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giovedì 8 aprile 2021

SI NASCE CRISTIANI O LO SI DIVENTA? / giovedì dell'Ottava di Pasqua

 


Ancora questa mattina ho sentito questa espressione tipica del nostro Sud: “o cristiano” per indicare un uomo, una persona. Nei primi anni ‘80, arrivato da poco in Sicilia, dissi ad una bambina: “sai che non tutti gli uomini sono cristiani?” – “e che sono? Sono bestie!?” mi rispose. A Mazara del Vallo, chiedendo ad un ragazzo tunisino: “quanti siete sulla barca da pesca?” la risposta fu: “siamo otto cristiani, 4 italiani e 4 tunisini”. Chiaramente i 4 tunisini erano musulmani. Nel linguaggio popolare “cristiano” = essere umano.

Questi modi di dire sono il frutto di una profonda evangelizzazione capillare che è arrivata in pochi secoli a formare un popolo che si riconosce nel Vangelo e nella Chiesa. Ma se non si evangelizza ogni generazione, con la stessa profondità che fu per le prime generazioni, c'è un rischio molto grosso: quello di “nascere cristiani”.  Tertulliano viene citato sempre per la sua frase che riassume la coscienza comune della Chiesa dei primi secoli: “cristiani non si nasce ma si diventa”. Anche se la Chiesa ufficiale ha ricominciato a porre l’attenzione sulla “evangelizzazione dei battezzati”, sulla “Nuova Evangelizzazione”, sulle varie forme di catecumenato, seguendo le sollecitazioni di tutti i Papi dopo il Concilio, la mentalità che "cristiani si nasce", che essere cristiani si confonde con l’essere uomo, resiste ancora molto. Chiaramente questo Cristianesimo popolare va di pari passo con un livello estremamente basso di conoscenza del messaggio evangelico e spesso anche della pratica dei sacramenti. Ma soprattutto questo Cristianesimo popolare perde proprio la logica interna del Cristianesimo di dono personale di grazia fatto da Dio a coloro che egli sceglie, conoscendoli e chiamandoli per nome a seguirlo. Non è più una Buona Notizia, ma una Legge, Mosè al Quadrato. Oppure, se è Grazia, non è più personale, ma è un diritto per ogni membro del “popolo cristiano”: se sei italiano, nasci cristiano. Se è Misericordia, non è più cammino, e diventa “Grazia a basso costo”. Abbiamo visto con D. Bonhoeffer che questa impostazione ha permesso al nazismo di ottenere facilmente l'adesione almeno passiva dei cristiani tedeschi . Da noi ha permesso alla Camorra di inquinare profondamente la mentalità comune senza che nessuno trovi nulla da obiettare. Si dice:  “siamo tutti peccatori” (ed è vero), “chi è senza peccato scagli la prima pietra” (e nessuno la scaglia). La forma moderna di questa eresia è “Dio ti ama così come sei!”. - Come puoi dire “eresia”? tutte queste frasi sono vere!  - Sono vere solo quando sono complete. Gesù dice alla donna adultera: “neanche io ti condanno, va e NON PECCARE PIU’ “. Cioè, accogli la grazia e convertiti! L’astuzia diabolica del Diabolos (divisore) è di dividere le frasi del Vangelo, distorcendone totalmente il senso. 

Infatti le Letture ci dicono oggi: Convertitevi (Metanoêsatedunque e cambiate vita , perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore … “; e ancora: “e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione (metanoian) e il perdono dei peccati”. Convertiti!

 

 

Prima Lettura   At 3, 11-26
Avete ucciso l'amore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti.

martedì 6 aprile 2021

FRATELLI TUTTI / 74 Una nuova cultura. L'incontro fatto cultura.

 

Alighieri Boetti.

Una nuova cultura

215. «La vita è l’arte dell’incontro, anche se tanti scontri ci sono nella vita».[204] Tante volte ho invitato a far crescere una cultura dell’incontro, che vada oltre le dialettiche che mettono l’uno contro l’altro. È uno stile di vita che tende a formare quel poliedro che ha molte facce, moltissimi lati, ma tutti compongono un’unità ricca di sfumature, perché «il tutto è superiore alla parte».[205] Il poliedro rappresenta una società in cui le differenze convivono integrandosi, arricchendosi e illuminandosi a vicenda, benché ciò comporti discussioni e diffidenze. Da tutti, infatti, si può imparare qualcosa, nessuno è inutile, nessuno è superfluo. Ciò implica includere le periferie. Chi vive in esse ha un altro punto di vista, vede aspetti della realtà che non si riconoscono dai centri di potere dove si prendono le decisioni più determinanti.

L’incontro fatto cultura

216. La parola “cultura” indica qualcosa che è penetrato nel popolo, nelle sue convinzioni più profonde e nel suo stile di vita. Se parliamo di una “cultura” nel popolo, ciò è più di un’idea o di un’astrazione. Comprende i desideri, l’entusiasmo e in definitiva un modo di vivere  che caratterizza quel gruppo umano. Dunque, parlare di “cultura dell’incontro” significa che come popolo ci appassiona il volerci incontrare, il cercare punti di contatto, gettare ponti, progettare qualcosa che coinvolga tutti. Questo è diventato un’aspirazione e uno stile di vita. Il soggetto di tale cultura è il popolo, non un settore della società che mira a tenere in pace il resto con mezzi professionali e mediatici.

ESISTE IL PURGATORIO?

 


Qualcuno fa fatica ad accettare o rifiuta l'idea del purgatorio. C'è il purgatorio?

La nostra sorte finale è il paradiso o l’inferno, la vita in pienezza o l’assurdità totale, accettando o rifiutando la salvezza che il Signore ci offre. Come diceva un mio professore alla facoltà di Teologia: “leggendo la Scrittura appare molto chiaro che come c'è il paradiso eterno c'è anche l’inferno, anch’esso eterno. Io faccio fatica a comprendere come un essere umano possa andare per tutta l’eternità all’inferno ma devo sottomettermi alla Scrittura. Quello che è certo è che io, all’inferno, non ci voglio andare!” Sagge parole.

Ma il purgatorio? La Chiesa insegna con fermezza che il paradiso ha un’anticamera per coloro che, pur accettando la grazia della salvezza, concludendo la loro vita terrena non sono ancora pronti a vivere la condizione dei beati. Propongo un’immagine forse banale, ma che a me sembra chiara. Fumare la sigaretta, l’hascisc, il tè arrotolato nella carta di giornale come i miei pazienti all’ospedale psichiatrico (!), o qualsiasi altra cosa del genere, è nocivo, fa male alla salute, procura molte malattie anche mortali. Quindi in paradiso non si fuma. Chi fuma e vuole continuare a fumare, non se ne importa che faccia male, non vuole cambiare, questo "va all’inferno", muore per la sua scelta di fumare. Chi si libera dal fumo, vive meglio per sempre: "va in paradiso". Chi invece comprende che fumare fa male ma è ancora dipendente, non riesce a liberarsene, dove va? Sarebbe a disagio, non riuscirebbe a vivere in un ambiente dove è esclusa la possibilità di fumare, deve essere sostenuto da una terapia per liberarsi da questo vizio, da questa dipendenza. Questo è il purgatorio. Dopo, entrerà in paradiso. Ogni attaccamento alla propria volontà, a qualche vizio, mi impedisce di vivere la carità piena, la fiducia totale in Dio che è la legge unica del paradiso. Dio non rigetta nessuno dei suoi figli che lo invoca sinceramente e gli offre un percorso di purificazione, di rafforzamento, di  liberazione, prima di entrare in paradiso.

lunedì 5 aprile 2021

CHI E' IL VERO PAPA? / San Vincenzo Ferrer, 5 aprile

 

S. Vincenzo Ferrer.

San Vincenzo Ferrer (1350 – 1419), domenicano, che si festeggia oggi e molto amato dai napoletani, ci offre una lezione grande per l’oggi della Chiesa. Mentre era già un teologo e predicatore di grande fama scoppiò uno scisma nella Chiesa. Alla morte di Gregorio XI, nel 1378, fu eletto Urbano VI ma poi, pochi mesi dopo, venne eletto un altro Papa, Clemente VII dagli stessi cardinali che si autoconvocarono di nuovo in Conclave. C'erano davvero due “Papi”, o almeno un Papa e un Antipapa! Tempi pessimi per la Chiesa! Le varie nazioni si divisero tra un Papa e l'altro! Grande scandalo per le anime. Alla morte di Clemente, gli successe il Cardinale Pedro De Luna con il nome di Benedetto XIII. Era estimatore, protettore e amico di Vincenzo Ferrer e lo nominò suo confessore con molti onori. Col protrarsi dello scisma, Vincenzo Ferrer, pur convinto della legittimità di Benedetto XIII, gli chiese di fare un passo indietro affinché venga eletto un nuovo Papa sul quale la Chiesa possa trovarsi unita. Di fronte al rifiuto di questi, fece di tutto per sbloccare la situazione, finché, deposti i due contendenti, venne eletto Martino V. Vincenzo Ferrer mise il Regno di Dio e l’Unità della Chiesa al di sopra dei suoi interessi personali di carriera e le sue relazioni di amicizia!

domenica 4 aprile 2021

GESU' E' VIVO, S'INTERESSA DI NOI E PUO' PORTARE LE NOSTRE VITE! / Domenica di Risurrezione A.D. 2021

 


Sieger Koder - I discepoli di Emmaus
Quel dipinto dalla sinistra alla destra 
descrive tutto il Vangelo di Emmaus.

Due uomini camminano in quel tardo pomeriggio del giorno dopo il sabato. Sono molto abbattuti, tutte le loro speranze sono crollate. Si sentono abbandonati da Dio e dagli uomini che hanno rivelato il loro volto peggiore: proprio chi dovrebbe dare l’esempio è il più corrotto, e quel profeta Gesù che si è fidato fino in fondo solo di Dio, (troppo?), non è stato soccorso. Mentre parlano Gesù li raggiunge e cammina con loro ma non se ne rendono conto, anzi, quando si inserisce nella conversazione sembra un tipo così strano…

Appena risorto Gesù va subito in cerca dei suoi discepoli dispersi dalla croce, smarriti, per radunarli in unità. Anche oggi Gesù risorto cammina con te, sempre, con la tua famiglia, con i tuoi problemi, con il mondo intero e i suoi drammi, ma per lo più la gente non se ne accorge, non lo pensa, non lo chiama, gli chiede di fare cose che non fa. Gesù è fallito nella loro vita.

Gesù di Nazareth, risorgendo, è andato oltre la Storia, ha inaugurato "l'Ottavo giorno", il "giorno senza tramonto", ma ti incontra nella tua Storia e tu guardi in cielo per vederlo in qualche nuvola dalla forma bizzarra, o in qualche “rivelazione” di qualche “mistica” non approvata dalla Chiesa.

Invece, a Emmaus, quando i discepoli sono stati nutriti della Parola di Mosè e dei Profeti, allo spezzare il pane i loro occhi si aprono e riconoscono Gesù . Risalgono a Gerusalemme portati dall’energia di una folle gioia: Gesù è vivo, Gesù è risorto dai morti!

Domenica scorsa mi è capitato un piccolo fatto che voglio raccontare. Una famigliola mi chiede di benedire la loro macchina nuova. Dovevo andare a celebrare altrove e, avendo poco tempo, sono stato tentato di fare in fretta. Ma sarebbe stato ingiusto privarli di una Parola. Quindi ho preso il mio Nuovo Testamento. Segno di croce, Ave Maria, “Signore misericordioso, per intercessione della Vergine Maria che abbiamo invocato insieme donaci una tua Parola per questo momento”. Apro il Vangelo e trovo proprio il passo dei discepoli di Emmaus! Cosa si fa in macchina? Si viaggia, si “cammina”, e Gesù cammina con noi, ma troppe volte non lo pensiamo, non lo invitiamo a salire con noi in macchina, nei nostri momenti quotidiani, … Era facile sviluppare una breve meditazione adatta al senso della benedizione cristiana di una macchina nuova.

Sono arrivato in orario per la messa e consolato: grazie Signore, perché COME SEMPRE! hai mantenuto la tua promessa di essere presente in mezzo a due o più riuniti nel tuo nome, di essere al corrente delle nostre conversazioni, dimostrandoti interessato ai nostri problemi, alla nostra vita, cammini con noi, tu che sei il risorto, il Vivente, più forte di ogni morte. Lodate Dio! Allelu-Jah.

 

Prima Lettura  At 10, 34a. 37-43
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

sabato 3 aprile 2021

"BALCONE FIORITO" UNA PICCOLA OPERA DI ECOLOGIA INTEGRALE.

Il vantaggio di abitare una parrocchia metà campagna
 è che offre, con gli alberi in fiore,
un altro modo di vedere che arriva la Pasqua! 


Con la Primavera abbiamo rilanciato il Concorso Balcone Fiorito, con qualche modifica, sperando di coinvolgere bambini e ragazzi e di sviluppare l'attenzione per le api. Ecco il Regolamento. Diamoci da fare. Questa piccola iniziativa può crescere molto, ma, fin da ora, appartiene sicuramente in pieno alla Ecologia Integrale, alla Cura della Nostra Casa Comune, perché riguarda sia la Natura che le Persone.

BALCONE FIORITO 2021 / AMO LA MIA CITTA’, LO DICO CON I FIORI!

abbellire gli spazi che sono sotto gli sguardi di tutti.

REGOLAMENTO:

Riparte oggi, primo giorno di primavera 2021 il concorso “BALCONE FIORITO” amo la mia città, lo dico con i fiori. È una gara con premi di incoraggiamento per quanti abbelliranno con fiori e piante vivaci i propri spazi privati, per regalare ai loro concittadini il godimento di un loro balcone, terrazzo o davanzale di finestra, orto, terreno, che si possa vedere e notare facilmente dalla strada pubblica.

Chi vuol partecipare manderà le foto con i suoi dati (nome, cognome, indirizzo del posto che sarà abbellito con fiori e piante, recapito telefonico) sul sito della parrocchia prima della domenica 20 giugno.

giovedì 1 aprile 2021

GIUNGERE ALLA GLORIA PER LA VIA DELL'UMILIAZIONE. NON AMMIRAZIONE MA STUPORE.



 Entriamo nel Triduo, nei giorni più carichi di grazia della nostra vita cristiana comunitaria e indispensabili anche per il nostro cammino personale. Con quale atteggiamento viverli? Non trovo meglio che di rileggere l'omelia del Papa di domenica scorsa.


CELEBRAZIONE DELLA DOMENICA DELLE PALME
E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica di San Pietro
Domenica, 28 marzo 2021


 

Ogni anno questa Liturgia suscita in noi un atteggiamento di stupore: passiamo dalla gioia di accogliere Gesù che entra in Gerusalemme al dolore di vederlo condannato a morte e crocifisso. È un atteggiamento interiore che ci accompagnerà in tutta la Settimana Santa. Entriamo dunque in questo stupore.

Da subito Gesù ci stupisce. La sua gente lo accoglie con solennità, ma Lui entra a Gerusalemme su un umile puledro. La sua gente attende per Pasqua il liberatore potente, ma Gesù viene per compiere la Pasqua con il suo sacrificio. La sua gente si aspetta di celebrare la vittoria sui romani con la spada, ma Gesù viene a celebrare la vittoria di Dio con la croce. Che cosa accadde a quella gente, che in pochi giorni passò dall’osannare Gesù al gridare “crocifiggilo”? Cosa è successo? Quelle persone seguivano più un’immagine di Messia, che non il MessiaAmmiravano Gesù, ma non erano pronte a lasciarsi stupire da Lui. Lo stupore è diverso dall’ammirazione. L’ammirazione può essere mondana, perché ricerca i propri gusti e le proprie attese; lo stupore, invece, rimane aperto all’altro, alla sua novità. Anche oggi tanti ammirano Gesù: ha parlato bene, ha amato e perdonato, il suo esempio ha cambiato la storia... e così via. Lo ammirano, ma la loro vita non cambia. Perché ammirare Gesù non basta. Occorre seguirlo sulla sua via, lasciarsi mettere in discussione da Lui: passare dall’ammirazione allo stupore.

E che cosa maggiormente stupisce del Signore e della sua Pasqua? Il fatto che Lui giunge alla gloria per la via dell’umiliazione. Egli trionfa accogliendo il dolore e la morte, che noi, succubi dell’ammirazione e del successo, eviteremmo. Gesù invece – ci ha detto san Paolo – «svuotò se stesso, […] umiliò se stesso» (Fil 2,7.8). Questo stupisce: vedere l’Onnipotente ridotto a niente. Vedere Lui, la Parola che sa tutto, ammaestrarci in silenzio sulla cattedra della croce. Vedere il re dei re che ha per trono un patibolo. Vedere il Dio dell’universo spoglio di tutto. Vederlo coronato di spine anziché di gloria. Vedere Lui, la bontà in persona, che viene insultato e calpestato. Perché tutta questa umiliazione? Perché, Signore, ti sei lasciato fare tutto questo?