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sabato 7 settembre 2024

BIODIVERSITÀ: PAPA FRANCESCO E COP16 GETTANO L'ALLARME. / TEMPO DEL CREATO 2024


Papa Francesco nel lungo viaggio che sta compiendo in Oceania ha parlato della biodiversità, che è minacciata ovunque. La biodiversità sarà il tema della Cop 16 in Colombia che inizierà il 22 settembre prossimo:  “proteggere e gestire in modo sostenibile la biodiversità”. Si considera che in Europa oltre l’80% degli habitat è in cattive condizioni. Occorre, quindi, ripristinare fiumi, foreste, zone umide, praterie, ecosistemi marini e le specie che ospitano. “Gli ecosistemi sulla terra e nei mari sono il fondamento delle economie e delle società. Più della metà della produzione mondiale dipende dalla natura. Quando distruggiamo la biodiversità distruggiamo il nostro sistema di supporto vitale”.

A livello globale più della metà di tutti gli uccelli, mammiferi, rettili, anfibi e pesci sono scomparsi nel giro di soli 50 anni. Questo anno 2024 ha visto un aumento di incendi nel sud dell’Amazzonia per colpa delle multinazionali agricole. Ma l’anno scorso è stata una superficie di foreste pari a metà dell’Italia bruciata nel Canadà. Ecc. Attualmente negli oceani ci sono più di 400 zone morte causate principalmente dal deflusso di fertilizzanti nelle nostre acque. Si stima che ogni anno entrino negli oceani fino a 12 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Un caso particolarmente drammatico, che probabilmente abbiamo potuto osservare direttamente al nostro livello, è il declino degli insetti: il 40% delle specie potrebbe estinguersi nei prossimi decenni, mentre sono la base della catena alimentare. Ora una persona su cinque (i più poveri) dipende dalle specie selvatiche per il reddito e il cibo.

Consiglio di leggere l’articolo da cui ho tratto questi dati, per maggiori informazioni: 

La biodiversità al centro delle politiche ambientali globali - Formiche.net

Preghiamo e agiamo, ognuno al suo livello, da soli o in rete, per preservare e restaurare la vita naturale. 


venerdì 6 settembre 2024

GEREMIA PROFETIZZA LA DISTRUZIONE DEL TEMPIO E RISCHIA LA MORTE ( Ufficio delle letture di venerdì XXII sett. del T.O.)


Tra le pagine molto interessanti del libro di Geremia c'è senz’altro questa, riportata sotto: Geremia profetizza la rovina del tempio se il popolo e i suoi capi non cambiano vita, non si convertono. Tocca un nervo scoperto perché i sacerdoti e i profeti di corte, che lusingano il popolo e il potere, sono i primi responsabili del comportamento del popolo, e la colpa della distruzione del tempio ricadrebbe su di loro in primo luogo. Se Geremia ha parlato in nome di Dio, loro sono stati mentitori da tempo. Anche il popolo che si è appoggiato sulle loro rassicurazioni menzognere viene smascherato. D’altra parte profetare falsamente è punibile con la morte. Comprendiamo la loro reazione violenta contro Geremia e l’enorme tensione che si è creata. 

La pena di morte fa parte del passato. Ma questa Scrittura ci insegna quanto sia importante dire la verità, attenersi ad essa, anche se costa. D'altra parte ci mostra come siamo tutti tentati di metterla da parte o distorcerla. Siamo condizionati dai nostri attaccamenti materiali o affettivi. Infatti Gesù è stato messo a morte! Cerca la verità anche se ti disturba. Liberati da te stesso e dai tuoi condizionamenti!

Un altro aspetto è che esiste tra gli ebrei, già da allora, il processo giusto. Geremia può parlare. Viene ascoltato. E non sarà messo a morte. La Bibbia ci racconta di soprusi, di corruzione di testimoni, e questo stesso capitolo 26 di Geremia riporta un caso di assassinio politico. Ma è radicato nel popolo ebraico l’idea del processo con la possibilità di difendersi per l’imputato, e anche del dover ascoltare la voce profetica che disturba. Che dono sono per noi il popolo ebraico e la Scrittura!   


Geremia è in pericolo di morte  perché ha profetizzato la rovina del tempio

Dal libro del profeta Geremia26, 1-15

UNA CHIESA POVERISSIMA MA VIVA A CUBA. COME MAI?

Messa per strada in Cuba
perché non c'è più la chiesa.



Ho letto con interesse e profitto questo articolo sulla situazione della Chiesa a Cuba (La Iglesia en Cuba requiere ayuda: hay menos acoso político, pero más carestía que nunca - ReL ). Vorrei fare una piccola riflessione ripartendo dalle cifre date alla fine dell'articolo: 

 La Chiesa cattolica a Cuba, in cifre:

- un paese con 10 milioni di abitanti,

- nonostante 65 anni di comunismo, solo il 20% dei cubani si dichiara ateo,

- 374 sacerdoti e 27 seminaristi, distribuiti in 14 diocesi (ossia un sacerdote, attivo oppure ammalato, ogni 27000 abitanti, e 2 seminaristi per diocesi, che sono in media di 700 000 abitanti. A Marano c'è un sacerdote ogni 4-5000 abitanti e ci lamentiamo).

- quasi 500 suore, ma solo 120 sono cubane; quasi 170 religiosi, in maggioranza stranieri;

- circa 3.700 laici e catechisti attivi.

- Dal 2021 sono andate via 11 congregazioni religiose... ma invece ne sono arrivate 10 nuove. 

giovedì 5 settembre 2024

ANDARE O RESTARE? ANNUNCIARE O FORMARE? / Mercoledì XXII Sett. T.O., 2024


Ovunque, Gesù opera meraviglie, guarisce, annuncia. Ma poi subito va altrove mentre tutti vorrebbero fermarlo e sicuramente hanno bisogno di ricevere ancora i suoi insegnamenti per crescere spiritualmente. Infatti san Paolo scrive ai Corinzi: “Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a esseri spirituali, ma carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non cibo solido, perché non ne eravate ancora capaci. E neanche ora lo siete, perché siete ancora carnali.”. Ma anche san Paolo che, secondo le circostanze, si ferma molto di più nelle città dove evangelizza e forma le persone giorno e notte, finisce però per andare altrove. Come conciliare le due cose? 

Quando da ragazzo bruciavo spine in campagna, se il terreno era libero attorno, appiccavo il fuoco velocemente in vari punti, lasciandolo estendersi da solo. Questo è l’annuncio, perché chi lo riceve è un figlio di Dio, libero. San Giacomo diceva domenica: “Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza”. (Gc 1, 21). La Parola come un seme ha un dinamismo proprio  che la porta a crescere. Ogni evangelizzatore è un seminatore e la forza dell’annuncio rovescia tutte le prospettive precedenti. Credere che Gesù crocifisso e risorto è la misura di tutte le cose e l’Unico Salvatore e Signore, riorienta radicalmente tutta la vita. Ma come ogni bambino, il cristiano appena convertito è inesperto, non ha discernimento e può essere ingannato più facilmente. Non possiede ancora la virtù provata che nasce solo dalle tribolazioni e dalla pazienza. Bisogna quindi aiutare la comunità a crescere senza errori nel dinamismo dello Spirito. Per questo c'è bisogno di quanti “si affaticano nella predicazione e nell`insegnamento”. (1 Tm 5,17)


Prima Lettura  Noi siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 3,1-9

martedì 3 settembre 2024

IN GIAPPONE NON CI SONO BIDELLI NELLE SCUOLE. COSA POSSIAMO IMPARARE DA QUESTO?


Tanti anni fa lessi un resoconto di viaggio e mi colpì questo particolare: l’autore tornava dal Giappone e lo impressionava il fatto che, di nuovo, anche durante quel soggiorno non avesse trovato sporcizia o una sola cosa fuori posto, fosse un cacciavite dimenticato, ecc. Avevo allora solo notato questa qualità di ordine da parte dei giapponesi. Poco tempo fa ne ho avuto la spiegazione. La dico con un solo esempio:  a scuola non c'è il bidello. Cioè, come scelta di società, i bambini, fin da piccolissimi sono abituati a tenere in ordine non solo le loro cose ma anche, con la partecipazione degli educatori, l’ambiente comune. 

lunedì 2 settembre 2024

IL VATICANO II È "MODERNISTA"? IL MAGISTERO DICE LA VERITÀ?



Concludo oggi sull'accusa di “modernismo teologico” fatta a me e soprattutto alla Chiesa, in quanto “Chiesa del Concilio Vaticano II che ha rovinato tutto! L'accusa si appoggia sulla condanna del Modernismo da parte di Papa san Pio X . Ma questa accusa non sta in piedi. Nel primo post ho presentato l'elenco riassunto delle tesi moderniste condannate da Pio X ( La Gioia del Vangelo: IL CONCILIO VATICANO II È "MODERNISTA", INFEDELE ALLA RIVELAZIONE? ), ossia in modo ancora più sintetico : negazione del carattere divino della Rivelazione e dell’ispirazione divina della Scrittura (post 1 e 2) e negazione che il Magistero possa dire la Verità di Dio. Ecco la risposta in questo terzo post dal Catechismo della Chiesa Cattolica frutto fedele del Concilio Vaticano II. Spero di finire così di dimostrare a chi legge che chi accusa la Chiesa di oggi e chi la segue di essere modernista, non sa cosa sia il modernismo, oppure non conosce affatto il Concilio Vaticano II e i suoi documenti, oppure forse tutt’e due le cose insieme.


III. L'interpretazione del deposito della fede

Il deposito della fede affidato alla totalità della Chiesa

domenica 1 settembre 2024

GESÙ SCIOGLIE I NODI DEL NOSTRO CUORE / XXII Dom T.O., B, 2024




«Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?». Senti e vivi il Signore vicino? È chiaro che solo in paradiso lo vedremo così come egli è. Ma se frequenti la Chiesa da anni dovresti sapere come si riconosce la presenza e la volontà del Signore. Per questo bisogna anche essere attenti e non assorbiti da altro. 

San Giacomo ci sprona invece ad essere “poietài”, “facitori”, “esecutori della parola". San Francesco diceva: “ognuno sa quanto fa”. Infatti è nella fatica del mettere in pratica che si ottiene umiltà, ma non solo: si entra nello spessore della Parola, nella sua ricchezza e gioia, e chi fa questo  “troverà la sua felicità nel praticarla" (Gc 1,25). 

Entriamo nella gioia della Parola, nella comunione reale con Dio attraverso l’accoglienza della Parola "piantata" in noi perché può portarci alla salvezza. C'è un prezzo nel dire la verità, annunciare la Parola, c'è un prezzo nel metterla in pratica, ma il prezzo del tacere, del non metterla in pratica con tutta la buona volontà è molto più alto. Il peso peggiore per l’uomo è la cattiva coscienza, dice uno psichiatra francese. E aggiunge che la formula della felicità si riassume in poche parole: “grazie, ti perdono” (El psiquiatra Megglé tiene la fórmula de la felicidad: «Se resume en dos palabras: gracias y perdón» - ReL). Da cristiani rendiamo grazie innanzitutto a Dio e riceviamo il suo perdono.

Purtroppo molti si accontentano di pratiche esterne, di formule e tradizioni religiose, di chiedere le grazie e il cambiamento degli altri invece del proprio. È più facile fare molte cose anche complicate sulla spiaggia che semplicemente inoltrarsi nel mare. Viviamo sotto lo sguardo di Dio che ci ama e non ci condanna ma ci porta e riporta sulla via della vita. Padre Pio diceva che la sua devozione preferita era lo sguardo di Gesù! Papa Francesco invita spesso a fermarsi e lasciarsi guardare da Gesù. È lui che scioglie i nodi del nostro cuore: “impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza”.


Dal libro del Deuteronòmio  Dt 4,1-2.6-8

Mosè parlò al popolo dicendo: