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mercoledì 7 dicembre 2016

7 DICEMBRE, SANT'AMBROGIO

Sant'Ambrogio celebra la Messa
Dal felice incontro della memoria di Sant’Ambrogio, Vescovo e Patrono di Milano, con le letture del mercoledì della seconda settimana di Avvento, possiamo fare alcune riflessioni.
Ambrogio era figlio di importanti famiglie senatorie sia da parte di padre che di madre, cattoliche da varie generazioni e con un’antenata martire. Ebbe un’ottima preparazione culturale prima di iniziare la carriera come servitore dello Stato.
Riprendo da Wikipedia: “Nel 370 (a 30 anni circa) fu incaricato quale governatore della provincia romana Aemilia et Liguria, con sede a Milano, dove divenne una figura di rilievo nella corte dell'imperatore Valentiniano I. La sua abilità di funzionario nel dirimere pacificamente i forti contrasti tra ariani e cattolici gli valse un largo apprezzamento da parte delle due fazioni.
Nel 374, alla morte del vescovo ariano Aussenzio di Milano, il delicato equilibrio tra le due fazioni sembrò precipitare. Il biografo Paolino racconta che Ambrogio, preoccupato di sedare il popolo in rivolta per la designazione del nuovo vescovo, si recò in chiesa, dove all'improvviso si sarebbe sentita la voce di un bambino urlare «Ambrogio vescovo!», a cui si unì quella unanime della folla radunata nella chiesa. I milanesi volevano un cattolico come nuovo vescovo. Ambrogio però rifiutò decisamente l'incarico, sentendosi impreparato: come era in uso presso alcune famiglie cristiane all'epoca, egli non aveva ancora ricevuto il battesimo, né aveva affrontato studi di teologia.
Anche da questo episodio vediamo che Ambrogio non nasce in tempi facili e senza problemi. Non è uno studioso isolato dal mondo. Eppure sceglie la mitezza e la misura, il lavoro di composizione dei conflitti, piuttosto che la contrapposizione. Ha imparato fin da giovane da Cristo, mite e umile di cuore.
L’episodio della sinagoga della città di Callinico (oggi Raqqa, in Irak), nel 388, incendiata da un gruppo di cristiani, sembra smentire questo tratto. Infatti Ambrogio chiede all’imperatore di revocare la decisione di obbligare il vescovo, accusato di aver istigato i distruttori, a ricostruire il tempio a suo spese. La preoccupazione di Ambrogio è di difendere il Cristianesimo, appena diventato religione di Stato nel 380, come vera religione di fronte agli altri culti, in particolare il giudaismo. La libertà di culto per i cristiani data solo da pochi decenni.
Si può comprendere fino ad un certo punto quello che fece sant’Ambrogio allora, data la situazione generale, non si può approvare.
Sant'Ambrogio impedisce a Teodosio di entrare in chiesa
Da una parte questa reazione evidenzia la fermezza di carattere di Ambrogio, che manifesterà in tutto il suo ministero episcopale. La mitezza può andare d’accordo con la chiarezza e la fermezza. Un altro episodio lo dimostra: l’imperatore Teodosio aveva fatto massacrare per rappresaglia 7000 persone, tutta la popolazione di una cittadina. Ambrogio scrisse all’Imperatore vietandogli di comparire a Messa finché non avesse chiesto pubblicamente perdono per quel fatto. Lo fece, e nella notte di Natale venne riammesso ai sacramenti.
L’episodio della sinagoga di Callinico, a carico di un uomo mite, abituato al dialogo e alla pazienza, mette in risalto l’importanza della riflessione, della elaborazione culturale. Oggi, con un’altra cultura nella società e nella Chiesa, sant’Ambrogio si sarebbe comportato diversamente.
Infatti, appena eletto vescovo si mise umilmente alla scuola di un vecchio presbitero per essere istruito. Molto attivo e presente nel governo della Comunità e nelle relazioni con le Istituzioni civili, Ambrogio tiene in massimo conto la formazione spirituale e l’approfondimento culturale. Sarà lui a formare la "Liturgia Ambrosiana". Egli passa molto tempo nello scrutare la Scrittura Sacra, per sé e per insegnare. È famosa l’immagine del futuro sant’Agostino, non ancora battezzato, che viene a trovare Ambrogio per un colloquio e si ritira perché lo vede assorto nella lettura della Bibbia e nella preghiera.
Riprendo ancora da Wikipedia: “Secondo Gérard Nauroy, «per Ambrogio l'esegesi è un modo fondamentale di pensare piuttosto che un metodo o un genere: [...] ormai egli "parla la Bibbia", non più con la giustapposizione di citazioni dagli stili più diversi, ma in un discorso sintetico, eminentemente allusivo, "misterico" come la Parola stessa». Per Ambrogio la lettura e l'approfondimento della conoscenza biblica costituiscono un elemento fondamentale della vita cristiana:
« Bevi dunque tutt'e due i calici, dell'Antico e del Nuovo Testamento, perché in entrambi bevi Cristo. [...] La Scrittura divina si beve, la Scrittura divina si divora, quando il succo della parola eterna discende nelle vene della mente e nelle energie dell'anima »
(Ambrogio, Commento al Salmo I, 33)”
Beviamo anche noi Cristo, con abbondanza e intelligenza.

Nel nostro tempo, oltre alla scelta decisa della umiltà e della mitezza, perché scelte da Cristo, ma anche perché più efficaci, permettendo di andare in profondità, per trasformare la società e la vita delle persone, si impone un’altra scelta: quella della formazione cristiana. Non a caso la Chiesa ha rimesso in onore l’ “Iniziazione Cristiana” anche per gli adulti già battezzati, e la “Educazione Permanente alla Fede”.


Prima Lettura   Is 40, 25-31
Il Signore dà forza a chi è stanco.

Dal libro del profeta Isaìa
«A chi potreste paragonarmi,
quasi che io gli sia pari?» dice il Santo.
Levate in alto i vostri occhi e guardate: 
chi ha creato tali cose?
Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito
e le chiama tutte per nome;
per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza
non ne manca alcuna.
Perché dici, Giacobbe,
e tu, Israele, ripeti:
«La mia via è nascosta al Signore
e il mio diritto è trascurato dal mio Dio»?
Non lo sai forse?
Non l’hai udito?
Dio eterno è il Signore,
che ha creato i confini della terra.
Egli non si affatica né si stanca,
la sua intelligenza è inscrutabile.
Egli dà forza allo stanco
e moltiplica il vigore allo spossato.
Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi.
 
Salmo Responsoriale 
  Dal Salmo 102
Benedici il Signore, anima mia.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Canto al Vangelo 
  
Alleluia, alleluia.

Ecco, viene il Signore a salvare il suo popolo:
beati coloro che sono preparati all’incontro.
Alleluia.

 
Vangelo
   Mt 11, 28-30
Venite a me, voi tutti che siete stanchi.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse: 
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».      
 

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