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lunedì 26 dicembre 2016

26 dicembre: PERCHE' SANTO STEFANO?

Da ragazzo, la festa dei Santi Innocenti nel clima natalizio mi rattristava. Era per me un evento a dire il vero un po’ scandaloso, ma in linea col mistero di Natale. Invece, collocare la festa di Santo Stefano subito dopo il giorno della Natività mi sembrava proprio incomprensibile, incongruo.

Mentre noi abbiamo la tradizione benedetta del presepe, l’Oriente cristiano ha quella delle icone che sono immagini rigorosamente codificate. Non si dipinge un’icona, la si “scrive” e quindi la si “legge”. In questa catechesi di bellezza, nelle icone della Natività la culla di Gesù  ha la forma di una tomba. Gesù è nato “per fare, o Dio, la tua volontà”, e questa volontà è di dare la vita per il mondo.
Stefano ci ricorda che una Chiesa senza croce, senza l’annuncio del Mistero pasquale, è solo una ONG. Stefano (ma anche Filippo) è un diacono un po’ strano: non muore perché si è occupato delle mense e della distribuzione alle vedove – ciò per cui è stato ordinato – ma perché predica la Buona Notizia. La Chiesa sceglie Santo Stefano per farci comprendere il vero senso del Natale, come san Giovanni nel suo Vangelo, invece di ripetere il racconto dell'istituzione dell'Eucaristia racconta la lavanda dei piedi. La Chiesa vuole evitarci ogni deriva sentimentalista, senza annullare la ricchezza della devozione per l'Umanità di Cristo così cara a San Francesco.

Da parte di alcuni c'è una discussione un po’ stupida. Si dice: “Ma voi cosa fate?”. Come se chi “fa” è superiore a chi “non fa”. Carità sempre in ogni circostanza, per il resto, ognuno segua il proprio carisma, sottomesso al discernimento della Chiesa. Ogni atto di obbedienza alla volontà di Dio ha la sua bellezza e la sua utilità. Non facciamo certo come un monastero contemplativo (non so se è proprio vero, ma nella Chiesa tutto è possibile) che aveva alcune stanzette per i poveri di passaggio ma i monaci le mantenevano sporche per scoraggiare detti poveri…. Però senza il suo cuore contemplativo, inutile agli occhi del mondo, la Chiesa non vive.

L’uomo è un essere in cerca di senso. Se gli viene rivelato il senso della sua vita probabilmente potrà anche prendere in mano la sua esistenza e portare anche il peso di altre esistenze. Se il barbone avesse avuto una famiglia fondata sulla roccia che è Cristo, probabilmente non sarebbe barbone. Se avesse una comunità probabilmente non sarebbe sul marciapiede. Probabilmente. Bisogna prendersi cura dei barboni. Ma se trascuriamo l’evangelizzazione e la cura di qualità delle famiglie normali avremo sempre più barboni.

"non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi". Come sapere se è lo Spirito che parla in me? Se le parole che dico sono quelle del Vangelo. Il parallelismo tra le parole di Stefano e quelle di Gesù è impressionante. 

Prima Lettura  Atti 6,8-10; 7,54-60
Ecco, contemplo i cieli aperti.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell’Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al Sinedrio.
Tutti quelli che sedevano nel Sinedrio, [udendo le sue parole,] erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».
Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 30
Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.

Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.

Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Esulterò e gioirò per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria.

Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori:
sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.

Canto al Vangelo 
  Cf Sal 117,26.27
Alleluia, alleluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore;
il Signore è Dio, egli ci illumina.
Alleluia.



Vangelo  Mt 10,17-22
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.
 
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

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