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venerdì 5 giugno 2020

PERCHE' GESU' NON DA' LA RISPOSTA? / venerdì IX sett T.O.



L'orizzonte e i progetti del cristiano non sono angusti.
La vita cristiana non è solo preghiere, libretti, confessioni e riti, ma per Paolo è un modo di vivere globale e alternativo, è progetti, orizzonti grandi, anzi grandissimi che trascinano con sé magnanimità verso gli altri, carità, fiducia nelle avversità e nelle persecuzioni. E sopratutto esperienza della vicinanza vittoriosa del Signore al quale tutto obbedisce. Hai progetti di vita veramente grandi, degni del Vangelo?
Questo presenza insieme così efficace e intima di Dio per me, nella mia vita, non rende però superfluo il riferimento alle Scritture. Paolo chiude il brano di oggi con quella frase famosa e densa: Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”.
Anche Gesù fa continuamente riferimento alla Scrittura. Nel Vangelo di oggi la presenta sotto un aspetto che spesso trascuriamo: non come fonte di risposte (immediate), ma come fonte di domanda, di interrogativi, di ricerca.
Perché la Scrittura è così assente nella vita di tanti battezzati, mentre sono pieni di immaginette,  preghiere e formule? Perché non viene promosso più fortemente tra i battezzati il gusto di scrutarla, il gusto della ricerca? Certamente l’insegnamento degli Apostoli dona la direzione e anche i limiti di questa ricerca. Ma continuamente Gesù, con tante domande, con tante parabole, invita ognuno a fare il proprio cammino.

Prima Lettura   2 Tm 3, 10-16
Tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati.

giovedì 4 giugno 2020

VANE DISCUSSIONI, GIUDIZI TEMERARI, PETTEGOLEZZO, SCOMUNICA, E ROBA DEL GENERE... / giovedì IX sett. T.O.



Nel Vangelo di oggi, Gesù riafferma la centralità dei due comandamenti dell’amore, ben conosciuti e praticati già dagli ebrei, come lo conferma lo scriba. È importante che riascoltiamo questo insegnamento perché delle tre virtù principali, la più grande è la Carità (1 Cor 13,13), e alla sera della vita saremo giudicati sull’amore come dice san Giovanni della Croce, seguendo tra altri il capitolo 25 di Matteo sul giudizio finale (31-46).
Però, cosa significa  nel concreto amare, cosa offende l’amore? Infatti ci sono forse aspetti che ci sfuggono. San Paolo scrive a Timoteo: Figlio mio ... scongiura davanti a Dio i credenti ad evitare le vane discussioni, le quali non giovano a nulla se non alla rovina di chi le ascolta” (2 Tim. 2,14). Le vane discussioni possono essere di vari tipi eppure tutte, secondo san Paolo, portano solo alla rovina di chi vi partecipa. Ma ci sono argomenti molto gravi. Ieri mi sono fatto una ripassatina dei motivi di scomunica, cioè quei peccati che offendono talmente la carità che ci escludono dalla grazia e dalla Chiesa stessa. Tra i casi di possibile scomunica c'è la "grave lesione della buona fama altrui". Quando io riporto, senza prove certe, ma anche semplicemente senza necessità di ufficio da parte mia, delle accuse gravi contro qualcuno o contro un gruppo, non commetto solo un giudizio temerario (di cui i nostri genitori erano abituati ad accusarsi in confessione!) ma rischio di cooperare ad una calunnia! Nessuno ti porterà in tribunale per emettere contro di te una sentenza di scomunica, ma è un peccato molto grave. Sentirsi accusati di essere un criminale non fa davvero piacere a nessuno! Molto peggio se vengo accusato di far parte di un complotto criminale: è essere accusato di essere membro di una Associazione a delinquere criminale. Non è poco. Ricordo il caso di un uomo politico che al momento di tangentopoli è stato accusato pesantemente. Anni dopo è stato riconosciuto nella sua totale innocenza.  Certamente un sollievo, ma come diceva: “chi mi risarcirà, io e la mia famiglia, di quegli anni, di quelle sofferenze e del sospetto che ancora si associa al nostro nome?” C'è attorno a noi un clima di menzogna e di odio terribile. Non dobbiamo alimentarlo.
Voglio scongiurare tutti, e me in particolare, davanti a Dio di educare cristianamente la nostra coscienza, perché il parlare imprudente, l’agire in modo superficiale, possono avere conseguenze molto gravi di cui siamo poi responsabili.  

Prima Lettura   2 Tm 2, 8-15
Ma la parola di Dio non è incatenata. Se moriamo con lui, con lui anche vivremo.

mercoledì 3 giugno 2020

RAVVIVA IL DONO DI DIO / martiri ugandesi 3 giugno





Rimaniamo impressionati dall’opera della grazia attraverso la predicazione dei Padri Bianchi in Africa Nera che ha portato tanti giovani  a preferire la morte piuttosto che rinnegare la loro fede sbocciata da così pochi anni.
Le letture di oggi che illustrano la vittoria di questi martiri, la prima e il Vangelo secondo due prospettive diverse ci spronano a ritornare anche noi alla radice viva della nostra fede, forse ricoperta da un po’ di polvere col tempo. Per ogni uomo che crede, per ogni generazione, si rinnova quell’esperienza della Sorgente fresca dello Spirito che zampilla nel cuore per la Vita Eterna

Prima Lettura   2 Tm 1, 1-3. 6-12
Ravviva il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani.

QUAL E' IL MIO ANNUNCIO ? 02

Struttura portante.

Come abbiamo notato nel precedente post, non conosciamo e non possiamo conoscere tutto della dottrina della Chiesa e della sua Storia. E quel poco che sappiamo si va costruendo spesso attraverso vari insegnamenti o letture occasionali ma che nutrono il nostro cuore, attraverso le esperienze di Vangelo vissuto o di incontri. Però dobbiamo tutti poter “rendere ragione della speranza che è in noi”. E quindi i pilastri che ci guidano, sui quali si appoggia il nostro atto di fede in Gesù, devono essere coscienti se vogliamo fare veramente un cammino spirituale. Altrimenti rischiamo di essere fuorviati.
Facciamo il confronto con due proposte esterne alla fede cristiana che possono fuorviarci.
Molti ammiriamo tante qualità che vediamo nei buddisti. Quando ci fu la marcia pacifica verso Sarajevo durante la guerra dei Balcani c'erano dei monaci buddisti e la loro fedeltà alla preghiera-meditazione, la loro umiltà nel tratto, la loro predisposizione al dialogo ci colpivano tutti. Ma, pur essendo un grande amico del Dalai Lama, papa Giovanni Paolo II, in “Varcare la soglia della Speranza”, avvertì i fedeli cattolici che il sistema soteriologico del buddismo è opposto a quello cristiano. Un espressione un po’ tecnica che significa che il modo di giungere alla salvezza secondo i buddisti e secondo i cristiani è completamente diverso, pur avendo degli elementi preziosi in comune, come l’interiorità della meditazione e della preghiera, dei mezzi di purificazione come il digiuno e l’elemosina, ecc. Ma mentre il buddista scala le vette della perfezione, e costata che ha bisogno di reincarnarsi tante volte per arrivarci, il cristiano sa che è salvato gratuitamente, in questa sua unica vita, anche se deve accettare la grazia e collaborare con essa. Posso trarre stimolo da alcuni valori vissuti dai buddisti ma se io aderisco ad alcuni loro principi centrali come la reincarnazione, oppure metto la consapevolezza al centro invece della grazia, ecc., contraddico la mia fede cristiana e me ne allontano.

martedì 2 giugno 2020

PAPA FRANCESCO SU VERITA', FAKE NEWS E GIORNALISMO DI PACE / messaggio per la52° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali



Sento necessario mettere ancora una volta in guardia tutti dal danno che si può generare con le notizie false e gli insegnamenti falsi, particolarmente in questo periodo. La riflessione cristiana su questo punto è da sempre molto ricca e profonda e oltre il Catechismo della Chiesa Cattolica, nel magistero recente troviamo molti insegnamenti di papa Francesco. Riprendo questo suo messaggio dal Sito dell’Ordine dei Giornalisti: 

IL MESSAGGIO DEL PAPA SU VERITÀ, FAKE NEWS E GIORNALISMO DI PACE
Gen 24, 2018 | 
Riportiamo il Messaggio del Papa per la “52ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali” sul tema  "La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace" che sarà celebrata domenica 13 maggio 2018. Il testo è stato diffuso oggi 24 gennaio, per la festività di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

Cari fratelli e sorelle,
nel progetto di Dio, la comunicazione umana è una modalità essenziale per vivere la comunione. L’essere umano, immagine e somiglianza del Creatore, è capace di esprimere e condividere il vero, il buono, il bello. E’ capace di raccontare la propria esperienza e il mondo, e di costruire così la memoria e la comprensione degli eventi. Ma l’uomo, se segue il proprio orgoglioso egoismo, può fare un uso distorto anche della facoltà di comunicare, come mostrano fin dall’inizio gli episodi biblici di Caino e Abele e della Torre di Babele (cfr Gen 4,1-16; 11,1-9). L’alterazione della verità è il sintomo tipico di tale distorsione, sia sul piano individuale che su quello collettivo. Al contrario, nella fedeltà alla logica di Dio la comunicazione diventa luogo per esprimere la propria responsabilità nella ricerca della verità e nella costruzione del bene. Oggi, in un contesto di comunicazione sempre più veloce e all’interno di un sistema digitale, assistiamo al fenomeno delle “notizie false”, le cosiddette fake news: esso ci invita a riflettere e mi ha suggerito di dedicare questo messaggio al tema della verità, come già hanno fatto più volte i miei predecessori a partire da Paolo VI (cfr Messaggio 1972: Le comunicazioni sociali al servizio della verità). Vorrei così offrire un contributo al comune impegno per prevenire la diffusione delle notizie false e per riscoprire il valore della professione giornalistica e la responsabilità personale di ciascuno nella comunicazione della verità.
1. Che cosa c’è di falso nelle “notizie false”?

INSEGNARE LA VIA DI DIO SECONDO VERITA' / Festa della Repubblica italiana 2020



I farisei e gli erodiani riconoscono a Gesù di insegnare “la via di Dio secondo verità”. Qualunque siano le loro intenzioni, sappiamo che è proprio così: Gesù è veritiero e non guarda in faccia a nessuno ma “è nato ed è venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità”. Egli è la Verità.
È quindi fondamentale per ogni uomo cercare la verità e comunicare la verità, essere veritiero. Pubblicherò di seguito un messaggio di papa Francesco su questo argomento, con il quale vuole “offrire un contributo al comune impegno per prevenire la diffusione delle notizie false e per riscoprire il valore della responsabilità personale di ciascuno nella comunicazione della verità”. In questo messaggio usa spesso la parola responsabilità. Ma dona anche le radici bibliche della verità che supera il concetto greco di verità che è “a-letheia”, non-nascosto, svelamento. La verità biblica è una Persona. Seguendo Gesù possiamo essere veritieri e questo comporta costruire relazioni positive e non metterci mai al servizio della divisione, del discredito gettato sulle persone, ecc...
Oltre il messaggio del papa sul prossimo post, da meditare, i riferimenti immediati sull’argomento nel Catechismo della Chiesa Cattolica si trovano nel Capitolo 2, articolo 8, sezione III. Le offese alla verità.
Per finire leggiamo questa preghiera composta dal papa a conclusione del suo messaggio ai giornalisti:
“Per questo, ispirandoci a una preghiera francescana, potremmo così rivolgerci alla Verità in persona:
Signore, fa’ di noi strumenti della tua pace.
Facci riconoscere il male che si insinua in una comunicazione che non crea comunione.
Rendici capaci di togliere il veleno dai nostri giudizi.
Aiutaci a parlare degli altri come di fratelli e sorelle.
Tu sei fedele e degno di fiducia; fa’ che le nostre parole siano semi di bene per il mondo:
dove c’è rumore, fa’ che pratichiamo l’ascolto;
dove c’è confusione, fa’ che ispiriamo armonia;
dove c’è ambiguità, fa’ che portiamo chiarezza;
dove c’è esclusione, fa’ che portiamo condivisione;
dove c’è sensazionalismo, fa’ che usiamo sobrietà;
dove c’è superficialità, fa’ che poniamo interrogativi veri;
dove c’è pregiudizio, fa’ che suscitiamo fiducia;
dove c’è aggressività, fa’ che portiamo rispetto;
dove c’è falsità, fa’ che portiamo verità.
Amen.”
Un'ottima indicazione per dare un nostro contributo alla Società nel giorno della festa della Repubblica Italiana.

Prima Lettura  2 Pt 3, 12-15a.17-18
Aspettiamo nuovi cieli e una nuova terra.

lunedì 1 giugno 2020

MARIA MADRE DELLA CHIESA / Lunedì dopo Pentecoste

Santuario Maria Madre della Chiesa, Turzokva, Slovacchia - P. Rupnik.

Ci cominciamo ad abituare a questa memoria nuova istituita da papa Francesco per il lunedì di pentecoste: Maria madre della Chiesa. È una felice intuizione. Dopo la riapertura delle celebrazioni con il popolo, la messa della mattina era piena considerate le norme di distanza necessarie. Questa mattina primo giugno mancavano molte persone: era finito il mese di maggio. Questo impegno di un mese per la Madonna porta sicuramente molti frutti, ma può essere vissuto anche come una cosa un po’ fine a se stessa, un comprare qualche grazia o un certificato di buon cristiano, mentre la giustificazione è gratuità totale da parte di Dio, e si riceve in forza della fede, non dei meriti.
Papa Francesco ci ricorda che Maria è sempre con noi, come lo era e lo è nel sostenere i discepoli nella difficile perseveranza nella preghiera, come lo era e lo è ai piedi della croce, nelle prove. E nella sua trasparenza di Dio, di Gesù, lei discepola, ma con i suoi tratti femminili, ci aiuta enormemente come donna, come sorella, come madre e maestra.
Veramente: “ecco tua madre, inizia il tempo ordinario, prendila con te, ogni giorno, per sempre!”

Dagli Atti degli Apostoli
[Dopo che Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli] ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato.
Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo.
Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.