazioni sull’incidente, che non ricordavo con precisione, e soprattutto sulla famiglia di Andrea, di cui avevo sentito dire un gran bene. Scopro che ha una sorella e due fratelli, entrambi affetti da distrofia muscolare. In un articolo vedo finalmente la foto di tutti i componenti della famiglia. Li guardo, uno per uno, e all’improvviso mi si stringe il cuore: uno dei due ragazzi è un mio collega. Arriva tutti i pomeriggi nel mio ufficio, dove lavora part-time, con la sua carrozzina elettrica. Il giorno seguente aspetto con ansia il suo arrivo, pochi minuti dopo le 14. Tendo l’orecchio e mi giro sentendo il ronzio della carrozzina. Ci saluta sorridente, come sempre. 

Mai avrei immaginato che fosse stato segnato da un dramma del genere. Poco più tardi gli racconto ciò che mi era successo il giorno prima e gli parlo del miracolo così imponente e discreto che è la sua famiglia. Diventiamo amici. Alle 18, per la prima volta viene a prenderlo sua mamma, e non il papà. Sento che confabulano un po’, lei si avvicina e ci presentiamo. La ringrazio e le racconto della commozione nel sentirmi continuamente riacciuffato da Dio, attraverso persone e fatti che non ti aspetti: dall’incertezza sul lavoro a una storia di santità a un metro e mezzo dalla mia scrivania. Parliamo pochi minuti e mi sembra di conoscerla da una vita.
Sono tornato a casa lieto, con negli occhi quella vicenda di misericordia che sembra una pagina del Vangelo. Certo di un Bene più grande che ci sorprende sempre. Certo di un’ultima tenace nota di letizia che, grazie a Dio, cambia le nostre giornate. Facendo passare in secondo piano i calcoli, la paura e la fatica. E illuminando la strada, metro dopo metro, attraverso il susseguirsi di incontri eccezionali e inaspettati."



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