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domenica 18 dicembre 2016

SAN GIUSEPPE SERVO INUTILE, IV Domenica di Avvento

PARROCCHIA S. GIUSEPPE
SERRA SPIGA - COSENZA
Durante l’Avvento incontriamo sempre i due “precursori” di Gesù, Giovanni Battista e la Vergine Maria. In questa quarta domenica di Avvento la Vergine è presente, ma risalta molto oggi la figura di Giuseppe, anche se in riferimento al Mistero della sua Sposa e del Figlio.
Molto a lungo san Giuseppe era per me un figura che vedevo neutra, senza importanza per la mia vita e per il Mistero cristiano. Tutto quello che si diceva di lui mi portava persino a compatirlo un po’ per il ruolo ingrato e scialbo che aveva ricevuto.

Grazie a un testo di Giovanni Paolo II, Redemptoris Custos (15 agosto 1989) ho cominciato a scoprire la profondità della vocazione e della personalità di san Giuseppe.
Senza di lui non saremmo cristiani, comunque il Mistero dell’Incarnazione si sarebbe svolto in modo assai diverso. Se pensiamo che nell’incarnazione Dio vuole seguire il più possibile le vie normali della natura e della società umane, egli è colui che ha preservato la vita di Maria dopo che si è trovata incinta. Da uomo giusto non l’ha voluta accusare pubblicamente (era la legge, ma la misericordia compie la giustizia) evitandole la lapidazione. Egli ha obbedito alla voce dell’angelo e ha inserito Maria e Gesù nella società. Allora non era concepibile la presenza di una “ragazza madre”. Ha inserito Gesù persino nella discendenza davidica.

Sempre considerando le vie normali dello sviluppo della persona, non solo san Giuseppe ha provveduto alla vita materiale di Gesù, ma è stato il suo educatore nella fede a partire dai 5 anni, e il suo punto di riferimento come uomo nel suo sviluppo, in particolare affettivo. È stato colui che ha evitato la tentazione di simbiosi con la mamma e così via. Immaginiamo ciò che sarebbe successo se Gesù fosse stato traumatizzato, crescendo in un ambiente di violenza domestica, di disprezzo della donna, di degrado morale o di disorganizzazione totale della vita, di incredulità ….


Sappiamo che ognuno di noi è amato direttamente da Dio e chi si affida in tutto a Lui riceve tante grazie nuove, sempre più abbondanti. Anzi, il potere della croce riesce a rovesciare il segno negativo delle esperienze peggiori. Ma questo si innesta comunque sulle prime esperienze di vita nell’ambiente familiare che rimangono una radice incancellabile, sia come un tesoro positivo che in problematiche a volte dolorose che condizionano tutta la vita. Papa Francesco cita spesso ciò che ha ricevuto dai genitori e dalla nonna. È rimasto quasi risentito quando il suo papa gli ha imposto di lavorare in contemporanea se voleva continuare gli studi. Ben presto ha riconosciuto che è stato una scelta molto feconda per la sua vita.

Certamente questa influenza del padre si coniuga con quella della mamma e il loro rapporto reciproco. È chiaro che la Sacra Famiglia è stata tentata come tutte le famiglie del mondo e hanno dovuto usare tanta carità cristiana quotidiana per comporre le varie difficoltà di relazione.
Gesù che è l’uomo deciso, chiaro, mite e umile, “l’uomo che sa vedere le donne” come recita il titolo di un libro recente, capace di dialogo paziente e rispettoso, ha attinto nel tesoro della sua vita familiare, dalla sapienza e dalla fede di Giuseppe.

La fede di Maria è totale, ma quella di Giuseppe e la sua obbedienza a Dio, aldilà dei suoi progetti personali, sembra apparire ancora di più. È certo che Giuseppe è stato molto felice, ma senza la fede assoluta questa vita gli sarebbe sembrata molto angusta, quasi senza senso talmente è stato spogliato. Ma il valore dell’umiltà, della rinuncia alla propria volontà e all’apparire sono poco capiti.  

In questo, san Giuseppe che ha fatto in tutto la volontà di Dio lasciandoci un esempio, rivaluta le opere di misericordia spirituali. Ha condiviso la sua vita e le sue sostanze, ma non ha organizzato opere specifiche di carità. Ognuno il suo carisma. Opere sono le operazioni dello Spirito Santo.



Prima Lettura  Is 7, 10-14
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.

Dal libro del profeta Isaia
In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».
Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

Salmo Responsoriale  
Dal Salmo 23

Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Seconda Lettura  
Rm 1, 1-7
Gesù Cristo, dal seme di Davide, figlio di Dio.
 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Canto al Vangelo 
  Mt 1,23
Alleluia, alleluia.

Ecco, la vergine concepirà e darà la luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele: «Dio con noi ».
Alleluia.

  
Vangelo   Mt 1, 18-24
Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.
 
Dal vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

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