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martedì 20 dicembre 2016

MANCA IL TUO SI', Novena di Natale, 20 dicembre

ISAIA VA INCONTRO AL RE ACAZ
Di fronte all’Annunciazione, al Mistero dell’Incarnazione di Dio nella libertà fedele della Vergine Maria, vorremmo essere totalmente puri, non togliere la minima bellezza o disturbare questa scena neppure con un nostro pensiero meno buono.

La realtà è diversa: non siamo puri eppure l’Annunciazione è per noi, proprio perché abbiamo bisogno. S. Bernardo immagina il mondo, tutte le creature, in attesa del sì della Vergine che significa per noi liberazione dalla morte. Infatti se Dio si unisce alla nostra natura, alla nostra avventura umana, è già fatta, prima ancora della croce. Dio non è sì e no, è sì per sempre, va fino in fondo. La natura umana unita alla natura divina, l’avventura dell’umanità unita al Dio che entra nella storia, sono salve, per sempre.

Il re Acaz, nella prima lettura, rifiuta il Segno che gli viene offerto da parte di Dio dietro ipocriti pretesti rivestiti di religiosità. Il peggio del peggio. Eppure anche a lui viene proposto un patto di Salvezza. Se avesse detto di sì, il suo cuore avrebbe cominciato un processo di risanamento e si sarebbe riempito della grazia di Dio.

La Vergine Maria ha veramente detto di sì duemila anni fa e siamo salvati, ma per non rendere vano per te il disegno di Dio (cfr Luca 7,30) devi anche tu dire di sì, oggi.



Prima Lettura   Is 7, 10-14
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.

Dal libro del profeta Isaìa
In quei giorni, il Signore parlò ad Àcaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto». 
Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». 
Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele». 

Salmo Responsoriale
   Dal Salmo 23
Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. 

Canto al Vangelo 

Alleluia, alleluia.

O Chiave di Davide, che apri le porte del Regno dei cieli:
vieni, e libera l’uomo prigioniero che giace nelle tenebre.
Alleluia.

Vangelo
   Lc 1, 26-38
Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio.

Dal vangelo secondo Luca
Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.  

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