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sabato 19 settembre 2026

LA GIOIA DEI CREDENTI NEL NUOVO TESTAMENTO / 19 - 09 - 2026.

 


Spesso vediamo cristiani tristi nella vita, o mentre implorano grazie presso le statue o anche mentre partecipano alla Messa, qualcuno estremamente serio, per non parlare di molti funerali che esternamente assomigliano a quanto dice san Paolo della tristezza dei pagani che sono senza speranza (1 Tessalonicesi 4,13). Ho cercato il termine gioia nella Bibbia. Ci sono tante espressioni per esprimere la gioia che viene da Dio attraverso la sua salvezza potente che rigenera, ma già questa stessa parola è indicativa. La troviamo 278 volte nella Bibbia di cui 72 volte nel Nuovo Testamento (28 volte nei Vangeli, e 44 negli Atti e nelle lettere). È dunque una parola molto presente. Ma ci interessano quei passi dove la gioia è frutto dell’azione dello Spirito Santo in chi crede anche se le gioie umane sane sono anch’esse dono di Dio. E ho voluto tener conto solo della gioia nella fede dopo la Risurrezione. La Bibbia fa spazio a tutti i sentimenti e li troviamo in Gesù stesso. Ma la gioia del Signore risorto è ciò che caratterizza i credenti già su questa terra. 


Matteo 28, 8. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli

Luca 24, 41. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?".

Luca 24, 52 Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia  

venerdì 18 settembre 2026

POVERTÀ DELLA CHIESA E DEL CLERO. COSA DICE SAN PAOLO? / In seguito allo stipendio dei Cardinali 18 - 09 - 2026

San Paolo tessitore di tende.

 La decisione di Papa Leone di annullare le restrizioni di stipendio al personale della Santa Sede volute da Papa Francesco a causa del Covid continua a suscitare emozione e reazioni negative. Alcune reazioni, come sempre, sono basate su una cattiva informazione o persino sul piacere di poter parlare male della Chiesa. Ma nel profondo anche molte persone semplici e impegnate con Cristo e la Chiesa sono rimaste a disagio. Considero una grazia enorme aver potuto vivere i 25 anni della mia vita religiosa senza soldi, sperimentando la vicinanza costante e premurosa del Signore. Ma cerchiamo di superare la disinformazione chiedendoci: quale era la posizione di Gesù? Qual è la posizione della Scrittura? Secondo la Scrittura gli apostoli e altri ministri del Vangelo possono ricevere uno stipendio, oppure la prassi comune della Chiesa da molti secoli rappresenta una infedeltà, un compromesso? 

giovedì 17 settembre 2026

PAPA LEONE AUMENTA GLI STIPENDI DEI CARDINALI MENTRE TANTA GENTE È POVERA? / 17 - 09 - 2026.

Detta così è una Fake News


 È uscita la notizia che “mentre molta gente sta in povertà, Papa Leone aumenta lo stipendio dei Cardinali. E poi la Chiesa predica il Vangelo!?...". Qualcuno fa il conto di tutti i Cardinali del mondo moltiplicando per 500 euro mensili per ottenere la somma totale dell'aumento mentre questa misura riguarda solo i Cardinali che lavorano in Curia.

Detta in quel modo è disinformazione. La verità è un po' diversa. Papa Francesco aveva imposto un taglio agli stipendi degli incarichi più alti del Vaticano in marzo del 2021 nel momento di crisi del Covid. Ossia 10% per i Cardinali (solo quelli che lavorano nella Curia), 8 % per i capi e segretari di dicastero, 3 % per il clero e religiosi che lavorano in Vaticano. Inoltre erano stati bloccati tutti gli aumenti automatici per anzianità che scattavano ogni 2 anni. 

mercoledì 16 settembre 2026

COSA HA DI SPECIALE QUESTA FOTO? / 16 - 09 - 2026.




La foto sopra mi ha ispirato una riflessione che dirò alla fine. Prima però situiamola: 

A Taiwan la comunità ebraica sta in forte crescita tanto da poter inaugurare luoghi tipici della vita ebraica: ultimamente si sono aperti nella Capitale Taipei una scuola ebraica, un ristorante casher (cioè che propone alimenti conformi alla Legge), una mikveh o bagno rituale, un centro culturale, e in questi giorni un cimitero ebraico, quello che vediamo nella foto. 

domenica 13 settembre 2026

MA QUALE DEBITO HO VERSO DI TE SIGNORE? / XXIV DOM. T.O., A. 2026.

 

Il servo malvagio
di Matteo 18, 21-35

Il libro del Siracide (Gesù Ben Sirach) è stato scritto verso il 180 prima di Cristo e 50 anni dopo tradotto dal nipote in greco, lingua più comprensibile per i tanti ebrei che vivevano fuori dalla Terra Santa. Quanto è attuale il suo insegnamento! Gesù non inventa nulla ma porta a perfezione la tradizione già secolare del suo popolo. “Rancore e ira sono cose orribili, … . Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, …” Leggiamo con attenzione ogni frase di questo testo. È Parola di Vita per noi. 

Gesù chiede a Pietro di perdonare settanta volte sette. Ci rimanda a Lamech, figlio di Caino, che dice alle mogli : “Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette". (Genesi 4, 23-24). Dove abbonda il peccato deve sovrabbondare la misericordia (vedi Romani 5,20) e Gesù trasforma il settantasette di Lamech in settanta volte sette. Perdonare di cuore: Matteo già insisteva su questo nel Discorso della Montagna (Matteo 6, 14-15) come sottolineatura del Padre Nostro in cui chiediamo “e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Sono grato al Signore che ieri ha illuminato per me la parabola nel Vangelo di oggi. Infatti se è ovvio che ho avuto condonato un debito di diecimila talenti DEVO condonare il debito di chi mi deve solo cento denari. Però avevo da sempre un problema, non nella mente ma nel cuore : non riuscivo a vedere questo enorme mio debito verso il Signore. Lo immaginavo solo in termini di peccato. I peccati li ho fatti. Ma non riuscivo sinceramente a vedere questi miei peccati capaci di creare tale debito. “Qual è questo mio debito verso di te Signore?” - “Mi devi la tua vita che ho salvato” - “È vero. Se tu non mi avessi soccorso avrei fatto una brutta fine, già sul piano umano. E vegliando su di me hai rispettato la mia libertà senza mai abbandonarmi nelle mani di chi voleva  perdermi ma soprattutto senza abbandonarmi alla durezza del mio cuore. E per me la mia vita vale molto di più di diecimila talenti! Mantienimi in questa consapevolezza perché io possa perdonare di cuore ai miei fratelli e sorelle, non come sforzo di obbedienza ma volentieri come gratitudine che mi attraversa. La mia gioia sia di appartenerti totalmente Signore.”

Anche Matteo sa che Gesù gli ha salvato la vita.


Dal libro del Siràcide  27,33–28,9 (NV) [gr. 27,30 –28,7] 

venerdì 11 settembre 2026

L'ISLAM NON HA BASE STORICA SOLIDA? UNA BOMBA! / 11 - 09 - 2026.



L’Islam non ha base storica? Una bomba!

Ormai più di 30 anni fa ho studiato con i Padri Bianchi a Roma arabo e islamistica, leggendomi (una volta sola) tutto il Corano “bilughatihi” cioè nella sua propria lingua, in arabo.

Per spiegare il sorgere dell’Islam seguivamo la tradizione musulmana. Era sufficiente per vederne le falle. Per tanti motivi la religione di Maometto non è la vera religione, anche se l’Islam come pensiero e sistema religioso e sociale è molto più forte e ricco di quanto, superficialmente, potevo pensare. “L’Islam cosa sarà mai?” era il mio pensiero quando sono andato a lavorare in Africa del Nord. Ma il contatto quotidiano con credenti semplici e sinceri mi permise già allora di apprezzare aspetti della vita dei musulmani (e di scoprire la piccola Chiesa locale così evangelica!). Per me francese secolarizzato, il modo di vivere di molte famiglie musulmane è stato un richiamo enorme: se loro sono così quanto vale il tuo cristianesimo? Infatti dice Gesù: “se fate solo ciò che fanno anche i pagani, quale merito ne avrete?” (vedi Matteo 5, 46-47). Ma poi, da frate e prete, studiando direttamente nei testi ho scoperto ancora più ricchezze dell’Islam assieme a ancora più limiti. 

giovedì 10 settembre 2026

CHE RAPPORTO HAI CON LO SPIRITO SANTO? / Giovedì XXIII SETT. T.O., pari. 2026.

 


Prima del Concilio si diceva: “Lo Spirito Santo questo grande sconosciuto”. I santi sono sempre stati mossi dallo Spirito Santo ma se ne parlava molto poco nella formazione cattolica tranne che in rapporto ai sacramenti. A una donna delusa dalla semplicità del Curato d’Ars, il suo vescovo rispose: “Come dice lei, sarà "solo questo", ma se io, vescovo, so qualcosa dello Spirito Santo lo devo a questo umile prete”. E il Curato d’Ars aveva imparato dalla sua esperienza pastorale e nella preghiera, non in seminario. Cosa è cambiato da allora? 

Malgrado un Concilio Ecumenico accompagnato con carismi e Movimenti nuovi dati dal Signore, forse è cambiato molto poco nelle parrocchie. E anche tra coloro che invocano con formule di preghiera lo Spirito Santo spesso queste rimangono solo formule di preghiera. 

Infatti il rischio dell’Incarnazione del Verbo è di presentare un Dio con tratti umani di cui si possono fare statue e  immagini, fino a sostituire soltanto gli dèi pagani nel cuore delle persone. Senza nessun vantaggio? Gli dèi dell’antichità greco romana sono proiezioni delle pulsioni e passioni del cuore umano e le loro contese e contraddizioni permettono di spiegare fortuna e sfortuna dell’uomo. Invece la Vergine Maria e i santi protettori sono comunque figure e messaggi più elevati, misericordiosi e giusti. Ma rimane sempre il pericolo, per ciascuno di noi, di fermarsi, di credere di sapere tutto o abbastanza, tanto da non aver più bisogno di mettersi in discussione, di continuare a camminare, di essere pronti alle sorprese di Dio. Viviamo allora un paganesimo con etichette cristiane. 

Tra gli ebrei un pilastro di fede assoluto è che non si possono fare immagini o sculture di Dio e nemmeno si può pronunciare il suo Nome! Nella Bibbia ebraica  il Tetragramma “Iod Hé Waw Hé” che noi pronunciamo Iahveh, è scritto con le vocali di Adonai, Signore (da qui la pronuncia sbagliata “Geova” dei TdG). Gli ebrei non pronunciano il Nome di Dio ma leggono “Signore”. Perché Dio è aldilà, è “ineffabile” cioè: letteralmente "che non si può dire", ovvero qualcosa che non si riesce a esprimere o a descrivere con le parole a causa della sua grandezza, intensità o natura sacra (Treccani). Gli ebrei italiani scrivono D-o, per indicare questa ineffabilità del nome di Dio. 

San Paolo ci dice oggi: “Fratelli, la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto”. Non si possiede Dio ma ci si lascia possedere da Dio.

Infatti Paolo sa benissimo che “Dio, nessuno lo ha mai visto”  anche se Gesù, “il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Giovanni 1,18). Ora “Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito” (Giovanni 3, 34) perché lo Spirito sceso come colomba RIMANE su di lui, ed egli rimane nel Padre a differenza dei profeti dell'Antico Testamento. Paolo sa che Dio cerca adoratori in Spirito e Verità perché “Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità" (Giovanni 4,24); Paolo sa che la Legge uccide mentre lo Spirito dà Vita e che le parole di Gesù sono Spirito e Vita; che lo Spirito porta alla Verità tutta intera i discepoli in un cammino di conversione continua. Durante la vita terrena di Gesù i discepoli non hanno lo Spirito. Sta solo accanto a loro ma non dentro di loro perché lo Spirito non c'era ancora: “Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato” (Giovanni 7, 39), cioè non era stato glorificato sulla croce dimostrando fin dove arriva l’amore e risorgendo poi nel suo vero corpo glorificato appunto. Inglobando la morte e il male nella sua vita di amore, Gesù dimostra che Dio è fedele e che la Via che apre è quella vera. La trasformazione degli apostoli, da terrorizzati, feriti e annichiliti dalla croce in apostoli della Buona Notizia, fa vedere cosa significa avere lo Spirito Santo e come può trasformare chi si abbandona in Lui. Questo non significa che lo Spirito non era all’opera già prima di Cristo: già aleggia sulle acque all’inizio della creazione. Significa che chi ha creduto nell’opera del Padre cioè ha creduto in Cristo e ricevuto il sigillo permanente dello Spirito Santo dovrebbe essere come il vento: “Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito". (Giovanni 3,6-8). “Se vuoi andare dove non sai, devi passare per dove non sai” cioè devi lasciarti guidare verso quello che non conosci, dice san Giovanni della Croce.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  1Cor 8,1b-7.11-13

mercoledì 9 settembre 2026

SAN LUCA SHOCK / Mercoledì XXIII sett. T.O., PARI, 09 - 09 - 2026.



 Conosciamo il discorso delle Beatitudini secondo Matteo, come conosciamo e recitiamo il Padre Nostro secondo Matteo. Ma Luca offre un’altra versione del Padre Nostro (Luca 11,1-4), e anche un’altra versione delle Beatitudini che oggi la Chiesa ci proclama nel Vangelo della Messa. Più breve, ma anche con una novità: il mansueto Luca, quello  del Vangelo della gioia nello Spirito Santo, del tenero Vangelo dell'Annunciazione e del  presepe dopo i “Beati voi”, Luca dice senza riprendere fiato: “Ma guai a voi … ricchi, sazi, buontemponi, voi che cercate il consenso”. 

Da approfondire…


Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

Dal Vangelo secondo Luca  Lc 6,20-26

martedì 8 settembre 2026

UN DIO CHE SI INCASINA CON L'UOMO / Natività di Maria. 08 - 09 - 2026.

 


Emmanuele = Imma Nu El = Con Noi El. Questo pomeriggio avevo appuntamento con una coppia per benedire la casa nuova. Mi sono totalmente dimenticato e mi telefona un amico: - Posso venire a parlarti questo pomeriggio? - Certo vieni. E mi do un po’ fretta. Mentre arrivo in parrocchia, richiama: - Non vengo questo pomeriggio, vengo domani. E io penso:  Benedetto uomo mi ha fatto fare in fretta per nulla! Però niente di grave. Appena giunto in parrocchia, telefonata: - Padre la stiamo aspettando!... Grazie Signore per questo amico che mi chiede un appuntamento poi lo disdice. Così posso benedire questa famiglia nella sua casa nuova!...

La vita non è fatta solo di queste piccole cose, e c'è bisogno della fede profonda nella croce per affrontare la vita con fiducia. Ma è fatta anche di queste mille piccole cose, provvidenze, Dio-incidenze. Beato chi ha da Dio la grazia di vederle. Benedicendo questa famiglia poi il Signore si è rivelato ancora una volta il Dio Emmanuele con la sua Parola che è venuta ad illuminare, confermare il discorso che stavamo facendo. 

 La genealogia di Gesù ci immerge in questa vicinanza, questa incarnazione delle promesse di Dio attraverso una storia umana, molto umana o forse anche troppo umana direbbe qualcuno. Ma è semplicemente la storia umana, questa Magnifica Humanitas creata e amata da Dio anche nel suo peccato, fino a riscattarla. Infatti dalla genealogia di Gesù vediamo che molte cose non sono come ci si aspetterebbe da un popolo testimone della santità di Dio: Giuda che ha figli con la nuora Tamar, Davide che, una volta scoppiato lo scandalo e “pagato il peccato”,  genera il grande Salomone dalla moglie di Uria, la bella Betsabea. Salomone dalle innumerevoli mogli che genera Roboamo lecitamente ma questo non basta. Infatti trasmette cattivi esempi e Roboamo educato male sarà la causa della rottura tra le tribù riunite dal nonno Davide… E così arriviamo a Maria, la tutta santa. Proprio perché è tutta santa e vicina al suo Creatore e Dio di Israele, condividerà il suo obbrobrio, la sua umiliazione, berrà l’amaro calice di trovarsi in una situazione completamente fuori dagli schemi e troverà pace, una pace profondissima appoggiata, generata però solo dalla sua fede nel Dio con noi, assieme al giusto Giuseppe. 

Rallegrati tu che hai la vita incasinata, Dio è con te! Segui il Signore Gesù e la tua morte, i tuoi fallimenti, si illumineranno.  


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani  Rm 8,28-30

domenica 6 settembre 2026

GRANDE, VERO E ONNIPOTENTE È L'AMORE DI DIO / XXIII DOM T.O. A, 2026.

 


“Amare, voce del verbo morire”. Così don Tonino Bello ci dava questa perla di Sapienza maturata nella preghiera. Infatti colui che ha amato è morto per me e per tutti, ha compiuto la Parola di Dio facendo vendetta dei suoi nemici, cioè trasformandoli in amici. Non dirà forse a Giuda: “ amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?” Questo verbo morire è associato ad altri verbi. Il primo è "risorgere". La felicità del cristiano è di sapersi amato da Dio, di scoprirlo in Gesù, crocifisso, morto, e risorto.

Non ho tempo di scrivere di più ma sono grato al Signore di aver potuto meditare e gustare assieme alle Assemblee domenicali e a qualche singolo la pedagogia che Gesù ci offre nelle letture della Messa per insegnarci passo passo ad amare. Alleluja! Lodate Dio!


Dal libro del profeta Ezechièle  Ez 33,1.7-9 

sabato 5 settembre 2026

SICUREZZA E LIBERTÀ NELLE NOSTRE SOCIETÀ. / 5 - 09 - 2026.

 




Il programma di “Futuro Nazionale” afferma, assieme ad altri argomenti provita, che “l’aborto non è un diritto”. Ho scoperto che la fonte è stata il programma del Movimento per la Vita, un programma solido frutto di riflessione e di esperienze di terreno. Sembra che l’abbiano scopiazzato.

Da cristiano può solo rallegrarmi che l’aborto ed altri argomenti simili ritornino in modo sensato nel dibattito politico mentre qualche nazione purtroppo ha inserito l’aborto nella propria Costituzione e, chiamandola “morte degna”, ha legalizzato l’eutanasia. Eppure, oltre che valori cristiani, il rispetto della vita e della famiglia fanno parte di ciò che la Chiesa chiama “diritto naturale”, cioè valori che possono essere condivisi anche da chi non professa una fede, ma usa soltanto la ragione per chiedersi cosa è giusto per l’uomo e la società.

Quindi tutto bene? Non ci sono rischi eventuali? Purtroppo ci sono.

giovedì 3 settembre 2026

UN NUOVO PECCATO: IL DEGRADO AMBIENTALE / Un documento della Santa Sede. 03 -09-2026



Papa Francesco già lo chiedeva ma l’abbiamo un po' tutti dimenticato: quando ti confessi, accùsati anche dei tuoi peccati contro l’ambiente. Nessuno li ricorda nella confessione, anche se esiste già nella società civile il reato ecologico. Alcuni sono reati maggiori come le discariche abusive o l'inquinamento da processi di produzione, ma anche a livello individuale, disperdere rifiuti nella natura, non fare la differenziata, sprecare il cibo, ecc. sono peccati. Papa Leone - che ha visto da vicino in Perù i crimini delle grandi compagnie minerarie contro la foresta amazzonica e i suoi abitanti e difensori - fin dai primi giorni del suo papato ha moltiplicato i discorsi e le iniziative per la responsabilità dell’uomo verso l’ambiente. Ieri la Commissione Teologica Internazionale (CTI) del Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato un documento approvato da Papa Leone XIV: “Prendersi cura della nostra Casa comune” “una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”.

mercoledì 2 settembre 2026

L'UOMO, "RICCO STOLTO" DISTRUGGE LA SUA CASA / 1° settembre, messaggio del Patriarca Bartolomeo. 09-2026.

 

Fonte Vatican News.

Il Patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I, figura molto ricca e importante è tra l’altro un pioniere della causa della Custodia del Creato e inventore del Tempo del Creato adottato in seguito da Papa Francesco e da altre confessioni cristiane. Nel suo messaggio per il 1° settembre 2026 egli chiama l’umanità ad interrompere il GEOCIDIO ossia lo sterminio della Terra (Gea in greco), quella guerra di tutti contro l’ambiente come diceva Papa Francesco, oltre alle varie guerre combattute tra gli uomini, e si apra allo sviluppo sostenibile, unica e necessaria via di sopravvivenza materiale ma anche spirituale perché la Terra ci è stata donata come riflesso della Sapienza del Creatore e come dono per tutta l’Umanità.

martedì 1 settembre 2026

ANNUNCIARE IL VANGELO NELLA SUA INTEGRITÀ FUNZIONA? / riflessione su 1 Corinti 2,1-5.

 


San Paolo arriva a Corinto dopo la batosta di Atene in cui fondamentalmente il suo discorso ben articolato non ebbe frutto (Atti 18,1) e decide di cambiare metodo annunciando solo “gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi” (Luca 1,1) e precisamente Gesù Cristo crocifisso, scandalo (1 Cor 1,23) e soprattutto stoltezza (da 1 Cor 1,18 a 25 Paolo ripete 4 volte la parola stoltezza) basandosi “sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza”. 

Come posso annunciare Cristo basandomi solo “sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio”. Cosa mi/ci manca per farlo? Cosa ci dice san Paolo? 

Un primo punto è che san Paolo è stato umiliato, si è ritrovato debole e senza certezze umane, forse chiedendosi se non avrebbe subito un altro smacco come ad Atene. Certamente ha dovuto trovare nella fede il coraggio di annunciare Cristo crocifisso e risorto come dice ai cristiani di Tessalonica, anche lì, dopo che a Filippi dove predicava insieme a Sila “i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere" (Atti 16,22-23). Da  una parte, in carcere, “Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio” con i ceppi ai piedi e tutti i lividi (Atti 16,25) e Dio li libera tramite un terremoto molto speciale che converte anche il capo carceriere. Perché allora Paolo scrive ai fratelli di Tessalonica che “dopo aver sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come sapete, abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio di annunciarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte”? (1 Tessalonicesi 2, 2). Dovrebbe esultare per le meraviglie che ha operato il Signore proprio a Filippi. Come comprenderlo? Forse, semplicemente, c'è in noi la realtà nuova, le meraviglie del Signore, e c'è ancora l’uomo vecchio che ricorda le sofferenze e deve imparare a gestire le conseguenze della persecuzione, delle ferite ricevute. Questo uomo vecchio esiste e resiste. Altrimenti Gesù non avrebbe sofferto nella sua vita e nemmeno sulla croce. Ma l’amore di Dio permette di trionfare di tutto e dona lo Spirito, il coraggio di lodare Dio in tutte le circostanze, anche quando umanamente la situazione si presenta negativa. Meditiamo questo. San Paolo, salvato gratuitamente dall’amore di Gesù, e consapevole che solo in Gesù si trova la pienezza che lo giustifica e non nei suoi sforzi, non nella Legge e i suoi precetti, sa però che il Signore vuole che egli lo segua e che le prove che subisce sono efficaci e necessarie. Per annunciare il Signore bisogna seguirlo, vivere in comunione con lui prendendo la propria croce. 

Inoltre vivere con Cristo esige una preghiera costante ancorata nella Parola e nel servizio che per l’apostolo è l’annuncio della risurrezione e la formazione dei credenti. Il servizio della Parola è prioritario su quello delle mense (Atti 6,4). Questo servizio, questa missione diventa culto:“Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo” (Romani 1,9). La preghiera non formata diventa facilmente una preghiera come quella dei pagani condannata da Gesù (non significa che il Signore non ami i pagani, ma in un mondo così religioso come quello  antico, se “basta che si preghi”, cosa aveva da insegnare il Signore, dove sarebbe la Buona Notizia?)

Tiriamo due conclusioni: anche per Paolo il suo servizio è un cammino: “al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo". (Filippesi 3, 8-13).  Ancora dice: “Abbiamo addirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte per imparare a non riporre fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscita i morti”. (2 Corinzi 1, 9). Pur in tono minore, i compagni di evangelizzazione di Paolo hanno camminato e condiviso la stessa grazia. 

La seconda conclusione è la più importante: annunciare il Vangelo nella sua integrità ha funzionato!, ha portato frutti meravigliosi, anche in mezzo a persone che non sembravano pronte sia perché lontane (pagane) sia perché vicine (ebrei) e convinte di non avere nulla da cambiare nella loro impostazione di vita. Ma il cuore dell’uomo è fatto per Dio e il suo Spirito di Verità lo convince e lo libera.     

Puoi vedere anche il post del 2020 sulle stesse letture compreso il Vangelo:   La Gioia del Vangelo: NELLA DEBOLEZZA, CON MOLTO TIMORE E TREPIDAZIONE / Lunedì XXII sett. T.O.                     


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  1Cor 2,1-5

lunedì 31 agosto 2026

GRANDE FERVORE PER CIÒ CHE INGANNA, PIGRIZIA PER I VERI VALORI, COME MAI? / Dall'Imitazione di Cristo. XXII sett. T.O. 31 - 08 -2026.

 



L’imitazione di Cristo, un libro medievale di autore sconosciuto chiamato “Quinto Vangelo” da una persona dello spessore di Bossuet, un libro formatore e ispiratore di grandi santi da sant’Ignazio di Loyola fino a santa Teresa di Lisieux e san Giovanni XXIII e tanti altri, ci presenta nel breviario di oggi in modo molto limpido un punto fondamentale della vita spirituale: come mai si corre - anche tu - per i beni spesso illusori della vita terrena pur sapendo che la morte cancellerà tutto, e così poco per i beni eterni che sono offerti con tanta generosità e abbondanza dal Signore e che sono poi la sorgente di tutti i beni, anche terreni? “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l`animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta. Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno”  (Luca 12, 29-32; vedi Matteo 6, 32). “Gesù rispose: "In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”. (Giovanni 6, 26). La pigrizia spirituale per cercare i beni eterni ha un nome particolare: l’accidia, che i santi chiamano la "terribile". Leggiamo questo prezioso brano. Vi troveremo un termine poco usato : "querulo", cioè una persona che si lagna in continuazione, spesso per abitudine o per piccoli motivi.  


Dal libro della «Imitazione di Cristo»  ​(Lib. 3, 3)

domenica 30 agosto 2026

VA DIETRO A ME SATANA! / XXII DOM T.O., A, 2026.

 


Per Paolo il culto spirituale consiste nell’offrire il nostro corpo come sacrificio vivente. Come un culto spirituale può essere materiale? Non è forse una contraddizione? Chiaramente no. Tutto parte dallo spirito dell'uomo, dalla sua libertà profonda per giungere al corpo e all’azione. Il mio corpo sono io come il mio spirito, ma io sono uno spirito incarnato e tutto parte dalla mia libera volontà. Santa Teresa d’Avila chiese a Gesù : “Se la salvezza viene solo dalla fede perché vuoi le mie opere?” - “Perché voglio vedere la tua volontà!” fu la risposta. Madre Teresa dava questo criterio dell’autenticità dell’amore: “Amare fino a quando fa male”. Dobbiamo consegnare tutta la nostra vita al Signore per non rimanere illusi. “Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi” (Giacomo 1, 22). L’ebraismo ci ha insegnato ad essere concreti fino a chiudersi in alcuni in una religione delle opere e dei precetti, dimenticando la grazia. Paolo dovrà lottare tutta la vita per ristabilire il primato della grazia senza mettere da parte la necessità che questa si traduca in opere concrete. “Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta” (Giacomo 2, 17).

Il primato della grazia significa però primato di Dio e del suo amore. “Ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” esclamava sant’Agostino. Questo amore vuole essere come un fuoco in noi. 

Come avere questo fuoco? Dio vuole certamente donarcelo  ma Geremia testimonia che accoglierlo è un combattimento interno e che non troverà subito approvazione attorno a noi.

Dobbiamo almeno avere una costante e salutare inquietudine: Posso fare meglio? Gesù ha detto : “io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10, 10), come fare affinché egli realizzi questa sua promessa in me? 

Il Vangelo, dopo san Paolo, ci dà la risposta: 

Superare l’amore solo terreno di Pietro . Cosa fa di male Pietro?: si mette tra Gesù e Dio: “dietro a me, nemico (satana!)”. Facendo così potrebbe indurre Gesù a cadere diventando pietra di scandalo (è impressionante vedere che Gesù possa essere tentato dai suoi stessi amici!). Tutto questo perché il suo affetto e la sua visione della vita è secondo la mentalità umana e non quella di Dio. La maggior parte di noi, direbbe: ma cosa c'è di male!?!? Quante volte hai rimproverato Dio? Ma Gesù - a noi che ascoltiamo - dice:  «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?”

Prendiamo sul serio queste parole nella certezza dell’amore eterno di Gesù per noi, fino all’ultimo. E non ci fa male ricordarci che saremo giudicati: o le mie azioni saranno di vita eterna oppure avrò disperso, sciupato la mia vita, e la Parola che avrò ricevuto si rivelerà nella sua verità e forza : “Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni»


Dal libro del profeta Geremìa  Ger 20,7-9 

sabato 29 agosto 2026

LA STRATEGIA DEL DEMONIO PER PERDERCI E COME VINCERLO / Martirio di san Giovanni Battista, 29 - 08 - 2026.



Il demonio ha due strategie fondamentali: la prima è sedurre con promesse di beni non leciti, o con ragionamenti che intaccano la semplicità della fede in Dio. Dice san Paolo: “Temo però che, come il serpente con la sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo”. (2 Corinzi 11, 3). La seconda è far paura. Innanzitutto col passato e  forse di più col futuro, poi ancora con gli scrupoli che sono una malattia spirituale. La paura è un sentimento normale. E può essere estremamente potente, viscerale, fino a portarci nel panico, spingendoci alla fuga o alla paralisi. La ragione e la fede unite permettono di affrontarla e trasformarla in semplice prudenza oppure di sormontarla. Non dice la lettera agli ebrei che “per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita”? (Ebrei 2, 15). Ma giustamente Cristo ha preso la carne e il sangue nostri per vincere il potere del diavolo e in quel modo liberarci. Dio ci dà dunque la vittoria sul demonio ma può abbandonarci alla paura in modo che comprendiamo che solo in lui abbiamo la vittoria. È il senso del brano del profeta Geremia che leggiamo oggi e che dobbiamo meditare: “non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro”. La ragione deve appoggiarsi su ciò che è giusto, reale. La fede si appoggia sulla verità più grande e profonda che è la Parola di Dio.

La coscienza come la forza e l’agilità fisiche, la capacità di ragionare, si esercita, accumula esperienze, si affina, acquista discernimento.  

Invece “Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione;” mentre “chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna”. (Gàlati 6, 8). Da sempre Erode (e la sua corte) seminava nella carne, nei piaceri, nell’arbitrio. Anche se aveva visto in Giovanni Battista una luce, non aveva la forza di liberarsi dai tanti lacci che lo tenevano prigioniero e ordinò la sua decapitazione.


Dal libro del profeta Geremìa  Ger 1,17-19 

venerdì 28 agosto 2026

LE LETTURE DI OGGI: CHE BOTTA RAGAZZI ! / Sant'Agostino, 28 - 08 - 2026.

 

Sant'Agostino.

Le letture di oggi, che botta ragazzi! Mentre siamo preoccupati del numero in calo dei battesimi (delle comunioni, delle cresime e dei matrimoni, delle ordinazioni sacerdotali), san Paolo dice che il suo problema è un altro : far arrivare la Buona Notizia nel profondo del cuore di ciascuno affinché fluisca la vita divina, l'uomo sia strappato al potere del principe di questo mondo,  il demonio, ci sia il cambiamento di mentalità prima di entrare nella Chiesa la cui porta è il battesimo. Come prepariamo il battesimo dei bambini, come annunciamo il kerigma ai genitori e ai padrini? Esigiamo che ci sia un congruo tempo perché questa Notizia arrivi e germogli, ci diamo i mezzi perché tutte le famiglie possano essere seguite? Sant'Agostino viveva la carità fraterna senza però smettere di formare incessantemente i cristiani sull'esempio di Ambrogio e di Paolo. 

IL VANGELO È PACIFISTA? / Sul discorso di Papa Leone ai cappellani militari portoghesi del 24-08-2026.

 



Papa Leone fin dai primi giorni del suo ministero petrino afferma il valore de “la Pace disarmata e disarmante”. Anzi il suo primo saluto alla folla da san Pietro fu: “La Pace sia con tutti voi”. È il saluto riservato al vescovo. È appunto il saluto di Cristo risorto ai discepoli : “Pace a voi” (Giovanni 20, 19; 20, 21; 20, 26). La Bibbia è un continuo anelito alla Pace. Il termine Pace appare 320 volte nella Bibbia, di cui 23 volte nei Vangeli e altre 67 volte nel resto del Nuovo Testamento. Cristo è la nostra Pace, in lui Dio realizza la Pace attraverso la riconciliazione nel sangue della sua croce, e ci dona il suo Figlio come fonte e guida alla Pace, cioè al bene in pienezza. Papa Leone è ben conscio che la III guerra mondiale a pezzi - pezzi che si ricongiungono poco a poco in modo minaccioso - di cui parlava Papa Francesco prima ancora dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina, è una realtà innegabile e pericolosa per l’umanità intera. 

Allora che senso ha “la pace disarmata e disarmante”? 

giovedì 27 agosto 2026

LE MOTIVAZIONI DELLA RIFORMA LITURGICA / SC 8. La Catechesi del Papa del 26-08-2026

 

Giovanni Paolo II celebra
30 - 12 - 1988.

Papa Leone conclude le sue catechesi sulla Liturgia e vale la pena leggerla attentamente. La liturgia è in continua riforma, a volte in modo più limitato, altre volte più profondo. Ma non esiste Liturgia fissata per sempre. Già durante tutto il secolo XX, man mano che gli studi e gli esperimenti del Movimento liturgico andavano avanti, i Papi introducevano cambiamenti. Questo non significa che ciascuno può fare liberamente i cambiamenti che vuole. Questi sono gli abusi contro i quali Papa Leone rivolge un netto richiamo alla fedeltà ai testi e riti approvati. Ma anche in questo caso 1.: la Liturgia stessa prevede adattamenti secondo le varie assemblee. 2. Ogni conferenza episcopale può decidere adattamenti alla cultura locale. 3. Molti gruppi hanno - sempre con l’approvazione delle autorità competenti - delle particolarità proprie. È così per il rito ambrosiano molto antico e prestigioso, altri riti come il mozarabico, ecc. ma anche per gli ordini religiosi di rito latino e altri come per esempio il Cammino Neocatecumenale. Studiando a fondo la Liturgia antica e volendo applicare totalmente i principi della Sacrosanctum Concilium, cioè rendere i segni più pienamente significativi e comprensibili, quel movimento ha chiesto e ottenuto di portare cambiamenti alle indicazioni del messale romano. La condizione è per il Cammino Neocatecumenale di obbedire sempre alla Chiesa e non fare nulla senza l’approvazione debita. Quindi nella Liturgia neocatecumenale non c'è nessun abuso, e nella pratica possiamo constatare una eccellente fedeltà alla Riforma Liturgica del Concilio Vaticano II. 


I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 8. Le motivazioni della riforma liturgica

 

Cari fratelli e sorelle,

in questa ultima catechesi sulla Costituzione Sacrosanctum Concilium, desidero oggi soffermarmi sulle ragioni per le quali i Padri conciliari vollero promuovere una riforma della liturgia. È illuminante, in tal senso, la terza Lettera dal Concilio che il Cardinale Giovanni Battista Montini, allora Arcivescovo di Milano, inviò il 28 ottobre 1962 ai fedeli della propria Chiesa. La liturgia – scriveva – «è espressione sincera sia del divino che dell’umano. È linguaggio. È veicolo d’insegnamento divino da un lato, è voce di colloquio con Dio. È chiaro che essa non può rinunciare alla sua funzione didattica, e non può non offrire alla fede e alla pietà la possibilità di esprimersi con spontanea intelligibilità». [1] Mosso da queste convinzioni, il futuro Papa San Paolo VI affermava che i fedeli «non possono e non devono più rimanere muti e passivi. La loro materiale presenza non può accordarsi con la loro spirituale assenza». [2]